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21 ottobre 2007

Africa e cocco bello!

"Vitamine e cocco belloooooooo! Coccooooooooooooooooooooooooo!"

Questo è uno dei ricordi che ultimamente risale subdolamente con cadenza estremamente frequente (adoro gli avverbi!).
Caldo sole d'estate, sabbia fine e calda, telo da mare avvolgente e caldo...insomma attualmente fa un freddo cane (o gatto che dir si voglia).

Però chissà quanti di voi si ricordano dei ragazzotti, bardati con un secchione pieno d'acqua ed un cestone pieno di foglie di palma e pezzi di cocco, che si facevano chilometri e chilometri sotto il sole cocente per vendere il bianco frutto ai bagnanti sdraiati sui loro lettini.
E quando ero piccolina (ora sono vecchia e decrepita), non appena sentivo il richiamo in lontananza, subito iniziava un'estenuante trattativa con mamma (che teneva le corde del borsellino da spiaggia) per accaparrarmi il mio pezzetto di cocco. Il più delle volte venivo rimbalzata, visto che il "cocco bello" (così avevo soprannominato il ragazzo di origini napoletane che all'epoca si faceva un bel pezzo della spiaggia della Riviera Adriatica a piedi) passava solo di mattina e molto spesso arrivava nei pressi del mio ombrellone quasi a ridosso dell'ora di pranzo. Ma talvolta, per intercessione divina, accadeva il miracolo e potevo avvicinarmi al cestone con il mio mille lire per ricevere l'agognato pezzo di cemento con sembianze commestibili. Allora il ragazzo prendeva una pinza per alimenti di metallo, sceglieva uno dei pezzi più grandi (da bambina ero parecchio simpatica e carina e per questo attiravo la benevolenza delle persone, ora invece mi dicono che sono fredda e sarcastica al limite dell'acidità), lo infilava nel secchio d'acqua e poi lo depositava sulle mie manine.
E con il mio trofeo ritornavo trionfalmente verso l'ombrellone e mi sdraiavo sopra il lettino a sgranocchiare allegramente.

Ormai sono tantissimi anni che non vedo più un esemplare di "cocco bello".
Mi è capitato di beccare i soliti "vu' cumpra'", stracarichi di bigiotteria di basso livello (che spacciano per tesori africani o indiani di inestimabile valore), di animali intagliati nel legno (che costano un occhio nella testa e spesso sono fatti un po' male, ma che ci volete fare...sono "etnici"), di teli da mare (che al primo lavaggio perdono fibra e colore), di occhiali da sole (con i quali non bisogna mai guardare il sole, pena la cecità permanente), ecc. ecc.
Poi come non ricordare le meravigliose massaggiatrici cinesi, che al grido di "Masagino? Cinque eulo!" invadono le spiagge con i loro unguenti puzzolenti (a tal proposito magari in futuro vi scriverò di una tremenda esperienza capitatami proprio quest'anno), ed i venditori di formaggio che vendono la loro merce sulle spiagge della Sardegna ad un prezzo che è mille volte più salato del più salato dei pecorini esistito dalla notte dei tempi fino ad oggi.

Ma il "cocco bello", con lo stesso stile da cocchivendolo sguaiato e simpatico, non è più comparso al mio orizzonte estivo.


Perdonatemi ma ora necessito di scaldare le mie manine ghiacciate sulla stufetta!
Alla prossima!

21 marzo 2007

La ragione, l'ambizione, il lavoro e la morte

Buona sera a tutti miei piccoli Puffi, (oggi mi sento tanto Grande Puffo)

questa volta vi propinerò un post diverso dal solito, dove abbandonerò quasi del tutto ogni velleità comica e molto probabilmente mi attirerò le ire e gli insulti di alcune persone.
Ma non me ne frega poi tanto, dato che sento pressante il bisogno di esprimere ciò che penso in merito alla notizia più in voga di questo momento: il rapimento e la successiva liberazione del giornalista Mastrogiacomo.

Già ero rimasta sbigottita per il rapimento di Giuliana Sgrena in Iraq e la successiva evoluzione dell'episodio che noi tutti conosciamo, ma in questo ultimo caso il mio occhio critico non può che distorcersi in uno sguardo di schifo e disappunto per ciò che è successo.

Cercate di seguire il mio ragionamento, dalle premesse alle conclusioni, e alla fine esprimete liberamente qualsiasi cosa vi passi per la testa: se è qualcosa di non troppo offensivo o volgare, non sarà oggetto di censura (fino a questo momento non ho mai censurato nulla se non lo spam).

Ordunque, passo rapidamente ad illustrarvi il percorso mentale eseguito dal mio cervellino!
Sappiamo tutti che l'Afghanistan è un posto notevolmente pericoloso: è sull'orlo di una guerra civile, dove gli attentati sono all'ordine del giorno e le zone non pattugliate dalla polizia o dagli eserciti ivi presenti sono come minimo da evitare.
I Talebani, responsabili di gran parte degli atti terroristici nel paese, erano e sono tuttora famosi per la loro ferocia e per alcune sciagurate iniziative prese nel passato: da ricordarsi la demolizione con colpi di bazooka delle prime ed enormi statue del Buddha (patrimonio dell'umanità) e le lapidazioni pubbliche delle donne che osavano andare dal parrucchiere.
Ma non mi dilungo nel delineare il loro ritratto, visto che in Internet potete trovare molteplici fonti di informazioni che sicuramente sono molto più affidabili della sottoscritta.

Ad aggravare la situazione, negli ultimi tempi era stata segnalata una forte ripresa dell'attività dei Talebani, riorganizzatisi e molto più decisi a riconquistare il potere strappato loro dall'invasione della coalizione guidata dagli USA. Quindi livello molto alto di pericolo, evidenziato dall'allerta delle forze italiane presenti sul territorio, timorose di attentati nei loro confronti.

Ora, mi spiegate che cosa ha spinto un giornalista italiano ad addentrarsi in zone remote dell'Afghanistan, brulicanti di terroristi, senza alcun tipo di protezione?
E' stato detto che Mastrogiacomo stava proprio cercando i capi dei Talebani per intervistarli.

