Buonasera a tutti quelli che sono giunti in queste pagine elettroniche!
Questo è più un post di avvertimento, quindi, come diceva Abatantuono, sarò breve e circoncisa :P
Negli ultimi giorni si sta diffondendo a macchia d'olio una malefica forma parainfluenzale caratterizzata da forte mal di gola, leggera febbre, raffreddore e spossatezza. A detta del mio medico, a questo malvagissimo virus piace molto conoscere nuova gente, quindi abbiamo a che fare con un mal di gola altamente infettivo.
Infatti, ieri pomeriggio ero la ventesima persona, nell'arco di un giorno, con questi sintomi a varcare la soglia del dottore.
Ebbene sì, anche io sono una vittima di questo turbinio infettivo!
In questo momento i miei leucociti, armati con potentissimi cannoni Flomax, stanno dando la caccia a tutti i virus con la faccia brutta che stanno martoriando la mia gola...in perfetto stile "Siamo fatti così"!
Quindi è ora per me di ritornare sotto le mie copertine e di immergermi nuovamente nel mio spontaneo letargo terapeutico! E vi lascio con un consiglio: non appena sentite un leggero dolorino alla gola, andate subito dal vostro medico e fatevi consigliare un antinfiammatorio per bloccare preventivamente l'insorgere della malattia!
Ci risentiamo quando starò meglio! ^__^ /
08 novembre 2007
02 novembre 2007
Incidente con il morto
Buongiorno a tutti cari amici del Bestiario!
Approfitto della ricorrenza di oggi, ovvero il giorno dei morti (2 novembre per chi avesse un vuoto di memoria), per parlare di un infausto accadimento che macchia indelebilmente la coscienza di mia zia P. (per rispetto della privacy, ometto il nome completo: lo so che molti di voi non sanno neanche il mio nome, ma faceva figo scrivere questa nota :P ).
Ma passo subito alla narrazione!
Un lontano dì (saran passati 5 o 6 anni), si presenta nella mia casupola, persa nelle lontane e fredde Terre del Nord, l'inaspettata zia P. (inaspettata mica troppo visto che abita sotto di me).
Cinerea in volto, saluta balbettando me e mia madre e ci fissa con occhi sbarrati dall'orrore.
Allora mia madre, che è sempre la prima a riprendersi dagli shock, subito l'apostrofa con un "P.! Cosa è successo?"
"F. (nome di mia madre ovviamente omesso :P), dammi un po' di whisky!"
E lo sconforto ci assale: l'ultima volta che la zia P. aveva chiesto un po' di whisky risaliva ad un paio di anni prima, quando aveva visto un uomo steso per terra, ammazzato da una raffica di pallottole (no, non era presente al momento dell'omicidio).
Preoccupatissime, la facciamo sedere e le forniamo ciò che aveva richiesto...e non appena si bagna le labbra, si riprende un pochino e sussurra..."Ho fatto un incidente con il morto".
Ora, dovete sapere che in quei tempi la macchina di mia zia aveva dei problemi in frenata (necessitava di uno spazio di frenata più lungo del normale) e lo stile di guida di mia zia mal si confaceva a questa situazione. Insomma, una simile affermazione detta con una simile faccia in quel preciso periodo non poteva che farci pensare al peggio che peggiore non si può!
Ma come al solito mia mamma si è ripresa prima dallo shock e le ha chiesto "Come un incidente con il morto?!?!?! P.! Ma che cavolo hai fatto???"
(parte la ricostruzione dell'accaduto in stile Phoenix Wright)
"Stavo tornando a casa dopo aver portato la G. (nipotina) all'asilo...sapevo che la macchina aveva dei problemi di frenata quindi ho cercato di guidare con prudenza...ma arrivata ad una rotonda ho accelerato perché altrimenti non sarei più passata...facendo così però, anche se ho frenato, non ho potuto evitare di tamponare la macchina davanti che aveva frenato bruscamente"
Un tamponamento? E allora dove stava il morto?
"Ho tamponato un carro funebre, con la bara sopra. Il morto è arrivato in ritardo al funerale perché ha dovuto fare la constatazione amichevole."
Non sperate che sia una storia inventata perché purtroppo è tutto vero...
Approfitto della ricorrenza di oggi, ovvero il giorno dei morti (2 novembre per chi avesse un vuoto di memoria), per parlare di un infausto accadimento che macchia indelebilmente la coscienza di mia zia P. (per rispetto della privacy, ometto il nome completo: lo so che molti di voi non sanno neanche il mio nome, ma faceva figo scrivere questa nota :P ).
Ma passo subito alla narrazione!
Un lontano dì (saran passati 5 o 6 anni), si presenta nella mia casupola, persa nelle lontane e fredde Terre del Nord, l'inaspettata zia P. (inaspettata mica troppo visto che abita sotto di me).
Cinerea in volto, saluta balbettando me e mia madre e ci fissa con occhi sbarrati dall'orrore.
Allora mia madre, che è sempre la prima a riprendersi dagli shock, subito l'apostrofa con un "P.! Cosa è successo?"
"F. (nome di mia madre ovviamente omesso :P), dammi un po' di whisky!"
E lo sconforto ci assale: l'ultima volta che la zia P. aveva chiesto un po' di whisky risaliva ad un paio di anni prima, quando aveva visto un uomo steso per terra, ammazzato da una raffica di pallottole (no, non era presente al momento dell'omicidio).
Preoccupatissime, la facciamo sedere e le forniamo ciò che aveva richiesto...e non appena si bagna le labbra, si riprende un pochino e sussurra..."Ho fatto un incidente con il morto".
