27 febbraio 2013

Che confusione! Sarà perché è lo Stato!

E cominciamo il tanto atteso intervento sui risultati delle elezioni con una parafrasi di una famosissima canzone dei Ricchi e Poveri (il mio gruppo preferito da bambina!).

Care/i amiche/i del Bestiario, evidentemente qualcosa di particolarmente scontato è accaduto.

Che l'Italia fosse un Paese evidentemente ingovernabile lo avevamo già ampiamente capito vivendoci ogni giorno (come ho avuto modo di scrivere in precedenza), ma lunedì scorso ne abbiamo avuto prova innegabile. La democrazia è bella perché è varia ma una maggioranza ci deve pur essere. In realtà siamo stati così bravi nel votare che alla fine si è creato lo scenario più complicato in assoluto da gestire, e più curioso da osservare.

Certo, la situazione sarebbe infinitamente più divertente se la Compiuta Donzella del 2000, che poi sarei io, fosse stata norvegese, neozelandese, canadese. Ma, ahimé, il Bel Paese le ha dato i natali e continua in un modo o nell'altro a sfamarla. Indi per cui, non lo nascondo, un po' di tensione anima il suo cuore. La crescita smodata dello spread BTP/BUND è indice del fatto che siamo diventati facile bersaglio per gli speculatori d'oltre frontiera e non solo, visto che l'instabilità fa calare la fiducia anche dei piccoli risparmiatori. E questa è sempre stata la storia della povera Italia: vessata, occupata, punzecchiata dalle potenze straniere, più convinte, dinamiche e forti di lei. Insomma, è da parecchi secoli che in un modo o nell'altro le buschiamo di santa ragione!
Ma un po' di ottimismo alla fin fine ci vuole: se la nostra cugina Grecia non è ancora andata in fallimento, qualche speranza di sopravvivenza c'è ancora.

Stavamo però parlando della nostra situazione politica. Involontariamente (perché dubito che il popolo italiano si sia messo d'accordo in maniera così perfetta) è stato creato, a grandi linee, il famigerato triumvirato, che potrebbe ricordarvi dei nomi notevoli nella storia dell'Antica Roma. E' una forma di organizzazione altamente instabile ma che potrebbe portare a dei vantaggi notevoli, sempre che le parti in gioco riescano a mettere temporaneamente da parte il loro egocentrismo e la smania di potere. Il primo triumvirato, ed il più famoso per gli attori in gioco, fu quello di Giulio Cesare, Pompeo Magno e Licinio Crasso: vi invito a leggere come si è costituito per fare un rapido paragone con la nostra Italia.
Due uomini già padroni della scena politica ma in contrasto fra loro ed uno emergente e baldanzoso: ho come una sensazione di déjà vu!
Alla fine tutti e tre ottennero ciò che volevano, salvo poi scannarsi in allegria (date a Cesare quel che è di Cesare). E' interessante comunque notare come, seppur per un periodo breve, si siano spalleggiati reciprocamente per degli obiettivi primari per loro, riuscendo a piegare il senato alle loro volontà.

Anche i nostri squallidi partiti ora hanno la possibilità di governare per un breve periodo con un accordo del genere. Certo, una soluzione chiaramente all'italiana, ma almeno possiamo vantarci di illustri predecessori! Da quel che sono riuscita a carpire dai fumosi programmi proposti in campagna elettorale, ci sono dei cavalli di battaglia dei tre schieramenti: non sono soluzioni in netto contrasto fra loro e la gente molto probabilmente ha dato il suo voto anche per quelle motivazioni.

Se quindi si riuscisse a spingere l'acceleratore sull'intelligenza ed il senso civico (ok, il primo triumvirato era un po' un'associazione a delinquere, ma stendiamo un velo pietoso sull'Italia di oggi), si potrebbe evitare un nuovo giro di consultazioni elettorali, si potrebbero dare delle riforme volute dalla gente e si potrebbe alleggerire il carico che tutti noi ci portiamo sulle spalle.

Ovvio, è un compromesso, ma ricordiamoci che siamo un popolo di compromessi! XD

22 febbraio 2013

L'orso siberiano

Un altro post in pochi giorni? Miracolo!

Sarà l'ansia da prestazione da voto (e Fantozzi ne sa qualcosa), ma ultimamente la Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) ha proprio voglia di scrivere.

Oggi, visto che comunque queste solo le pagine del Bestiario, parleremo dell'Orso Siberiano. No, non è il simpatico plantigrade che ruba i cestini in Siberia ma una candida e soprattutto fredda tempesta di neve. Gli aruspici del meteo affermano che insisterà sulle Fredde Terre del Nord per quattro giorni: siamo al secondo ed effettivamente le mie morbide manine iniziano a screpolarsi per il gelo intenso (lo so, dovrei mettere la crema ed i guanti ma me ne dimentico). In compenso, dato che la neve è fitta ma anche fine, le strade non stanno risentendo delle avverse condizioni meteorologiche e la Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei sempre io) può sfrecciare sulla sua cabrio.
Ovviamente non con la capotte abbassata!

Il paesaggio quindi è piacevolmente imbiancato ma senza disagi per la vita di tutti i giorni: speriamo che la situazione non precipiti nel weekend, visto comunque che dovremo esercitare il nostro diritto/dovere di voto.

Voglio però spendere una parola anche sul vero orso siberiano, conosciuto dalla comunità scientifica come Ursus Arctos Collaris: costui è un simpatico bestione dal pelo bruno e folto (in verità è il più lungo in assoluto fra gli orsi bruni) che si diletta a passeggiare in gran parte della Siberia e nella Mongolia settentrionale (grazie Wikipedia). A quanto pare ha un caratterino mica da ridere e come aggressività è paragonabile al più famoso orso grizzly. Inoltre ha gusti molto più carnivori rispetto ai suoi parenti europei e sembrerebbe snobbare il miele, preferendo lepri, alci e cervi, che cattura lanciandosi dai pini come fosse un ninja. Il suo sport preferito è la distruzione di rifugi e magazzini dei cacciatori ove vi è presenza di cibo (altro che cestini).

In conclusione, ringrazio chi di dovere per avermi fatto conoscere dal vivo l'Orso Siberiano nevoso piuttosto che l'orso siberiano peloso.

21 febbraio 2013

Sanremo 2013: pensieri e parole

Un buongiorno a tutti/e gli amici/che del Bestiario!

Mentre la neve scende morbida su questa grigia (che poi tanto grigia non è) città delle Fredde Terre del Nord, la vostra Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) ha deciso di esprimersi sulla più importante manifestazione canora italiana conclusasi nello scorso weekend.