Informazioni preliminari:
- ai Talebani stanno dando la caccia da mesi, per stanarli e catturarli, vivi o morti
- sempre i Talebani a quanto pare stanno preparando attentati contro i soldati italiani perché vogliono il ritiro del contingente
- Mastrogiacomo è italiano
- i Talebani hanno dimostrato di essere particolarmente violenti, brutali e molto ma molto vogliosi di riavere il potere perduto

Perché, ma soprattutto PERCHE' rischiare la propria vita, quella dei propri accompagnatori e di fornire un'arma di ricatto a dei terroristi in modo da mettere in crisi il governo italiano in un momento così difficile per l'Italia, per realizzare un'intervista che chiaramente ha lo 0,000000001% di essere rilasciata ad un giornalista straniero?
Non mi si venga a dire che è partito all'arrembaggio perché si sente in dovere come giornalista di ascoltare tutte le campane ed offrire un'informazione corretta. Lo scoop, la notorietà ed i soldi derivanti dall'intervista? L'ambizione di essere riuscito a fare quello che gli altri non hanno fatto? Tutto ciò vale la propria vita e tutte le possibili implicazioni in un caso simile?
Io dico di no, Mastrogiacomo ha detto sì.

Conseguenze di questo gesto particolarmente irrazionale e incurante di ogni logica?
E' morto un uomo, Sayed Agha, prima soffocato con una sciarpa, poi gli hanno tagliato la gola ed infine lo hanno sgozzato e decapitato, come un animale: è stato costretto a lasciare un bambino e una moglie che, incinta, alla notizia si è sentita male ed ha perso un'altra piccola vita.
Sono stati liberati 5 capi dei Talebani: costoro si sono già detti pronti alla lotta ed esaltati di poter riprendere il loro posto di guida della guerriglia. Le loro azioni porteranno altri morti sia tra i soldati, tra cui anche i nostri poveracci inviati per mantenere l'ordine ma che probabilmente si ritroveranno in un orrido teatro di guerra, che tra la popolazione civile: vecchi, donne, bambini compresi.
Il precedente è stato creato. Rapire giornalisti, anche in zone prima sicure, diventerà una nuova "moda" tra i Talebani: in tal modo l'Afghanistan per gli addetti all'informazione sarà ancora più pericoloso di prima.

Vi riporto alcune dichiarazioni rilasciate da Mastrogiacomo e presenti in questo articolo de Il Sole 24 Ore:
"Se c'era una coperta, la davano a me", "se c'era una pagnotta da dividere, la dividevano con me"
Poverini, si sono comportati da gentiluomini, non gli hanno fatto mancare niente. Anche nelle ristrettezze, si sono adoperati per far star bene il loro ostaggio: che brave persone.

Mastrogiacomo ora è felice di essere tornato a casa: rilascia interviste a destra e a manca, racconta nei minimi particolari quello che è successo, ha potuto riabbracciare i suoi cari. I suoi familiari, il dolore dei quali probabilmente non ha preso in considerazione quando ha deciso di imbarcarsi nella sua impresa da armata Brancaleone.
Ma ha fatto la sua scelta: se le conseguenze di questo suo gesto fossero ricadute unicamente sul suo capoccione, non mi sarei indignata. Purtroppo non è stato così.

Perché non guarda negli occhi il bambino afghano che non potrà più riabbracciare suo padre e gli dice "Sai, tuo padre è morto perché mi ha accompagnato in un luogo pericolosissimo per intervistare coloro che non volevano essere intervistati ed ha fatto una morte orrenda, ucciso come un animale"?
Ho come l'impressione che quell'autista abbia deciso di portare Mastrogiacomo per fame e per soldi: per dare da mangiare la sua famiglia e per dar loro un futuro. Adesso le sue speranze non hanno più senso, sono svanite con lui.
E tutto ciò mi intristisce e mi fa rabbia vedere quest'uomo contento come una Pasqua quando le sue volontà hanno gettato nella disperazione altri. Per ora ha almeno una morte sulla sua coscienza e spero davvero che i terroristi liberati non appesantiscano il suo fardello.

E vi confesso che non ho gioito nel vederlo scendere dall'aereo, mentre festeggiava come Rocky Balboa in cima alle scale dopo l'allenamento.

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12 marzo 2007

La Fortuna è cieca ma la Sfiga ci vede benissimo

Il titolo di questo post, citazione da un grande filosofo dei nostri tempi (ovvero Lupo Alberto), è di una chiarezza devastante e porta in sé una delle verità più importanti dell'intera vita.

Ecco quindi che la famigerata Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) cercherà di scrivere un trattato esaustivo, corredato da esempi significativi, su questo tema. Insomma, sto per fare un'operazione equivalente alla scoperta dell'acqua calda, ma lasciatemi fare dal momento che ho qualche lineetta di febbre e probabilmente sono in vena di deliri.

E proprio da questa constatazione prende le mosse il mio discorso.
Sicuramente vi sarà capitato di organizzare per tempo un viaggio. Cominciate per prima cosa a cercare una destinazione che vi confà. Se volete visitare una ridente città italiana, prendete la mappa stradale dell'Italia, che deve necessariamente essere presente in ogni automobile onde evitare di rimanere senza carta nel momento del bisogno (o meglio dei bisognini), oppure vi recate in uno dei tanti siti presenti in rete dedicati a questo scopo ed iniziate a scegliere la vostra meta.
Dopo una rapida analisi dei nomi che saltano al vostro occhio, producendovi in una classica conta in stile figurine (ce l'ho, non ce l'ho), riuscite ad individuare la città vittima della vostra prossima scorribanda. Arrivati a questo punto, vi confrontate con i vostri compagni di sventura per trovare un periodo in cui non sono massacrati dal lavoro, soppressi dall'università o, nella migliore delle ipotesi, torturati da una fantomatica setta che si fa chiamare Neo Inquisizione.
Individuati i giorni adatti al saccheggio, vi spetta l'arduo compito di selezionare un umile giaciglio che offra il minimo delle comodità, quali un frigo bar, una jacuzzi, aria condizionata, pareti rivestite di velluto, lenzuola di seta, televisore 40 pollici a schermo piatto in camera, fontana con angioletti in marmo in bagno e per finire un water con il copri-tazza in oro massiccio.
E così, dopo aver ridimensionato le vostre aspettative, giunge il momento di pianificare il viaggio di andata e ritorno, cercando un modo sicuro per evitare gli agenti dello spionaggio che vi vogliono eliminare, per non farvi fare danni all'andata e per farvela pagare al ritorno.

Ora vi evidenzierò gli scogli sommersi, in cui ci si può incagliare durante la navigazione per la progettazione del viaggio, parlandovi della mia esperienza, fresca fresca di sfiga.

