30 maggio 2014

Dall'Alpi a Sicilia dovunque è Legnano

Cari lettrici/lettori del Bestiario!

Nelle fredde pianure italiche del passato, esattamente nel 1176, si è svolta una cruenta battaglia dove l'amore per la propria terra ha giocato un ruolo fondamentale. Si tratta della non tanto celebre quanto dovrebbe esserlo battaglia di Legnano.

Oggi Legnano è una ridente cittadina di circa 60.000 abitanti (fonte Wikipedia) in provincia di Milano ma confinante con la provincia di Varese. 838 anni fa era invece una landa intrisa del sangue dei propri figli e  di quello dell'invasore straniero. 
Protagonisti di questo scontro furono l'esercito imperiale di sua maestà Federico I detto il Barbarossa, imperatore del Sacro Romano Impero, e gli uomini della famigerata ma per altri motivi Lega Lombarda, ovvero una coalizione di comuni del nord della nostra penisola (per una lista precisa c'è sempre Wikipedia a dare una mano).

Simbolo di quella battaglia è sicuramente il Carroccio (quello vero), con sopra la croce di Ariberto d'Intimiano, attorno al quale combattevano disperatamente padri, figli, nonni in difesa delle proprie case e dei propri cari. Opposero una strenua difesa contro lo strapotere tattico e fisico di un esercito abituato a guerreggiare e conquistare, mentre loro, in numero esiguo perché in attesa dell'arrivo di rinforzi, erano decisi a perdere la vita per la propria patria.
Grazie alla loro resistenza il Carroccio, che era un simbolo molto forte della volontà di indipendenza dal Barbarossa, non cadde nelle mani dell'imperatore, il quale poi fece una magra figura all'arrivo dei rinforzi, che attaccarono il suo esercito ai fianchi costringendolo ad una brusca ritirata.
La leggenda vuole che fu il condottiero e capitano di ventura Alberto da Giussano, alla guida di un possente manipolo di cavalieri, a mettere in fuga le truppe tedesche.

Ma quegli uomini, stretti intorno al Carroccio, immersi nella nebbia, tenuti uniti unicamente dal suono della martinella (ovvero una campanella posta sopra al carro che veniva suonata continuamente per dare un riferimento), permettetemi di dirlo, sono l'orgoglio dell'Italia intera, perché hanno dato la vita per difendere la propria terra e per difenderci. Già, perché chissà cosa ne sarebbe stato dell'Italia intera se la storia avesse seguito un altro corso. Ed è per questo che Goffredo Mameli ha deciso di citare Legnano nell'inno di Italia, unica città insieme a Roma (ed il titolo è proprio una citazione).

Ancora oggi a Legnano c'è una statua rappresentante Alberto da Giussano, pronto a lanciare il segnale della carica. Quella figura è stata presa come simbolo del partito politico della Lega Nord ma con un grosso errore: la spada sguainata del condottiero è puntata verso Nord, verso l'invasore straniero, ed ha difeso tutta l'Italia. Insomma, dall'Alpi a Sicilia DOVUNQUE è Legnano.

Ma perché dopo mesi di silenzio vi scrivo tutto ciò? Perché questa domenica, a Legnano, ci sarà il Palio, rievocazione di quegli eventi. Il piatto forte sarà la sfilata storica, con centinaia di figuranti in abiti ed armi rigorosamente dell'epoca che sfideranno la calura di fine maggio perché orgogliosi della nostra storia. Mentre la giornata finirà con una corsa di cavalli nello stadio comunale: quest'ultima può essere anche evitata, visto che solo i legnanesi delle otto contrade in cui è divisa la città sono davvero interessati a chi vincerà e si aggiudicherà il Palio (con la croce di Ariberto d'Intimiano collocata per un anno della chiesa corrispondente).

Come avrete ormai capito, la battaglia di Legnano per la Compiuta Donzella del 2000, che poi sarei io, rappresenta davvero uno dei momenti più importanti della storia d'Italia ed ho per questo voluto condividerlo con voi.

Orsù, fate un salto a Legnano e fatemi sapere come è andata, visto che non potrò andarci!

23 febbraio 2014

Il festival dei fiori

...e della buona musica italiana.

Peccato che nell'edizione di questo anno di Sanremo si siano visti ben pochi fiori ed ancor meno canzoni italiane interessanti.
Ancora non è stato annunciato il vincitore (inizio a scrivere questo post alle 00.20), e forse (anzi quasi sicuramente) andrò a dormire prima della proclamazione.

Non so se l'avevo già detto agli/alle augusti/e lettori/trici di queste pagine virtuali, ma sono stata giurata a Sanremo nell'edizione presentata da Gianni Morandi e vinta da Emma con "Non è l'inferno". Un'esperienza molto stressante ma altrettanto estremamente interessante. Le canzoni presentate all'epoca però erano più consone ai miei gusti rispetto a quelle attuali.

Ma tagliamo corto, vista la stanchezza che pervade le mie membra dopo un intenso lavoro in casa, e partiamo con i pronostici!

I finalisti sono Gualazzi, Rubino ed Arisa.

Personalmente preferirei vedere vincere Rubino, seguito da Arisa e Gualazzi.

Probabilmente vincerà Arisa, seguita da Rubino e Gualazzi.

Vedremo!

18 febbraio 2014

Il mistero dell'amore

Graziosi/e lettori/rici del Bestiario,

meno di una settimana fa si sono conclusi i festeggiamenti annuali per una delle ricorrenze più consumistiche che il calendario conosca: sto parlando della cioccolatosa festa di San Valentino.
Eventi di questo tipo sono una manna dal cielo per i commercianti ed i ristoratori, che per questo caso particolare in una sola settimana riescono a risollevare il bilancio del mese di febbraio.

Ma che cosa è nella tradizione il 14 febbraio? Semplice, la festa degli innamorati.
Riporto per dovere di cronaca anche la scherzosa frase che andava per la maggiore ai miei tempi alle elementari: San Valentino è la festa di ogni cretino che crede di essere amato ed invece rimane fregato.
Questione di punti di vista.

Ma l'amore che cosa è? (come canta Luca Carboni in una sua famosa canzone)
Si può racchiudere in un cioccolatino, da somministrare una volta all'anno, o in un brillante, da esporre in particolari occasioni? Si può quantificare o valutare o soppesare? Mi piacerebbe rispondere con un no secco, ma la mia sarebbe una risposta troppo demagogica e semplicistica.

