01 aprile 2007

Miao! Il gatto è servito!

Buona pomeriggio a voi, felini e canidi in forma umana!

Oggi farò una ben strana commistione: da una parte mi rovinerò la vita parlandovi di una delle specie di animali domestici più diffusa nel mondo, dall'altra vi proporrò una poesia dedicata da un noto poeta proprio all'animale con le vibrisse feline. E per finire un bel filmato per vedere bene in muso questa sinuosa palla di pelo.

Insomma, vi parlerò del gatto (neko in giapponese)!
Innanzitutto, lo sapevate che il micio ha un nome altisonante in latino (ovvero la sua denominazione scientifica), anche se è originario dell'Egitto? Egli è il Felis Silvestris Catus!
Ok, non ve ne poteva fregare di meno! Quindi passiamo con scatto felino ad analizzare le caratteristiche di questa miagolante macchina da caccia!
Infatti il suo corpo è ottimizzato per procacciarsi il cibo (carne carne ed ancora carne visto che è un carnivoro) in ogni condizione: tralasciando i ben conosciuti artigliozzi retrattili ed i dentini aguzzi, riesce a cacciare bene al buio grazie ad una vista particolarmente sviluppata e alle sue vibrisse (ovvero i baffi), che gli consentono di orientarsi e mantenersi in equilibrio. Inoltre con il suo udito riesce a distinguere una miriade di suoni diversi, anche se è un po' sordo ai toni bassi e ha un olfatto all'altezza di quello del suo rivale cane. E per finire non poteva non avere anche un gusto notevole (anche se non distingue una Sacher da un'aringa, visto che per lui dolce e salato sono la stessa cosa), con una lingua piena di papille piccole piccole che fungono da pettine per il pelo (che funge da copertina termica).
Insomma, per i piccoli animaletti non ci sarebbe scampo se non che...i gatti odierni vivono spaparanzati in casa, sbranano le loro scatolette (oppure il carpaccio fresco, come è solita nutrire il suo gatto la mia vicina di casa) e si stendono al calduccio a dormire. Al massimo vanno in giro a togliere la coda a qualche lucertola quando hanno la luna da predatore.

Il gatto è un animale profondamente bastardo approfittatore e biecamente utilitarista, al contrario del cane che è tanto fedele e pure tontolone: in gran parte dei casi, la convivenza con gli esseri umani è sopportata dal gatto solo in cambio di benefit, quali il cibo senza cacciare, coccole, caldo e chi più ne ha più ne metta. Questo perché è un animale fondamentalmente solitario e socialmente non gliene può fregare di meno dell'idea di capobranco: è lui il boss di se stesso!
Ma comunque può capitare che si possa affezionare alla sua famiglia umana, in linea con il detto "anche i duri hanno un cuore": ecco quindi che dorme di giorno e rimane sveglio di notte, per proteggere i suoi compagni umani durante il sonno; sfrega il suo muso contro la faccia delle persone per dimostrare amicizia e li lecca per dimostrare affetto, così come le mamme gatte fanno con i loro cuccioli; fa le fusa e tiene la coda dritta con solo la punta piegata per esprimere piacere per le coccole ricevute e strofina il suo collo contro le gambe del padrone per dire in realtà che è lui il padrone e quell'essere umano è suo e di nessun altro micio.
Insomma, diventa un vero e proprio tenerone!

Personalmente non ho mai avuto gatti, ma mi ricordo uno splendido tigrato rosso, di mia zia, ovviamente non di razza, che si chiamava Rambo: mai nome fu più indicato! Sprezzante della vita agiata, era un vero predatore: ad un certo punto erano spariti i topi da tutto il vicinato...per poi ritrovarli senza vita sullo zerbino di mia zia! Era solitario ma bonario con i bambini (ed io all'epoca non andavo ancora alle elementari): era tanto morbido e pacioccoso e aveva dei baffoni lunghissimi! Insomma, un figo di gatto! Adesso non c'è più, stroncato parecchi anni fa da una malattia al fegato: punizione divina per tutti i topi sterminati.

Ma suvvia, bando ai ricordi e alle spiegazioni e largo alla poesia!
Uno dei poeti maledetti si spupazza il suo gatto: leggendo i suoi versi immagino che molti di voi, se siete gattofili, rivivranno le stesse sensazioni (o quasi) provate da Carletto.
A voi la lettura!


Charles Baudelaire

Il gatto

Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato;
trattieni le unghie della zampa,
e lasciami sprofondare nei tuoi begli occhi striati
di metallo e d'agata.
Quando le dita indugiano ad accarezzare
la tua testa e il dorso elastico
e la mano s'inebria del piacere di palpare
il tuo corpo elettrico,
vedo la mia donna in spirito. Il suo sguardo
come il tuo, amabile bestia,
profondo e freddo, taglia e fende come un dardo,
e, dai piedi fino alla testa,
un'aria sottile, un minaccioso profumo
circolano attorno al suo corpo bruno.


E per finire un bel video per capire chi si cela dietro a tutte queste parole che ho speso nell'odierno post: guardate con quale cattiveria, malvagità e felineria agiscono portando a termine i più efferati crimini! Dopo tutto il gatto nero era il famiglio, ovvero servitore, preferito dalle streghe, e questo filmato dimostra ampiamente il perché!

Buona visione ed arrivederci alla prossima, qualunque cosa voi siate!








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30 marzo 2007

E fatevi una risata!

Ci sono giorni in cui, per varie vicissitudini, il solo respirare tende ad essere un peso insopportabile ed in cui si cerca in ogni modo di trovare una luce gioiosa in mezzo ad una coltre oscura. Nonostante la ilare demenza che caratterizza questo blog, anche la Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) inciampa in questi sgambetti sulla via della vita: fortunatamente è circondata da persone meravigliose che evitano di farla capitombolare (e tra queste ovviamente in pole position c'è la Guaritrice).

Per chi invece non ha nessuno che voglia regalargli un sorriso, oggi proporrò un video comico, ironico ed anche molto demente, perfettamente nel mio stile.
E diciamo pure che forse è un video prettamente da Bestiario, data la folta presenza di animali e di bestialate. E' fatto molto bene, con una computer grafica curata ed una sceneggiatura divertente: il Bestiario sceglie solo il meglio del peggio!

Ed al di là delle scene dementi, ha in sè una morale verissima: nel 99% dei casi, tutti gli sforzi che fai per ottenere qualcosa verranno sfruttati da qualcun altro. Ecco perché bisognerebbe prima pensare a metodi per impedire interferenze: campi minati, contra-aerei, recinzione elettrificata, cecchini...







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26 marzo 2007

Conquest of Firenze

Uelà amici vicini e lontani!

La maggior parte di voi si starà chiedendo: ma questa demente tonante della Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) non doveva andare a Firenze?

Certo che sì! Ed infatti ci sono andata! Ovviamente conquistandola! ^__^ V

La "hulla del Rinascimento" è davvero una città fantastica e se si è un pochino sgamati si riesce anche a non spendere un patrimonio. Le premesse erano state caratterizzate da uno sgambetto della Sfiga, che bellamente mi aveva appioppato una meravigliosa sindrome influenzale pochi giorni prima della partenza.
Ma con costanza e molta forza di volontà, sono riuscita a rimettermi in un forma all'85% prima della partenza.

Il viaggio di andata, fatto su un Intercity Plus decrepito fuori ma decente all'interno, è stato tutto sommato accettabile: l'unico inconveniente è stato il trovarsi circondata da un trio di tedeschi sulla sessantina d'anni, caratterizzati da un puzzo di fogne di Calcutta devastante, che all'incirca alle 11 del mattino hanno tirato fuori bicchierini e fiaschetta di vino ed hanno cominciato ad avvinazzarsi allegramente. Per l'amor del Cielo, sono rimasti sulle loro, ma il tizio che si era seduto da parte a me poteva almeno evitare di russare peggio di una locomotiva a vapore per l'ultimo tratto del viaggio.

Comunque! L'arrivo a Firenze è stato benedetto da un piacevole clima primaverile (quello che attualmente ha deciso di prendersi una bella vacanza gettandoci ancora nel freddo e nel gelo): l'ora e mezza di attesa per l'arrivo della guaritrice è passato via tranquillamente in serenità. Ovviamente la Sfiga non voleva lasciarci alla nostra gita senza farci un ultimo regalo sfigoso: il treno della mia compagna di avventure è quindi arrivato con circa 35 minuti di ritardo (mentre il mio era arrivato perfettamente in orario se non in anticipo).

Vi racconto quindi in un mini riassunto lo scorrere delle piacevolissime ore trascorse nella città ove riposano Galilei, Alfieri, Michelangelo ed il Machiavellico Machiavelli, mentre mi sollazzo ascoltando il Chiaro di Luna di Debussy.
Tre giorni scarsi sono veramente pochi per vivere fino in fondo quell'infinito coacervo di storia ed arte che pervade il suolo fiorentino. Ad ogni angolo si poteva percepire il ricordo di un tempo che fu, di un'epoca di splendore culturale dove si viveva la vita nella sua completezza, senza lasciarsi travolgere da essa e dove si sferzavano le menti per raggiungere la scintilla creativa.

Il mio sparuto gruppo di conquista è comunque riuscito ad espugnare le roccaforti cardine della città: abbiamo travolto con indomito coraggio la Galleria dell'Accademia, ove ci siamo confrontati con il gigantesco e iperrealistico David di quel gran genio scellerato di Michelangelo; abbiamo messo a ferro e fuoco l'immenso dungeon degli Uffizi, anche se per un secondo abbiamo perso il nostro spirito combattivo di fronte all'immensità artistica dell'Allegoria della Primavera e della Nascita di Venere del Botticelli; abbiamo occupato con forza quella mutazione genetico-architettonica del Ponte Vecchio, svaligiando con gli occhi le oreficerie che brulicavano ai lati della strada (fisicamente sarebbe stato impossibile visto l'improbabile rapporto tra le nostre tasche ed i prezzi dei preziosi); abbiamo spazzato la resistenza in Piazza della Signoria e in Piazza Duomo, saccheggiando (stavolta fisicamente) la rinomata Pasticceria Scudieri, con le sue fantasmagoriche paste; e abbiamo definitivamente decretato la capitolazione dell'ex capitale d'Italia dominandola dall'alto di Piazzale Michelangiolo, grazie soprattutto all'indispensabile aiuto della cavalleria di Zio Gegè.