La metà del mio peregrinare è, per questa volta, la meravigliosa (di fama, visto che non ci sono ancora stata) città di Firenze. La scelta è stata frutto di una difficoltosa tavola rotonda, dove sono state prese in considerazione la posizione della città, le vie di comunicazione per raggiungerla, le bellezze artistiche, ma soprattutto la morfologia del territorio e le difese strategiche da scardinare per conquistarla.
Trovata la destinazione, la prima peripezia da affrontare è stata l'individuazione della libertà da impegni di tutti i partecipanti alla battaglia. E' dannatamente difficile trovare un periodo che possa tenere conto di tutte le oppressioni, più o meno malvagie, che gravano sulle spalle delle persone. Ma, con enorme fortuna, questa volta è andato tutto bene: i giorni ci sono e le previsioni danno anche un tempo meraviglioso. Inizio a nutrire qualche sospetto.
Il secondo crepaccio da oltrepassare è l'albergo. Non deve essere lussuoso ma nemmeno una topaia, in una buona posizione sia per raggiungerlo con i mezzi sia per usarlo come base per la conquista della città ma soprattutto...terribilmente economico. Ora, questa è un'impresa sicuramente ardua in circostanze normali ma lo è ancor di più se si pensa che la città in questione è Firenze...ma inaspettatamente l'albergo è stato trovato, molto carino, in posizione splendida e molto economico. E qui la puzza di bruciato si fa più intensa.
La terza spada di Damocle sul capoccione è l'organizzazione del viaggio: ore non impossibili, costo abbordabile e punto di arrivo ad una distanza percorribile a piedi dall'albergo. Difficile? Parecchio, ma alla fine anche questo è stato perfettamente deciso. Il senso di inquietudine aumenta a dismisura.

Il viaggio apparentemente perfetto è stato organizzato.
Se non fosse appunto che la Fortuna è cieca ma la Sfiga ci vede benissimo.
A poche ore della partenza mi ritrovo dolorante per un mal di gola devastante, con la febbre e l'impossibilità di prendere il magico antibiotico, visto che questa versione di patologia si può curare solo con anti-infiammatorio e con uno sciroppo che, udite udite, è stato finito dalla farmacia qualche minuto prima (e quindi la cura la inizio domani). Ovvero? Influenza. Altamente infettante, visto che l'ho presa da una persona che mi è stata a 5 metri di distanza ed ha respirato molto lontano da me (altrimenti sarebbe stata fulminata) per meno di un'ora. Due giorni di incubazione per farmi star male a ridosso della partenza e tanti saluti alla Fortuna che, ciecata com'è, probabilmente mi aveva prima elargito buoni eventi perché doveva darli a qualcun altro ma non ha visto bene e li ha dati a me. Meno male (eh, come no) che la Sfiga ci vede benissimo e, ricordandosi che anche questo anno sono in lizza per il premio "La Più Sfigata dell'Universo", ha voluto aggiustare la situazione atterrandomi con un colpo basso.

Se vedete la signora Sfiga in giro, spaccatele una gamba per conto mio.
Mannaggia alla pupattola, quanto la odio. -___-



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31 gennaio 2007

Quanto costa l'arte in miniatura

Buongiorno a tutti cari lettori/lettrici,

ancora una volta oggi devo mettere in luce un comportamento alquanto opinabile di uno dei più famosi "enti estorsori" italiani (per usare un'espressione non mia ma non coperta da diritto d'autore).

Stamattina, come ogni giorno, ho dedicato 5 minuti alla lettura della rassegna stampa di notizie via web ma il mio occhio vigile (come no, son mezza addormentata) ha dovuto sgranarsi di fronte ad un articolo notevolmente inquietante apparso sulle pagine virtuali dell'ottimo quotidiano online Punto Informatico. Vi invito a leggerlo, così mi risparmierete l'onere di raccontarvi nei minimi particolari la vicenda.

Un riassunto molto striminzito è che un tizio ha fatto un sito nel quale vi era una sezione dedicata alla spiegazione di opere d'arte di autori anche famosissimi. Tra di essi troviamo ad esempio Klee e Kandinsky, che i conoscitori di Storia dell'Arte ricorderanno per il loro grande contributo all'Espressionismo. Come logicamente ognuno di noi può supporre, per spiegare un quadro, una statua od un'opera architettonica è necessario fornire una minima foto, seppur di qualità infima, scarforuta e tutta pixellata, per dare un riscontro di ciò che si sta dicendo. Ed infatti nella pagine del sito erano presenti.

Ma...l'autore del sito non ha chiesto il permesso di pubblicazione agli eredi degli artisti e per questo deve essere seriamente e dannatamente sanzionato. E la paladina delle opere intellettuali, ovvero la SIAE, nella sua bianca armatura di platino (ci credo, con tutti i soldi che ingloba) si è scagliata lancia in resta in direzione del malcapitato webmaster, colpendolo con una multa di ben 4740 euro.

Ora, capisco che la SIAE abbia un compito fondamentale, ovvero proteggere la proprietà intellettuale di chi vive grazie alle opere che crea, ma che cerchi di non scadere nel ridicolo. Sì, perché non mi si venga a dire che un'immagine di 200 px per 210 px può ledere gli interessi di un'artista. Casomai la sua presenza in una spiegazione valida, che esalta anzi le doti dell'autore, non può che tradursi in una maggiore diffusione e notorietà dell'autore stesso. Intendiamoci, se fosse stata una riproduzione a 1024x768 pixel, allora forse un dubbio sulla legittimità dell'uso delle foto ci potrebbe essere, ma così proprio rimango sbigottita.

Insomma, la cultura deve ancora inchinarsi alla rigida logica di mercato.
Vabbé, vorrà dire che per vedere qualche foto di quadro ci dobbiamo per forza rivolgere o a siti esteri o al sempre amico libro in biblioteca.

Buona giornata!

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21 gennaio 2007

Gita saltata, farneticazione sparata

Sfortunatamente oggi è saltata la gita al canile, con conseguente passeggiata delle bestioline. Impedimenti tecnici hanno costretto la sottoscritta a rimanere a casa a rimuginare sul tempo che fu e su quello che sarà.
Quindi scordatevi foto di cagnoloni (avrei voluto far fare la passeggiatina al San Bernardo! T__T ) e beccatevi un altro dei miei deliri!