È un alito di vento che ti scalda il cuore, che ti avvolge, ti soffoca, ti fa morire e rinascere mille volte in un attimo.
È un bosco silenzioso ed ombroso, fresco e rigenerante, cupo ed opprimente.
È un caldo sole che nutre e fa crescere i germogli ed arroventa l'arida terra riarsa.
È un mare cristallino che culla e sorregge la tua vita o la trascina verso i suoi abissi.

L'amore ha mille forme, mille facce, mille coniugazioni, infinite gioie ed altrettanti dolori.
L'amore non è nulla ma è anche tutto, può essere salvifico ma anche mortale.
L'amore è chimica, è fisicità, è un effluvio di sensi, è puro incontro di anime.
L'amore è chiuso in un istante fuggevole, vive alla giornata, brucia all'infinito.

L'amore è positivo e negativo.
L'amore è cibo e veleno.
L'amore è acqua e fuoco.
L'amore è vita e morte.

Quando l'anno prossimo arriverà San Valentino, non pensate alla festa, pensate al vostro amore.
Già, perché l'amore in sè è un inconoscibile mistero, esiliato nell'Iperuranio.

23 ottobre 2013

Un sorriso vale più di mille guai

Appassionati lettrici/lettori del Bestiario,

recentemente la vostra Compiuta Donzella del 2000, che poi sarei io, si è dovuta recare nella grigia ed operosa Mediolanum (per gli amici Milano) ad affrontare un affatto complesso corso di programmazione (per chi lo volesse sapere HTML 5 e CSS 3).

Lo devo ammettere, Milano come città mi irrita parecchio perché rispecchia quella idea di sociale asocialità che aliena la persona. A Milano ci sono solo numeri in costante frenetico movimento, facce sconosciute, con una storia magari meravigliosa nascosta dietro ad una maschera di stanchezza. E la metropolitana è il palcoscenico ideale per questi anonimi attori: adagiati sui pochi sedili, con la testa reclinata all'indietro, o in piedi aggrappati ai sostegni, cercando di compensare con le ginocchia le accelerazioni del mezzo.
Sguardi scrutatori dei volti, persi nel vuoto, attenti alla lettura o semplicemente occhi serrati.

E dopo un interminabile viaggio in treno ed il passaggio in questo purgatorio su rotaie, la Compiuta Donzella del 2000, che poi sarei sempre io, doveva scendere alla fermata Lotto per raggiungere la sede del corso. E qui, ogni settimana, rimaneva stupita da ciò a cui assisteva. Una giovane ragazza, apparentemente una rom, era seduta intabarrata in una coperta sugli scalini vicino all'uscita di Piazzale Lotto. Ma al posto di ripetere la solita litania triste, solitamente accompagnata da un bambino in tenera età in condizioni pessime mostrato come incentivo all'elemosina, la ragazza era sorridente ed ogni centimetro del suo viso esprimeva felicità.

"Buongiorno signora! Buona giornata! Buongiorno signore! Buon lavoro! Buongiorno signora! Oggi è bellissima!"
Elargiva sorrisi, saluti e complimenti senza sosta e senza chiedere oboli: era lei stessa ad elemosinare un po' di umanità a quelle anime in pena. Alcuni rispondevano al saluto, altre abbozzavano un rapido discorso di cortesia, mentre altri semplicemente passavano via velocemente ignorandola, come se non esistesse.

Per giorni ho risposto timidamente ai suoi saluti ed ai suoi sorrisi, un po' spiazzata su come comportarmi perché l'alienante atmosfera milanese mi spingeva a considerare quella felice presenza umana quasi come un'anomalia del sistema. Infine, nell'ultimo giorno del corso, presi il coraggio a due mani e dopo aver estratto di nascosto un euro dal mio magro portafoglio puntai direttamente verso di lei e mi avvicinai con passo deciso.
Ancora una volta si voltò verso di me sfoderando un sorriso a 32 denti e, guardandomi dritta negli occhi, esplose con il suo solito dolcissimo "Buongiorno signora!". Decisa, continuai a camminare in rotta di avvicinamento, rispondendo al saluto e sollevando la mano che stringeva la moneta.
Capita la situazione, la ragazza prese rapidamente un bicchiere di cartone di McDonald's, nascosto dietro la schiena, e mentre miravo l'imboccatura del povero raccoglitore le mie orecchie percepirono una quantità immensa di ringraziamenti dal profondo del suo cuore ed un "Che Dio ti benedica signora! Che davvero ti benedica!".

Ma diciamocelo, Dio dovrebbe benedire lei perché ogni volta che uscivo da quella fermata sul mio viso si poteva scorgere un sorriso, un sorriso semplicemente regalato da una ragazza che in confronto a me ha meno di niente.

29 settembre 2013

Un titolo non saprei

Carissimi lettori/rici del Bestiario,

mentre mi sto godendo un'esilarante puntata speciale di Mistero (in altro modo non potrei definirla), tiro un po' il fiato dalle fatiche quotidiane e mi manifesto in queste lande virtuali.

Ultimamente sono veramente presa da mille impegni, sempre in corsa per portare in tavola la pagnotta e far fronte al debito trentennale che ormai ho sul gobbone. Per il resto non ho un granché da narrare. Stendiamo un velo pietoso sulla situazione corrente dell'Italia (ho perso ogni speranza di vedere un minimo di maturità in Parlamento), sui magheggi in campo internazionale (siamo troppo piccoli per fare qualsiasi cosa) e sulla mia pianta di peperoncino (che accudisco come se fosse mia figlia, anche se viene spesso attaccata dagli afidi maledettissimi).

Si lavora ogni giorno, si mangia ogni giorno (per fortuna), si pulisce casa ogni giorno e si dorme ogni giorno.
Ma inaspettatamente ho appena visto una cretinissima pubblicità a doppio senso dei Fonzies (che dopo il "Se non ti lecchi le dita godi solo a metà" è caduta ancora più in basso). Dove andremo mai a finire...

Ah, sto anche scrivendo un breve romanzo di cui ancora non so la trama completa ma mi lascio ispirare da sogni a puntate (di notte mi son sempre venute le idee migliori).

Ora vi lascio perché mi intrippa la storia di Natuzza Evolo: vi farò sapere in futuro opinioni in merito!

11 marzo 2013

Una festa che non dovrebbe esserci

Care/i amiche/i del Bestiario,

venerdì scorso le piante di mimosa sono state per l'ennesima volta potate in onore del business legato ad una festa che, come recita il titolo, non dovrebbe esserci: la festa della donna.
Badate bene, non sono in disaccordo sul fatto che ci sia ma mi urta profondamente che ancora nel 2013 ce ne sia ancora bisogno.