E non crediate che tutto ciò sia stato impresa facile!
Sbarravano infatti il nostro cammino le più feroci ed aggressive creature alle quali la malata mente umana potesse dare vita: orde di giapponesi si spostavano in ranghi compatti, trasudanti di delirio di onnipotenza e legati quasi spasmodicamente da uno stretto cordone ombelicale alla sventurata guida turistica che aveva il compito di dirigerli ed acculturarli. Soprattutto all'interno degli Uffizi i vostri eroi preferiti (altro che gli X-Men!) dovevano stare bene attenti a non essere investiti da diversi camion umani targati Nippon, i quali, dopo scatti da centometristi, rimanevano 10 secondi esatti ad osservare un dipinto per poi passare al successivo sgommando allegramente. Il tutto perché si devono visitare tutte le maggiori città italiane (Firenze, Roma, Bologna, Venezia, Milano, Napoli, ecc. ecc.) in 5 giorni esatti, prima di rientrare nella orientalissima terra del Sol Levante. Nel complesso, nelle zone a maggior afflusso turistico, ci sembrava di essere a Shinjuku (per chi non lo sapesse a Tokyo) nell'ora di punta.

Come una vera armata Brancaleone, abbiamo zampettato per chilometri e chilometri, con i piedi gonfi come due zampogne ed una carogna da duecento chili sulle spalle, ovvero la stanchezza derivante dalle interminabili code per entrare nei musei. Se poi aggiungiamo il fatto che la sottoscritta, dannatamente avara, si è rifiutata categoricamente di prendere un qualsivoglia bus, scatenando le ire della guaritrice, potete ben immaginare i dolori muscolari che ci attanagliavano le gambe ad ogni risveglio.

Ma cosa ci permetteva di ricaricarci in tutto questo gira e rigira? Il cibo!
Grazie ad un minuzioso briefing dei locali a buon mercato presenti entro le mura della città, in posizioni strategiche, siamo riusciti a mangiare come dei camionisti a prezzi irrisori.
E non ci siamo neanche fatti mancare una gustosissima fiorentina (a media cottura) ed un piatto di salsicce rosolate nel vino del Chianti, le foto dei quali piatti troverete in coda al post. E queste meravigliose leccornie sono state fornite dalla taverna Mammamia, dislocata in un angolo nascosto di Piazza Mercato Nuovo: davvero un posto che il mio stomaco è solito ricordare con piacevoli sensazioni.

Il tempo meteorologico è stato con noi veramente clemente: giorni di splendido sole, non troppo caldi e non troppo freddi, anche se di notte la colonnina di mercurio tendeva a calare più del previsto. Ma nessun problema, visto che l'economico ma perfetto hotel, in cui avevamo posto la nostra base operativa, aveva fornito il nostro lettino con un caldissimo piumone da assalto. Solo il giorno della partenza la città ha voluto dimostrarci tutto il suo dolore con un diluvio di proporzioni bibliche, che ha sferzato con vento devastante e pioggia a catinelle l'intera zona fiorentina.

Insomma, non posso che ricordare con vera gioia e felicità i giorni trascorsi nella città natale di Dante (dalla quale però è stato poi cacciato a calci), con tutti i momenti piacevoli e divertenti che hanno caratterizzato l'evolversi della conquista. Molto probabilmente in futuro ci ritornerò, sicuramente con il preparatissimo gruppo d'assalto, gustando con più calma il clima di serena vita che ivi si respira (insieme al puzzo di bisognini di cani & gatti nei vicoletti meno frequentati). Per adesso serberò nel mio cuore i meravigliosi ricordi che hanno segnato la mia permanenza!

Ora si cerca la prossima tappa del tour di conquista dell'Italia: arrendetevi adesso o raderemo al suolo la vostra città! BWABWABWABWA! (risata in stile Monkey Island)






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25 marzo 2007

Snappy, il piccolo coccodrillo

Buona sera a tutti, o voi fulminati/e mentali che vi soffermate sulle pagine del Bestiario!

Dato che ultimamente gli argomenti erano un po' troppo seriosi e mal si amalgamavano con la fantasmagorica grafica di questo dementissimo blog, sono lieta ed orgogliona di proporvi la hit del momento!

Avrebbe dovuto vincere lo scorso Festival di Sanremo, ma è stata scartata, pensando che fosse più politicamente corretta una canzone che descriveva la condizione dei "pazzi" che una canzone per i "matti". Ed ecco infatti che sul post di questa fredda sera di primavera (ammazza, 5°C e piove di brutto) compare per la prima volta un essere che sarà l'idolo indiscusso del popolo internettiano: lui è Snappy, il piccolo coccodrillo!

Il testo è impegnatissimo e tratta della vita sociale del piccolo coccodrillo Snappy, nato nel Nilo, il fiume egiziano palcoscenico di mille leggende: gli piace mordicchiare e mordicchiare e mordicchiare e mordicchiare.
Dovrete stare bene attenti a ciò che dice l'ormai ottantenne cantante che esegue questo pezzo fantasmagorico, visto che ogni tanto gli scappa la dentiera.

Vi auguro una buona serata, lasciandovi alle note di questa gioiosa melodia (attenti perché provoca assuefazione :P )






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22 marzo 2007

I'd Do Anything For Love...

Ora mettetevi comodi perché state per assistere al video di una canzone che è un trionfo di musica e poesia...

Non voglio darvi troppe informazioni: sappiate solo che ne rimanevo incantata quando da piccola la trasmettevano su MTV. Ed ancora oggi sono rapita da emozione pura quando la ascolto.
Gustatevela fino all'ultima nota, anche se dura quasi 8 minuti.

Lui è Meat Loaf (quando ancora era giovane) ed il video in questione è di I'd Do Anything For Love (But I Won't Do That)

Dedicata ad una persona speciale. Puh!






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21 marzo 2007

La ragione, l'ambizione, il lavoro e la morte

Buona sera a tutti miei piccoli Puffi, (oggi mi sento tanto Grande Puffo)

questa volta vi propinerò un post diverso dal solito, dove abbandonerò quasi del tutto ogni velleità comica e molto probabilmente mi attirerò le ire e gli insulti di alcune persone.
Ma non me ne frega poi tanto, dato che sento pressante il bisogno di esprimere ciò che penso in merito alla notizia più in voga di questo momento: il rapimento e la successiva liberazione del giornalista Mastrogiacomo.

Già ero rimasta sbigottita per il rapimento di Giuliana Sgrena in Iraq e la successiva evoluzione dell'episodio che noi tutti conosciamo, ma in questo ultimo caso il mio occhio critico non può che distorcersi in uno sguardo di schifo e disappunto per ciò che è successo.

Cercate di seguire il mio ragionamento, dalle premesse alle conclusioni, e alla fine esprimete liberamente qualsiasi cosa vi passi per la testa: se è qualcosa di non troppo offensivo o volgare, non sarà oggetto di censura (fino a questo momento non ho mai censurato nulla se non lo spam).

Ordunque, passo rapidamente ad illustrarvi il percorso mentale eseguito dal mio cervellino!
Sappiamo tutti che l'Afghanistan è un posto notevolmente pericoloso: è sull'orlo di una guerra civile, dove gli attentati sono all'ordine del giorno e le zone non pattugliate dalla polizia o dagli eserciti ivi presenti sono come minimo da evitare.
I Talebani, responsabili di gran parte degli atti terroristici nel paese, erano e sono tuttora famosi per la loro ferocia e per alcune sciagurate iniziative prese nel passato: da ricordarsi la demolizione con colpi di bazooka delle prime ed enormi statue del Buddha (patrimonio dell'umanità) e le lapidazioni pubbliche delle donne che osavano andare dal parrucchiere.
Ma non mi dilungo nel delineare il loro ritratto, visto che in Internet potete trovare molteplici fonti di informazioni che sicuramente sono molto più affidabili della sottoscritta.

Ad aggravare la situazione, negli ultimi tempi era stata segnalata una forte ripresa dell'attività dei Talebani, riorganizzatisi e molto più decisi a riconquistare il potere strappato loro dall'invasione della coalizione guidata dagli USA. Quindi livello molto alto di pericolo, evidenziato dall'allerta delle forze italiane presenti sul territorio, timorose di attentati nei loro confronti.

Ora, mi spiegate che cosa ha spinto un giornalista italiano ad addentrarsi in zone remote dell'Afghanistan, brulicanti di terroristi, senza alcun tipo di protezione?
E' stato detto che Mastrogiacomo stava proprio cercando i capi dei Talebani per intervistarli.

Informazioni preliminari:
- ai Talebani stanno dando la caccia da mesi, per stanarli e catturarli, vivi o morti
- sempre i Talebani a quanto pare stanno preparando attentati contro i soldati italiani perché vogliono il ritiro del contingente
- Mastrogiacomo è italiano
- i Talebani hanno dimostrato di essere particolarmente violenti, brutali e molto ma molto vogliosi di riavere il potere perduto

Perché, ma soprattutto PERCHE' rischiare la propria vita, quella dei propri accompagnatori e di fornire un'arma di ricatto a dei terroristi in modo da mettere in crisi il governo italiano in un momento così difficile per l'Italia, per realizzare un'intervista che chiaramente ha lo 0,000000001% di essere rilasciata ad un giornalista straniero?
Non mi si venga a dire che è partito all'arrembaggio perché si sente in dovere come giornalista di ascoltare tutte le campane ed offrire un'informazione corretta. Lo scoop, la notorietà ed i soldi derivanti dall'intervista? L'ambizione di essere riuscito a fare quello che gli altri non hanno fatto? Tutto ciò vale la propria vita e tutte le possibili implicazioni in un caso simile?
Io dico di no, Mastrogiacomo ha detto sì.

Conseguenze di questo gesto particolarmente irrazionale e incurante di ogni logica?
E' morto un uomo, Sayed Agha, prima soffocato con una sciarpa, poi gli hanno tagliato la gola ed infine lo hanno sgozzato e decapitato, come un animale: è stato costretto a lasciare un bambino e una moglie che, incinta, alla notizia si è sentita male ed ha perso un'altra piccola vita.
Sono stati liberati 5 capi dei Talebani: costoro si sono già detti pronti alla lotta ed esaltati di poter riprendere il loro posto di guida della guerriglia. Le loro azioni porteranno altri morti sia tra i soldati, tra cui anche i nostri poveracci inviati per mantenere l'ordine ma che probabilmente si ritroveranno in un orrido teatro di guerra, che tra la popolazione civile: vecchi, donne, bambini compresi.
Il precedente è stato creato. Rapire giornalisti, anche in zone prima sicure, diventerà una nuova "moda" tra i Talebani: in tal modo l'Afghanistan per gli addetti all'informazione sarà ancora più pericoloso di prima.