Ovviamente sto parlando del Festival di Sanremo 2013, che ha visto come vincitore il buon Marco Mengoni, seguito dall'ironia di Elio e le Storie Tese e dallo struggimento dei Modà.
Devo confessarvi che ho visto quasi tutte le serate della competizione e che, rispetto alla scorsa edizione, le canzoni in gara non mi ispiravano un granché.
Come potete ben immaginare, l'unica che mi ha effettivamente impressionata è la famigerata Canzone mononota di Elio e le Storie Tese: basta guardare la grafica di questo blog per capire il perché. E' anche vero però che da un punto di vista musicale il pezzo è davvero un capolavoro ed una non troppo velata critica agli eccessivi virtuosismi ed alle composizioni con quattro note in croce.

Mengoni ci sta: ha una voce particolare (anche se a volte mi ricorda il personaggio Zed dei film Scuola di polizia), la canzone è orecchiabile, l'ascolto lascia un'impronta abbastanza durevole. Il sottolineare il fatto che Mengoni provenga da un talent show (se non erro X-Factor) è, a mio parere, indice di scarso rispetto per la musica: sono la canzone e l'interpretazione del cantante a dover essere "giudicate", non un trascorso che nemmeno rientra nella categoria dei delitti. Ed anche l'argomentazione sul fatto che costoro abbiamo un notevole vantaggio al televoto non regge in piedi: se vuoi ascoltare l'opinione dei telespettatori, che alla fine sono i veri fruitori dei pezzi in gara, allora non puoi puntare il dito contro le loro scelte, indipendentemente dalle ragioni che le dettano. Anche perché il prezzo di un voto così espresso (1,01 euro) non è poco. In sostanza: non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.

Per i Modà il discorso fatto da alcuni critici è abbastanza corretto: la canzone in gara assomigliava a grandi linee a quella vincitrice dello scorso anno, cantata da Emma. Va anche detto però che l'autore è il medesimo (proprio il cantante dei Modà) e che anche qui vale la regola del giudizio sul pezzo, che sicuramente non era identico al precedente. Poi si parla anche di un complotto della giuria di qualità e di un tam tam sul web atto ad avvantaggiare Mengoni proprio per penalizzare i Modà: mi vien da consigliare di pensare alle cose importanti e non a queste corbellerie. Come ogni anno sarà  il mercato a decretare il reale vincitore di Sanremo.

In ultimo, non ricordo se vi ho rivelato o meno il mio trascorso Sanremese: lo scorso anno ho infatti partecipato alla kermesse in qualità di giurata della giuria popolare (quella della seconda serata che ha dato punti doppi). Devo confessare che l'esperienza in sé è stata affascinante ma alquanto stressante: non un attimo di tranquillità, scortati dalla polizia durante il tragitto finale verso il teatro, chiusi in una sala (forse per musica jazz, visti gli strumenti presenti) ad un non precisato livello sotterraneo, rifocillati con alimentari non di qualità eccelsa, orari di riposo improponibili per degli esseri umani. Ma comunque non è stato del tutto spiacevole: personalmente ho percepito la tensione e l'ansia tra gli addetti ai lavori, l'eccitazione gioiosa dei ballerini, la simpatia di alcuni cantanti. Ricordo infatti l'empatia tra il pubblico e personaggi come Emma e Noemi, che si sono attardate prima di scomparire dietro le quinte per salutare tutti, oppure Carone, che sprizzava timidezza da tutti i pori. Mi preme anche sottolineare il fatto che l'acustica nel teatro è totalmente differente da quella televisiva: alcune imprecisioni sono impercettibili dal vivo mentre vengono esaltate nella trasmissione.

Ma tutto scorre ed i ricordi si affievoliscono: l'anno prossimo probabilmente non mi ricorderò più niente! 

20 febbraio 2013

Il voto è una cosa seria, noi no.

Carissime/i amiche/i del Bestiario,

siamo agli ultimi sgoccioli di una campagna elettorale fatta di scontri, accuse, colpi di scena, inchieste ma soprattutto tanta, tanta confusione.
Ed in questo clima di totale ed incommensurabile devastazione socio politica, il popolo italiano sarà chiamato domenica ad esprimere una preferenza verso chi vuole alla guida del Bel Paese.

In tutta onestà vi dirò che la Compiuta Donzella del 2000, che poi sarei io, non ha la più pallida idea circa il simbolo dove apporre la sua croce. Perché alla fin fine, qualunque sia la scelta, molto probabilmente saremo noi a dover portare la croce. E con noi intendo i normali cittadini, che ogni giorno escono di casa e sanno che devono darsi da fare per avere qualcosa da mettere nel piatto. Dopo tutto, l'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Ma c'è un grumo di insofferenza nella mia mente che spinge da molto tempo per venire fuori in queste pagine virtuali: la vera realtà, quella che facciamo finta di non vedere, è che siamo proprio noi a fare schifo. Siamo noi che contribuiamo attivamente a dare potere alle caste, a far evadere gli evasori, a non far funzionare la sanità, a dare una mano alla criminalità organizzata, a creare le emergenze dei rifiuti, a far aumentare il tasso di disoccupazione, a mandare all'aria i conti dell'INPS, ad inquinare il territorio, ad incitare al furto le amministrazioni locali disoneste, ad incentivare il fenomeno del nepotismo, a produrre una classe politica totalmente ed inequivocabilmente specchio di quello che siamo.