Le ragioni storiche sul perché è stato individuato proprio l'8 marzo poco mi importano: quel che è davvero fondamentale ricordare è che si deve forzatamente dedicare un giorno ben preciso alla figura della donna per ricordare al mondo la sua importanza. Perché, diciamocelo fuori dai denti, molti uomini ormai si sono "abituati" all'idea della parità civile dei sessi, ma tanti altri sono arroccati su squallide posizioni maschilistiche degne di patriarcati obsoleti e reazionari. E la rabbia nel vedere la violenza che operano per rivendicare una superiorità ontologica sulla donna spesso mi causa un'acidità di stomaco notevole.

E quando madri, compagne, sorelle, amiche o semplicemente donne vengono barbaramente vessate, fisicamente e psicologicamente, molto spesso fino alla morte, c'è un atavico senso di giustizia che per un istante mi fa chiedere a gran voce l'applicazione dell'altrettanto vetusta legge del taglione.
Ma "occhio per occhio, dente per dente" non si può applicare, perché chi riesce a mantenere la calma di fronte alla crudeltà afferma giustamente che non si può rispondere alla violenza con la violenza.
Però chissà come se la caverebbero gli uomini in un mondo ipotetico ed utopico in cui i ruoli fossero diametralmente invertiti. Fa quasi sorridere pensare di vedere in un paese profondamente islamico un uomo celato da un burqa, oppure una famiglia dove è la moglie a "portare i pantaloni" e tratta con sufficienza il marito, che rimane un semplice collaboratore domestico.
Quest'ultimo caso ovviamente lo si può già trovare in talune società, ma immaginarlo su larga scala, a livello planetario, è al momento destabilizzante.

Forse magari si eviterebbero commenti inutili e squallidi sulla notizia circa l'omicidio di una donna da parte della sua compagna nel bresciano: sulle pagine virtuali di un quotidiano nazionale, alcuni utenti, probabilmente esseri non pienamente pensanti, si interrogavano ironicamente se in questo caso si può parlare di femminicidio o meno. Ironicamente perché per loro il femminicidio, in quanto atto di violenza estrema specificamente operata su donne, non ha senso di esistere nella sua distinzione da omicidio.
Purtroppo però per loro, che evidentemente guardano il mondo attraverso cortine fumogene, questa deviazione sociale esiste e miete troppe vittime ogni anno e non si può strumentalizzare un caso isolato di omicidio passionale in una coppia omosessuale per fare i superfighi.
Non avete la minima idea di quanto profondamente mi irritino questi intellettualoidi.

Ma non voglio dilungarmi troppo in questioni così delicate: il Bestiario vuole essere uno spazio libero ed in maggioranza frivolo, un piccolo angolo virtuale in cui indugiare durante una pausa della vita reale.
Ecco quindi che giungo con un balzo alla conclusione finale tornando all'inizio! 
La festa della donna non dovrebbe esistere perché ad ogni donna dovrebbe essere garantito il rispetto che merita, pari a quello degli altri uomini. Ma dato che ancor oggi non è così e che alle donne viene assegnato spesso un ruolo di comparse e non di coprotagoniste, l'8 marzo è tristemente necessario per il suo valore simbolico (ma non come evento commerciale).

27 febbraio 2013

Che confusione! Sarà perché è lo Stato!

E cominciamo il tanto atteso intervento sui risultati delle elezioni con una parafrasi di una famosissima canzone dei Ricchi e Poveri (il mio gruppo preferito da bambina!).

Care/i amiche/i del Bestiario, evidentemente qualcosa di particolarmente scontato è accaduto.

Che l'Italia fosse un Paese evidentemente ingovernabile lo avevamo già ampiamente capito vivendoci ogni giorno (come ho avuto modo di scrivere in precedenza), ma lunedì scorso ne abbiamo avuto prova innegabile. La democrazia è bella perché è varia ma una maggioranza ci deve pur essere. In realtà siamo stati così bravi nel votare che alla fine si è creato lo scenario più complicato in assoluto da gestire, e più curioso da osservare.

Certo, la situazione sarebbe infinitamente più divertente se la Compiuta Donzella del 2000, che poi sarei io, fosse stata norvegese, neozelandese, canadese. Ma, ahimé, il Bel Paese le ha dato i natali e continua in un modo o nell'altro a sfamarla. Indi per cui, non lo nascondo, un po' di tensione anima il suo cuore. La crescita smodata dello spread BTP/BUND è indice del fatto che siamo diventati facile bersaglio per gli speculatori d'oltre frontiera e non solo, visto che l'instabilità fa calare la fiducia anche dei piccoli risparmiatori. E questa è sempre stata la storia della povera Italia: vessata, occupata, punzecchiata dalle potenze straniere, più convinte, dinamiche e forti di lei. Insomma, è da parecchi secoli che in un modo o nell'altro le buschiamo di santa ragione!
Ma un po' di ottimismo alla fin fine ci vuole: se la nostra cugina Grecia non è ancora andata in fallimento, qualche speranza di sopravvivenza c'è ancora.

Stavamo però parlando della nostra situazione politica. Involontariamente (perché dubito che il popolo italiano si sia messo d'accordo in maniera così perfetta) è stato creato, a grandi linee, il famigerato triumvirato, che potrebbe ricordarvi dei nomi notevoli nella storia dell'Antica Roma. E' una forma di organizzazione altamente instabile ma che potrebbe portare a dei vantaggi notevoli, sempre che le parti in gioco riescano a mettere temporaneamente da parte il loro egocentrismo e la smania di potere. Il primo triumvirato, ed il più famoso per gli attori in gioco, fu quello di Giulio Cesare, Pompeo Magno e Licinio Crasso: vi invito a leggere come si è costituito per fare un rapido paragone con la nostra Italia.
Due uomini già padroni della scena politica ma in contrasto fra loro ed uno emergente e baldanzoso: ho come una sensazione di déjà vu!
Alla fine tutti e tre ottennero ciò che volevano, salvo poi scannarsi in allegria (date a Cesare quel che è di Cesare). E' interessante comunque notare come, seppur per un periodo breve, si siano spalleggiati reciprocamente per degli obiettivi primari per loro, riuscendo a piegare il senato alle loro volontà.

Anche i nostri squallidi partiti ora hanno la possibilità di governare per un breve periodo con un accordo del genere. Certo, una soluzione chiaramente all'italiana, ma almeno possiamo vantarci di illustri predecessori! Da quel che sono riuscita a carpire dai fumosi programmi proposti in campagna elettorale, ci sono dei cavalli di battaglia dei tre schieramenti: non sono soluzioni in netto contrasto fra loro e la gente molto probabilmente ha dato il suo voto anche per quelle motivazioni.