Vi riporto alcune dichiarazioni rilasciate da Mastrogiacomo e presenti in questo articolo de Il Sole 24 Ore:
"Se c'era una coperta, la davano a me", "se c'era una pagnotta da dividere, la dividevano con me"
Poverini, si sono comportati da gentiluomini, non gli hanno fatto mancare niente. Anche nelle ristrettezze, si sono adoperati per far star bene il loro ostaggio: che brave persone.

Mastrogiacomo ora è felice di essere tornato a casa: rilascia interviste a destra e a manca, racconta nei minimi particolari quello che è successo, ha potuto riabbracciare i suoi cari. I suoi familiari, il dolore dei quali probabilmente non ha preso in considerazione quando ha deciso di imbarcarsi nella sua impresa da armata Brancaleone.
Ma ha fatto la sua scelta: se le conseguenze di questo suo gesto fossero ricadute unicamente sul suo capoccione, non mi sarei indignata. Purtroppo non è stato così.

Perché non guarda negli occhi il bambino afghano che non potrà più riabbracciare suo padre e gli dice "Sai, tuo padre è morto perché mi ha accompagnato in un luogo pericolosissimo per intervistare coloro che non volevano essere intervistati ed ha fatto una morte orrenda, ucciso come un animale"?
Ho come l'impressione che quell'autista abbia deciso di portare Mastrogiacomo per fame e per soldi: per dare da mangiare la sua famiglia e per dar loro un futuro. Adesso le sue speranze non hanno più senso, sono svanite con lui.
E tutto ciò mi intristisce e mi fa rabbia vedere quest'uomo contento come una Pasqua quando le sue volontà hanno gettato nella disperazione altri. Per ora ha almeno una morte sulla sua coscienza e spero davvero che i terroristi liberati non appesantiscano il suo fardello.

E vi confesso che non ho gioito nel vederlo scendere dall'aereo, mentre festeggiava come Rocky Balboa in cima alle scale dopo l'allenamento.

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12 marzo 2007

La Fortuna è cieca ma la Sfiga ci vede benissimo

Il titolo di questo post, citazione da un grande filosofo dei nostri tempi (ovvero Lupo Alberto), è di una chiarezza devastante e porta in sé una delle verità più importanti dell'intera vita.

Ecco quindi che la famigerata Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) cercherà di scrivere un trattato esaustivo, corredato da esempi significativi, su questo tema. Insomma, sto per fare un'operazione equivalente alla scoperta dell'acqua calda, ma lasciatemi fare dal momento che ho qualche lineetta di febbre e probabilmente sono in vena di deliri.

E proprio da questa constatazione prende le mosse il mio discorso.
Sicuramente vi sarà capitato di organizzare per tempo un viaggio. Cominciate per prima cosa a cercare una destinazione che vi confà. Se volete visitare una ridente città italiana, prendete la mappa stradale dell'Italia, che deve necessariamente essere presente in ogni automobile onde evitare di rimanere senza carta nel momento del bisogno (o meglio dei bisognini), oppure vi recate in uno dei tanti siti presenti in rete dedicati a questo scopo ed iniziate a scegliere la vostra meta.
Dopo una rapida analisi dei nomi che saltano al vostro occhio, producendovi in una classica conta in stile figurine (ce l'ho, non ce l'ho), riuscite ad individuare la città vittima della vostra prossima scorribanda. Arrivati a questo punto, vi confrontate con i vostri compagni di sventura per trovare un periodo in cui non sono massacrati dal lavoro, soppressi dall'università o, nella migliore delle ipotesi, torturati da una fantomatica setta che si fa chiamare Neo Inquisizione.
Individuati i giorni adatti al saccheggio, vi spetta l'arduo compito di selezionare un umile giaciglio che offra il minimo delle comodità, quali un frigo bar, una jacuzzi, aria condizionata, pareti rivestite di velluto, lenzuola di seta, televisore 40 pollici a schermo piatto in camera, fontana con angioletti in marmo in bagno e per finire un water con il copri-tazza in oro massiccio.
E così, dopo aver ridimensionato le vostre aspettative, giunge il momento di pianificare il viaggio di andata e ritorno, cercando un modo sicuro per evitare gli agenti dello spionaggio che vi vogliono eliminare, per non farvi fare danni all'andata e per farvela pagare al ritorno.

Ora vi evidenzierò gli scogli sommersi, in cui ci si può incagliare durante la navigazione per la progettazione del viaggio, parlandovi della mia esperienza, fresca fresca di sfiga.

La metà del mio peregrinare è, per questa volta, la meravigliosa (di fama, visto che non ci sono ancora stata) città di Firenze. La scelta è stata frutto di una difficoltosa tavola rotonda, dove sono state prese in considerazione la posizione della città, le vie di comunicazione per raggiungerla, le bellezze artistiche, ma soprattutto la morfologia del territorio e le difese strategiche da scardinare per conquistarla.
Trovata la destinazione, la prima peripezia da affrontare è stata l'individuazione della libertà da impegni di tutti i partecipanti alla battaglia. E' dannatamente difficile trovare un periodo che possa tenere conto di tutte le oppressioni, più o meno malvagie, che gravano sulle spalle delle persone. Ma, con enorme fortuna, questa volta è andato tutto bene: i giorni ci sono e le previsioni danno anche un tempo meraviglioso. Inizio a nutrire qualche sospetto.
Il secondo crepaccio da oltrepassare è l'albergo. Non deve essere lussuoso ma nemmeno una topaia, in una buona posizione sia per raggiungerlo con i mezzi sia per usarlo come base per la conquista della città ma soprattutto...terribilmente economico. Ora, questa è un'impresa sicuramente ardua in circostanze normali ma lo è ancor di più se si pensa che la città in questione è Firenze...ma inaspettatamente l'albergo è stato trovato, molto carino, in posizione splendida e molto economico. E qui la puzza di bruciato si fa più intensa.
La terza spada di Damocle sul capoccione è l'organizzazione del viaggio: ore non impossibili, costo abbordabile e punto di arrivo ad una distanza percorribile a piedi dall'albergo. Difficile? Parecchio, ma alla fine anche questo è stato perfettamente deciso. Il senso di inquietudine aumenta a dismisura.

Il viaggio apparentemente perfetto è stato organizzato.
Se non fosse appunto che la Fortuna è cieca ma la Sfiga ci vede benissimo.
A poche ore della partenza mi ritrovo dolorante per un mal di gola devastante, con la febbre e l'impossibilità di prendere il magico antibiotico, visto che questa versione di patologia si può curare solo con anti-infiammatorio e con uno sciroppo che, udite udite, è stato finito dalla farmacia qualche minuto prima (e quindi la cura la inizio domani). Ovvero? Influenza. Altamente infettante, visto che l'ho presa da una persona che mi è stata a 5 metri di distanza ed ha respirato molto lontano da me (altrimenti sarebbe stata fulminata) per meno di un'ora. Due giorni di incubazione per farmi star male a ridosso della partenza e tanti saluti alla Fortuna che, ciecata com'è, probabilmente mi aveva prima elargito buoni eventi perché doveva darli a qualcun altro ma non ha visto bene e li ha dati a me. Meno male (eh, come no) che la Sfiga ci vede benissimo e, ricordandosi che anche questo anno sono in lizza per il premio "La Più Sfigata dell'Universo", ha voluto aggiustare la situazione atterrandomi con un colpo basso.

Se vedete la signora Sfiga in giro, spaccatele una gamba per conto mio.
Mannaggia alla pupattola, quanto la odio. -___-



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11 marzo 2007

La nascita dei panda

Avete mai sentito parlare di Joost?

E' possibile di no, visto che è un nuovo sistema, attualmente in beta testing, che in pratica vuol offrire ai provetti navigatori di Internet una specie di televisione on demand.
La Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) è entrata quasi subitaneamente nella schiera dei beta tester che stanno attualmente verificando la funzionalità e l'effettivo valore di questo programma.
Impressioni fino a questo momento? Figherrimo! Mi sono vista nientepopòdimenoche la prima puntata di Slayers (con doppiaggio inglese un po' tanto schifoso), un documentario sugli squali dormienti giganti delle acque dell'Africa orientale e...parte della prima puntata di un mitico documentario chiamato Panda Nursery!!!
E quest'ultimo è davvero un qualcosa di meraviglioso! Sono rimasta sbigottita ed impressionata dalle immagini che scorrevano fluide ed in definizione eccellente sul mio monitor (evviva Fastweb :P ).
Ed ora un breve riassunto su quanto ho visto e sentito (può sembrare incredibile ma ho capito perfettamente quello che diceva lo speaker in inglese).

Nella grande Cina c'è un'enorme riserva naturale dedicata alla conservazione di una delle specie più a rischio nel nostro pianeta, ovvero i panda. Da quanto ho sentito, attualmente sono in vita all'incirca mille esemplari, minacciati comunque dall'imbecillità degli esseri umani. Al centro di questa riserva vi è un complesso, piccolo ma efficiente, dedicato alla cura dei panda. I veterinari e ricercatori presenti in questo luogo si impegnano ogni giorno nel fornire assistenza medica sia ai panda selvaggi che a quelli nati in cattività. Ed in questo luogo ameno (anche se dall'aspetto un po' vecchiotto) è successo un piccolo miracolo: all'improvviso sullo schermo compare una pelosissima pandona in mezzo alla paglia, in un locale piuttosto ampio, che si rotola per terra.
Questa è l'eroina e protagonista del documentario. Non chiedetemi come si chiamava: la mia memoria fa notoriamente schifo e per me è impossibile ricordarmi un nome cinese sentito al massimo per due volte!
Comunque! La pandona, nata libera 11 anni fa, si stava rotolando per un motivo semplicissimo: dopo tre mesi di gravidanza, era in pieno travaglio, pronta a sfornare il suo piccolo pandino. Dopo due ore di rotolamenti, all'improvviso l'orsacchiottona bianca e nera si ferma, si mette seduta, inizia a leccarsi la panza e subito le parte un fiotto di liquido: si sono rotte le acque!
Dopo pochissimi altri rotolamenti ecco quindi che cade qualcosa dal suo retrotreno: il pandino!!!
Piccolissimo, tutto rosa, sembra più che altro un topo e si lamenta come un bimbo: la neo-mamma subito accorre nelle sue vicinanze e lo raccoglie tra le sue fauci (ammazza che denti!) e se lo piazza sopra al panzone peloso.
Dopo un paio di leccate al nascituro, entra un uomo nella stanza.
Costui si ferma un attimo...poi si avvicina alla pelosona con prole...e con gesto naturalissimo le scippa il figlio senza che la madre faccia niente!