E' un ribrezzo che monta prepotentemente e che mi fa venire in mente:
- l'idraulico che cambia una guarnizione e chiede alla pensionata vedova "Signora, sono 30 euro ma 40 se vuole la fattura"
- il ragazzo che sale sul treno senza biglietto e dice "Tanto nel tragitto che faccio io il controllore non passa mai"
- l'uomo che dice "Al colloquio mi avevano detto che quel posto di lavoro era mio e l'avevo detto ad un mio amico. Poi il mio amico è andato dal suo parroco, che era lo stesso del titolare dell'azienda, ed è stato lui a mettersi giacca e cravatta per il primo giorno di lavoro."
- il ragazzo che parcheggia ed aspetta la polizia ore ed ore davanti alla sua macchina perché una psicopatica aveva deciso che quel posto era suo ed attende che si allontani per rigargli la portiera
- il direttore che lascia un giovane per dieci anni in borsa di studio perché così paga meno contributi...quelli per la sua pensione
- la signora a passeggio con il cane da 1000 euro che non raccoglie l'immonda deiezione della sua non piccola bestiola, impestando il marciapiede
- la panettiera della porta accanto, che fa pagare un cornetto 2 euro e si "dimentica" sempre di fare lo scontrino
- il padrone del negozio che dice "Il contratto te lo devo fare di 1100 euro per legge, ma poi ti pago 800 euro", lasciando alla nemmeno trentenne ragazza l'onere di pagare le tasse su una cifra che non guadagna
- il famigerato dentista che per due ore di lavoro distribuite in due giorni si fa pagare 400 euro ma ne chiede 600 con fattura
- il medico che nemmeno visita il paziente e sa già che deve prescrivere un anti-infiammatorio perché "Eh, c'è in giro questa malattia", o che prescrive 3 colonscopie nel giro di 5 mesi ad una signora di 70 anni rischiando di causarle seri danni all'intestino
- l'uomo, ex ferroviere, che è potuto andare in pensione a 35 anni, e non di contributi, e che si vanta di averlo fatto
- tutti coloro che come minimo guardano in cagnesco due omosessuali che passeggiano tenendosi per mano
- la ragazza che ha giaciuto, generando un figlio, con un uomo ultra sessantenne, ricco industriale sposato, perché così ha ottenuto un appartamento in centro ed una vita agiata
- l'adolescente che cammina sul marciapiede, si gira un secondo e sputa una schifezza mai vista nel bel mezzo del passaggio
- i pendolari che affollano lo spazio davanti alle porte quando nei corridoi c'è un'ampia pista per ballare il valzer
- sempre il pendolare che, con il treno stracarico di persone, non vuole arrendersi e si getta in mezzo alla gente spingendo e premendo senza nemmeno chiedere scusa
- chi decide il numero di carrozze dei treni, che pur sapendo delle lamentele dei pendolari se ne frega e li lascia scannare
- il tassista, che con tariffe standard decise dal comune per percorsi particolari, fa pagare 5 euro in più al povero turista inconsapevole
- il giovane aitante che in metropolitana siede sul posto riservato agli invalidi e l'anziano invalido che si regge al palo tentando di non cadere
- la fanciulla che sul treno di sera urla come un'aquila al cellulare dimenticandosi (o fregandosene) della gente stanca attorno a lei

Insomma, l'elenco potrebbe essere molto più lungo, oserei dire quasi infinito, ed è un misero spaccato della nostra quotidianità, degli italiani e dell'Italia. L'onestà, l'educazione, il rispetto sono ormai spettri sbiaditi di un passato che magari non abbiamo mai vissuto. Ed in questo contesto, cosa mai potremmo sperare per il nostro futuro?

Il sonno dei valori genera mostri.

21 dicembre 2012

Siamo ancora qui!

Carissimi esseri umani,

nonostante tutti gli stravolgimenti socio-politici degli ultimi tempi, nonostante la crisi economica, nonostante l'umorismo dei Maya ed il catastrofismo di Mistero...siamo ancora qui.

Fino a questo momento il mondo non è ancora finito e le prime pagine virtuali dei maggiori quotidiani italiani ci propinano le solite "belle" notizie: nuove leggi, nuovi litigi tra partiti, nuove violenze (stupri, omicidi, rapimenti), ecc. Diciamo che la vera novità è rappresentata dalla nuova Miss Universo, anche se l'elezione avviene ciclicamente ogni anno.

Insomma, dopo tutto questo parlare, vociare e strillare, dopo tutti questi soldi spesi per costruire bunker a prova di guerra termonucleare oppure per trasferte in paesini francesi sperduti in mezzo alle Alpi, mi aspettavo almeno almeno un piccolo meteorite, dalle dimensioni di un pallone da calcio.

Invece niente di niente.
La Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) si sente anche un po' truffata: a questo punto i Maya assumono più la connotazione di un telepromotore che tenta di svendere l'Ennesima Cretinata Che Solo I Fessi Possono Comprare ®.
"Signori e signore! Il 21 dicembre 2012 finirà il mondo! E' un'occasione unica ed irripetibile! E non potrete nemmeno raccontarlo in giro!"

Ma diciamoci davvero la verità!
I poveri Maya potevano mai immaginare che gli uomini del 2012 sarebbero stati una massa di creduloni, stressati, oppressi, frivoli e beoni, capaci di inventarsi le storie più assurde basate sul nulla?
Ovviamente speravano in un futuro migliore! Ed invece eccoci qui, i pessimisti ad immaginare terribili disastri, distruzione e morte tra atroci sofferenze, mentre gli ottimisti ballano in attesa dell'era dell'Acquario o della venuta degli alieni.

I realisti, come la Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io), sono al lavoro per guadagnarsi il pane quotidiano (ok ok, fine pausa post).

05 dicembre 2012

Una voce dal passato

Cari/e amici/che del Bestiario!

Dopo un così lungo periodo di assenza, riecco la vostra Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) su queste amene pagine virtuali: se volete dare la colpa a qualcuno, prendetevela con Marco, che in un commento al precedente post mi ha evocata.
E quindi come il buon vecchio Ifrit (per i fan di Final Fantasy) mi accingo ad irrompere sulla scena con le mie corbellerie!

Iniziamo con un piccolo aggiornamento della situazione: a partire dal mese di ottobre scorso, la Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei sempre io) ha issato il suo vessillo in cima al castello di cui vi parlavo nei mesi scorsi. Con gran calma la fisionomia dell'arredamento sta prendendo forma, grazie a lasciti mobiliari gratuiti di parenti ed amici ed acquisti ponderati (e non), proporzionali alla ristrettezza economica derivante dalla mazzata bancaria.
Per avere il mutuo, infatti, la Compiuta Donzella del 2000 (vabbé, che lo dico a fare, son sempre io) ha dovuto recuperare tutto il recuperabile ed è stata salvata da un intervento quasi santo di un caro amico: certamente non sono io la prima che lo afferma e conferma, ma le banche in questo periodo stanno ponendo delle condizioni al credito che rasentano quasi il ridicolo. Vi dico solo che, a fronte di una prima valutazione positiva in quel di Febbraio, per ottenere il finanziamento a Settembre ho dovuto abbassare la richiesta di ben 20.000 euro.
E purtroppo non sono una parlamentare italiana, che con due mesi di stipendio copre tranquillamente la cifra.

Ma sarebbe stupido lamentarsi più di tanto: sono stata alla fin fine una delle poche fortunate che è riuscita ad accollarsi la condanna a 30 anni di mutuo nella corrente situazione economica, con una rata più che gestibile.

Chi invece è preoccupato per le mie attuali condizioni di vita, in assenza dei miei augusti genitori rimasti nella magione natia, non deve struggersi: la famigerata Guaritrice mi ha seguita ed il più delle volte evita miei infortuni, oppure pone rimedio al danno compiuto. Infatti al momento sono riuscita unicamente a tagliarmi un dito nel tentativo di affettare un piccolo pane fatto in casa da me medesima (e quindi con una durezza simile a quella di un sasso).