Spesso quello della maturità è un concetto molto difficile da capire e dannatamente arduo da mettere in pratica. Qual è il sottile confine tra maturità e non? Bella domanda! Semplicemente non esiste. La maturità, a mio parere, è essenzialmente relativa: un'azione matura in un determinato contesto può scadere in infantilismo se posta in un altro. Non può esistere quindi un manuale comportamentale, come quello delle buone maniere, da seguire attentamente per definirci persone mature.
Ed il famoso esame di maturità è solo una tappa della formazione scolastica di una persona con un nome altisonante ma dal contenuto totalmente assente. Quanti dei ragazzi e delle ragazze che riescono a conseguire questo traguardo possono essere definiti davvero maturi? Si contano sulla punta delle dita e sicuramente non devono la loro maturità all'esame.

Ma non voglio dilungarmi in questioni futili di terminologia messa a caso. Il punto è un altro: la maturità non si conquista con manuali né è una caratteristica permanente, che si ottiene una volta sola per usufruirne per sempre. E' un dinamismo, un processo di analisi in costante divenire, che non deve essere mai statico in quanto la staticità potrebbe portare all'ottusità o addirittura all'infantilismo.

Una persona veramente matura è quindi colui o colei che nel prendere una decisione analizza con la propria mente e secondo i propri principi la situazione, scegliendo l'opzione che in quello specifico caso è la più corretta. Più facile a dirsi che a farsi ovviamente.
Ed è per questo che, nonostante mi sforzi sempre di cercare la soluzione migliore, mi ritrovo quasi sempre invischiata nell'infantilismo per quanto riguarda le decisioni concernenti la mia vita. E quando mi accorgo degli errori che commetto, non posso che sentirmi delusa, sia da me stessa che dagli altri. Ma che ci volete fare, se la vita fosse tutta rosa e fiori non ci sarebbe tanto dolore nel mondo.

Fine della cretinata domenicale.


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18 gennaio 2007

La conoscenza è pericolosa

E' da un po' di tempo che non farnetico pesantemente su queste pagine ed è un vero peccato, perché sono solita sparare cretinate eccezionali quando mi ci metto.
Ultimamente non mi sono proprio applicata molto nel Bestiario e questo mi duole parecchio, visto che è il mio piccolo spazietto per esprimere idee ed opinioni.
In un passato non molto lontano ci sono stati innumerevoli pensatori che avrebbero dato qualsiasi cosa per poter usufruire di un'occasione simile. Negli ultimi anni c'è stata una brusca accelerata della tecnologia "globale" e le barriere fisiche e politiche che prima parevano insormontabili ora stanno via via crollando. In quasi tutti i paesi del mondo, chi ne ha la possibilità economica può tranquillamente farsi in pochi passi un blog online, visibile da quasi tutti gli internauti e per lo più gratuitamente.
Dico quasi perché sappiamo tutti che esistono ancora paesi dove la libertà di espressione è ancora un'utopia: lo scambio di opinioni e la conoscenza sono pericolose.
E per comprenderlo a pieno, vi faccio un esempio stupido, che non ho neanche lontanamente la qualifica per proporre e che non ha nessun appiglio con la vera realtà ma solo con la pura teoria.

Immaginate due individui, due gemelli (non mi riferisco al film con Governator e Danny De Vito). Prendeteli fin dalla nascita e metteteli in due stanze del tutto uguali, contigue ma completamente isolate l'una dall'altra.
Nessuna finestra, solo una doppia porta, per impedire ad entrambi i bambini di guardare il mondo esterno.
I bambini vengono cresciuti come due bonsai: viene loro dato nutrimento, si assicura la loro salute ma nulla di più. Una vita completamente piatta.
Ogni giorno viene portato del cibo ai bambini: ad uno sempre e constantemente un piatto di insalata con una bistecca ed un bicchiere di aranciata, all'altro sempre e costantemente un piatto di carote con pollo arrosto ed un bicchiere di limonata.
Per loro quello è il cibo e non esiste nessun altro tipo di piatto e quindi si accontentano di mangiare solo quello.
Ora, mettiamo che durante un terremoto, all'ora di pranzo, il muro divisore tra le due stanze crolli.
I due bambini si guardano, si osservano, iniziano a capire che esiste un altro essere vivente del tutto simile a loro. Ed iniziano a notare che l'unica cosa di diverso è il cibo. E non si capacitano di come possa esistere un pranzo diverso dal loro.
Ed è plausibile supporre che inizino a provare la "novità".
Ma viene scoperto il crollo e viene chiusa la "falla".
Mettete conto che il gusto del nuovo pasto piaccia parecchio ad entrambi i bambini.
Al prossimo pasto cosa chiederanno? Di poterlo mangiare ancora.
Ma se non si volesse dare questa possibilità? I bambini continuerebbero ad accettare la stessa situazione sapendo che c'è qualcosa che prima non conoscevano ma che adesso hanno provato e vogliono continuare ad ottenere?
Ecco quindi che scaturirebbe da tutto ciò sicuramente del malcontento, che potrebbe trasformarsi in risentimento e rabbia contro chi vieta qualcosa che esiste e che altri uguali a noi possono avere tranquillamente.
Con tutto ciò che ne consegue.

Ora prendete Internet.
E' la falla nel muro. Un regime può controllare i giornali e le televisioni, ma la rete è enorme ed esce dal controllo totale di un singolo paese. Ed coloro che hanno paura della conoscenza di qualcosa che non vogliono dare cosa fanno?
Tentano di chiudere la falla, in ogni modo.

Vabbé, la smetto di sparare cavolate e ritorno a fare qualcosa di socialmente utile!

Alla prossima!

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16 gennaio 2007

Il sangue questo sconosciuto

Buon pomeriggio a quelli malati e a quelli sani!