Non posso che confessarvi che a questa visione mi è caduta la mascella. Dovete sapere che quando ero più giovane la gatta di mia zia era solita sfornare una quantità sovrafelina di micini (sì, era un po' una gatta dai facili costumi). Io, da brava bambina senza criterio, ero affascinata dai cucciolotti, ma non appena allungavo la manina...la gatta me la squartava senza pietà.
Qui invece ho visto un'orsa che se n'è bellamente fregata. Ma vabbé, esistono i caratteri anche tra gli animali!

Comunque il piccoletto è stato portato nella nursery del centro (da qui il titolo della serie) per essere accudito nel post parto.
Ma l'altra sorpresona è stato lo sfornamento, dopo diverse ore, di un gemello: due bei pandini senza pelo, senza orecchie, con gli occhi chiusi ed un codino da topo!
Secondo il veterinario, che si occupa di panda da 10 anni, per farli sopravvivere entrambi (la madre sceglie un solo piccolo da allevare), i cuccioli devono fare i turni con la madre: ovvero due giorni in nursery e due giorni con la genitrice. In questo modo hanno molte più probabilità di sopravvivere. E proprio per i rischi che corrono i piccoli, i veterinari si rifiutano di dare loro un nome se non dopo il sesto mese.

Però adesso basta! Vi ho spoilerato fin troppo!
Se dovessi vedere altre puntate del serial, vi farò sapere!

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09 marzo 2007

Se mi lasci non vale...ma fammi il piacere!

Buon pomeriggio a tutti soavi lettori e lettrici del Bestiario!

E' da un po' di tempo che non aggiorno più il blog, dati gli imprevisti imprevisti (usato prima come aggettivo e poi come sostantivo) occorsimi. Ma a grande richiesta (ok, solo di Vicky) torno in grande stile per proporvi l'ennesima bestialata.

Dovete sapere che a causa del traffico immondo che io ed il mio autista (mio fratello) incontriamo ogni giorno nel lungo viaggio verso l'ufficio, spesso ci sediamo nella nostra postazione di combattimento (sedia dell'ufficio) con un "leggero" ritardo: fortuna che gli orari qui sono parecchio flessibili (almeno quello visto che la paga fa schifo e la gente ancora di più).
E quando le lancette girano inesorabilmente attorno al perno dell'orologio, segnando senza pietà le ore 9, l'unica nostra consolazione è accendere la radio, sintonizzarla su FM 107 (Radio Deejay: one nation, one station!) ed aspettare pazienti l'inizio del programma Il Volo del mattino, diretto come tutti sapete da Fabio Volo.
Questo programma ha una piccola tradizione, ovvero cambiare ciclicamente la sigla di apertura, pescando nel repertorio storico della musica: indimenticabile è stato il periodo di O' surdato 'nnamurat (ringrazio la guaritrice per lo spelling del titolo :P ), che cantavamo a squarciagola sportellando la macchina della pensionata novantenne che va a fare la spesa alle 9 di mattina ed il furgoncino diabolico del corriere espresso in ritardo per la consegna.

In questi giorni invece il programma si apre sulle note di una canzone famosissima che ha avuto un successo strepitoso negli anni Settanta: ebbene sì, sto parlando di Se mi lasci non vale di Julio Iglesias. E, signore e signori, questa canzone è una vera bestialata, per stessa ammissione del cantante, che in un'intervista rilasciata a Verissimo ha affermato "non avrei mai immaginato il successo di Se mi lasci non vale, allora non la consideravo molto. Anzi proprio non mi piaceva. Pensate che errore di valutazione avevo fatto: ma il successo è sempre una cosa strana, incomprensibile".

Perché dichiaro una simile affermazione ed affermo una simile dichiarazione?
Beh, semplice, perché sono una donna.

Cosa? Non capite perché questo possa portarmi a dire una simile frase?
Perché nelle mie vene scorre anche il sangue caliente del Sud...con tutto ciò che ne deriva. :P

E se non avete ben presente il testo (tratto dal sito Lyricsmania), eccovelo qui, in tutto il suo ilare contenuto:

La valigia sul letto
è quella di un lungo viaggio
e tu senza dirmi niente hai trovato il coraggio
con l’orgoglio ferito di chi poi si ribella
ma quando t’arrabbi sei ancora più bella
E così, su due piedi, io sarei liquidato
ma vittima sai d’un bilancio sbagliato
se un uomo tradisce, tradisce a metà
per cinque minuti e non eri più qua

Se mi lasci non vale (se mi lasci non vale)
se mi lasci non vale (se mi lasci non vale)
Non ti sembra un po’ caro
il prezzo che adesso io sto per pagare
(Se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
(se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
dentro quella valigia tutto il nostro passato
non ci può stare

Metti a posto ogni cosa e parliamone un po’
io di errori ne ho fatti, di colpe ne ho
ma quello che conta tra il dire e il fare
è saper andar via ma saper ritornare

Se mi lasci non vale (se mi lasci non vale)
se mi lasci non vale (se mi lasci non vale)
Non ti sembra un po’ caro
il prezzo che adesso io sto per pagare
(Se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
(se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
dentro quella valigia tutto il nostro passato
non ci può stare
(Se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
(se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
dentro quella valigia tutto il nostro passato
non ci può stare
(Se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
(se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
dentro quella valigia tutto il nostro passato
non ci può stare


Sintesi: io ti ho cornificato, ma suvvia non ti arrabbiare che dopo tutto quello che abbiamo passato insieme non puoi buttare via la nostra storia. E fin qui ci può stare, ma se cornifichi almeno non fare il figo! Del tipo "ma quando t’arrabbi sei ancora più bella" (questo vuol dire che continuerai a renderla cerva a primavera perché se si arrabbia è più bella?), "se un uomo tradisce, tradisce a metà" (sì, con la metà inferiore) e la perla "tradisce per cinque minuti e non eri più qua" (da indagini effettuate chiedendo a chi ne sa più di me: non bisognerebbe vantarsi dei cinque minuti, anzi si dovrebbe nascondere).

Insomma, questa è la canzone del fedifrago latin lover cornificatore presuntuoso e supponente.
Lo so, a moltissimi piace, ma lasciatemelo dire: hai ragione, se ti lascia non vale, perché dovrebbe riempirti di mazzate a sangue con una mazza chiodata per poi gettarti nell'acqua e sale e finirti con un bel bagno nel succo di limone!

Per la cronaca: oggi sono più tranquilla del solito! Sarà il clima sereno ma non caldissimo? ^__^V

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22 febbraio 2007

Ubuntu ed il video

Rapido post per aggiornarvi sulle mie condizioni psico-fisiche e sulle nuove scoperte riguardo l'ignoto mondo del pinguino!

In questo momento mi sto preparando per un esame che si terrà martedì per tutta la mattinata. E, sempre per la serie la Fortuna è cieca ma la Sfiga ci vede benissimo, comincio a mostrare i sintomi dell'influenza. E vi posso assicurare che non sono una malata immaginaria. Proprio questa mattina è venuta a trovarmi mia zia con la piccola peste (il figlioletto di mio cugino), appena ristabilitosi (ma non troppo) proprio dall'influenza. Morale: ora ho mal di testa, nausea e un freddo gatto. Splendidamente mia zia mi è rivenuta a trovare dicendomi che anche il bambino ha avuto i miei stessi sintomi e dopo è stato malissimo. Grazie zia, sai sempre come tirarmi su di morale!

Ma ora veniamo ad Ubuntu! Come i lettori affezionati sanno, ormai mi sono lanciata senza paracadute nell'impresa di prendere coscienza del Re dei Pinguini, ovvero Linux. Ahimé, il mio hardware e la mia sbadataggine mi hanno subito messo a confronto con un sistema operativo che non conosco per niente. Se avessi vissuto una situazione del genere 15 anni fa probabilmente avrei dovuto desistere per mancanza di informazioni. Adesso invece ho avuto l'appoggio dell'intera rete Internet!
E grazie a questo sono riuscita anche a risolvere il dilemma dell'abilitazione 3D per le schede ATI, che con Ubuntu non vanno proprio d'accordo.

Infatti, ho dovuto scaricarmi ben 52 mega di driver proprietari della ATI e ricompilarli infilandoli nel kernel per avere un riscontro positivo. Tutto questo per poter installare XGL e Beryl, dei quali forse un dì vi parlerò, con i quali umiliare il collega fresco fresco di installazione di Vista.
Dovete sapere infatti che Windows Vista è corredato da una moltitudine di effetti grafici e animazioni che possono far strabuzzare gli occhietti porcini di chi era abituato ad XP. Peccato però che il Pinguino sia andato un bel po' oltre, stupendoci con effetti speciali che per il momento Guglielmo Cancelli se li scorda.
Comunque, ritorniamo all'affaire ATI. Ebbene, posso dirvi con assoluta sicurezza che se volete installare dei driver per la vostra scheda video AMD (ATI e AMD ormai son la stessa cosa), dovete seguire passo passo le istruzioni su questa paginetta.
Sono state testate su una ASUS X700 PRO, una ATI X1600 PRO ed una ATI 9700 PRO: ora funzionano tutte come un orologio svizzero. Se installate invece i normali fglrx prendendoli dal repository di Ubuntu, sappiate che non avrete il 3D.

Ed anche il caso relativo al video è stato risolto! Ora mi resta solo da capire come caspito si faccia a montare una partizione presente su un HD, IDE, diverso da quello di installazione, SATA. Non mi arrenderò! Riuscirò ad addomesticare il pinguino!!!

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13 febbraio 2007

Ubuntu e l'audio

Buonasera a tutti voi, qualunque cosa voi siate!

Con questo esilarante post inauguro la categoria di Linux!
Infatti, da una settimana circa sto perdendo nottate intere a cercare di configurare il benedetto sistema Ubuntu 6.10, nome in codice "The Edgy Eft", la cui immagine potrete gratuitamente scaricarla dal sito ufficiale italiano.