Ora, dovete sapere che in quei tempi la macchina di mia zia aveva dei problemi in frenata (necessitava di uno spazio di frenata più lungo del normale) e lo stile di guida di mia zia mal si confaceva a questa situazione. Insomma, una simile affermazione detta con una simile faccia in quel preciso periodo non poteva che farci pensare al peggio che peggiore non si può!
Ma come al solito mia mamma si è ripresa prima dallo shock e le ha chiesto "Come un incidente con il morto?!?!?! P.! Ma che cavolo hai fatto???"
(parte la ricostruzione dell'accaduto in stile Phoenix Wright)
"Stavo tornando a casa dopo aver portato la G. (nipotina) all'asilo...sapevo che la macchina aveva dei problemi di frenata quindi ho cercato di guidare con prudenza...ma arrivata ad una rotonda ho accelerato perché altrimenti non sarei più passata...facendo così però, anche se ho frenato, non ho potuto evitare di tamponare la macchina davanti che aveva frenato bruscamente"
Un tamponamento? E allora dove stava il morto?
"Ho tamponato un carro funebre, con la bara sopra. Il morto è arrivato in ritardo al funerale perché ha dovuto fare la constatazione amichevole."
Non sperate che sia una storia inventata perché purtroppo è tutto vero...
21 ottobre 2007
Africa e cocco bello!
"Vitamine e cocco belloooooooo! Coccooooooooooooooooooooooooo!"
Questo è uno dei ricordi che ultimamente risale subdolamente con cadenza estremamente frequente (adoro gli avverbi!).
Caldo sole d'estate, sabbia fine e calda, telo da mare avvolgente e caldo...insomma attualmente fa un freddo cane (o gatto che dir si voglia).
Però chissà quanti di voi si ricordano dei ragazzotti, bardati con un secchione pieno d'acqua ed un cestone pieno di foglie di palma e pezzi di cocco, che si facevano chilometri e chilometri sotto il sole cocente per vendere il bianco frutto ai bagnanti sdraiati sui loro lettini.
E quando ero piccolina (ora sono vecchia e decrepita), non appena sentivo il richiamo in lontananza, subito iniziava un'estenuante trattativa con mamma (che teneva le corde del borsellino da spiaggia) per accaparrarmi il mio pezzetto di cocco. Il più delle volte venivo rimbalzata, visto che il "cocco bello" (così avevo soprannominato il ragazzo di origini napoletane che all'epoca si faceva un bel pezzo della spiaggia della Riviera Adriatica a piedi) passava solo di mattina e molto spesso arrivava nei pressi del mio ombrellone quasi a ridosso dell'ora di pranzo. Ma talvolta, per intercessione divina, accadeva il miracolo e potevo avvicinarmi al cestone con il mio mille lire per ricevere l'agognato pezzo di cemento con sembianze commestibili. Allora il ragazzo prendeva una pinza per alimenti di metallo, sceglieva uno dei pezzi più grandi (da bambina ero parecchio simpatica e carina e per questo attiravo la benevolenza delle persone, ora invece mi dicono che sono fredda e sarcastica al limite dell'acidità), lo infilava nel secchio d'acqua e poi lo depositava sulle mie manine.
E con il mio trofeo ritornavo trionfalmente verso l'ombrellone e mi sdraiavo sopra il lettino a sgranocchiare allegramente.
Ormai sono tantissimi anni che non vedo più un esemplare di "cocco bello".
Mi è capitato di beccare i soliti "vu' cumpra'", stracarichi di bigiotteria di basso livello (che spacciano per tesori africani o indiani di inestimabile valore), di animali intagliati nel legno (che costano un occhio nella testa e spesso sono fatti un po' male, ma che ci volete fare...sono "etnici"), di teli da mare (che al primo lavaggio perdono fibra e colore), di occhiali da sole (con i quali non bisogna mai guardare il sole, pena la cecità permanente), ecc. ecc.
Poi come non ricordare le meravigliose massaggiatrici cinesi, che al grido di "Masagino? Cinque eulo!" invadono le spiagge con i loro unguenti puzzolenti (a tal proposito magari in futuro vi scriverò di una tremenda esperienza capitatami proprio quest'anno), ed i venditori di formaggio che vendono la loro merce sulle spiagge della Sardegna ad un prezzo che è mille volte più salato del più salato dei pecorini esistito dalla notte dei tempi fino ad oggi.
Ma il "cocco bello", con lo stesso stile da cocchivendolo sguaiato e simpatico, non è più comparso al mio orizzonte estivo.
Perdonatemi ma ora necessito di scaldare le mie manine ghiacciate sulla stufetta!
Alla prossima!
Questo è uno dei ricordi che ultimamente risale subdolamente con cadenza estremamente frequente (adoro gli avverbi!).
Caldo sole d'estate, sabbia fine e calda, telo da mare avvolgente e caldo...insomma attualmente fa un freddo cane (o gatto che dir si voglia).
Però chissà quanti di voi si ricordano dei ragazzotti, bardati con un secchione pieno d'acqua ed un cestone pieno di foglie di palma e pezzi di cocco, che si facevano chilometri e chilometri sotto il sole cocente per vendere il bianco frutto ai bagnanti sdraiati sui loro lettini.