Se quindi si riuscisse a spingere l'acceleratore sull'intelligenza ed il senso civico (ok, il primo triumvirato era un po' un'associazione a delinquere, ma stendiamo un velo pietoso sull'Italia di oggi), si potrebbe evitare un nuovo giro di consultazioni elettorali, si potrebbero dare delle riforme volute dalla gente e si potrebbe alleggerire il carico che tutti noi ci portiamo sulle spalle.

Ovvio, è un compromesso, ma ricordiamoci che siamo un popolo di compromessi! XD

22 febbraio 2013

L'orso siberiano

Un altro post in pochi giorni? Miracolo!

Sarà l'ansia da prestazione da voto (e Fantozzi ne sa qualcosa), ma ultimamente la Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) ha proprio voglia di scrivere.

Oggi, visto che comunque queste solo le pagine del Bestiario, parleremo dell'Orso Siberiano. No, non è il simpatico plantigrade che ruba i cestini in Siberia ma una candida e soprattutto fredda tempesta di neve. Gli aruspici del meteo affermano che insisterà sulle Fredde Terre del Nord per quattro giorni: siamo al secondo ed effettivamente le mie morbide manine iniziano a screpolarsi per il gelo intenso (lo so, dovrei mettere la crema ed i guanti ma me ne dimentico). In compenso, dato che la neve è fitta ma anche fine, le strade non stanno risentendo delle avverse condizioni meteorologiche e la Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei sempre io) può sfrecciare sulla sua cabrio.
Ovviamente non con la capotte abbassata!

Il paesaggio quindi è piacevolmente imbiancato ma senza disagi per la vita di tutti i giorni: speriamo che la situazione non precipiti nel weekend, visto comunque che dovremo esercitare il nostro diritto/dovere di voto.

Voglio però spendere una parola anche sul vero orso siberiano, conosciuto dalla comunità scientifica come Ursus Arctos Collaris: costui è un simpatico bestione dal pelo bruno e folto (in verità è il più lungo in assoluto fra gli orsi bruni) che si diletta a passeggiare in gran parte della Siberia e nella Mongolia settentrionale (grazie Wikipedia). A quanto pare ha un caratterino mica da ridere e come aggressività è paragonabile al più famoso orso grizzly. Inoltre ha gusti molto più carnivori rispetto ai suoi parenti europei e sembrerebbe snobbare il miele, preferendo lepri, alci e cervi, che cattura lanciandosi dai pini come fosse un ninja. Il suo sport preferito è la distruzione di rifugi e magazzini dei cacciatori ove vi è presenza di cibo (altro che cestini).

In conclusione, ringrazio chi di dovere per avermi fatto conoscere dal vivo l'Orso Siberiano nevoso piuttosto che l'orso siberiano peloso.

21 febbraio 2013

Sanremo 2013: pensieri e parole

Un buongiorno a tutti/e gli amici/che del Bestiario!

Mentre la neve scende morbida su questa grigia (che poi tanto grigia non è) città delle Fredde Terre del Nord, la vostra Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) ha deciso di esprimersi sulla più importante manifestazione canora italiana conclusasi nello scorso weekend.

Ovviamente sto parlando del Festival di Sanremo 2013, che ha visto come vincitore il buon Marco Mengoni, seguito dall'ironia di Elio e le Storie Tese e dallo struggimento dei Modà.
Devo confessarvi che ho visto quasi tutte le serate della competizione e che, rispetto alla scorsa edizione, le canzoni in gara non mi ispiravano un granché.
Come potete ben immaginare, l'unica che mi ha effettivamente impressionata è la famigerata Canzone mononota di Elio e le Storie Tese: basta guardare la grafica di questo blog per capire il perché. E' anche vero però che da un punto di vista musicale il pezzo è davvero un capolavoro ed una non troppo velata critica agli eccessivi virtuosismi ed alle composizioni con quattro note in croce.

Mengoni ci sta: ha una voce particolare (anche se a volte mi ricorda il personaggio Zed dei film Scuola di polizia), la canzone è orecchiabile, l'ascolto lascia un'impronta abbastanza durevole. Il sottolineare il fatto che Mengoni provenga da un talent show (se non erro X-Factor) è, a mio parere, indice di scarso rispetto per la musica: sono la canzone e l'interpretazione del cantante a dover essere "giudicate", non un trascorso che nemmeno rientra nella categoria dei delitti. Ed anche l'argomentazione sul fatto che costoro abbiamo un notevole vantaggio al televoto non regge in piedi: se vuoi ascoltare l'opinione dei telespettatori, che alla fine sono i veri fruitori dei pezzi in gara, allora non puoi puntare il dito contro le loro scelte, indipendentemente dalle ragioni che le dettano. Anche perché il prezzo di un voto così espresso (1,01 euro) non è poco. In sostanza: non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.

Per i Modà il discorso fatto da alcuni critici è abbastanza corretto: la canzone in gara assomigliava a grandi linee a quella vincitrice dello scorso anno, cantata da Emma. Va anche detto però che l'autore è il medesimo (proprio il cantante dei Modà) e che anche qui vale la regola del giudizio sul pezzo, che sicuramente non era identico al precedente. Poi si parla anche di un complotto della giuria di qualità e di un tam tam sul web atto ad avvantaggiare Mengoni proprio per penalizzare i Modà: mi vien da consigliare di pensare alle cose importanti e non a queste corbellerie. Come ogni anno sarà  il mercato a decretare il reale vincitore di Sanremo.

In ultimo, non ricordo se vi ho rivelato o meno il mio trascorso Sanremese: lo scorso anno ho infatti partecipato alla kermesse in qualità di giurata della giuria popolare (quella della seconda serata che ha dato punti doppi). Devo confessare che l'esperienza in sé è stata affascinante ma alquanto stressante: non un attimo di tranquillità, scortati dalla polizia durante il tragitto finale verso il teatro, chiusi in una sala (forse per musica jazz, visti gli strumenti presenti) ad un non precisato livello sotterraneo, rifocillati con alimentari non di qualità eccelsa, orari di riposo improponibili per degli esseri umani. Ma comunque non è stato del tutto spiacevole: personalmente ho percepito la tensione e l'ansia tra gli addetti ai lavori, l'eccitazione gioiosa dei ballerini, la simpatia di alcuni cantanti. Ricordo infatti l'empatia tra il pubblico e personaggi come Emma e Noemi, che si sono attardate prima di scomparire dietro le quinte per salutare tutti, oppure Carone, che sprizzava timidezza da tutti i pori. Mi preme anche sottolineare il fatto che l'acustica nel teatro è totalmente differente da quella televisiva: alcune imprecisioni sono impercettibili dal vivo mentre vengono esaltate nella trasmissione.