Scevra ormai da opprimenti pensieri economici e non, la Compiuta Donzella del 2000 (vedi sopra) trotterellerà più spesso da queste parti, per angosciare ed irritare la maggioranza degli Internauti che cadranno nelle ragnatele del Bestiario.

24 luglio 2012

Com'è dura l'avventura

Un buongiorno a tutti/e gli/le avventori/trici del Bestiario!

Per l'ennesima volta ho ripristinato il bannerozzo in header del sito, che su Imageshack viene ciclicamente cancellato (ora l'ho spostato su Picasa, tranquilli!). Nel frattempo, nella vita reale mi son data parecchio da fare per raggiungere l'obiettivo principale: la conquista del castello della Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io)!

Dopo un compromettente documento, che prende appunto il nome di compromesso, firmato a marzo, a settembre dovrò contrarre definitivamente un debito che mi accompagnerà per i prossimi 30 anni, per entrare ufficialmente in possesso della magione.
Con grande gentilezza, l'attuale signore del castello mi ha concesso di entrare nelle sacre mura per effettuare lavori di ripristino: con l'aiuto del fidato padre, il quale, nonostante il leggero infarto avuto l'anno scorso, sembra un bimbo in un parco giochi con i suoi attrezzi da fai da te, sto quindi saggiando una vita alternativa, nella quale, smessi i panni della programmatrice, svolgo il mestiere di muratrice/pittrice edile.

Attualmente, dopo aver stuccato tutti i muri e preparato gli ambienti per la verniciatura, in ballo ci sono il rinfrescamento dei serramenti in legno (affidato a me) e la sostituzione di alcune piastrelle rotte nel soggiorno (del quale se ne sta occupando il mio forzuto padre). Inaspettatamente, nonostante i muscoli doloranti, dacché abituati alla sola pressione di tasti, devo ammettere che il DIY (Do It Yourself, ovvero Fai Da Te) mi intriga parecchio. Probabilmente tutto ciò è una proiezione fisica del mio slancio creativo virtuale, con relativa soddisfazione nel constatare risultati tangibili derivanti dai miei sforzi.

In sostanza, finita questa opera di ristrutturazione, probabilmente alla fine della settimana di Ferragosto, coincidente con le mie ferie lavorative dedicate all'imbiancatura dell'appartamento, si aprirà la fase di attesa del rogito. In questo periodo le spese si limiteranno al minimo, per arrivare all'appuntamento con "numeri corretti", ma una volta che la scure della responsabilità di proprietaria di immobile si abbatterà sul mio collo ci sarà da divertirsi.

Ho infatti intenzione di popolare il mio regno di mobili con molta calma (purtroppo la crisi si fa sentire, soprattutto per chi non ha copiose entrate e dorate origini) ma soprattutto di renderlo davvero personalizzato tramite l'installazione di diavolerie tecnologiche. Ho un paio di idee per la testa, quasi tutte gravitanti intorno al nome "Arduino", ma i tempi sono ancora troppo immaturi per parlarne.

Non temiate quindi per la mia incolumità se il silenzio si approprierà di queste pagine per un periodo non molto breve: la vostra Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) si sta adoperando per costruirsi un futuro migliore!

13 maggio 2012

Uno sguardo al mondo

In questa ventosa domenica, porgo un cordiale saluto a tutti/e i/le visitatori/trici del Bestiario!

Nella settimana appena trascorsa, la Compiuta Donzella del 2000, che poi sarei io, ha potuto notare come i media italiani si siano soffermati su una dichiarazione di quello che può essere definito a buon diritto l'attuale uomo più potente del mondo. Ovvero il presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama.

Come tutti voi saprete sicuramente, recentemente Obama si è dichiarato favorevole ai matrimoni omosessuali, da buon esponente della fazione democratica. Ed ovviamente ciò ha generato una serie di plausi e critiche a livello internazionale.

Ed ora il ben più modesto pensiero della Compiuta Donzella del 2000, che poi sarei io!
Se un uomo ed un uomo o una donna ed una donna vogliono affermare dinanzi alla comunità la loro volontà di stare insieme come compagni/e, non vedo quale sia il problema. E con questa affermazione, necessariamente deve esserci un riconoscimento da parte della società dei diritti che ciò comporta ma soprattutto un'accettazione di tale unione.

Avviso in anticipo che il primo che commenterà che un matrimonio deve esistere forzatamente tra uomo e donna perché così è naturale o così dice la Chiesa, incontrerà un poderoso muro dialettico. In primis perché la legge di natura ha talmente tante sfaccettature che denigrarla ad un misero aut aut significa dotarsi di pesanti paraocchi, ed in seconda battuta nessuno sta chiedendo un matrimonio religioso nella splendida cornice di San Pietro (libera chiesa in libero stato).

Quindi sì ai matrimoni omosessuali, o per lo meno al riconoscimento sociale e legale della loro unione.

10 maggio 2012

Luridi e schifosi animali...

...sono coloro che usano violenza nei confronti delle donne di tutte le età. Anzi, a dire il vero gli animali sono probabilmente offesi dall'essere citati in rapporto a queste accozzaglie casuali di cellule.

Basta aprire almeno una volta al giorno un sito internet di un qualsiasi giornale per scoprire maltrattamenti, stupri, omicidi perpetrati contro le donne. Ovviamente non è una novità: ben prima dell'era dell'informazione, anzi sicuramente in misura maggiore, gli uomini, non tutti per carità ma una percentuale non irrilevante, si sono scagliati contro un essere dell'altro sesso.

Purtroppo anche io sono stata vittima, seppur in maniera quasi irrisoria, del comportamento di un maniaco depravato e folle. Ovviamente su di un mezzo pubblico, per fortuna non da sola. E non dimenticherò mai lo sguardo di pura pazzia che quegli occhi sprigionavano. Fondi di bottiglia specchio di un'anima inesistente, capace di compiere qualsiasi cosa. E mi metto per un istante nei panni di quella ragazzina di 13 anni che è stata violentata da uno squilibrato simile, addirittura nell'androne del suo condominio a Milano.

Urlare e nessuno che accorre in tuo aiuto, tentare di liberarsi e non riuscire a causa della forza soverchiante di un uomo di trenta anni. Lo shock, il disgusto, la rabbia. Una rabbia che mi porta a dire che simili individui dovrebbero essere condannati a rimanere chiusi in una stanza per una settimana...insieme a coloro che hanno sempre accudito quella ragazza come il tesoro più prezioso. Non guardare, girare la faccia dall'altra parte, non sentire e non intervenire. Deve provare quello che ha fatto provare.