Ma veniamo all'ennesima bestialata della Compiuta Donzella del 2000! Dovete sapere che il mio pc è corredato da una splendida mobo Asus P5AD2-E Premium (ok, il nome me l'ero segnato precedentemente) con una scheda video Asus Extreme AX700 Pro.
Dal momento che la Fortuna è cieca ma la Sfiga ci vede benissimo, scarico in tempo record l'iso del Live cd presente sul sito, cambio l'ordine di boot dal bios, faccio partire l'installazione e...si pianta tutto. Allora, dal momento che sono furbissima, cerco informazioni circa questo problema e scopro, con mio sommo diletto, che il Live cd è quanto di più becero possa esistere.
Con questa nuova informazione in mio possesso, prendo e mi scarico l'alternate cd (sempre gratuito e sempre scaricabile dallo stesso sito di prima): masterizzo il cd con il Famosissimo Programma di Masterizzazione Free e ripeto la procedura precedente. Stavolta, con l'installazione in modalità testuale, riesco a portare a termine (non senza un'attenta lettura di varie guide) lo storico evento informatico: far girare per la prima volta Linux su Balthasar, ovvero il mio pc (ovviamente in dual boot con Winzozz per evidenti conflitti di lavoro).
Tutta contenta, riavvio il pc ed aspetto il primo avvio del sistema operativo...
...non funge.
Allora, gettata nello sconforto, prendo e faccio partire il recovery mode. Da terminale scopro che la mia scheda video non era stata correttamente configurata (a quanto pare per alcune schede ATI c'è questo problema) e quindi, seguendo sul portatile numerose guide, prendo il coraggio a due mani ed installo vari moduli per far funzionare tutto. E dopo tutto ciò riavvio...
...aspetto aspetto e...Linux parte!!!
Sembravo una bambina di fronte al giocattolino nuovo ma... all'improvviso scopro che non funge l'audio. Mi segno che prima o poi dovrò accendere il cero che ho promesso a Santa Restituta e mi informo sul perché le sfighe capitano solo a me.
Allora inizio a seguire 20000 guide, installo moduli su moduli ed alla fine... inizio a compilare kernel su kernel!
Ora, immaginatevi una niubba totale che, per un motivo davvero importante (il mio pc deve funzionare perfettamente perché è il MIO pc), inizia a compilare una quantità mostruosa di kernel (e ci vogliono circa due ore per volta) per poi scoprire con sconcerto che non funziona niente.
Va bene, lo confesso, ho avuto anche problemi nella ricompilazione, visto che mi dimenticavo driver che, si sa, sono del tutto inutili, come il controller SATA necessario al kernel per scovare l'hd col filesystem. Ma dopo una miriade di tentativi, finalmente riesco a compilare un kernel perfettamente funzionante...e scopro che non funziona ancora l'audio.
Pessimismo e fastidio cadono sulle mie spalle come le Alpi Cozie e Graie. Inizio a prendere a testate il monitor urlando dal dolore "PERCHEEEEEE'!!! PERCHEEEEEEEE'!!!" fino a quando mio fratello non si avvicina, impietosito, e mi chiede qual è il problema.

"E' un problema di audio? Hai installato una caterva di moduli? Hai ricompilato 20 kernel? Ma..." guarda il mio pc, corruccia la fronte, allunga un ditino verso il retro del pc e conclude con un "...ti sei accorta che hai inserito lo spinotto delle casse nell'entrata sbagliata?"

Mia espressione: O__O

Ora l'audio funziona. -___-

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11 febbraio 2007

Passeggiate del canile - Atto secondo

Buonasera a tutti voi, carissimi lettori del Bestiario!

Dopo un lungo periodo di silenzio internettiano, ritorno a voi più stressata di prima!
Infatti attualmente sto sclerando con Ubuntu, distribuzione Linux molto carina ma totalmente incasinata con il mio hardware.

Ma lasciamo perdere queste infauste notizie, così posso passare a bomba a parlarvi dell'odierna passeggiata al canile!
Ebbene sì, dopo 3 settimane di lontananza, questa mattina mi sono recata per l'ennesima volta al canile della mia città, per portare a passeggio i cagnolotti ivi presenti.
Se l'altra volta ci hanno dato un bestione selvaggio, oggi ci hanno consegnato due canidi convalescenti: infatti il primo era sotto terapia per una versione dello stomaco mentre la seconda era appena stata sterilizzata, quindi con un bello squarcio sul ventre.
I cagnolotti in questione erano dolcissimi e, nonostante le condizioni fisiche non eccezionali, hanno tirato come dei mostri fino a pochi minuti dalla fine della passeggiata (è durata più di un'ora e mezza, quindi immaginatevi le mie attuali condizioni ^^''' ).

Ed ora passo a descrivervi i pelosi essere a quattro zampe che ho conosciuto oggi!
Il primo è Visken, uno splendido pastore tedesco, di qualche anno, soprannominato dalla sottoscritta "Orsacchiottone": di una dolcezza fuori dal comune, adatta il passo alla persona che ha al fianco. Ha un passo davvero elegante e quando ci si accuccia stanchi, lui si avvicina e porge la zampa, guardandoti con occhi dolcissimi e facendosi fare di tutto. E' davvero un figo: mi domando quale razza di assurda creatura possa avere il coraggio di abbandonare un simile tesoro. Gente malvagia. Ed eccovi la foto del pelosone!



Ora invece vi presenterò Alba, una bastardina, sicuramente figlia di un doberman. Di taglia medio-piccola, ha occhi vispi ed attenti: ogni singolo rumore nel bosco attirava la sua attenzione, e come un segugio si fermava puntando la direzione. Purtroppo ogni tanto tentava di leccarsi la ferita, che i volontari avevano disinfettato durante la mattina ma non avevano coperto con una garza sterile. -__- Rispetto a Visken tirava sempre e costantemente e lo seguiva, probabilmente vedendo in lui il capo branco. Ed ora una bella foto della cucciola!



Insomma, oggi ho corso come una disperata, per far sgambettare le bestiole. E, come al solito, devo aver calpestato il ricordino di un Tyrannosaurus Rex, date le pietose condizioni delle mie scarpe.

Ora vi lascio e ritorno alla compilazione del nuovo kernel di Linux: ci sta mettendo una vita! ^^'''

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31 gennaio 2007

Quanto costa l'arte in miniatura

Buongiorno a tutti cari lettori/lettrici,

ancora una volta oggi devo mettere in luce un comportamento alquanto opinabile di uno dei più famosi "enti estorsori" italiani (per usare un'espressione non mia ma non coperta da diritto d'autore).

Stamattina, come ogni giorno, ho dedicato 5 minuti alla lettura della rassegna stampa di notizie via web ma il mio occhio vigile (come no, son mezza addormentata) ha dovuto sgranarsi di fronte ad un articolo notevolmente inquietante apparso sulle pagine virtuali dell'ottimo quotidiano online Punto Informatico. Vi invito a leggerlo, così mi risparmierete l'onere di raccontarvi nei minimi particolari la vicenda.

Un riassunto molto striminzito è che un tizio ha fatto un sito nel quale vi era una sezione dedicata alla spiegazione di opere d'arte di autori anche famosissimi. Tra di essi troviamo ad esempio Klee e Kandinsky, che i conoscitori di Storia dell'Arte ricorderanno per il loro grande contributo all'Espressionismo. Come logicamente ognuno di noi può supporre, per spiegare un quadro, una statua od un'opera architettonica è necessario fornire una minima foto, seppur di qualità infima, scarforuta e tutta pixellata, per dare un riscontro di ciò che si sta dicendo. Ed infatti nella pagine del sito erano presenti.

Ma...l'autore del sito non ha chiesto il permesso di pubblicazione agli eredi degli artisti e per questo deve essere seriamente e dannatamente sanzionato. E la paladina delle opere intellettuali, ovvero la SIAE, nella sua bianca armatura di platino (ci credo, con tutti i soldi che ingloba) si è scagliata lancia in resta in direzione del malcapitato webmaster, colpendolo con una multa di ben 4740 euro.

Ora, capisco che la SIAE abbia un compito fondamentale, ovvero proteggere la proprietà intellettuale di chi vive grazie alle opere che crea, ma che cerchi di non scadere nel ridicolo. Sì, perché non mi si venga a dire che un'immagine di 200 px per 210 px può ledere gli interessi di un'artista. Casomai la sua presenza in una spiegazione valida, che esalta anzi le doti dell'autore, non può che tradursi in una maggiore diffusione e notorietà dell'autore stesso. Intendiamoci, se fosse stata una riproduzione a 1024x768 pixel, allora forse un dubbio sulla legittimità dell'uso delle foto ci potrebbe essere, ma così proprio rimango sbigottita.

Insomma, la cultura deve ancora inchinarsi alla rigida logica di mercato.
Vabbé, vorrà dire che per vedere qualche foto di quadro ci dobbiamo per forza rivolgere o a siti esteri o al sempre amico libro in biblioteca.

Buona giornata!

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28 gennaio 2007

Il mago truzzo del Giappone! Vol. 1

Buona sera a tutti!

Dopo un periodo di incomprensione cosmica in cui mi sono persa nei meandri dei why e because della vita, ritorno più baldanzosa e rimbecillita di prima! Perché la Compiuta Donzella del 2000, che poi sarei io, ha uno scopo ben preciso: diffondere la cultura bestiale e le cretinate becere!

Ecco quindi che nell'oscurità di questa stanzetta, illuminata solo da un potentissimo riflettore da 200000 watt, vi rivelerò cosa passa ultimamente sugli schermi del popolo più giapponese che ci sia, ovveri i Giapponesi!
Ebbene, sarete sbigottiti, stupiti ed impressionati nel sapere che la star più star di tutta la tv è...il truzzissimo mago Cyril!

Cosa? Volete sapere chi è costui? Un tizio che è nato in California, da padre di Okinawa e madre franco-marocchina. Si presenta di aspetto truzzissimo ma devo ammettere che è un illusionista con i fiocchi. Non mi dilungo più di tanto nella descrizione, visto che potrete trovare ampie informazioni nel suo sito web ufficiale.