Odio gli esami del sangue. Prima di entrare nella saletta dove toglieranno litri e litri del mio preziosissimo liquido color rubino, vengo colta da panico da ago. L'ultima volta li ho fatti credo a febbraio di un paio di anni fa: dopo una notte insonne, mi presentai in ospedale con un'espressione da fantasma in viso, tanto che vidi alcuni medici seguirmi a distanza con un defibrillatore. Con una temperatura esterna di -2°C, al momento del mio turno mi tolsi bellamente il maglione di lana e rimasi in maglietta a maniche corte, tra lo stupore e lo sgomento dei presenti.
Mi ricordo ancora che c'era mia mamma che mi urlava "Vestiti! Cosa fai? Prendi freddo! Vieni a fare gli esami e ti prendi una broncopolmonite!". Ma io udivo e non capivo e così entrai nello stanzino del terrore.
Ed in quel luogo di disperazione si è svolta per l'ennesima volta lo squallido tentativo di analizzare i volti delle infermiere ed infermieri presenti per cercare la persona con la faccia "più professionale". Individuai un'infermiera di mezza età, capelli biondi lunghi sulle spalle ma raccolti
e sguardo dolce da mamma. Mi stavo lanciando un po' sollevata verso questa figura così rassicurante quando una piccola, malvagia e diabolica bambina di 5 anni calamitò letteralmente l'attenzione benevola della tizia, fregandomi il posto.
Ma non mi persi d'animo. Almeno per 2 minuti.
Infatti dopo quella breve attesa, in coda per farmi cavare il sangue subito dopo la nana schifosa, un'altra infermiera mi disse che c'era un'altra persona disponibile e di dirigermi verso di essa.
Un dottore. Dall'aria menefreghista. Scocciato. Probabilmente sveglio da neanche un'ora.
Presa dal terrore, ebbi un attimo di blocco sul posto, vinto unicamente dall'orgoglio: la bambina fetente mi stava osservando con il sorriso, come per dire "Tsè, ti ho fregata e adesso te la stai facendo sotto".
Quando è troppo è troppo.
Mi volsi e mi accucciai davanti all'essere immondo. Misi il braccio sul cuscinetto e girai la testa di 180°, manco fossi un'indemoniata.
Sentii il laccio emostatico...
Il cotone imbevuto di alcool...
E passavano i secondi senza sentire più niente...
Pensai "Già fatto?", quindi girai lentamente la testa...
...e vidi l'ago vicino al mio braccio!
Sbarrai gli occhi ed all'improvviso si mise a suonare il cellulare del tizio, il quale, completamente incurante di ciò che stava per succedere, ha risposto come se nulla fosse.
Allora pensai "Devo sorbirmi tutta la telefonata e macerare nel terrore per così tanto tempo?"
Ed invece no!
Col cellulare poggiato su una spalla e la testa inclinato su di esso, il tizio ha riavvicinato l'ago al braccio!
Ho allontanato lo sguardo di scatto ma ho sentito comunque un bel pizzico al braccio.
Dopo 5 ore ho scoperto un bel ematoma blu attorno al punto di inserimento dell'ago: questo perché, secondo il mio medico, il maledetto disgraziato fetentone schifoso mi aveva trapassato la vena.
Ancora adesso lo odio profondamente! >__<
Quindi, se nei vostri esiti riscontrate dei valori sballati, non sapete cosa cavolo vogliano dire quelle sigle astruse e dovete aspettare ancora qualche ora prima di andare dal vostro medico, date un'occhiata a questo sito: Analisi del sangue. Ci sono brevi spiegazioni di tutti i valori presenti ed è utilissimo per darvi una panoramica generale sui vostri esami, anche se la loro lettura corretta è unicamente quella che vi farà il dottore. Ma nel dubbio, informarsi non costa niente. :P

A presto!

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09 gennaio 2007

Sempre più sfiduciata

Buongiorno a tutti cari lettori del Bestiario, anche se per me questa non è una bellissima giornata.

Come avete ben potuto leggere dal titolo, la mia fiducia nelle persone continua a scendere in maniera esponenziale, soprattutto nel mondo del lavoro. Chissà perché, nel perfetto stile della legge di Murphy, quando c'è da prendere una decisione sul futuro delle persone viene sempre avvantaggiato chi non ha mai fatto niente per meritarselo.

Non sto ad entrare nei particolari, ma in questi ultimi giorni mi stanno prendendo in giro in maniera spudorata. Come ben sapete, è un momento molto delicato per il mio futuro lavorativo e, forse perché sono buona gentile geniale ma timida, stanno facendo di tutto per mettermi dannatamente in difficoltà, facendo velate minacce che mi fanno ancor più imbestialire.

Generalmente parlando, vi posso dire che per la mia permanenza in azienda mi erano state prospettate due soluzione, la A a tempo determinato e la B a tempo indeterminato ma leggermente più svantaggiosa rispetto all'altra. In questo periodo di difficoltà, parlando anche con i miei familiari, le persone a me care ed i miei amici, ho preso la decisione di accettare la proposta B.
Ebbene, all'improvviso, pur avendo io rispettato i tempi stabiliti per la scelta, la proposta B è diventata a forte rischio di accettazione. Mi si dice che sono essenziale per la mia azienda, che ho una reputazione incredibile, che puntano molto su di me, però non possono darmi il posto fisso ma, contemporaneamente, non vogliono perdere la mia collaborazione.
E ribadiscono che la proposta A è solo momentanea (quante volte ho sentito dire questa parola e per me equivale ad una grossa illusione ormai) e che porterebbe ad un futuro (aspetta e spera) miglioramento per la proposta B. E che comunque, sebbene con un posto a tempo determinato, io sarei in pratica come una persona a tempo indeterminato e se volessi fare un mutuo, potrei farlo.

Mi sento tanto presa in giro e sfiduciata. Ormai è più di un lustro (ovvero cinque anni) che lavoro in quel posto ed in tutto questo periodo sono stata sfruttata, presa in giro e messa in difficoltà in molteplici modi. Sono stanca e stufa marcia e, per dirla con tutta sincerità, coloro che continuano a farmi pressioni psicologiche e a pungolarmi facendomi sentire quasi in colpa ed in debito con l'azienda mi fanno veramente schifo.

Faccio quindi appello a Sua Eccelsa Magnificenza Divina affinché dia il via ad un nuovo Diluvio Universale, per spazzare via tutti quegli ipocriti, falsi ed approfittatori che non conoscono il significato della parola correttezza e si ergono come paladini senza macchia.

E concludo con un bel "andatevene tutti quanti affangiro" (mia espressione di profonda rabbia)

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11 dicembre 2006

Stress da febbre o da ladrata?

Carissimi/e,

no, non sto ancora bene ma sì, sono in ufficio.
Vi prego non datemi della mentecatta sapendo che barcollo nel corridoio con giramenti di testa multipli e carpiati e la febbre a 38°C, uscendo di casa la mattina con una temperatura di ben 3°C.
Ho dovuto farlo e speriamo che oggi il medico mi possa dire cosa caspito ho ma soprattutto mi possa prescrivere qualcosa per farmi passare questa tortura in breve tempo.