Una sfumatura non troppo velata della legge del taglione? Sicuramente. Ma come si può perdonare? Come si può "curare" la vita di quella ragazzina? Non si può.
Non è cristiano, non è eticamente corretto. Ma come si può ospitare il persecutore nelle italiche prigioni per X anni, dove X è un numero variabile discendente, per poi, alla fine della pena, aprirgli le porte dicendo "Ora che hai pagato va' e non lo fare più"?

Quegli occhi sono malati. Un violentatore seriale, un omicida difficilmente cambiano. Dobbiamo dare una seconda opportunità a tutti? Ditelo ai genitori della ragazza ventenne che è stata uccisa recentemente in Sicilia. O ai figli dell'anziana massacrata in Campania. Dite loro che si deve sempre perdonare. Dite loro che è giusto far vivere una vita normale ad un delinquente dopo che ha scontato la sua pena. Ditelo alla madre della ragazza di Genova barbaramente uccisa in strada dall'ex, già fortemente sospettato di un precedente omicidio. O ai figli della sarta inglese che hanno visto la madre morta, con il corpo deturpato.

Se i vostri occhi avessero visto una scena simile, se vostra madre, vostra sorella, vostra moglie, vostra figlia, la vostra compagna fossero in un elenco della polizia sotto il capitolo "vittime", cosa fareste? Cosa chiedereste?
Perdonereste l'uomo senza anima?

08 maggio 2012

Basta che si muovi

Meravigliose menti eccelse che vi fermate a pascolare in questo misero blog, io vi saluto!

Volevo farvi partecipi di alcune considerazioni sulla realizzazione di siti web nate dopo una riunione di lavoro. Riunione durata 3 ore per via di incomprensioni mentali fra i due committenti e per vani tentativi di spiegazione che il ciclo produttivo di un sito web non deve andare in loop infinito.

Passi ore a rendere reale l'impossibile con complicatissime funzioni solo per soddisfare le esigenze del cliente.
Il grafico crea 20 bozzetti per dare forma all'idea estetica del cliente.
Il bozzetto scelto diventa pagina di prova per mostrare le interazioni con l'utente perché il cliente deve vedere.

Ma dopo tutto ciò,  appena prima delle consegna del sito, ti verrà detto: "Ma qui non si muove niente da solo! Non c'è niente che lampeggi! Il testo deve essere di Colore Improponibile all'Occhio Umano ®! Devo fare io il vostro lavoro e dirvi che un sito si deve muovere? Copiate pari pari il sito del nostro competitor!"

Quindi non perdete tempo prezioso a sviluppare innovazioni e a pennellare layout leonardeschi: mettete solo un cavolo di testo lampeggiante, possibilmente di un colore fastidioso, ed uno slider pessimo.
Il vostro cliente non vi ringrazierà ma almeno fisserà inebetito "i movimenti".

P.S. la riunione si è conclusa positivamente dopo la promessa di inserimento di una gif animata: il cliente si è ritenuto soddisfato, esternando il suo stato d'animo con un "Ora sì che va bene! E' tutta un'altra cosa!"

05 maggio 2012

Il furgoncino del mistero

Carissimi/e visitatori/trici di questo umile luogo!

Oggi la vostra Compiuta Donzella del 2000, che poi sarei io, vi svelerà uno dei sette segreti moderni dell'ameno paesino in cui vive, nelle fredde Pianure del Nord.
Si tratta del mistero del furgoncino...o furgoncino del mistero...insomma, chiamatelo come volete poiché tanto la sostanza non cambia!

Nel lontano autunno dello scorso anno mi è capitato, per caso, di intravvedere nel parcheggio (a disco orario) della stazione ferroviaria del sopracitato paese un furgoncino quasi uguale agli altri.
Quasi perché aveva attirato la mia attenzione per alcuni particolari: non disdegnando l'osservazione di automobili & co., non avevo mai visto quel singolare modello ed il fatto che recasse una targa lituana l'ha impresso indelebilmente nella mia limitata memoria.

Sta di fatto che successivamente a più riprese ho scorto lo stesso furgoncino, sempre nelle stesso posto e con la stessa posizione delle ruote. L'autunno aveva poi passato il testimone al generale inverno, che ha agito con le sue armi naturali. Sul povero furgoncino, e sulle multe che ogni tanto visionavo sul suo parabrezza, si è abbattuto il freddo intenso, che fa stridere gli ingranaggi, ed una candida coltre di neve.

Poi è arrivata la piovosa primavera, che ha lavato via dal nostro eroe di ferraglia il vecchiume dell'anno passato e ripulito i tergicristalli pieni di rimasugli irriconoscibili di multe. In tutto ciò, frotte di zelanti poliziotti, carabinieri, vigili urbani e persino militari dell'esercito si sono susseguiti per garantire sicurezza e legalità.
Ma mai nessuno di loro ha notato il tapino bianco, se non per lasciare un ricordo di sé sottoforma dell'ennesima multa.

Si sa, ci sono questioni ben più gravi da tenere in considerazione, ma se una seppur nobile ed augusta cittadina, quale è la Compiuta Donzella del 2000, che poi sarei io, si è avvisa dello stato dell'ormai familiare furgoncino, come è possibile che nessun rappresentante della pubblica sicurezza si sia mai posto delle domande sulla continua ed imperterrita presenza dello stesso?

Molte volte la vostra fulgida scrittrice è stata sfiorata dal desiderio di coinvolgere gli uomini in divisa in questo inquietante mistero, ma è stata sempre frenata dalla volontà di sapere fino a quando un furgoncino può sostare dimenticato in un punto a così alto traffico. Anche perché se la Compiuta Donzella del 2000, che poi sarei io, dovesse mai posteggiare il cocchio in uno spazio non adatto, nel giro di pochi minuti un malvagio carro attrezzi si presenterebbe per recarle non pochi dispiaceri.

Sono combattuta ed inquietata. Che fare? Squarciare il velo ed indicare l'evidente presenza oscura a chi di competenza (che di fatto non è competente altrimenti non ce ne sarebbe bisogno), oppure tacere e rimanere spettatrice non pagante del circo della vita?

Nel frattempo un furgoncino bianco, in solitudine, si sta godendo una procella in un parcheggio di una stazione...

03 maggio 2012

L'amicizia tra cane e gatto

...è possibile e ve ne sono parecchi casi. Solo due canidi, ovvero i miei due demoni pelosi, non mi avevano mai dato l'impressione di aprire uno spiraglio almeno alla tolleranza di un felino.