Ciò che più mi colpisce è la naturalezza e semplicità con cui esegue i suoi giochi di prestigio, gettando nella più totale confusione i boccaloni che hanno a che fare con lui. Ovvio, pure io rimarrei di sasso di fronte a certi numeri, ma certe facce sbigottite ti fanno davvero piegare in due dalle risate! Un particolare odioso invece è il continuo inserire nella parlantina giapponese (del quale il truzzo è esperto visto che ha metà sangue nipponico) una quantità infinita di parole americane: ora, l'intento è anche nobile, vista la pronuncia inglese non sempre impeccabile dei nostri compari con gli occhi a mandorla, ma la dolce e melodiosa poesia e musicalità data dalle sillabe del giapponese viene interrotta troppo spesso dal mugugno biascicato americano.
Non fraintendetemi: l'inglese e l'americano sono delle lingue meravigliose, ma non sopporto la contaminazione tra due musicalità diverse. E' come se metteste Nilla Pizzi a fare un duetto con Marilyn Manson. Oddio, che orribile visione...

Comunque! Ho la ferma intenzione di proporre ai miei adorati lettori del Bestiario le gesta di questo truzzo-mago: si accettano e anzi sono incentivati i commenti nei quali si tenterà di dare una spiegazione ai possibili trucchi utilizzati per realizzare le illusioni!

Ora beccatevi Ciro mentre va a farsi uno spuntino in un fast food! E se vi piacerà, mettete il blog tra i bookmark perché vi stupirò ancora una volta con i suoi effetti speciali!





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21 gennaio 2007

Gita saltata, farneticazione sparata

Sfortunatamente oggi è saltata la gita al canile, con conseguente passeggiata delle bestioline. Impedimenti tecnici hanno costretto la sottoscritta a rimanere a casa a rimuginare sul tempo che fu e su quello che sarà.
Quindi scordatevi foto di cagnoloni (avrei voluto far fare la passeggiatina al San Bernardo! T__T ) e beccatevi un altro dei miei deliri!

Spesso quello della maturità è un concetto molto difficile da capire e dannatamente arduo da mettere in pratica. Qual è il sottile confine tra maturità e non? Bella domanda! Semplicemente non esiste. La maturità, a mio parere, è essenzialmente relativa: un'azione matura in un determinato contesto può scadere in infantilismo se posta in un altro. Non può esistere quindi un manuale comportamentale, come quello delle buone maniere, da seguire attentamente per definirci persone mature.
Ed il famoso esame di maturità è solo una tappa della formazione scolastica di una persona con un nome altisonante ma dal contenuto totalmente assente. Quanti dei ragazzi e delle ragazze che riescono a conseguire questo traguardo possono essere definiti davvero maturi? Si contano sulla punta delle dita e sicuramente non devono la loro maturità all'esame.

Ma non voglio dilungarmi in questioni futili di terminologia messa a caso. Il punto è un altro: la maturità non si conquista con manuali né è una caratteristica permanente, che si ottiene una volta sola per usufruirne per sempre. E' un dinamismo, un processo di analisi in costante divenire, che non deve essere mai statico in quanto la staticità potrebbe portare all'ottusità o addirittura all'infantilismo.

Una persona veramente matura è quindi colui o colei che nel prendere una decisione analizza con la propria mente e secondo i propri principi la situazione, scegliendo l'opzione che in quello specifico caso è la più corretta. Più facile a dirsi che a farsi ovviamente.
Ed è per questo che, nonostante mi sforzi sempre di cercare la soluzione migliore, mi ritrovo quasi sempre invischiata nell'infantilismo per quanto riguarda le decisioni concernenti la mia vita. E quando mi accorgo degli errori che commetto, non posso che sentirmi delusa, sia da me stessa che dagli altri. Ma che ci volete fare, se la vita fosse tutta rosa e fiori non ci sarebbe tanto dolore nel mondo.

Fine della cretinata domenicale.


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18 gennaio 2007

La conoscenza è pericolosa

E' da un po' di tempo che non farnetico pesantemente su queste pagine ed è un vero peccato, perché sono solita sparare cretinate eccezionali quando mi ci metto.
Ultimamente non mi sono proprio applicata molto nel Bestiario e questo mi duole parecchio, visto che è il mio piccolo spazietto per esprimere idee ed opinioni.
In un passato non molto lontano ci sono stati innumerevoli pensatori che avrebbero dato qualsiasi cosa per poter usufruire di un'occasione simile. Negli ultimi anni c'è stata una brusca accelerata della tecnologia "globale" e le barriere fisiche e politiche che prima parevano insormontabili ora stanno via via crollando. In quasi tutti i paesi del mondo, chi ne ha la possibilità economica può tranquillamente farsi in pochi passi un blog online, visibile da quasi tutti gli internauti e per lo più gratuitamente.
Dico quasi perché sappiamo tutti che esistono ancora paesi dove la libertà di espressione è ancora un'utopia: lo scambio di opinioni e la conoscenza sono pericolose.
E per comprenderlo a pieno, vi faccio un esempio stupido, che non ho neanche lontanamente la qualifica per proporre e che non ha nessun appiglio con la vera realtà ma solo con la pura teoria.

Immaginate due individui, due gemelli (non mi riferisco al film con Governator e Danny De Vito). Prendeteli fin dalla nascita e metteteli in due stanze del tutto uguali, contigue ma completamente isolate l'una dall'altra.
Nessuna finestra, solo una doppia porta, per impedire ad entrambi i bambini di guardare il mondo esterno.
I bambini vengono cresciuti come due bonsai: viene loro dato nutrimento, si assicura la loro salute ma nulla di più. Una vita completamente piatta.
Ogni giorno viene portato del cibo ai bambini: ad uno sempre e constantemente un piatto di insalata con una bistecca ed un bicchiere di aranciata, all'altro sempre e costantemente un piatto di carote con pollo arrosto ed un bicchiere di limonata.
Per loro quello è il cibo e non esiste nessun altro tipo di piatto e quindi si accontentano di mangiare solo quello.
Ora, mettiamo che durante un terremoto, all'ora di pranzo, il muro divisore tra le due stanze crolli.
I due bambini si guardano, si osservano, iniziano a capire che esiste un altro essere vivente del tutto simile a loro. Ed iniziano a notare che l'unica cosa di diverso è il cibo. E non si capacitano di come possa esistere un pranzo diverso dal loro.
Ed è plausibile supporre che inizino a provare la "novità".
Ma viene scoperto il crollo e viene chiusa la "falla".
Mettete conto che il gusto del nuovo pasto piaccia parecchio ad entrambi i bambini.
Al prossimo pasto cosa chiederanno? Di poterlo mangiare ancora.
Ma se non si volesse dare questa possibilità? I bambini continuerebbero ad accettare la stessa situazione sapendo che c'è qualcosa che prima non conoscevano ma che adesso hanno provato e vogliono continuare ad ottenere?
Ecco quindi che scaturirebbe da tutto ciò sicuramente del malcontento, che potrebbe trasformarsi in risentimento e rabbia contro chi vieta qualcosa che esiste e che altri uguali a noi possono avere tranquillamente.
Con tutto ciò che ne consegue.

Ora prendete Internet.
E' la falla nel muro. Un regime può controllare i giornali e le televisioni, ma la rete è enorme ed esce dal controllo totale di un singolo paese. Ed coloro che hanno paura della conoscenza di qualcosa che non vogliono dare cosa fanno?
Tentano di chiudere la falla, in ogni modo.

Vabbé, la smetto di sparare cavolate e ritorno a fare qualcosa di socialmente utile!

Alla prossima!

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16 gennaio 2007

Il sangue questo sconosciuto

Buon pomeriggio a quelli malati e a quelli sani!

Odio gli esami del sangue. Prima di entrare nella saletta dove toglieranno litri e litri del mio preziosissimo liquido color rubino, vengo colta da panico da ago. L'ultima volta li ho fatti credo a febbraio di un paio di anni fa: dopo una notte insonne, mi presentai in ospedale con un'espressione da fantasma in viso, tanto che vidi alcuni medici seguirmi a distanza con un defibrillatore. Con una temperatura esterna di -2°C, al momento del mio turno mi tolsi bellamente il maglione di lana e rimasi in maglietta a maniche corte, tra lo stupore e lo sgomento dei presenti.
Mi ricordo ancora che c'era mia mamma che mi urlava "Vestiti! Cosa fai? Prendi freddo! Vieni a fare gli esami e ti prendi una broncopolmonite!". Ma io udivo e non capivo e così entrai nello stanzino del terrore.
Ed in quel luogo di disperazione si è svolta per l'ennesima volta lo squallido tentativo di analizzare i volti delle infermiere ed infermieri presenti per cercare la persona con la faccia "più professionale". Individuai un'infermiera di mezza età, capelli biondi lunghi sulle spalle ma raccolti
e sguardo dolce da mamma. Mi stavo lanciando un po' sollevata verso questa figura così rassicurante quando una piccola, malvagia e diabolica bambina di 5 anni calamitò letteralmente l'attenzione benevola della tizia, fregandomi il posto.
Ma non mi persi d'animo. Almeno per 2 minuti.
Infatti dopo quella breve attesa, in coda per farmi cavare il sangue subito dopo la nana schifosa, un'altra infermiera mi disse che c'era un'altra persona disponibile e di dirigermi verso di essa.
Un dottore. Dall'aria menefreghista. Scocciato. Probabilmente sveglio da neanche un'ora.
Presa dal terrore, ebbi un attimo di blocco sul posto, vinto unicamente dall'orgoglio: la bambina fetente mi stava osservando con il sorriso, come per dire "Tsè, ti ho fregata e adesso te la stai facendo sotto".
Quando è troppo è troppo.
Mi volsi e mi accucciai davanti all'essere immondo. Misi il braccio sul cuscinetto e girai la testa di 180°, manco fossi un'indemoniata.
Sentii il laccio emostatico...
Il cotone imbevuto di alcool...
E passavano i secondi senza sentire più niente...
Pensai "Già fatto?", quindi girai lentamente la testa...
...e vidi l'ago vicino al mio braccio!
Sbarrai gli occhi ed all'improvviso si mise a suonare il cellulare del tizio, il quale, completamente incurante di ciò che stava per succedere, ha risposto come se nulla fosse.
Allora pensai "Devo sorbirmi tutta la telefonata e macerare nel terrore per così tanto tempo?"
Ed invece no!
Col cellulare poggiato su una spalla e la testa inclinato su di esso, il tizio ha riavvicinato l'ago al braccio!
Ho allontanato lo sguardo di scatto ma ho sentito comunque un bel pizzico al braccio.
Dopo 5 ore ho scoperto un bel ematoma blu attorno al punto di inserimento dell'ago: questo perché, secondo il mio medico, il maledetto disgraziato fetentone schifoso mi aveva trapassato la vena.
Ancora adesso lo odio profondamente! >__<
Quindi, se nei vostri esiti riscontrate dei valori sballati, non sapete cosa cavolo vogliano dire quelle sigle astruse e dovete aspettare ancora qualche ora prima di andare dal vostro medico, date un'occhiata a questo sito: Analisi del sangue. Ci sono brevi spiegazioni di tutti i valori presenti ed è utilissimo per darvi una panoramica generale sui vostri esami, anche se la loro lettura corretta è unicamente quella che vi farà il dottore. Ma nel dubbio, informarsi non costa niente. :P

A presto!