Ma adesso passiamo ad argomenti diversi e sicuramente più interessanti.
La maggior parte dei visitatori del Bestiario sono cittadini del Bel Paese, la nostra adoratissima Italia. Adempiamo ai nostri doveri fiscali versando quando ci viene richiesto tutta una serie di tasse, più o meno gravose, che ci costringono a fare notevoli salti mortali per arrivare a fine mese con un minimo di denaro che ci possa consentire un decoroso pranzo (anche se devo ammettere che molti non ce la fanno neanche).
I soldi delle tasse che paghiamo, vengono accumulati nelle casse dello Stato Italiano, e da qui prenderanno molteplici vie di uscita, tra le quali anche il pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici.
L'altro giorno sono rimasta notevolmente sbigottita nello scoprire con sommo stupore che gli euro che noi dobbiamo guadagnare ogni giorno andando a lavorare anche con l'influenza servono per retribuire questi signori (dati presi dal sito Comincialitalia.net e comunicati anche da un servizio del TG5):

Giancarlo Cimoli - amministratore delegato e presidente Alitalia: 2 milioni 700 mila euro annui (più 6,7 milioni di euro di liquidazione per il passaggio dalle Ferrovie dello Stato alla compagnia aerea)

Elio Catania - ex presidente ed amministratore delegato FS: 2,5 milioni di euro (più 7 milioni di euro di liquidazione)

Massimo Sarni - amministratore delegato Poste Italiane: 1,296 milioni di euro

Vittorio Grilli - Direttore Generale del Tesoro, presidente dell'Istituto Italiano di Tecnologia: 600 mila euro (511 mila in Italia e 1 milione e 800 mila all'estero)

Mario Draghi - Governatore della Banca d'Italia: 450 mila euro

Corrado Calabrò - Presidente dell'Authority delle Telecomunicazioni: 440 mila euro

Vittorio Crecco - Direttore generale INPS: 270 mila euro

Romano Prodi - Presidente del Consiglio dei Ministri: 200 mila euro, decurtati con la prossima finanziaria del 30%


E' notizia recentissima la decisione presa dal Governo di porre un limite massimo agli stipendi dei dipendenti pubblici di 250 mila euro annui: era anche ora e questa volta colui che viene chiamato il "Mortadella" si deve prendere un bel bravo.
Pensate, danno 7 milioni di euro come liquidazione agli amministratori delegati delle FS ed aumentano il prezzo del biglietto del treno a noi poveracci, fornendoci anche carrozze con cimici, pulci e bacarozzi vari.
Alitalia è sull'orlo del fallimento ma il suo "capo" si prende quasi 3 milioni di euro annui, così, tanto per dare una spinta al rilancio della società (verso il baratro).
Poi mi devono comunque spiegare perché il Governatore della Banca d'Italia, con tutte le responsabilità che ha, prende 6 volte meno dell'amministratore delegato di Alitalia.
Ed il mitico INPS, ovvero l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, per capirsi quello che prende i soldi dei lavoratori per i contributi pensionistici ed eroga le tanto agognate pensioni, con un deficit notevole deve sobbarcarsi il costo di 270 mila euro all'anno del suo amministratore delegato (ovvero 20000 euro al mese circa contando anche tredicesima e quattordicesima): pensate che mia mamma ha pagato i contributi per 15 anni di lavoro e non le daranno mai una pensione, mia zia ne ha pagati per 35, prende parte della pensione di mio zio (operaio all'Alfa per una vita) e ben presto la quota della sua pensione sarà raggiunta dalle pensioni minime.

Se fossero stati presi quei 14 milioni di euro, usati come liquidazione per due singole persone, e fossero stati distribuiti, che so, ai poliziotti italiani che lavorano con la possibilità di prendersi una pallottola per la nostra sicurezza, non sarebbe stato meglio?

La cosa sconvolgente è che se non ci fosse stata un'inchiesta giornalistica, noi Italiani, che paghiamo quegli stipendi con i soldi pagati per servizi spesso scadenti e con le tasse che se non paghiamo ci regalano un biglietto sola andata per il più vicino carcere, non avremmo saputo un cavolo di niente. Sono dipendenti dello Stato, lo Stato siamo noi, quindi sono nostri dipendenti. E singolarmente prendono più di un'intera categoria lavorativa (una a caso, tanto ce ne sono a bizzeffe che stanno sotto a quella cifra).

Ed io, precaria da 5 anni, vado a lavorare con la febbre per arrivare alla fine del mese.
Tsk.


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14 novembre 2006

Mali di stagione vecchi e nuovi

Buonasera a tutti miei adorati lettori!

Ammettetelo, in questi pochissimi giorni vi sono mancata, quanto vi può mancare una pustola infetta sotto il piede nel corso di una maratona di 80 km senza scarpe né calze da correre sulla ghiaia.
Come potrete ben immaginare, sono stata coinvolta in un terribile accaduto: mi è venuto il mal di gola. Tale patologia (come sono scientifica!) sta dilagando incessantemente nella mia zona (da qualche parte nella sconfinata Pianura Padana, circondata dallo smog e abitata da gente cretina che crede che le strade siano il percorso di una gara di rally).
Ma a me non frega niente del fatto che ormai una buona fetta della popolazione stia soffrendo di bruciore intenso della gola. A me frega che un essere immondo maleducato, pieno di microbi e schifezze varie (una specie di fogna a cielo aperto), abbia ripetutamente, per non dire continuativamente, tossito senza coprire la bocca con la mano, sebbene venissero sciorinate pesanti battute, in sua presenza ovviamente, sulla sua totale mancanza di rispetto verso le altre persone.
E vediamo se riuscite ad indovinare di che fesso sto parlando!