E quando ero piccolina (ora sono vecchia e decrepita), non appena sentivo il richiamo in lontananza, subito iniziava un'estenuante trattativa con mamma (che teneva le corde del borsellino da spiaggia) per accaparrarmi il mio pezzetto di cocco. Il più delle volte venivo rimbalzata, visto che il "cocco bello" (così avevo soprannominato il ragazzo di origini napoletane che all'epoca si faceva un bel pezzo della spiaggia della Riviera Adriatica a piedi) passava solo di mattina e molto spesso arrivava nei pressi del mio ombrellone quasi a ridosso dell'ora di pranzo. Ma talvolta, per intercessione divina, accadeva il miracolo e potevo avvicinarmi al cestone con il mio mille lire per ricevere l'agognato pezzo di cemento con sembianze commestibili. Allora il ragazzo prendeva una pinza per alimenti di metallo, sceglieva uno dei pezzi più grandi (da bambina ero parecchio simpatica e carina e per questo attiravo la benevolenza delle persone, ora invece mi dicono che sono fredda e sarcastica al limite dell'acidità), lo infilava nel secchio d'acqua e poi lo depositava sulle mie manine.
E con il mio trofeo ritornavo trionfalmente verso l'ombrellone e mi sdraiavo sopra il lettino a sgranocchiare allegramente.
Ormai sono tantissimi anni che non vedo più un esemplare di "cocco bello".
Mi è capitato di beccare i soliti "vu' cumpra'", stracarichi di bigiotteria di basso livello (che spacciano per tesori africani o indiani di inestimabile valore), di animali intagliati nel legno (che costano un occhio nella testa e spesso sono fatti un po' male, ma che ci volete fare...sono "etnici"), di teli da mare (che al primo lavaggio perdono fibra e colore), di occhiali da sole (con i quali non bisogna mai guardare il sole, pena la cecità permanente), ecc. ecc.
Poi come non ricordare le meravigliose massaggiatrici cinesi, che al grido di "Masagino? Cinque eulo!" invadono le spiagge con i loro unguenti puzzolenti (a tal proposito magari in futuro vi scriverò di una tremenda esperienza capitatami proprio quest'anno), ed i venditori di formaggio che vendono la loro merce sulle spiagge della Sardegna ad un prezzo che è mille volte più salato del più salato dei pecorini esistito dalla notte dei tempi fino ad oggi.
Ma il "cocco bello", con lo stesso stile da cocchivendolo sguaiato e simpatico, non è più comparso al mio orizzonte estivo.
Perdonatemi ma ora necessito di scaldare le mie manine ghiacciate sulla stufetta!
Alla prossima!
02 ottobre 2007
Depressione post vacanze
Buongiorno a tutti!
Non è neanche una settimana che sono ritornata dalle mie tanto agognate vacanze che già cado in una profonda e buia depressione.
Sarà la sonnolenza che accompagna ormai ogni mio minuto di vita lavorativa, saranno i problemi vari ed eventuali che si dilettano a comparire sulla mia strada, sarà il trauma della solitudine forzata.
Sta di fatto che ho iniziato a farmi delle domande in stile "Che senso ha la vita di un essere umano?".
Lo so, non può e non deve esistere una risposta oggettiva ad un simile quesito ma credo che sia la natura umana ad imporci di farcelo, prima o poi.
Stare sdraiati sulla terra, abbracciati alla persona che ci completa, guardando il cielo ed annusando un'aria incontaminata può avvicinarsi alla biblica idea del giardino dell'Eden. Peccato che i bisogni del corpo spingano l'animale uomo a dedicarsi anche al suo benessere fisico. Ed in una società come la nostra, se si vuole raggiungere un simile stato si deve necessariamente scendere a compromessi.
Per procacciarsi del cibo bisogna avere dei soldi. Per avere dei soldi bisogna lavorare. Per lavorare bisogna rinunciare a parte del tempo dedicato alla ricerca della nostra felicità.
Non parliamo poi della necessità di vivere in un posto accogliente: una volta sceglievi un terreno, prendevi e ti costruivi una bella casetta con la forza delle tue braccia e con l'aiuto di altre persone. Persone che non ti costringevano a fare sacrifici per una vita intera per poi dire, sul letto di morte, "Finalmente ho finito di pagare la casa".
Eh sì, perché in pochi sono nati ricchi e si possono permettere il lusso di condurre una vita agiata, senza molte preoccupazioni, facendo ciò che più amano fare e venendo a volte persino pagati per questo.
Vi confesso che mi è capitato molto spesso di pensare: "C'è gente che guadagna milioni di euro all'anno. Se una piccola parte di loro mi desse 5000 euro, solo quei 5000 euro che per loro non sono nulla, potrei vivere tranquilla."
Ma così è la vita.
Non è neanche una settimana che sono ritornata dalle mie tanto agognate vacanze che già cado in una profonda e buia depressione.
Sarà la sonnolenza che accompagna ormai ogni mio minuto di vita lavorativa, saranno i problemi vari ed eventuali che si dilettano a comparire sulla mia strada, sarà il trauma della solitudine forzata.
Sta di fatto che ho iniziato a farmi delle domande in stile "Che senso ha la vita di un essere umano?".
Lo so, non può e non deve esistere una risposta oggettiva ad un simile quesito ma credo che sia la natura umana ad imporci di farcelo, prima o poi.
Stare sdraiati sulla terra, abbracciati alla persona che ci completa, guardando il cielo ed annusando un'aria incontaminata può avvicinarsi alla biblica idea del giardino dell'Eden. Peccato che i bisogni del corpo spingano l'animale uomo a dedicarsi anche al suo benessere fisico. Ed in una società come la nostra, se si vuole raggiungere un simile stato si deve necessariamente scendere a compromessi.