Oggi mi sono dovuta inaspettatamente ricredere.
Per la prima volta in anni hanno "tollerato" la vista di un gatto, ovvero l'atipico felino di mia cugina. Atipico perchè completamente estraneo ai caratteristici comportamenti della sua specie: è insomma una sorta di cane con le unghie rettrattili.

Sarà forse per questo che due cani da caccia l'hanno bellamente snobbato pur avendolo davanti?

Ai posteri l'ardua sentenza!

20 aprile 2012

App o non app? Questo è il dilemma!

Wazzuuuuup!

Con questo saluto non convenzionale vi accolgo nella mia umile dimora virtuale!

L'argomento del post odierno è permeato di mobile (non il pezzo di arredamento), dal momento che andrò a focalizzare il mio sforzo intellettuale sulla realizzazione di applicazioni per dispositivi mobili.

Recentemente ho avuto modo (mio malgrado) di sviluppare software di siffatta guisa, più precisamente per iOS, che sta ad indicare il malvagio sistema operativo del famigerato smartphone e del purtroppo noto tablet del marchio della mela morsicata.

Cominciamo col dire che ho scoperto recentemente di essere allergica ad un bel po' di frutta e verdura, tra le quali spicca anche il pomo sopra citato. Ma oltre a questa piccola motivazione personale, ricordo che la mela è per antonomasia il frutto del peccato (per colpa sua siamo stati sbattuti fuori dal Paradiso Terrestre) e della discordia (ne è bastata una dorata per scatenare una sanguinosa guerra).

Avrete potuto quindi intuire quale sia il mio atteggiamento verso le app, ovviamente da un punto di vista da sviluppatore. Essendo più animale lato server (I love my terminal), l'interfaccia utente è stata (ed è ancora) per me un'esperienza dolorosa, paragonabile ad una forte pallonata in pieno naso col Tango.
Tutto deve avere una sua forma ben precisa, una sua posizione ben precisa, un suo comportamento ben preciso: l'utente deve essere coccolato, vezzeggiato, viziato e pure adulato. Bisogna creargli un ambiente familiare, dove il suo agire sia già spinto da condizionamenti derivati da migliaia di altre app ufficiali realizzate tutte in maniera molto simile.

Insomma, se non conosci a fondo il mondo della mela, per scelta economica o per principio (e per me valgono entrambi), non puoi confezionare la bomboniera standard. E dal momento che odio le costrizioni in programmazione, a meno di motivazioni conclamate e vantaggiose, la camicia di forza di tali convenzioni mi sta un po' troppo stretta. Se a tutto ciò sommiamo anche il fatto che il mio gusto grafico è pari allo zero assoluto, avrete un quadro abbastanza completo della mia frustrazione.

Ma è innegabile che l'app sia ormai diventata un tassello fondamentale dello sviluppo di un progetto informatico (e non solo) e da un punto di vista meramente funzionale sono anche affascinata da questo mondo, ancora in parte da esplorare.

Ecco quindi che il dilemma si risolve in un "Sì app, ma la grafica è roba da grafici".

15 aprile 2012

Un anno in più

Un buon pomeriggio di una buona domenica a tutti coloro che si trovano a passare da queste impalbabili pagine!

Oggi è il giorno del centenario dell'affondamento del Titanic.
Ieri era il giorno del compleanno (non centesimo ovviamente!) della Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io).

Entrambi gli eventi sono passati alla storia come grandi tragedie per l'umanità intera.

Ora vi saluto e torno a ponderare circa il modo in cui possa far precipitare un mega iceberg sopra il Parlamento italiano.

27 marzo 2012

Preparativi per nuova vita

Un buongiorno ai/alle cari/care amici/amiche del Bestiario!

E' da un bel po' che non scrivo su queste pagine virtuali, ma non disperate: sto solo tentando di rimanere a galla fra i mille e uno accadimenti di questo ultimo periodo!

La notizia più importante e più sconvolgente è che la Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) avrà il suo castello. Infatti, dopo anni ed anni ed ancora anni di risparmio assiduo, alla fine di questo mese un magico (mica tanto) compromesso segnerà a fuoco sulla mia pelle un marchio impegnativo per l'acquisto di un appartamento. Dopo di che a settembre mi rovinerò definitivamente la vita con un mutuo trentennale assassino.
Comunque l'appartamento in sé è molto carino: un trilocale da 100 mq circa, termoautonomo, con una bella cucina grande ed un terrazzino per morire più in fretta a causa dei pollini stagionali. Completano la reggia due camere da letto, due bagni ed un ampio salotto (sembro un agente immobiliare).
Fervono quindi i preparativi per recuperare più soldini possibili in vista della tagliola del mutuo (sto già uggiolando di dolore), con la prospettiva di ripopolare di mobili i locali con molta calma: son figlia di operai e non ho ancora trovato l'albero degli euro.

Non appena entrerò in possesso dell'immobile (quindi a settembre), sarà mia premura fare un rapido servizio fotografico pre-lavori (ovviamente la classica imbiancatura ed altri piccoli ritocchi) per gli/le appassionati/e lettori/trici di questo blog squinternato.

Per il resto si naviga a vista, tra siti web, app per iOS, framework js e Drupal.

12 gennaio 2012

Fiction e strani accadimenti

Buonasera a tutti voi che leggete!

Ho appena finito di vedere la nuova puntata della fiction del momento, ovvero Il XIII Apostolo, e con il fido smartphone da 99 euro scarsi vi sto per scrivere dal mio lettino alcune considerazioni in merito.

La storia è stata congeniata in maniera accettabile e gli effetti speciali, seppur a tratti quasi infantili, fanno il loro effetto: onore al merito quindi di chi l'ha concepita.
Ma non volevo parlarvi propriamente di questo. Da sempre infatti sono affascinata, come molti immagino, dalle manifestazioni insolite, per non usare il troppo inflazionato aggettivo occulte. Ma nel mio caso ho dovuto fare i conti anche con vicende inaspettate, scaturite da mie uscite sorprendenti persino per la Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io).
Siete curiosi di conoscerle, nevvero?

Ebbene, tenterò di riassumere brevemente gli eventi più salienti.
Chi mi conosce personalmente sa che, nonostante sia attratta da misteri ed eventi straordinari, cerco sempre una spiegazione che rientri comodamente in canoni scientifici: ciò che accade non deve essere assimilato così e semplicemente come lo si vede ma deve essere sezionato, analizzato e conosciuto. Siamo dotati di una mente pensante, in grado di elaborare e ragionare con logica, quindi evitiamo di farci uccellare come pecoroni beoti.
Eppure ciò che mi è accaduto in ben 3 occasioni può essere mal ricondotto ad una serie di strane coincidenze.