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14 gennaio 2007

Passeggiate del canile - Atto primo

Buona domenica a tutti, fanciulli e fanciulle!

Oggi per la prima volta ho deciso di partecipare ad una bellissima iniziativa del canile della zona: si tratta delle passeggiate con i cani ospitati nella struttura. Pur essendo trattati veramente bene, gli amici a quattro zampe soffrono comunque a rimanere per tutto il tempo nelle gabbie. Così gli addetti hanno pensato bene di affidarsi al buon cuore di volontari che in un orario ben preciso si possono presentare al canile per portare le bestie a passeggiare.

Come ho già detto prima, oggi per me è stata la prima volta in cui mi sono dedicata a questa attività. I miei baldi accompagnatori, mio fratello e mia cognata, sono passati a prendermi un pochino in ritardo quindi quando siamo arrivati al canile già una gran parte di cani era stata affidata. Ed erano rimasti unicamente i cagnoni un po' vivaci. Abbiamo quindi deciso di prendere due cani in tre: uno tenuto da mio fratello ed un altro dalla sottoscritta con mia cognata.
Rimaniamo in attesa per qualche minuto ed all'improvviso vediamo arrivare due bellissimi bestioni: un pastore tedesco ed un pastore belga!
Tutti entusiasti per la visione pelosa, facciamo per avvicinarci all'addetta, che li stava portando entrambi al guinzaglio, quando all'improvviso i due quadrupedi si mettono a litigare furiosamente tra loro, con la poveraccia in mezzo che cercava di dividerli. Subito mio fratello e mia cognata si sono lanciati sui guinzagli ed hanno diviso i due litiganti ed alla fine abbiamo dovuto portarli in giro separatamente.
A Gianni e Pinotto (ovvero la Compiuta Donzella del 2000 e la valente cognata) è capitato l'enorme pastore belga. Un cane di più di un metro di altezza, massiccio e dal carattere "dominante". Ma non ci perdiamo d'animo e subito ci dirigiamo in mezzo al boschetto dove si portano a passeggiare i cani. In un primo momento al guinzaglio c'era mia cognata ed alla coccola c'ero io. Con questa tecnica abbiamo tranquillizzato il diavolo nero, che si è rivelato essere in realtà un coccolone approfittatore, nonché un innaffiatore di alberi di prima categoria e un bullo corrotto.
Perché? Semplice!
- gli piacevano un sacco le coccole (ed aveva un pelo lungo e tanto morbidoso!)
- si fermava ad ogni metro per marcare il territorio su ogni albero che incontrava (ed eravamo in un bosco quindi immaginatevi l'impresa!)
- quando incontrava qualche altro cane subito alzava le orecchie attento preparandosi a tirare come un mostro ma se lo si chiamava e lo si corrompeva con un biscottino, si dimenticava del "nemico" preparandosi a ricevere coccole e cibo

Insomma, un simpatico bastardo!
All'inizio però non sapevamo come si chiamava perché, nelle concitate fasi di azzannamento con l'altro cane, l'abbiamo portato via in fretta e furia. Abbiamo comunque inventato un appellativo al momento analizzando il suo comportamento. Ecco quindi che il suo soprannome iniziale per la nostra passeggiata era "Puzzone". Infatti si è esibito in un repertorio fantastico: pipì da tutte le parti, puzzette tirate a tradimento, annusate MOLTO ravvicinate di feci di altri cani, "ruttini" tattici ed anche una bella rotolata in mezzo ad un prato.
Poi però abbiamo scoperto che si chiamava Jack (e la guaritrice, pur non avendolo mai visto dal vivo, sapeva già chi era!). Tutto sommato però abbiamo iniziato a conoscerci e alla fine ci ascoltava anche! L'unica cosa un po' disarmante erano le sue dimostrazioni d'affetto. Dopo che gli ho fatto una foto col cellulare (che trovate in fondo al post), mi sono lanciata in un "Bravo! Ti sei messo pure in posa!" con voce allegra: il fetente si vede che era così contento che si è alzato sulle zampe posteriori con uno scatto notevole e mi ha tirato una nasata in un occhio. E già, perché dovete sapere che era altissimo: per un paio di volte mi ha guardata negli occhi mettendomi tranquillamente le zampe anteriori sulle spalle.

Sono quindi stanchissima: il bestione tirava come un dannato, mi ha zozzato di fango la giacca a vento con le sue zampone (idem per lo zaino dal quale avevo tirato fuori un po' d'acqua), ho un occhio un po' dolorante per la nasata ed ho anche schiacciato due prodotti di scarico solidi di cane con entrambe le scarpe. Però mi sono divertita parecchio: Puzzon..ehm...Jack era molto dolce e gentilissimo nel prendere i biscotti dalla mano e al volo (glieli lanciavo in aria e lui li inghiottiva istantaneamente senza farli cadere), ed ha pure avuto una conversazione telefonica con la mia personalissima guaritrice (credo si siano capiti). Quindi se tutto va bene anche domenica prossima mi presenterò all'appello e vi farò un reportage della mattinata!

Per oggi vi lascio con una simpatica foto di Jack, presa con il mio cellulare. Apprezzate lo sforzo di essersi messo in posa (subito dopo mi ha tirato la nasata) e notate la sua immensità comparandolo con la figura di mia cognata! Per la foto ingrandita, cliccate sopra l'immagine!



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09 gennaio 2007

Sempre più sfiduciata

Buongiorno a tutti cari lettori del Bestiario, anche se per me questa non è una bellissima giornata.

Come avete ben potuto leggere dal titolo, la mia fiducia nelle persone continua a scendere in maniera esponenziale, soprattutto nel mondo del lavoro. Chissà perché, nel perfetto stile della legge di Murphy, quando c'è da prendere una decisione sul futuro delle persone viene sempre avvantaggiato chi non ha mai fatto niente per meritarselo.

Non sto ad entrare nei particolari, ma in questi ultimi giorni mi stanno prendendo in giro in maniera spudorata. Come ben sapete, è un momento molto delicato per il mio futuro lavorativo e, forse perché sono buona gentile geniale ma timida, stanno facendo di tutto per mettermi dannatamente in difficoltà, facendo velate minacce che mi fanno ancor più imbestialire.

Generalmente parlando, vi posso dire che per la mia permanenza in azienda mi erano state prospettate due soluzione, la A a tempo determinato e la B a tempo indeterminato ma leggermente più svantaggiosa rispetto all'altra. In questo periodo di difficoltà, parlando anche con i miei familiari, le persone a me care ed i miei amici, ho preso la decisione di accettare la proposta B.
Ebbene, all'improvviso, pur avendo io rispettato i tempi stabiliti per la scelta, la proposta B è diventata a forte rischio di accettazione. Mi si dice che sono essenziale per la mia azienda, che ho una reputazione incredibile, che puntano molto su di me, però non possono darmi il posto fisso ma, contemporaneamente, non vogliono perdere la mia collaborazione.
E ribadiscono che la proposta A è solo momentanea (quante volte ho sentito dire questa parola e per me equivale ad una grossa illusione ormai) e che porterebbe ad un futuro (aspetta e spera) miglioramento per la proposta B. E che comunque, sebbene con un posto a tempo determinato, io sarei in pratica come una persona a tempo indeterminato e se volessi fare un mutuo, potrei farlo.

Mi sento tanto presa in giro e sfiduciata. Ormai è più di un lustro (ovvero cinque anni) che lavoro in quel posto ed in tutto questo periodo sono stata sfruttata, presa in giro e messa in difficoltà in molteplici modi. Sono stanca e stufa marcia e, per dirla con tutta sincerità, coloro che continuano a farmi pressioni psicologiche e a pungolarmi facendomi sentire quasi in colpa ed in debito con l'azienda mi fanno veramente schifo.

Faccio quindi appello a Sua Eccelsa Magnificenza Divina affinché dia il via ad un nuovo Diluvio Universale, per spazzare via tutti quegli ipocriti, falsi ed approfittatori che non conoscono il significato della parola correttezza e si ergono come paladini senza macchia.

E concludo con un bel "andatevene tutti quanti affangiro" (mia espressione di profonda rabbia)

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07 gennaio 2007

Il barometro matrimoniale

Buon pomeriggio a tutti voi, o infimi scaricatori di byte!

Oggi vi rivelerò l'esistenza di un importantissimo aggeggio essenziale per una corretta vita matrimoniale. No, non sto parlando di nessuna pillolina blu, ma del mitico barometro matrimoniale!

Che cosa è? Suvvia, non scherziamo! Il barometro matrimoniale è un subdolo oggetto che serve agli sposini per comunicare i propri stati d'animo. Credo sia entrato in casa mia più di 20 anni fa, portato da mia zia da un desolato paesino di montagna. Da allora è sempre appeso al muro della cucina, per accumulare degnamente polvere. Ma prima di parlarvi ulteriormente di questa fantastica invenzione vi piazzo una sua foto recentissima:



Ebbene, come potete osservare, il barometro matrimoniale consta di un piatto di legno al quale è collegato, tramite una cerniera centrale, un indicatore a forma di freccia. Insomma, una specie di orologio di legno un po' strano. Al posto delle 12 ore, possiamo trovare la rappresentazione di 4 coppie di fiori, con un'etichetta posta sotto ognuno di questi.
Come funziona? Beh, il piatto stesso è esplicativo: il marito deve indicare tramite la freccia l'impressione che gli suscita la moglie giorno per giorno.