Per procacciarsi del cibo bisogna avere dei soldi. Per avere dei soldi bisogna lavorare. Per lavorare bisogna rinunciare a parte del tempo dedicato alla ricerca della nostra felicità.
Non parliamo poi della necessità di vivere in un posto accogliente: una volta sceglievi un terreno, prendevi e ti costruivi una bella casetta con la forza delle tue braccia e con l'aiuto di altre persone. Persone che non ti costringevano a fare sacrifici per una vita intera per poi dire, sul letto di morte, "Finalmente ho finito di pagare la casa".
Eh sì, perché in pochi sono nati ricchi e si possono permettere il lusso di condurre una vita agiata, senza molte preoccupazioni, facendo ciò che più amano fare e venendo a volte persino pagati per questo.
Vi confesso che mi è capitato molto spesso di pensare: "C'è gente che guadagna milioni di euro all'anno. Se una piccola parte di loro mi desse 5000 euro, solo quei 5000 euro che per loro non sono nulla, potrei vivere tranquilla."
Ma così è la vita.
29 agosto 2007
Frisby e Red
Signori e signore,
è con vero e vivo piacere che vi presento i nuovi arrivati nell'umile dimora della Compiuta Donzella del 2000!


Dopo una lunga ed accesa disputa con insulti e gestacci via telefono, sono stati scelti i nomi di Red (partorito dalla mia mente malata) e Frisby (battezzato da cognata e fratello).
Red è il primo pulcioso (ha dovuto giocare con una bambina di 6 anni ed una di un anno e mezzo e quindi era stanchissimo) mentre il secondo è Fri Fri (soprannome dato da mia cugina), che invece si è messo pure in posa.
Posso assicurarvi che sono davvero dolcissimi: Red è il guascone tra i due ed è uno spettacolo vederlo issato sulle due zampe per minuti e minuti quando vuole prendere la pallina, Frisby invece è un po' un coniglio, visto che ha paura anche della bimba di un anno e mezzo.
In pochissimo tempo (5 ore scarse) sono diventati i beniamini della famiglia.
Dovevate vederli quando li abbiamo portati a casa, sui sedili posteriori della mia 206 CC: Red (del quale sono stata nominata responsabile ufficiale) si è dimostrato mio cane e si è comodamente seduto sul suo sedile, appoggiando il dorso allo schienale e guardando fuori dal finestrino; Frisby era un po' spaventato (l'ho sempre accarezzato durante il tragitto) e si è bellamente sdraiato. Entrambi mi hanno riempito la macchina di bauscia (avevano caldo ed avevano cacciato fuori il linguone).
Nel momento in cui vi sto scrivendo, sono tranquilli nel loro posticino. Hanno abbaiato solo per 5 secondi (è incredibile quanto siano silenziosi!) probabilmente dopo aver avvistato un gatto.
Abbiamo preparato loro una megacucciona ma non entrano: continuano a fare pipì sul lato della casetta e quindi l'avranno scambiata per un bagno. -___-
Comunque ora vi saluto! Alla prossima!
è con vero e vivo piacere che vi presento i nuovi arrivati nell'umile dimora della Compiuta Donzella del 2000!


Dopo una lunga ed accesa disputa con insulti e gestacci via telefono, sono stati scelti i nomi di Red (partorito dalla mia mente malata) e Frisby (battezzato da cognata e fratello).
Red è il primo pulcioso (ha dovuto giocare con una bambina di 6 anni ed una di un anno e mezzo e quindi era stanchissimo) mentre il secondo è Fri Fri (soprannome dato da mia cugina), che invece si è messo pure in posa.
Posso assicurarvi che sono davvero dolcissimi: Red è il guascone tra i due ed è uno spettacolo vederlo issato sulle due zampe per minuti e minuti quando vuole prendere la pallina, Frisby invece è un po' un coniglio, visto che ha paura anche della bimba di un anno e mezzo.
In pochissimo tempo (5 ore scarse) sono diventati i beniamini della famiglia.
Dovevate vederli quando li abbiamo portati a casa, sui sedili posteriori della mia 206 CC: Red (del quale sono stata nominata responsabile ufficiale) si è dimostrato mio cane e si è comodamente seduto sul suo sedile, appoggiando il dorso allo schienale e guardando fuori dal finestrino; Frisby era un po' spaventato (l'ho sempre accarezzato durante il tragitto) e si è bellamente sdraiato. Entrambi mi hanno riempito la macchina di bauscia (avevano caldo ed avevano cacciato fuori il linguone).
Nel momento in cui vi sto scrivendo, sono tranquilli nel loro posticino. Hanno abbaiato solo per 5 secondi (è incredibile quanto siano silenziosi!) probabilmente dopo aver avvistato un gatto.
Abbiamo preparato loro una megacucciona ma non entrano: continuano a fare pipì sul lato della casetta e quindi l'avranno scambiata per un bagno. -___-
Comunque ora vi saluto! Alla prossima!
25 agosto 2007
A.A.A. Cercasi nomi
Buongiorno a tutti i lettori del Bestiario!
Stamattina ho ricevuto una chiamata che non mi sarei mai aspettata di ricevere.
Dovete sapere che, durante le mie ormai abituali passeggiate con i cani del canile della mia città, mi sono particolarmente affezionata a due cagnolini, due fratelli.
Dopo una sapiente opera di convincimento, ero riuscita a convincere i miei genitori a prenderli entrambi...ma purtroppo avevo dovuto rinunciare perché i loro padroni erano stati ritrovati.