Parliamo del primo caso!
Mia nonna materna è venuta a mancare quando frequentavo la quarta superiore: ero molto legata a lei e spesso facevamo simpatici discorsi sulla reincarnazione e sulle visite ai parenti post mortem. Qualche mese dopo la sua dipartita, l'ho sognata per la prima volta: e quell'esperienza onirica è stata senza dubbio molto particolare.
Mia nonna, con una naturalezza sconvolgente, mi aveva rivolto la domanda "Allora, la figlia del Luca (mio cugino) è già nata?". Ovviamente non potevo che rispondere "Nonna, ma sua moglie non è nemmeno incinta!". Espressione di disappunto sul viso di nonna: "Vabbè, fa niente".
Il mattino dopo, con un po' di vergogna, raccontai il sogno a mia madre, la quale bollò il tutto come cretinata. Salvo poi riferirlo a mia zia, madre del precedentemente citato cugino e famosa in famiglia per le arti divinatorie casalinghe.
Dopo una settimana e mezzo circa dal sogno, una telefonata della costernata, ma ovviamente felice, zia diede sostanza allo strano accadimento: la moglie di mio cugino aveva appena fatto un test di maternità, risultato positivo. In quel momento non ricordo chi fosse più sconvolta, se mia zia, mia madre o me stessa. Medesimo stupore 9 mesi dopo, alla nascita della primogenitA di mio cugino.

La storia si ripetè dopo quasi 4 anni con una collega d'ufficio.
In modo del tutto inusuale ed inaspettato anche per me, un giorno la fermai dicendole "Tra un po' avrai una bella bambina, eh?". Ma l'altra mi rispose triste "Magari, ci ho provato molte volte ma nisba. Ed ormai l'orologio biologico sta andando troppo avanti".
Dopo 1 mese scarso avvenne l'incomprensibile: era incinta. Dopo 9 mesi nacque Cristina, la sua unica figlia. Ancora oggi la mia ormai ex collega d'ufficio va in giro a dire che l'ho messa incinta io (che vergogna T_T).

Ultima vicenda, stessa storia.
Prima di lasciare il precedente impiego, mentre salutavo una collega appena sposata, mi sono fatta sfuggire un "Dai, che entro un anno sarai incinta!". Nonostante la mancata volontà di procreare da parte della suddetta (ed infatti quella volta rischiai il linciaggio), dopo nemmeno un anno un'altra vita era in cantiere.
Alla scoperta del fattaccio, la ragazza mi ha fatto pervenire un messaggio: "Avevi ragione".

Insomma, 3 su 3. Nemmeno Michael Jordan poteva fare di meglio.

09 gennaio 2012

Ma è nato prima il LEGO o Legolas?

Cari navigatori/trici virtuali che siete giunti nei goliardici mari del Bestiario,

oggi improvvisamente (ma non troppo) si è affacciata sulla soglia della mia psiche una delle tante domande esistenziali che costellano la breve vita di ogni essere umano:

Ma è nato prima il LEGO o Legolas?

E dopo una serie di ricerche fruttuose nella sempiterna Wikipedia, la risposta si è delineata fumosa sullo schermo: è nato prima il LEGO, ma non esattamente.

Infatti la storia narra che nel 1934 Ole Kirk Christiansen, inventore dei suddetti, affibbiò ai propri giocattoli la denominazione di LEGO, che all'epoca però erano unicamente yo-yo, camion, automobili, salvadanai, ecc. ecc. Il mattoncino come lo conosciamo noi invece entra a far parte del mondo dei giochi solo nel 1947 sotto forma di prototipi e nel 1949 in produzione con il nome di Automatic Binding Bricks.

E fin qui ci siamo, passiamo quindi a parlare del secondo termine di paragone!

Legolas Thranduilion è invece un personaggio fantastico nato dalla penna di J.R.R. Tolkien, che lo ha inserito nel famigerato Il Signore degli Anelli, più precisamente ne La Compagnia dell'Anello.
Perché sottolineare ciò?
Perché Tolkien si dedicò alla stesura dell'intera opera tra il 1937 ed il 1949, pubblicandola poi in 3 volumi tra il 1954 ed il 1955.

Considerando quindi queste informazioni da un punto di vista temporale, avremo quindi il seguente ordine:

1934 - Nascita del marchio LEGO
1937~1949 - Creazione del personaggio di Legolas
1947 - Prototipo dei mattoncini LEGO
1949 - Produzione dei mattoncini LEGO

Da ciò possiamo dedurre quindi che il marchio LEGO è nato prima di Legolas ma Legolas quasi certamente è stato creato prima del prototipo del mattoncino.

Insomma, alla domanda esistenziale si possono dare entrambe le risposte.

30 dicembre 2011

Modify limit for taxonomy pager in Drupal!

ENGLISH:

Dear readers of Il Bestiario,

today's post will be written both in English and Italian, because many developers around the world can't sleep at night thanks to this little bug.

 First of all, let me explain you the fact: in Drupal 7, when you access a taxonomy term page you will see a list of nodes which are identified by that specific term. If there are more than 10 nodes (the default limit for a clean installation of Drupal), the results will be paginated by a simple pager.

Ok, this is neat, but what can I do to increase the max number of items for page? Many developers asked this question but the most interesting answer was "This bug will be fixed in Drupal 8". What? Are you joking pal? XD

So! I opened my faithful shell and used my loyal grep in order to discover the lost temple of limit. And obviously I have found the treasure (fear the power of grep!).

You can find clear evidence in "modules/taxonomy/taxonomy.pages.inc", line 44:

if ($nids = taxonomy_select_nodes($term->tid, TRUE, variable_get('default_nodes_main', 10))) {


The third parameter of taxonomy_select_nodes is actually the limit that we are searching for.
We know that variable_get returns the value of a configuration variable: so where can we modify it?

After using the grep-inator, the truth descended on this little Earth:

Configuration => Site information => Number of posts on front page


Ok, this is an awful solution by Drupal developers: is there a reason for not assigning to every taxonomy term a nice variable for this aim?
Of course, you can change the taxonomy_term_page function so that you check the existence of the relative custom field and only if it isn't found use the default for the front page.

So, happy patch to everyone (and sorry for my poor English)! XD

ITALIANO:

Cari lettori del Bestiario,

come avete potuto notare, ho voluto scrivere un post bilingue per aiutare più gente possibile con questa bestialata all'interno del codice core di Drupal 7.

Alcuni di voi si saranno imbattuti in una grossa limitazione del sistema: ovvero l'impossibilità di modificare agilmente il numero di risultati per pagina del paginatore della tassonomia. Ovvero, quanti nodi visualizzare per pagina quando si vede l'elenco di un determinato termine di un vocabolario.