Ma tutto scorre ed i ricordi si affievoliscono: l'anno prossimo probabilmente non mi ricorderò più niente! 

20 febbraio 2013

Il voto è una cosa seria, noi no.

Carissime/i amiche/i del Bestiario,

siamo agli ultimi sgoccioli di una campagna elettorale fatta di scontri, accuse, colpi di scena, inchieste ma soprattutto tanta, tanta confusione.
Ed in questo clima di totale ed incommensurabile devastazione socio politica, il popolo italiano sarà chiamato domenica ad esprimere una preferenza verso chi vuole alla guida del Bel Paese.

In tutta onestà vi dirò che la Compiuta Donzella del 2000, che poi sarei io, non ha la più pallida idea circa il simbolo dove apporre la sua croce. Perché alla fin fine, qualunque sia la scelta, molto probabilmente saremo noi a dover portare la croce. E con noi intendo i normali cittadini, che ogni giorno escono di casa e sanno che devono darsi da fare per avere qualcosa da mettere nel piatto. Dopo tutto, l'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Ma c'è un grumo di insofferenza nella mia mente che spinge da molto tempo per venire fuori in queste pagine virtuali: la vera realtà, quella che facciamo finta di non vedere, è che siamo proprio noi a fare schifo. Siamo noi che contribuiamo attivamente a dare potere alle caste, a far evadere gli evasori, a non far funzionare la sanità, a dare una mano alla criminalità organizzata, a creare le emergenze dei rifiuti, a far aumentare il tasso di disoccupazione, a mandare all'aria i conti dell'INPS, ad inquinare il territorio, ad incitare al furto le amministrazioni locali disoneste, ad incentivare il fenomeno del nepotismo, a produrre una classe politica totalmente ed inequivocabilmente specchio di quello che siamo.

E' un ribrezzo che monta prepotentemente e che mi fa venire in mente:
- l'idraulico che cambia una guarnizione e chiede alla pensionata vedova "Signora, sono 30 euro ma 40 se vuole la fattura"
- il ragazzo che sale sul treno senza biglietto e dice "Tanto nel tragitto che faccio io il controllore non passa mai"
- l'uomo che dice "Al colloquio mi avevano detto che quel posto di lavoro era mio e l'avevo detto ad un mio amico. Poi il mio amico è andato dal suo parroco, che era lo stesso del titolare dell'azienda, ed è stato lui a mettersi giacca e cravatta per il primo giorno di lavoro."
- il ragazzo che parcheggia ed aspetta la polizia ore ed ore davanti alla sua macchina perché una psicopatica aveva deciso che quel posto era suo ed attende che si allontani per rigargli la portiera
- il direttore che lascia un giovane per dieci anni in borsa di studio perché così paga meno contributi...quelli per la sua pensione
- la signora a passeggio con il cane da 1000 euro che non raccoglie l'immonda deiezione della sua non piccola bestiola, impestando il marciapiede
- la panettiera della porta accanto, che fa pagare un cornetto 2 euro e si "dimentica" sempre di fare lo scontrino
- il padrone del negozio che dice "Il contratto te lo devo fare di 1100 euro per legge, ma poi ti pago 800 euro", lasciando alla nemmeno trentenne ragazza l'onere di pagare le tasse su una cifra che non guadagna
- il famigerato dentista che per due ore di lavoro distribuite in due giorni si fa pagare 400 euro ma ne chiede 600 con fattura
- il medico che nemmeno visita il paziente e sa già che deve prescrivere un anti-infiammatorio perché "Eh, c'è in giro questa malattia", o che prescrive 3 colonscopie nel giro di 5 mesi ad una signora di 70 anni rischiando di causarle seri danni all'intestino
- l'uomo, ex ferroviere, che è potuto andare in pensione a 35 anni, e non di contributi, e che si vanta di averlo fatto
- tutti coloro che come minimo guardano in cagnesco due omosessuali che passeggiano tenendosi per mano
- la ragazza che ha giaciuto, generando un figlio, con un uomo ultra sessantenne, ricco industriale sposato, perché così ha ottenuto un appartamento in centro ed una vita agiata
- l'adolescente che cammina sul marciapiede, si gira un secondo e sputa una schifezza mai vista nel bel mezzo del passaggio
- i pendolari che affollano lo spazio davanti alle porte quando nei corridoi c'è un'ampia pista per ballare il valzer
- sempre il pendolare che, con il treno stracarico di persone, non vuole arrendersi e si getta in mezzo alla gente spingendo e premendo senza nemmeno chiedere scusa
- chi decide il numero di carrozze dei treni, che pur sapendo delle lamentele dei pendolari se ne frega e li lascia scannare
- il tassista, che con tariffe standard decise dal comune per percorsi particolari, fa pagare 5 euro in più al povero turista inconsapevole
- il giovane aitante che in metropolitana siede sul posto riservato agli invalidi e l'anziano invalido che si regge al palo tentando di non cadere
- la fanciulla che sul treno di sera urla come un'aquila al cellulare dimenticandosi (o fregandosene) della gente stanca attorno a lei

Insomma, l'elenco potrebbe essere molto più lungo, oserei dire quasi infinito, ed è un misero spaccato della nostra quotidianità, degli italiani e dell'Italia. L'onestà, l'educazione, il rispetto sono ormai spettri sbiaditi di un passato che magari non abbiamo mai vissuto. Ed in questo contesto, cosa mai potremmo sperare per il nostro futuro?

Il sonno dei valori genera mostri.

21 dicembre 2012

Siamo ancora qui!

Carissimi esseri umani,

nonostante tutti gli stravolgimenti socio-politici degli ultimi tempi, nonostante la crisi economica, nonostante l'umorismo dei Maya ed il catastrofismo di Mistero...siamo ancora qui.

Fino a questo momento il mondo non è ancora finito e le prime pagine virtuali dei maggiori quotidiani italiani ci propinano le solite "belle" notizie: nuove leggi, nuovi litigi tra partiti, nuove violenze (stupri, omicidi, rapimenti), ecc. Diciamo che la vera novità è rappresentata dalla nuova Miss Universo, anche se l'elezione avviene ciclicamente ogni anno.

Insomma, dopo tutto questo parlare, vociare e strillare, dopo tutti questi soldi spesi per costruire bunker a prova di guerra termonucleare oppure per trasferte in paesini francesi sperduti in mezzo alle Alpi, mi aspettavo almeno almeno un piccolo meteorite, dalle dimensioni di un pallone da calcio.