E dico ritrovati perché non li avevano minimamente cercati, sono stati beccati unicamente dopo un'indagine piuttosto complicata sul microchip e la storia della loro "perdita" sembrava molto simile ad un abbandono. Comunque, questi tizi avevano proclamato la loro "gioia" per il ritrovamento ed avevano chiesto un po' di tempo per preparare un nuovo recinto, affermando che non li avevano abbandonati perché sono cani di valore.
Nonostante questa notizia, avevo lasciato ugualmente il mio contatto ai responsabili del canile, perché nemmeno loro erano molto convinti della buona fede di codesti signori.
Ed infatti oggi mi hanno chiamato chiedendomi se ero ancora disponibile a prenderli con me: gioia e tripudio nella mia umile dimora! Molto probabilmente li porteremo a casa mercoledì pomeriggio, ma in questo breve lasso di tempo c'è un mega problemone da risolvere: il nome!
Attualmente vengono chiamati Bred e Brad, ma non rispondono al richiamo: probabilmente, e a ragione, gli fanno schifo. :P
Ecco quindi che chiedo aiuto a voi navigatori del Bestiario! Mi servono due nomi che possono essere associati a due fratelli, quasi gemelli. Per aiutarvi vi descriverò un pochino i cani: sono due Springer Welsh Spaniel, maschi, abbastanza giovani. Uno dei due ha il pelo un po' più ondulato sulle orecchie e la schiena quasi tutta bianca, mentre l'altro ha il pelo liscio e due macchie marroni sulla schiena.
Ovviamente entrambi sono dolcissimi e sono attenti al minimo rumore, essendo due cani da caccia.
Sono simili al cane del quale vi metto proprio qui sotto la foto (stessa razza):
Ovviamente in futuro non mancherò di mettervi anche le loro foto. :P
Quindi! Si accettano numerosi suggerimenti! Orsù, spremetevi le meningi e commentate con la coppia di nomi!
Stamattina ho ricevuto una chiamata che non mi sarei mai aspettata di ricevere.
Dovete sapere che, durante le mie ormai abituali passeggiate con i cani del canile della mia città, mi sono particolarmente affezionata a due cagnolini, due fratelli.
Dopo una sapiente opera di convincimento, ero riuscita a convincere i miei genitori a prenderli entrambi...ma purtroppo avevo dovuto rinunciare perché i loro padroni erano stati ritrovati.
E dico ritrovati perché non li avevano minimamente cercati, sono stati beccati unicamente dopo un'indagine piuttosto complicata sul microchip e la storia della loro "perdita" sembrava molto simile ad un abbandono. Comunque, questi tizi avevano proclamato la loro "gioia" per il ritrovamento ed avevano chiesto un po' di tempo per preparare un nuovo recinto, affermando che non li avevano abbandonati perché sono cani di valore.
Nonostante questa notizia, avevo lasciato ugualmente il mio contatto ai responsabili del canile, perché nemmeno loro erano molto convinti della buona fede di codesti signori.
Ed infatti oggi mi hanno chiamato chiedendomi se ero ancora disponibile a prenderli con me: gioia e tripudio nella mia umile dimora! Molto probabilmente li porteremo a casa mercoledì pomeriggio, ma in questo breve lasso di tempo c'è un mega problemone da risolvere: il nome!
Attualmente vengono chiamati Bred e Brad, ma non rispondono al richiamo: probabilmente, e a ragione, gli fanno schifo. :P
Ecco quindi che chiedo aiuto a voi navigatori del Bestiario! Mi servono due nomi che possono essere associati a due fratelli, quasi gemelli. Per aiutarvi vi descriverò un pochino i cani: sono due Springer Welsh Spaniel, maschi, abbastanza giovani. Uno dei due ha il pelo un po' più ondulato sulle orecchie e la schiena quasi tutta bianca, mentre l'altro ha il pelo liscio e due macchie marroni sulla schiena.
Ovviamente entrambi sono dolcissimi e sono attenti al minimo rumore, essendo due cani da caccia.
Sono simili al cane del quale vi metto proprio qui sotto la foto (stessa razza):
Ovviamente in futuro non mancherò di mettervi anche le loro foto. :PQuindi! Si accettano numerosi suggerimenti! Orsù, spremetevi le meningi e commentate con la coppia di nomi!
24 agosto 2007
A ruota libera
Buonasera,
in questo momento non so proprio cosa scrivere ma ho deciso di farlo ugualmente per ingannare un po' il tempo. Ovviamente so per certo che, essendo fondamentalmente fulminata mentale, al 99% mi capiterà di trovare un argomento sul quale sproloquiare come mio solito.
E vi posso assicurare che sono "logorroica" unicamente nel mondo virtuale. Questo perché solitamente, nel mondo reale, trovo difficile e a volte controproducente per la mia posizione professionale il lasciar vagare la mente. Molto spesso ho notato che si tende ad evitare di parlare di argomenti di un certo spessore, limitandosi a parlottare del più e del meno, soprattutto in un contesto lavorativo. E a volte mi intristisco sentendo le solite battute, da satira aziendale, od i soliti discorsi sulle vicissitudini personali.
Ma dico io, ma una volta che si parli di temi scottanti, come le esperienze extra-corporee (letto i recenti articoli sui più famosi quotidiani online?), le differenze tra le varie culture mondiali, la devastazione psico-fisica derivante dalla stitichezza, le prospettive di vita per le specie in via d'estinzione e così via...