Può scegliere tra 8 stati, in senso anti-orario:
- felice
- gelosa
- graziosa
- cattiva
- gentile
- curiosa
- carina
- normale

In casa mia non viene utilizzato perché questa versione non è compatibile con i miei genitori. Infatti, se mio padre spostasse la freccia su "cattiva", mia mamma si incavolerebbe come una iena e lo punirebbe con una scarica di mazzate. Successivamente la freccia dovrebbe essere quindi spostata su "vendicativa" o "visibilmente adirata" o "violenta", tutti e tre non presenti sul piatto. La soluzione ideale è stata quindi quella di piazzarla vita natural durante sullo stato "normale" (nella foto l'ho spolverata e quindi la freccia si è spostata: ma ora è a posto :P ): insomma, è normale che mamma si comporti così, qualsiasi cosa faccia.
Ma non bisogna sottovalutare l'importanza di un simile accrocchio in una casa di persone non malate di mente! Immaginate, alla moglie basterebbe guardare ogni giorno il barometro per capire cosa il marito pensa di lei. Ci sono però delle controindicazioni: se la freccia rimane per troppi giorni su "carina" ed il marito se ne frega della moglie, allora c'è qualcosa sotto...

E dopo questa bestialata materiale, vi saluto e vi invito a costruirvi il vostro personalissimo barometro!

Mata ne!


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06 gennaio 2007

Epifania con la Parola di Giobbe

Salve a tutti, o cari lettori del Bestiario che giungete in queste lande telematiche dalle più svariate parti dell'Italia, dell'Europa, del Mondo e dell'Universo intero!

Oggi, la misteriosa ed inavvicinabile Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) vi vuole augurare una felice Epifania (col cavolo, sta disgraziata si porta via tutte le feste) con un brano tratto da un testo di importanza storica nella letteratura italiana: si tratta di "Parola di Giobbe", scritto da Giobbe Covatta (possiedo la quindicesima edizione, stampata nell'aprile del 1992, ed edita da Adriano Salani Editore). Ovviamente i diritti d'autore sono dell'autore, quindi, se ci dovessero essere problemi, fatemi un fischio e tolgo il pezzettino piccolo piccolo, infinitesimale che quivi scrivo:

Passati che furono nove mesi la Madonna partorì in una stalla, tra un bue e un asinello. E tale tradizione si è conservata attraverso gli anni, e ancora oggi le donne assistite dalla Saub partoriscono in stalle, circondate da asini e ogni altro genere di animali.
E fu così che nacque Gesù, detto il Salvatore, per gli amici Sasà.
E amici, parenti e curiosi si recarono nella stalla a portare doni; pastori con gli agnelli sulle spalle, zampognari, bambini e giovinette attraversarono ruscelli di carta argentata e colline di cartapesta per vedere Gesù Bambino. Giuseppe accoglieva tutti sorridendo e la gente diceva: "Egli è stato toccato dalla grazia del Signore".
Ed ecco che bussarono alla porta della stalla.
"Chi è?" Chiese Giuseppe.
"Magi".
"Quelli del brodo?"
"No, i Re!"
E infatti, aperto che ebbe, vide i tre magi: Gaspare, Zuzzurro e Baldassarre, con i loro tre cammelli Qui Quo Qua, coperti di baldacchini, spade, denari, sette bello e primiera patta.
Essi portavano in dono oro, incenso e mirra.
"Che cos'è la mirra?" chiese Giuseppe
E Baldassarre disse:
"Questo non l'ha capito mai nessuno".

Ma come i Re Magi portarono in dono i regali a Sasà, anche noi nel nostro piccolo possiamo aiutare centinaia di bambini in tutto il mondo. Ecco quindi che con mossa abile vi lascio il link di un'associazione che lo stesso Covatta ha sostenuto con fervore in tutti questi anni, fino a diventarne simbolo per il pubblico italiano: si tratta della AMREF, ovvero African Medical and Research Foundation.

Qui Compiuta Donzella del 2000! Passo e chiudo!


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04 gennaio 2007

La professionista del DS

Buona sera a tutti, o meravigliosi neuroni danzanti (come cavolo mi è uscita questa frase lo sa solo il mio di neurone)!

Proprio oggi mi è arrivato l'ultimo attesissimo regalo di Natale: quello della mia guaritrice personale!
Dopo aver violentato il pacco delle poste, sparso quintalate di giornale per la stanza e scartato la pucchosissima carta da regalo con sopra i cagnolini, il mio sguardo si è posato estasiato sul regalo definitivo per i felici possessori di Nintendo DS Lite.
Ovvero un mitico set Snakebyte composto da una custodia semirigida nera con laccetto, due stylus (uno bianco ed uno nero), il carica batterie per auto e le preziosissime protezioni per il doppio schermo. Lo ammetto, non appena ho preparato tutto quanto ed ho ammirato la splendida composizione DS Lite-custodia, mi sono messa a scodinzolare come un West Highland White Terrier davanti ad una pallina da tennis.

Oltre alle fusa via telefono, rinnovo anche qui, sulla pubblica piazza Il Bestiario, i miei più sinceri e sentiti ringraziamenti, nonché scodinzolamenti vari, per la fantomatica guaritrice!

Ora sono una perfetta professionista del DS: aspettatevi in futuro numerose recensioni sui giochetti che proverò e qualche foto anche sul Labrador che sto allevando in Nintendogs.

A presto!

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03 gennaio 2007

Il ritorno dopo 26 anni!

Buonasera a tutti quanti!

Rapidissimo post per esternare al mondo intero la mia immensa felicità per l'annuncio sentito in un servizio dell'edizione del TG5 delle 13: a maggio inizieranno le riprese di Indiana Jones IV. Evvai!

Harrison Ford, l'unico vero ed inimitabile Indy, a quanto pare sta ancora tentando di convincere Sean Connery a rivestire i panni del padre del più sfigato archeologo della storia del cinema (in confronto il Daniel Jackson di Stargate era fortunato come Gastone della Disney). Certo, fare il genitore di uno che si fa chiamare con il nome del suo cane è un po' imbarazzante, ma spero vivamente che il miglior James Bond mai esistito accetti nuovamente di cimentarsi nella parte di Henry Senior: sarebbe la ciliegina sulla torta, quest'ultima rappresentata dalla riunione del leggendario trio Lucas-Spielberg-Ford.

Personalmente non ho ancora sentito nulla di certo sulla trama di questo attesissimo seguito: forse seguirà la storia del quarto episodio ludico della saga (Indiana Jones and the Fate of Atlantis), forse tratterà del Giardino dell'Eden, forse entrerà in scena un misterioso figlio di Indy. L'unica nota scontata è che anche in questa pellicola, a detta di Lucas l'ultima in assoluto con protagonista il dottor Jones, il protagonista non schiatterà. Non ci resta quindi che aspettare nuove notizie in merito, sperando che le riprese finiscano in tempi relativamente brevi.

Nel frattempo gustatevi la scena a mio parere più bella del primo film (Indiana Jones ed i predatori dell'arca perduta, del 1981)!

È il destino dell'archeologo quello di vedere frustrati anni e anni di lavoro e ricerche. (Dr. Henry "Indiana" Jones)




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02 gennaio 2007

La bella tartaruga che cosa mangerà...

...due foglie di lattuga e poi si riposerà!

Prendo spunto da questa bellissima canzone per bambini del compianto Bruno Lauzi per parlarvi di un animale interessante ed anche un po' testa dura, ovvero la tartaruga, detta anche testuggine!

Questo bellissimo animalanzo, della classe dei rettili, ha visto la luce nientepopòdimeno che nella preistoria, più esattamente nel Triassico medio, che si incastra nel flusso del tempo terrestre all'incirca tra i 251 ed i 199 milioni di anni fa. E pensate che da allora l'evoluzione di questa famiglia è stata quasi impercettibile, anche se comprende all'incirca 300 specie diverse.

Ovviamente tutti i lettori ed i creatori del Bestiario (che poi sarebbero solo la Compiuta Donzella del 2000, ovvero io) sanno come è fatta la tartaruga. 4 zampe, 1 codino, 1 testa ed un grosso guscio/corazza sulla schiena, con la forma di un elmetto da combattimento della Seconda Guerra Mondiale. Ma lo sapevate che proprio la sua armatura in realtà è divisa in due parti, una superiore detta carapace e l'altra inferiore chiamata piastrone, ed è parte integrante del suo scheletro interno? E che ciascuna di queste parti è costituita da diverse placche ossee saldate fra di loro? Se non lo sapevate prima adesso lo sapete :P

Quindi se togliete la corazza alla tartaruga, aspettatevi un suo decesso (porella). Ma non subito! Questo perché hanno una resistenza mica da ridere alle torture e mutilazioni: altro che Rambo! Se togliete loro il cervello (non fatelo), camperanno per altri 6 mesi. Senza testa (non fate manco questo), gironzolano ancora per alcune settimane. Ma se fate aumentare la loro temperatura corporea oltre i 40°C (giù le mani dal forno), aspettatevi una schiattamento: con tutto quello che devono portarsi dietro, già fanno una faticaccia notevole quindi con il caldo vengono colte da coccolone improvviso.

E adesso riempitevi bene i polmoni d'aria, perché vi aspetta una rivelazione sconvolgente!
Come avete fatto ad inspirare? Dilatando la cassa toracica? Ebbene, la povera tartaruga non può farlo, visto che deve portarsi addosso un peso non indifferente. E allora come fa, non respira?
Ma va! La respirazione è consentita grazie ai movimenti del collo (e quindi del testone) e delle zampette anteriori. E figuratevi che le tartarughe d'acqua respirano anche con lo "scarico posteriore" (chissà che odore! Ok, battuta del cavolo!).

Se volete un animale domestico che viva come minimo quanto voi, la testuggine fa sicuramente al caso vostro: vivono tutte sopra i 100 anni, ma un esemplare particolare (una testudo sumeirii), catturata già bella anzianotta nel 1766 alle Seychelles, morì addirittura nel 1918. E non di vecchiaia, ma per un incidente, ovvero aveva già ampiamente superato i 200 anni in allegria.

Suvvia, ora ho anche sparato fin troppe curiosità! Me ne ritorno nella mia sfera Poké!
Ma prima di lasciarvi, vi metto una bella fotona, fatta da mio fratello nel parco faunistico Le Cornelle, che ritrae una tartaruga della mitica specie della bicentenaria, schiattata per sfiga, che ama passare le sue giornate in riva al mare alle Seychelles. E ci credo che questa è dura a crepare: il paradiso ce l'ha già in casa!



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