Invece niente di niente.
La Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) si sente anche un po' truffata: a questo punto i Maya assumono più la connotazione di un telepromotore che tenta di svendere l'Ennesima Cretinata Che Solo I Fessi Possono Comprare ®.
"Signori e signore! Il 21 dicembre 2012 finirà il mondo! E' un'occasione unica ed irripetibile! E non potrete nemmeno raccontarlo in giro!"

Ma diciamoci davvero la verità!
I poveri Maya potevano mai immaginare che gli uomini del 2012 sarebbero stati una massa di creduloni, stressati, oppressi, frivoli e beoni, capaci di inventarsi le storie più assurde basate sul nulla?
Ovviamente speravano in un futuro migliore! Ed invece eccoci qui, i pessimisti ad immaginare terribili disastri, distruzione e morte tra atroci sofferenze, mentre gli ottimisti ballano in attesa dell'era dell'Acquario o della venuta degli alieni.

I realisti, come la Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io), sono al lavoro per guadagnarsi il pane quotidiano (ok ok, fine pausa post).

05 dicembre 2012

Una voce dal passato

Cari/e amici/che del Bestiario!

Dopo un così lungo periodo di assenza, riecco la vostra Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) su queste amene pagine virtuali: se volete dare la colpa a qualcuno, prendetevela con Marco, che in un commento al precedente post mi ha evocata.
E quindi come il buon vecchio Ifrit (per i fan di Final Fantasy) mi accingo ad irrompere sulla scena con le mie corbellerie!

Iniziamo con un piccolo aggiornamento della situazione: a partire dal mese di ottobre scorso, la Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei sempre io) ha issato il suo vessillo in cima al castello di cui vi parlavo nei mesi scorsi. Con gran calma la fisionomia dell'arredamento sta prendendo forma, grazie a lasciti mobiliari gratuiti di parenti ed amici ed acquisti ponderati (e non), proporzionali alla ristrettezza economica derivante dalla mazzata bancaria.
Per avere il mutuo, infatti, la Compiuta Donzella del 2000 (vabbé, che lo dico a fare, son sempre io) ha dovuto recuperare tutto il recuperabile ed è stata salvata da un intervento quasi santo di un caro amico: certamente non sono io la prima che lo afferma e conferma, ma le banche in questo periodo stanno ponendo delle condizioni al credito che rasentano quasi il ridicolo. Vi dico solo che, a fronte di una prima valutazione positiva in quel di Febbraio, per ottenere il finanziamento a Settembre ho dovuto abbassare la richiesta di ben 20.000 euro.
E purtroppo non sono una parlamentare italiana, che con due mesi di stipendio copre tranquillamente la cifra.

Ma sarebbe stupido lamentarsi più di tanto: sono stata alla fin fine una delle poche fortunate che è riuscita ad accollarsi la condanna a 30 anni di mutuo nella corrente situazione economica, con una rata più che gestibile.

Chi invece è preoccupato per le mie attuali condizioni di vita, in assenza dei miei augusti genitori rimasti nella magione natia, non deve struggersi: la famigerata Guaritrice mi ha seguita ed il più delle volte evita miei infortuni, oppure pone rimedio al danno compiuto. Infatti al momento sono riuscita unicamente a tagliarmi un dito nel tentativo di affettare un piccolo pane fatto in casa da me medesima (e quindi con una durezza simile a quella di un sasso).

Scevra ormai da opprimenti pensieri economici e non, la Compiuta Donzella del 2000 (vedi sopra) trotterellerà più spesso da queste parti, per angosciare ed irritare la maggioranza degli Internauti che cadranno nelle ragnatele del Bestiario.

24 luglio 2012

Com'è dura l'avventura

Un buongiorno a tutti/e gli/le avventori/trici del Bestiario!

Per l'ennesima volta ho ripristinato il bannerozzo in header del sito, che su Imageshack viene ciclicamente cancellato (ora l'ho spostato su Picasa, tranquilli!). Nel frattempo, nella vita reale mi son data parecchio da fare per raggiungere l'obiettivo principale: la conquista del castello della Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io)!

Dopo un compromettente documento, che prende appunto il nome di compromesso, firmato a marzo, a settembre dovrò contrarre definitivamente un debito che mi accompagnerà per i prossimi 30 anni, per entrare ufficialmente in possesso della magione.
Con grande gentilezza, l'attuale signore del castello mi ha concesso di entrare nelle sacre mura per effettuare lavori di ripristino: con l'aiuto del fidato padre, il quale, nonostante il leggero infarto avuto l'anno scorso, sembra un bimbo in un parco giochi con i suoi attrezzi da fai da te, sto quindi saggiando una vita alternativa, nella quale, smessi i panni della programmatrice, svolgo il mestiere di muratrice/pittrice edile.

Attualmente, dopo aver stuccato tutti i muri e preparato gli ambienti per la verniciatura, in ballo ci sono il rinfrescamento dei serramenti in legno (affidato a me) e la sostituzione di alcune piastrelle rotte nel soggiorno (del quale se ne sta occupando il mio forzuto padre). Inaspettatamente, nonostante i muscoli doloranti, dacché abituati alla sola pressione di tasti, devo ammettere che il DIY (Do It Yourself, ovvero Fai Da Te) mi intriga parecchio. Probabilmente tutto ciò è una proiezione fisica del mio slancio creativo virtuale, con relativa soddisfazione nel constatare risultati tangibili derivanti dai miei sforzi.

In sostanza, finita questa opera di ristrutturazione, probabilmente alla fine della settimana di Ferragosto, coincidente con le mie ferie lavorative dedicate all'imbiancatura dell'appartamento, si aprirà la fase di attesa del rogito. In questo periodo le spese si limiteranno al minimo, per arrivare all'appuntamento con "numeri corretti", ma una volta che la scure della responsabilità di proprietaria di immobile si abbatterà sul mio collo ci sarà da divertirsi.

Ho infatti intenzione di popolare il mio regno di mobili con molta calma (purtroppo la crisi si fa sentire, soprattutto per chi non ha copiose entrate e dorate origini) ma soprattutto di renderlo davvero personalizzato tramite l'installazione di diavolerie tecnologiche. Ho un paio di idee per la testa, quasi tutte gravitanti intorno al nome "Arduino", ma i tempi sono ancora troppo immaturi per parlarne.

Non temiate quindi per la mia incolumità se il silenzio si approprierà di queste pagine per un periodo non molto breve: la vostra Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) si sta adoperando per costruirsi un futuro migliore!

13 maggio 2012

Uno sguardo al mondo

In questa ventosa domenica, porgo un cordiale saluto a tutti/e i/le visitatori/trici del Bestiario!