Lo so, possono sembrare delle cretinate, ma almeno sono argomenti inusuali, che attirano l'attenzione. "Che film hai visto ieri?" "Hai visto come è vestita quella?" "Ma lo sai che tizia se la fa con caio che non è suo marito sempronio?" "Ci sei mai andato in questo locale?"...e PUFF! Il mio cervello si disinteressa completamente ed inizio a vagare in perfetta solitudine nelle praterie dei why e because della mia immaginazione. Sì, perché purtroppo per me ho una fervida immaginazione: se fossi stata meno scansafatiche a quest'ora avrei rivoluzionato il mondo, altro che giapponesi!
Infatti ho in cantiere una ventina di progetti, arenati temporaneamente per mancanza di tempo, voglia e strumenti.
Ad ogni modo, questi miei meravigliosi excursus non si addicono alle menti di comuni mortali ma solo ad un popolo eletto, quello che visita queste pagine virtuali e che, se non scappa ululando e aggrappandosi al tasto back del navigatore, rimarrà letteralmente strabiliato da quanto possa essere inconoscibile la mente umana.
Dopo 7 minuti dalla stesura iniziale del post...
Ho letto svariate volte quello che ho scritto e non ho ancora capito il senso di queste mie frasi...
...forse dovrei andare a dormire!
Buonanotte!
in questo momento non so proprio cosa scrivere ma ho deciso di farlo ugualmente per ingannare un po' il tempo. Ovviamente so per certo che, essendo fondamentalmente fulminata mentale, al 99% mi capiterà di trovare un argomento sul quale sproloquiare come mio solito.
E vi posso assicurare che sono "logorroica" unicamente nel mondo virtuale. Questo perché solitamente, nel mondo reale, trovo difficile e a volte controproducente per la mia posizione professionale il lasciar vagare la mente. Molto spesso ho notato che si tende ad evitare di parlare di argomenti di un certo spessore, limitandosi a parlottare del più e del meno, soprattutto in un contesto lavorativo. E a volte mi intristisco sentendo le solite battute, da satira aziendale, od i soliti discorsi sulle vicissitudini personali.
Ma dico io, ma una volta che si parli di temi scottanti, come le esperienze extra-corporee (letto i recenti articoli sui più famosi quotidiani online?), le differenze tra le varie culture mondiali, la devastazione psico-fisica derivante dalla stitichezza, le prospettive di vita per le specie in via d'estinzione e così via...
Lo so, possono sembrare delle cretinate, ma almeno sono argomenti inusuali, che attirano l'attenzione. "Che film hai visto ieri?" "Hai visto come è vestita quella?" "Ma lo sai che tizia se la fa con caio che non è suo marito sempronio?" "Ci sei mai andato in questo locale?"...e PUFF! Il mio cervello si disinteressa completamente ed inizio a vagare in perfetta solitudine nelle praterie dei why e because della mia immaginazione. Sì, perché purtroppo per me ho una fervida immaginazione: se fossi stata meno scansafatiche a quest'ora avrei rivoluzionato il mondo, altro che giapponesi!
Infatti ho in cantiere una ventina di progetti, arenati temporaneamente per mancanza di tempo, voglia e strumenti.
Ad ogni modo, questi miei meravigliosi excursus non si addicono alle menti di comuni mortali ma solo ad un popolo eletto, quello che visita queste pagine virtuali e che, se non scappa ululando e aggrappandosi al tasto back del navigatore, rimarrà letteralmente strabiliato da quanto possa essere inconoscibile la mente umana.
Dopo 7 minuti dalla stesura iniziale del post...
Ho letto svariate volte quello che ho scritto e non ho ancora capito il senso di queste mie frasi...
...forse dovrei andare a dormire!
Buonanotte!
23 agosto 2007
Al lavoro!
Ebbene sì signori e signore! Perle e porci! C**o e camicia!
La Compiuta Donzella del 2000, tranne una squallida quindicina di giorni a metà mese, ha lavorato per quasi tutto agosto! Tutto per i meritati 15 giorni di adorata vacanza nella seconda metà di settembre!
Mi ricordo dei bei vecchi tempi quando rimanevo a casa ad oziare da metà giugno fino a metà settembre (ovvero andavo a scuola): sveglia alle 10 del mattino, stravaccamento sul divano ancora per un'oretta, un'altra ora di gioco o di bicicletta e poi il pranzo...il pisolino pomeridiano, i giochi del pomeriggio, la merenda ed i cartoni animati...e poi la sera a guardare quello che passano le televisioni lamentandosi per il gran caldo...
...ovviamente mi riducevo a fare tutti i compiti delle vacanze nell'ultima settimana (quando avevo un po' di buona volontà).
Ora invece prendo il mio trenino per andare nel mio ufficio a programmare, con i miei capelli bianchi, vecchia e stanca, sognando la spiaggia rosea delle Bermuda sdraiata su un lettino con un mega bicchierone di succo tropicale in mano...
...oppure seduta su un masso da parte ad un azzurrissimo laghetto di montagna, immersa nel silenzio della natura, con gli uccellini che cinguettano nel vicino bosco ed i Bambi che si avvicinano per bere l'acqua...
...oppure passeggiare per Parigi, sentendo l'odore delle baguette e delle brioche appena sfornate, osservando i pittori che immortalano su carta gli scorci della Senna o della Tour Eiffel...
Insomma, vorrei essere ovunque tranne che in ufficio (possibilmente in una bella isoletta del Sud :P ). Tra l'altro con gli sbalzi tremendi di temperatura nelle fredde Pianure del Nord (dove si trova la mia baita) di questi ultimi giorni la mia salute va a farsi friggere: un bel colpo di freddo 2 giorni fa ed un perfetto mal di testa derivante da torcicollo proprio in questo momento.