Fatto sta comunque che adesso non mi sento per niente bene. Sapendo che l'untore è da 5 giorni che prende antibiotici, sotto il preciso ordine della mia personalissima guaritrice ischitana (che in un giorno scarso mi ha fatto passare febbre e nausea in vacanza), mi sono sparata la prima pastiglia di una serie di 3 antibiotici da 500 mg l'uno, da prendersi una volta per die (ovvero al giorno), e stasera mi berrò un bicchiere di schifosissimo Fluibron, che è un toccasana per l'intasamento delle vie respiratorie ma ha un sapore amarissimo tendente all'aroma di vomito (ok, adesso pure voi state male: mal comune mezzo gaudio :P ).
Perdonatemi quindi se non aggiornerò in maniera costante il buon Bestiario: proprio oggi la guaritrice mi ha detto di farmi una bella dormita pomeridiana. L'ho ascoltata senza farmelo dire due volte e sono svenuta dalle 14.20 fino alle 18.20. Ed il brutto è che ho ancora sonno. ^^'''
Tra l'altro sto anche programmando un'interessantissima applicazione per Internet della quale si sono visti già casi isolati di utilizzo, ma limitatissimi e senza manie di grandezza, mia peculiare caratteristica. Se a me e alla guaritrice riesce questa impresa, vi divertirete un mondo. Promesso! ^__^ V

Ora torno nel mio abisso di dolore ancestrale. Che il Fluibron sia con voi!

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05 novembre 2006

Polemica, polemica ed ancora polemica

Un buon pomeriggio digrignato a denti stretti, miei malvagi lettori!

Oggi sono in vena polemica, quindi sparerò a zero su tutto e tutti, alla facciazza del buonismo.
Volutamente non formatterò il testo con grassetto o con link. Quando la Compiuta Donzella del 2000 è in modalità "diavolo della Tasmania" può essere particolarmente aggressiva. Commentate a vostro rischio e pericolo.

Per prima cosa parliamo del lavoro.
L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. Il lavoro nobilita l'uomo.
E allora perché cavolo mi stressa così tanto?
Bene inteso, a me piace quello che faccio. Dati i miei deliri di onnipotenza, il poter programmare nuove applicazioni mi riempie di gioia immensa ed il riuscire a risolvere dei problemi ottenendo il risultato voluto è altamente appagante. Ma quando sei circondata da ignoranti incapaci di fare il proprio lavoro che si atteggiano a super eroi, capitanati da un Mentecatto con la M maiuscola, allora anche la professione più bella si trasforma in un Inferno.
Faccio guadagnare e risparmiare loro centinaia di migliaia di euro e pretendono che si faccia solidarietà non chiedendo ciò che è dovuto, ovvero un contratto a tempo indeterminato ed un minimo aumento. Ultimamente sono passata all'arma del ricatto, minacciando di andarmene. E se me ne vado io sono nei casini. Incrociate le dita di mani e piedi e pregate per la mia riuscita nella battaglia per la vita. :P

Seconda polemica!
I proprietari altamente sboroni di siti web e blog che ricevono centinaia di visite al giorno e che snobbano i siti altrui (soprattutto i tuoi) perché non hanno un ugual numero di accessi mi fanno davvero incavolare. Troppo facile fare i fighetti snocciolando cifre e vantandosi. Anche il Bestiario è visitato, che vi credete. Solo che non vado in giro a dire quanti contatti fa al giorno, né mi faccio una pubblicità smodata. Potrei farlo e magari sono stupida a non farlo. Anzi, visto che ci siamo, lo farò. E vi dirò di più, fatemi pure pubblicità, così aumento le visite e non me ne viene in tasca nulla. Ma sì dai, così divento la nuova Selvaggia Lucarelli e mi prendono a condurre "Mai dire tv". Ma riassumendo, quindi chi va in giro sparando cifre è un maledetto disgraziato? Quasi. Se lo fai per informazione è un conto, se lo fai perché vuoi scatenare l'invidia altrui, allora ti meriti che ti chiudano il blog od il sito. (Piede di Porco tutto ciò non si riferisce a te).

Terza polemica!
Rosso Alice, il maledettissimo portale di contenuti per banda larga della Telecom. Spendi soldi per vedere le partite e poi cosa succede? Non riesci a collegarti perché sei uno delle trecentomila milioni di persone che tentano di guardarle: se ti va bene te le gusti a singhiozzo, con video ed audio che vanno e vengono, se ti va male non riesci proprio a vedere un secondo di partita, se non dopo 30 minuti dal calcio d'inizio. Insomma, è da due anni che esiste questo sistema: signori Telecozz, vi volete dare una mossa oppure no? Dovete prendere in giro la gente ancora per molto? Ovviamente questa polemica non è direttamente mia: fortunatamente, dopo 15 giorni filati in cui non ho potuto collegarmi ad Internet per fantomatici problemi su dorsali (secondo il call center del 187), in realtà perché bisognava resettare semplicemente la connessione (per il quarto tecnico interessatosi del problema) ho abbandonato tutto e sono passata a Fastweb. Non dico che non ci sono stati problemi con questo operatore, ma sono stati tutti risolti in giornata.
Ma non mi sembra giusto non portare alla ribalta la truffa della quale vengono fatti oggetto centinaia di utenti Rosso Alice.

Quarta polemica!
La dannatissima finanziaria! Sì, violo la leggerezza del Bestiario proclamando il mio assoluto schifo per questo accrocchio legislativo economico che sta facendo lievitare i malcontenti della gente. Prima di tutto, non si è ancora capito un cavolo di niente di quello che verrà approvato. Si parla dell'aumento del bollo di tutte le macchine tranne le euro 4 e le euro 5 (così chi non ha i soldi per comprarsi una macchina nuova viene fregato lo stesso), del pagamento di un ticket al pronto soccorso persino per i codice verde (urgente, tempo di attesa stimato, entro le due ore: ovvero paghi il ticket se finisci in ospedale con una colica renale), della redistribuzione del TRF (e chi cavolo ha capito cosa caspito succederà), ecc. ecc. Ma non è detto! Perché domani potrebbe essere già tutto diverso, quindi non cantate vittoria: non sappiamo ancora di che morte dobbiamo morire.

Quinta polemica!
L'assoluta ladroneria del dinosauro fallimentare detto Stato Italiano: non importa quale schieramento politico sia al governo, i cittadini onesti verranno sempre fregati. Striscia la notizia, che spesso è stata oggetto di feroci attacchi, ha smascherato tante e tante ladronerie statali: in primis il mancato pagamento del lavoro dei cittadini. Come quando la Polizia ha acquistato motoslitte da un imprenditore non pagandogliene manco mezza, oppure quando i tanti depositi di veicoli posti sotto sequestro non ricevono soldi per il loro mantenimento. Ma lo sapete voi che se un normale ragioniere di una piccola ditta familiare si mettesse a controllare il bilancio dello Stato, si strapperebbe i capelli per gli sprechi evidenti? Ma sì, chissenefrega, tanto sono i cittadini che pagano per i benefit dei parlamentari, per gli appalti clamorosamente eccessivi e per tutti i disservizi disseminati per il Bel Paese.