Nella settimana appena trascorsa, la Compiuta Donzella del 2000, che poi sarei io, ha potuto notare come i media italiani si siano soffermati su una dichiarazione di quello che può essere definito a buon diritto l'attuale uomo più potente del mondo. Ovvero il presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama.

Come tutti voi saprete sicuramente, recentemente Obama si è dichiarato favorevole ai matrimoni omosessuali, da buon esponente della fazione democratica. Ed ovviamente ciò ha generato una serie di plausi e critiche a livello internazionale.

Ed ora il ben più modesto pensiero della Compiuta Donzella del 2000, che poi sarei io!
Se un uomo ed un uomo o una donna ed una donna vogliono affermare dinanzi alla comunità la loro volontà di stare insieme come compagni/e, non vedo quale sia il problema. E con questa affermazione, necessariamente deve esserci un riconoscimento da parte della società dei diritti che ciò comporta ma soprattutto un'accettazione di tale unione.

Avviso in anticipo che il primo che commenterà che un matrimonio deve esistere forzatamente tra uomo e donna perché così è naturale o così dice la Chiesa, incontrerà un poderoso muro dialettico. In primis perché la legge di natura ha talmente tante sfaccettature che denigrarla ad un misero aut aut significa dotarsi di pesanti paraocchi, ed in seconda battuta nessuno sta chiedendo un matrimonio religioso nella splendida cornice di San Pietro (libera chiesa in libero stato).

Quindi sì ai matrimoni omosessuali, o per lo meno al riconoscimento sociale e legale della loro unione.

10 maggio 2012

Luridi e schifosi animali...

...sono coloro che usano violenza nei confronti delle donne di tutte le età. Anzi, a dire il vero gli animali sono probabilmente offesi dall'essere citati in rapporto a queste accozzaglie casuali di cellule.

Basta aprire almeno una volta al giorno un sito internet di un qualsiasi giornale per scoprire maltrattamenti, stupri, omicidi perpetrati contro le donne. Ovviamente non è una novità: ben prima dell'era dell'informazione, anzi sicuramente in misura maggiore, gli uomini, non tutti per carità ma una percentuale non irrilevante, si sono scagliati contro un essere dell'altro sesso.

Purtroppo anche io sono stata vittima, seppur in maniera quasi irrisoria, del comportamento di un maniaco depravato e folle. Ovviamente su di un mezzo pubblico, per fortuna non da sola. E non dimenticherò mai lo sguardo di pura pazzia che quegli occhi sprigionavano. Fondi di bottiglia specchio di un'anima inesistente, capace di compiere qualsiasi cosa. E mi metto per un istante nei panni di quella ragazzina di 13 anni che è stata violentata da uno squilibrato simile, addirittura nell'androne del suo condominio a Milano.

Urlare e nessuno che accorre in tuo aiuto, tentare di liberarsi e non riuscire a causa della forza soverchiante di un uomo di trenta anni. Lo shock, il disgusto, la rabbia. Una rabbia che mi porta a dire che simili individui dovrebbero essere condannati a rimanere chiusi in una stanza per una settimana...insieme a coloro che hanno sempre accudito quella ragazza come il tesoro più prezioso. Non guardare, girare la faccia dall'altra parte, non sentire e non intervenire. Deve provare quello che ha fatto provare.

Una sfumatura non troppo velata della legge del taglione? Sicuramente. Ma come si può perdonare? Come si può "curare" la vita di quella ragazzina? Non si può.
Non è cristiano, non è eticamente corretto. Ma come si può ospitare il persecutore nelle italiche prigioni per X anni, dove X è un numero variabile discendente, per poi, alla fine della pena, aprirgli le porte dicendo "Ora che hai pagato va' e non lo fare più"?

Quegli occhi sono malati. Un violentatore seriale, un omicida difficilmente cambiano. Dobbiamo dare una seconda opportunità a tutti? Ditelo ai genitori della ragazza ventenne che è stata uccisa recentemente in Sicilia. O ai figli dell'anziana massacrata in Campania. Dite loro che si deve sempre perdonare. Dite loro che è giusto far vivere una vita normale ad un delinquente dopo che ha scontato la sua pena. Ditelo alla madre della ragazza di Genova barbaramente uccisa in strada dall'ex, già fortemente sospettato di un precedente omicidio. O ai figli della sarta inglese che hanno visto la madre morta, con il corpo deturpato.

Se i vostri occhi avessero visto una scena simile, se vostra madre, vostra sorella, vostra moglie, vostra figlia, la vostra compagna fossero in un elenco della polizia sotto il capitolo "vittime", cosa fareste? Cosa chiedereste?
Perdonereste l'uomo senza anima?

08 maggio 2012

Basta che si muovi

Meravigliose menti eccelse che vi fermate a pascolare in questo misero blog, io vi saluto!

Volevo farvi partecipi di alcune considerazioni sulla realizzazione di siti web nate dopo una riunione di lavoro. Riunione durata 3 ore per via di incomprensioni mentali fra i due committenti e per vani tentativi di spiegazione che il ciclo produttivo di un sito web non deve andare in loop infinito.

Passi ore a rendere reale l'impossibile con complicatissime funzioni solo per soddisfare le esigenze del cliente.
Il grafico crea 20 bozzetti per dare forma all'idea estetica del cliente.
Il bozzetto scelto diventa pagina di prova per mostrare le interazioni con l'utente perché il cliente deve vedere.

Ma dopo tutto ciò,  appena prima delle consegna del sito, ti verrà detto: "Ma qui non si muove niente da solo! Non c'è niente che lampeggi! Il testo deve essere di Colore Improponibile all'Occhio Umano ®! Devo fare io il vostro lavoro e dirvi che un sito si deve muovere? Copiate pari pari il sito del nostro competitor!"

Quindi non perdete tempo prezioso a sviluppare innovazioni e a pennellare layout leonardeschi: mettete solo un cavolo di testo lampeggiante, possibilmente di un colore fastidioso, ed uno slider pessimo.
Il vostro cliente non vi ringrazierà ma almeno fisserà inebetito "i movimenti".

P.S. la riunione si è conclusa positivamente dopo la promessa di inserimento di una gif animata: il cliente si è ritenuto soddisfato, esternando il suo stato d'animo con un "Ora sì che va bene! E' tutta un'altra cosa!"

05 maggio 2012

Il furgoncino del mistero

Carissimi/e visitatori/trici di questo umile luogo!

Oggi la vostra Compiuta Donzella del 2000, che poi sarei io, vi svelerà uno dei sette segreti moderni dell'ameno paesino in cui vive, nelle fredde Pianure del Nord.
Si tratta del mistero del furgoncino...o furgoncino del mistero...insomma, chiamatelo come volete poiché tanto la sostanza non cambia!