Spero che ve la passiate meglio di me...
La Compiuta Donzella del 2000, tranne una squallida quindicina di giorni a metà mese, ha lavorato per quasi tutto agosto! Tutto per i meritati 15 giorni di adorata vacanza nella seconda metà di settembre!
Mi ricordo dei bei vecchi tempi quando rimanevo a casa ad oziare da metà giugno fino a metà settembre (ovvero andavo a scuola): sveglia alle 10 del mattino, stravaccamento sul divano ancora per un'oretta, un'altra ora di gioco o di bicicletta e poi il pranzo...il pisolino pomeridiano, i giochi del pomeriggio, la merenda ed i cartoni animati...e poi la sera a guardare quello che passano le televisioni lamentandosi per il gran caldo...
...ovviamente mi riducevo a fare tutti i compiti delle vacanze nell'ultima settimana (quando avevo un po' di buona volontà).
Ora invece prendo il mio trenino per andare nel mio ufficio a programmare, con i miei capelli bianchi, vecchia e stanca, sognando la spiaggia rosea delle Bermuda sdraiata su un lettino con un mega bicchierone di succo tropicale in mano...
...oppure seduta su un masso da parte ad un azzurrissimo laghetto di montagna, immersa nel silenzio della natura, con gli uccellini che cinguettano nel vicino bosco ed i Bambi che si avvicinano per bere l'acqua...
...oppure passeggiare per Parigi, sentendo l'odore delle baguette e delle brioche appena sfornate, osservando i pittori che immortalano su carta gli scorci della Senna o della Tour Eiffel...
Insomma, vorrei essere ovunque tranne che in ufficio (possibilmente in una bella isoletta del Sud :P ). Tra l'altro con gli sbalzi tremendi di temperatura nelle fredde Pianure del Nord (dove si trova la mia baita) di questi ultimi giorni la mia salute va a farsi friggere: un bel colpo di freddo 2 giorni fa ed un perfetto mal di testa derivante da torcicollo proprio in questo momento.
Spero che ve la passiate meglio di me...
06 agosto 2007
La cura per la stitichezza
Buonasera a tutti voi affezionati lettori del Bestiario,
tornano i post di utilità comune, simili a Pubblicità Progresso, il cui unico scopo è di migliorare la vita di coloro che si soffermano a leggere queste pagine.
Ed è con vivo e vero piacere che stasera vi parlerò di un meraviglioso ritrovato tecnologico di ultima generazione che si candida a buon diritto come soluzione definitiva per un problema che flagella molte persone (in particolare donne). Come avete ben potuto evincere dal titolo, mi riferisco alla stitichezza, ovvero l'infausta "Sindrome del tappo dell'orso bruno", caratterizzata da acuto dolore e senso di pesantezza nonché anticamera alle terribili emorroidi.
Non mi soffermo sulla descrizione delle orde di persone che ogni giorno combattono questa difficilissima battaglia contro l'insufficienza di banda per effettuare l'onesto download verso l'amico water, ma mi accingo rapidamente, onde evitare un'inutile attesa dopo tanti dispiaceri anali, alla descrizione del salvavita (e non solo).
Pensato dapprima per l'alba dell'umanità, ovvero i bimbi, si sta progettando una sua estensione anche per gli adulti. Il suo utilizzo è semplice, intuitivo, ma la soddisfazione nell'usarlo è grande.
Si tratta del manufatto chiamato "Vasino del Re", prodotto dalla famosa ditta per l'infanzia Fisher Price. Si presenta come un vero e proprio trono, con seduta comoda e gambe sganciabili, e già ad un primo sguardo invita alla realizzazione dei propri bisogni primari.
Ma la vera rivoluzione sta nel sonoro.
Esso infatti è un vasino musicale: alla prima seduta parte un effetto sonoro precursore della gioia waterale, come il noto colpo di pistola che annuncia la partenza di una gara di atletica, mentre quando viene completato il download di ogni singolo file ecco iniziare i festeggiamenti a suon di fanfara! Per restare in tema con la similitudine agonistica, un po' come l'inno nazionale suonato per il vincitore della gara!
L'assegnazione di una dimensione ludica a questo momento delicato può riuscire ad abbattere le barriere dei why e because dolorosi che circondano il povero stitico. La fanfara è anche un'iniezione di fiducia che incita al raggiungimento della vittoria finale, con relativo bagno della vaschetta prima del bagno di folla all'uscita del bagno (adoro la parola bagno!).
E' anche vero che tale soluzione può rappresentare un'arma a doppio taglio.
Si può incorrere infatti in quella che viene definita "ansia da prestazione": l'obiettivo è il sentire la fanfara ma se si fallisce al primo sforzo allora entra in gioco un meccanismo psicologico tale per cui il non udire alcuna musica spinge all'abbattimento e al senso di inadeguatezza. Terribile se in casa si hanno due bagni con due Vasini del Re e mentre si è concentrati ed imperlati di sudore per lo sforzo si sente una vera e propria sinfonia provenire dall'altro centro di download. A questo punto potrebbe anche subentrare una sindrome detta da "invidia della fanfara", molto dannosa e portatrice di maldicenze ed infelicità.
Si consiglia invece l'uso del buon vecchio amico water in caso di dissenteria: il prolungarsi dell'esecuzione della fanfara potrebbe far scatenare l'ira dei vicini, i quali non esiterebbero a denunciarvi per disturbo alla quiete pubblica.