E cinque polemiche per adesso bastano!

Sapete quale è il punto comune di tutto ciò? Il fatto che tanto non cambierà mai niente. I capi, tranne eccezioni rare, saranno sempre degli incapaci, gli "spandimaterialeorganicosolido" esisteranno sempre, Telecom se ne fregherà sempre degli utenti, le leggi verranno sempre cambiate ogni due secondi e soprattutto lo Stato userà sempre i cittadini come delle vacche da mungere.

Che schifo

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23 ottobre 2006

Il momento in cui ti accorgi di essere demente

E' quando mangi troppe castagne e ti viene il mal di stomaco per troppe volte.

E' quando corri in bicicletta per vincere una piccola gara, ma ti accorgi che i freni si sono rotti proprio prima di una curva a gomito.

E' quando ti spari un pacchetto da 180 g di patatine alla paprika, annaffiato con mezzo litro di succo di frutta multivitaminico e completato da un bel bicchierozzo di latte Nesquik.

E' quando rifiuti un aiuto per salire le scale, anche se da solo non ce la fai, e cadi e ti spacchi il sopracciglio.

E' quando usi il naso del tuo cane per trovare le barrette di cioccolato che tua madre nasconde per non fartele mangiare.

E' quando prendi un bicchiere di latte freddo dal frigorifero e gli mischi dell'acqua gassata, perché vuoi il latte con le bollicine.

E' quando volontariamente lasci una bottiglia piena di Coca Cola senza tappo, perché lì invece le bollicine non le vuoi.

E' quando ti dimentichi di avere il dito medio fra la macchina e la portiera...e chiudi la portiera.

E' quando ti scontri frontalmente di testa contro un'altra persona nel tentativo di raggiungere di corsa il bagno, e sei steso per terra e non sai se soffrire per la pancia o per la botta.

E' quando ti inginocchi per assistere una persona e non ti accorgi di finire con il ginocchio su un coccio di bicchiere rotto.

E' quando ti senti un grande artista ed incidi bassorilievi con la punta del compasso sul mobile del bagno.

E' quando ti senti uno scultore e spacchi con cacciavite e martello l'enorme posacenere in alabastro al quale tua madre tiene tanto.

E' quando vuoi provare a vedere se la pallina rimbalzante rimbalza anche sul soffitto e distruggi il centrotavola Capodimonte al quale tua madre tiene tanto.

E' quando vuoi lottare con i cuscini in salotto, ma ti scappa un cuscino e frantumi il vaso Capodimonte al quale tua madre tiene tanto.

E' quando ti alzi alle 6 del mattino in vacanza per nuotare nel mare fino alle 10 e ti ritrovi il giorno dopo a letto con la febbre.

E' quando alle elementari trasformi una canzone in un inno femminista e lo fai cantare a squarciagola da tutte all'uscita della scuola.

E' quando al bar chiedi quanto costa un'aranciata nel bicchiere da duemila lire e ti rispondono duemila lire.

E' quando sei in ufficio, non hai niente da fare e ripensi a quante cretinate hai fatto in tutta la tua vita.



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28 settembre 2006

Il bacio

Oggi è giovedì, giusto?
Ebbene, martedì mi è capitato di partecipare in mensa ad un'interessante discussione dai toni demenziali, in cui alla fine si è caduti sul tema del bacio.
Improvvisamente è stata sparata la frase: "Beh, ma il bacio è solo un gesto."

Subito mi sono sentita urtata da tale affermazione.
Innanzitutto il bacio non è solo un gesto: è un cioccolatino con dentro una nocciola intera, un tipo di gelato (ispirato al cioccolatino), se di dama è un tipo di dolce (buonissimi quelli di Alassio!)...ok, la pianto di dire cretinate e passo alla farneticazione. :P

Riprendendo il filo del discorso, di solito durante i pranzi in mensa me ne sto tranquilla e zitta, uscendo ogni tanto con una battuta acida e satirica. Purtroppo però per i miei commensali, in quel mentre sono stata colta da spirito filosofico...

"Ti sbagli, il Bacio vero, quello con la B maiuscola, non è solo un semplice gesto. E' una comunione tra spiriti, tra anime".

E con questa frase ho perso la mia reputazione di persona altamente fredda ed analitica, parecchio malvagia e disgraziata.
I presenti mi hanno guardato con occhio stralunato, non essendo avvezzi alla mia vena poetica (che ultimamente ha subito parecchi by-pass) e subito gli esponenti femminili del gruppo si sono schierate a difesa della mia definizione, proclamandone l'assoluta veridicità.
E' nata così una cruente battaglia tra uomini, che rivendicavano la fisicità e l'appagamento del gesto, e donne, paladine del romanticismo e della concezione dell'Amore Vero.

Devo ammettere che in quel momento mi sono sentita una specie di untore, visto che, lasciate a loro stesse, le altre commensali non avrebbero ribattuto all'affermazione iniziale. Difatti mi sono eclissata dapprima spiritualmente dalla conversazione (meglio mantenere un profilo basso), poi fisicamente (fuggita in altro luogo con scusa banale).

Ma un simile argomento mi lascia ancora turbata. Quanti dei baci scambiati sono davvero Baci? Chi, oltre alle labbra e talvolta pure alla lingua, bacia anche con il cuore?
Molte vole mi soffermo a pensare ai ragazzi/e in discoteca, che in una notte fanno di tutto con un perfetto/a sconosciuto/a. Tutto ciò mi sconcerta. Che senso ha baciare una persona della quale non si è innamorati?
Da quanto ho letto su vari testi (no, non sto parlando né di Top Girl, né di Cioè), un Bacio vero racchiude in sé l'Amore. Un bacio normale invece è un mero contatto fisico. Esistono anche i baci ibridi, ovvero veri da una parte e falsi dall'altra: ma prima o poi ci si accorge della mancanza di qualcosa.

Personalmente, preferisco i Baci.

Insomma, la fase digestiva mi porta ad elaborare strane congetture astruse ed astratte. ^__^ V

P.S. Qui sotto potete deliziarvi con la meravigliosa foto scattata da Robert Doisneau, intitolata Bacio dell'Hôtel de Ville: non è un bacio spontaneo dal momento che i soggetti si sono messi volutamente in posa, però meritava di essere inserita. :P





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