Nel lontano autunno dello scorso anno mi è capitato, per caso, di intravvedere nel parcheggio (a disco orario) della stazione ferroviaria del sopracitato paese un furgoncino quasi uguale agli altri.
Quasi perché aveva attirato la mia attenzione per alcuni particolari: non disdegnando l'osservazione di automobili & co., non avevo mai visto quel singolare modello ed il fatto che recasse una targa lituana l'ha impresso indelebilmente nella mia limitata memoria.

Sta di fatto che successivamente a più riprese ho scorto lo stesso furgoncino, sempre nelle stesso posto e con la stessa posizione delle ruote. L'autunno aveva poi passato il testimone al generale inverno, che ha agito con le sue armi naturali. Sul povero furgoncino, e sulle multe che ogni tanto visionavo sul suo parabrezza, si è abbattuto il freddo intenso, che fa stridere gli ingranaggi, ed una candida coltre di neve.

Poi è arrivata la piovosa primavera, che ha lavato via dal nostro eroe di ferraglia il vecchiume dell'anno passato e ripulito i tergicristalli pieni di rimasugli irriconoscibili di multe. In tutto ciò, frotte di zelanti poliziotti, carabinieri, vigili urbani e persino militari dell'esercito si sono susseguiti per garantire sicurezza e legalità.
Ma mai nessuno di loro ha notato il tapino bianco, se non per lasciare un ricordo di sé sottoforma dell'ennesima multa.

Si sa, ci sono questioni ben più gravi da tenere in considerazione, ma se una seppur nobile ed augusta cittadina, quale è la Compiuta Donzella del 2000, che poi sarei io, si è avvisa dello stato dell'ormai familiare furgoncino, come è possibile che nessun rappresentante della pubblica sicurezza si sia mai posto delle domande sulla continua ed imperterrita presenza dello stesso?

Molte volte la vostra fulgida scrittrice è stata sfiorata dal desiderio di coinvolgere gli uomini in divisa in questo inquietante mistero, ma è stata sempre frenata dalla volontà di sapere fino a quando un furgoncino può sostare dimenticato in un punto a così alto traffico. Anche perché se la Compiuta Donzella del 2000, che poi sarei io, dovesse mai posteggiare il cocchio in uno spazio non adatto, nel giro di pochi minuti un malvagio carro attrezzi si presenterebbe per recarle non pochi dispiaceri.

Sono combattuta ed inquietata. Che fare? Squarciare il velo ed indicare l'evidente presenza oscura a chi di competenza (che di fatto non è competente altrimenti non ce ne sarebbe bisogno), oppure tacere e rimanere spettatrice non pagante del circo della vita?

Nel frattempo un furgoncino bianco, in solitudine, si sta godendo una procella in un parcheggio di una stazione...

03 maggio 2012

L'amicizia tra cane e gatto

...è possibile e ve ne sono parecchi casi. Solo due canidi, ovvero i miei due demoni pelosi, non mi avevano mai dato l'impressione di aprire uno spiraglio almeno alla tolleranza di un felino.

Oggi mi sono dovuta inaspettatamente ricredere.
Per la prima volta in anni hanno "tollerato" la vista di un gatto, ovvero l'atipico felino di mia cugina. Atipico perchè completamente estraneo ai caratteristici comportamenti della sua specie: è insomma una sorta di cane con le unghie rettrattili.

Sarà forse per questo che due cani da caccia l'hanno bellamente snobbato pur avendolo davanti?

Ai posteri l'ardua sentenza!

20 aprile 2012

App o non app? Questo è il dilemma!

Wazzuuuuup!

Con questo saluto non convenzionale vi accolgo nella mia umile dimora virtuale!

L'argomento del post odierno è permeato di mobile (non il pezzo di arredamento), dal momento che andrò a focalizzare il mio sforzo intellettuale sulla realizzazione di applicazioni per dispositivi mobili.

Recentemente ho avuto modo (mio malgrado) di sviluppare software di siffatta guisa, più precisamente per iOS, che sta ad indicare il malvagio sistema operativo del famigerato smartphone e del purtroppo noto tablet del marchio della mela morsicata.

Cominciamo col dire che ho scoperto recentemente di essere allergica ad un bel po' di frutta e verdura, tra le quali spicca anche il pomo sopra citato. Ma oltre a questa piccola motivazione personale, ricordo che la mela è per antonomasia il frutto del peccato (per colpa sua siamo stati sbattuti fuori dal Paradiso Terrestre) e della discordia (ne è bastata una dorata per scatenare una sanguinosa guerra).

Avrete potuto quindi intuire quale sia il mio atteggiamento verso le app, ovviamente da un punto di vista da sviluppatore. Essendo più animale lato server (I love my terminal), l'interfaccia utente è stata (ed è ancora) per me un'esperienza dolorosa, paragonabile ad una forte pallonata in pieno naso col Tango.
Tutto deve avere una sua forma ben precisa, una sua posizione ben precisa, un suo comportamento ben preciso: l'utente deve essere coccolato, vezzeggiato, viziato e pure adulato. Bisogna creargli un ambiente familiare, dove il suo agire sia già spinto da condizionamenti derivati da migliaia di altre app ufficiali realizzate tutte in maniera molto simile.

Insomma, se non conosci a fondo il mondo della mela, per scelta economica o per principio (e per me valgono entrambi), non puoi confezionare la bomboniera standard. E dal momento che odio le costrizioni in programmazione, a meno di motivazioni conclamate e vantaggiose, la camicia di forza di tali convenzioni mi sta un po' troppo stretta. Se a tutto ciò sommiamo anche il fatto che il mio gusto grafico è pari allo zero assoluto, avrete un quadro abbastanza completo della mia frustrazione.

Ma è innegabile che l'app sia ormai diventata un tassello fondamentale dello sviluppo di un progetto informatico (e non solo) e da un punto di vista meramente funzionale sono anche affascinata da questo mondo, ancora in parte da esplorare.

Ecco quindi che il dilemma si risolve in un "Sì app, ma la grafica è roba da grafici".

15 aprile 2012

Un anno in più

Un buon pomeriggio di una buona domenica a tutti coloro che si trovano a passare da queste impalbabili pagine!

Oggi è il giorno del centenario dell'affondamento del Titanic.
Ieri era il giorno del compleanno (non centesimo ovviamente!) della Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io).

Entrambi gli eventi sono passati alla storia come grandi tragedie per l'umanità intera.

Ora vi saluto e torno a ponderare circa il modo in cui possa far precipitare un mega iceberg sopra il Parlamento italiano.