Se masticate un po' l'inglese, sapete già dove sta il barbatrucco, ma dato che io stessa, la Compiuta Donzella del 2000, non mi fido della mia capacità di espressione nella lingua dell'oltre Manica, vi riassumo brevemente il tutto!

Vaccata dei programmatori di Drupal: il limite di nodi per pagina della tassonomia viene impostato tramite il numero di post della home page nella configurazione delle informazioni del sito. Questo perché come limit di default della funzione taxonomy_select_nodes all'interno della funzione taxonomy_term_page in "modules/taxonomy/taxonomy.pages.inc" si sfrutta proprio quel parametro.

I casi sono due:
- vi accontentate e modificate il parametro della configurazione, per un massimo di 30 nodi per lista
- non vi accontentate e modificate a manina il tutto (non so ancora bene se si può fare nel tema un overwrite della funzione della tassonomia): la cosa più intelligente da fare è creare un custom field per il vocabolario che volete limitare in modo personalizzato e leggere quel valore all'interno della taxonomy_term_page. Solo nel caso in cui questo valore non sia presente, potete prendere di default quello della conf del sito

Spero di avervi aiutato nello svelare l'arcano mistero!

29 novembre 2011

Miliardi di facce

N.B. Questo post è stato scritto il 12/04/2007, quindi ben quattro anni fa: l'ho recuperato tra le bozze mai pubblicate (e mai ultimate) ma non ho resistito alla tentazione di mostrarvelo. E' uno spaccato di un periodo della mia vita che non c'è più: ormai prendo sporadicamente il treno ed al massimo mi limito ad osservare l'altrui comportamento in piccole rare attese o camminando per le strade delle Fredde Pianure.
Questo testo mi ha però colpita e mi è sembrato giusto non relegarlo in un cassetto virtuale, anche se incompleto. Lascio a voi la libertà di completarlo, perché siamo tutti circondati da persone che non conosciamo ma che hanno una vita vera quanto la nostra.

Buon pomeriggio a tutti, o navigatori in questo mare binario!

Oggi sono un bel po' stanca, quindi lascerò il mio fido neurone a pascolare per le praterie del Bestiario, senza alcun tipo di restrizione.
Ieri mi è capitato di prendere il treno per ritornare a casuccia mia e, obiettivamente stupidamente, mi sono lasciata sorprendere da una constatazione che è ovvia in tutto e per tutto.

Il treno era pieno zeppo di gente e non conoscevo neanche una persona.

Ora, so perfettamente che non è poi così drammatico, ma ciò ha comunque scatenato un tripudio di pensieri riguardo questa semplice ovvietà.
Guardare tutti quei visi, vedere l'espressione dei loro occhi, scorgere le loro mani...sapere che stavano pensando un qualcosa di inintelligibile...è stato leggermente spiazzante.

C'era un uomo cinese, sulla quarantina, vestito con una camicia, una giacca, un paio di pantaloni ed un paio di mocassini. Sotto il suo sedile c'era un involucro di plastica bianco piuttosto voluminoso, ma quello che mi ha colpito maggiormente è stata la sua espressione: aveva lo sguardo fisso, sempre davanti a sé e non si girava mai, non un movimento del busto o delle spalle. Le mani conserte ogni tanto muovevano le dita, ma solo impercettibilmente.
Immagino quindi che in quel mentre stava pensando a qualcosa, sicuramente in cinese.

Accanto a lui sedeva invece un ragazzo sulla ventina d'anni, occidentale. Era l'esatto contrario dell'uomo: jeans, maglietta e maglione di cotone con scarpe da ginnastica ai piedi. Era irrequieto: continuava a muovere le gambe, si guardava a torno con occhi vivaci ed indagatori, ogni tanto estraeva il suo cellulare e rapidamente armeggiava con i tasti.

Poi c'era una donna, sulla quarantina, che appena la vedi in azione sai chiaramente che sta esaminando il modo di vestire delle altre donne in carrozza: sguardo simile ai raggi x di Superman, passati dalla testa ai piedi e viceversa. Non ha mai un'espressione dolce e se, per tua sfortuna, incroci il suo sguardo mentre sta operando la sua analisi, ricevi un'occhiata tra lo sprezzante e lo schifato: indipendentemente se sei vestita come una stracciona o firmata da capo a piedi.

Un paio di ragazze, presumibilmente universitarie, erano tutte prese dalla lettura di un libro, il più delle volte con un numero totale di pagine oscillante tra le 1000 e le 1500. Non si curano di ciò che accade intorno a loro ma, chissà come mai, sanno sempre a che fermata scendere.

C'era anche un tizio vestito con le classiche giacca e cravatta, coordinate con il pantalone: con la sua 24 ore in mano, probabilmente stava tornando a casa dopo una giornata in ufficio, non particolarmente esaltante, vista l'espressione stanca sul suo volto.

...

28 novembre 2011

Fate sentire la vostra voce!

Carissime/i lettrici/lettori del Bestiario (che poi sarebbe questo blog)!

Dopo un weekend un pochino stancante ma che ha regalato notevoli soddisfazioni (il mio regalo alla sempre giovane Guaritrice per il suo compleanno è stato apprezzato), mi accingo ad esprimermi ancora una volta su queste pagine virtuali.

Ed oggi una domanda sorge spontanea: perché ogni byte sprecato per posizionare i pixel delle lettere di questi post sui vostri monitor non genera quasi mai un commento nello spazio sottostante?
Evidentemente ciò che scrivo apparentemente non lascia spazio all'espressività e all'espressione dell'altrui pensiero. Il che mi suggerisce che effettivamente ciò che scrivo o è troppo banale, o troppo astruso, o troppo aleatorio o semplicemente affatto interessante.

Devo ammettere che questo mi rattrista, poiché ritengo che il vero valore aggiunto di un blog rispetto ad un diario su carta sia l'interazione con il mondo, il confronto di opinioni ed idee, la scintilla dialettica che attiva i neuroni e genera esperienza sociale.

Badate bene, non mi sto lamentando del fatto che questo blog non venga visitato adeguatamente. Anzi, i numeri delle statistiche mensili mi confortano e mi fanno capire che qualcuno spreca minuti preziosi della sua vita a leggere tali bestialate. Ma non vorrei ridurre i/le miei/mie adorati/e lettori/lettrici a freddi numeri.

Fate sentire la vostra voce!


P.S. La moderazione dei commenti è necessaria per impedire ai bot di spammare: mai ho pensato né penserò mai di censurare alcunché.