Oltre ad essere un ottimo rimedio per la stitichezza, l'uso del Vasino del Re può anche trasformarsi in un momento di relax e felicità: inframezzare la musichetta prodotta dal nostro tecnologicamente avanzato vasino con suoni naturali di origine intestinale può esplicarsi in una meravigliosa cacofonia (mai termine fu più azzeccato) armoniosa.
Ah, parlare di tutte queste teorie mi ha scatenato un leggero imbarazzo fisico.
Vogliate scusarmi, ma adesso mi dirigo nel mio studio a dirigere l'orchestra da camera...o meglio da bagno. :P
tornano i post di utilità comune, simili a Pubblicità Progresso, il cui unico scopo è di migliorare la vita di coloro che si soffermano a leggere queste pagine.
Ed è con vivo e vero piacere che stasera vi parlerò di un meraviglioso ritrovato tecnologico di ultima generazione che si candida a buon diritto come soluzione definitiva per un problema che flagella molte persone (in particolare donne). Come avete ben potuto evincere dal titolo, mi riferisco alla stitichezza, ovvero l'infausta "Sindrome del tappo dell'orso bruno", caratterizzata da acuto dolore e senso di pesantezza nonché anticamera alle terribili emorroidi.
Non mi soffermo sulla descrizione delle orde di persone che ogni giorno combattono questa difficilissima battaglia contro l'insufficienza di banda per effettuare l'onesto download verso l'amico water, ma mi accingo rapidamente, onde evitare un'inutile attesa dopo tanti dispiaceri anali, alla descrizione del salvavita (e non solo).
Pensato dapprima per l'alba dell'umanità, ovvero i bimbi, si sta progettando una sua estensione anche per gli adulti. Il suo utilizzo è semplice, intuitivo, ma la soddisfazione nell'usarlo è grande.
Si tratta del manufatto chiamato "Vasino del Re", prodotto dalla famosa ditta per l'infanzia Fisher Price. Si presenta come un vero e proprio trono, con seduta comoda e gambe sganciabili, e già ad un primo sguardo invita alla realizzazione dei propri bisogni primari.
Ma la vera rivoluzione sta nel sonoro.
Esso infatti è un vasino musicale: alla prima seduta parte un effetto sonoro precursore della gioia waterale, come il noto colpo di pistola che annuncia la partenza di una gara di atletica, mentre quando viene completato il download di ogni singolo file ecco iniziare i festeggiamenti a suon di fanfara! Per restare in tema con la similitudine agonistica, un po' come l'inno nazionale suonato per il vincitore della gara!
L'assegnazione di una dimensione ludica a questo momento delicato può riuscire ad abbattere le barriere dei why e because dolorosi che circondano il povero stitico. La fanfara è anche un'iniezione di fiducia che incita al raggiungimento della vittoria finale, con relativo bagno della vaschetta prima del bagno di folla all'uscita del bagno (adoro la parola bagno!).
E' anche vero che tale soluzione può rappresentare un'arma a doppio taglio.
Si può incorrere infatti in quella che viene definita "ansia da prestazione": l'obiettivo è il sentire la fanfara ma se si fallisce al primo sforzo allora entra in gioco un meccanismo psicologico tale per cui il non udire alcuna musica spinge all'abbattimento e al senso di inadeguatezza. Terribile se in casa si hanno due bagni con due Vasini del Re e mentre si è concentrati ed imperlati di sudore per lo sforzo si sente una vera e propria sinfonia provenire dall'altro centro di download. A questo punto potrebbe anche subentrare una sindrome detta da "invidia della fanfara", molto dannosa e portatrice di maldicenze ed infelicità.
Si consiglia invece l'uso del buon vecchio amico water in caso di dissenteria: il prolungarsi dell'esecuzione della fanfara potrebbe far scatenare l'ira dei vicini, i quali non esiterebbero a denunciarvi per disturbo alla quiete pubblica.
Oltre ad essere un ottimo rimedio per la stitichezza, l'uso del Vasino del Re può anche trasformarsi in un momento di relax e felicità: inframezzare la musichetta prodotta dal nostro tecnologicamente avanzato vasino con suoni naturali di origine intestinale può esplicarsi in una meravigliosa cacofonia (mai termine fu più azzeccato) armoniosa.
Ah, parlare di tutte queste teorie mi ha scatenato un leggero imbarazzo fisico.
Vogliate scusarmi, ma adesso mi dirigo nel mio studio a dirigere l'orchestra da camera...o meglio da bagno. :P
04 agosto 2007
Tutti seduti! Assisi!
Ok, il titolo era una bruttissima battuta sul significato italiano del nome della famosa città che ha dato i natali a San Francesco e Santa Chiara.
E che mi sono premurata di visitare quando luglio volgeva a termine.
E già, 4 splendidi giorni immersa nella meravigliosa atmosfera medievale di questo borgo arroccato su una collina umbra, tra suore missionarie, frati, boy-scout ed un branco del popolo dei trolley.
Assisi è davvero tenuta bene dai suoi abitanti, pulita, curata e dannatamente in salita o in discesa: mai in questo luogo la relatività la fa da padrone!
Piccola nota di sbigottimento: tutti i ristoranti (tranne un risto-pub) magicamente dalle 22 in poi non accettano più clienti, anche se l'orario di chiusura segnato sul cartello esterno indica le 23. Con grande rabbia della guaritrice, la quale, spinta dai morsi della fame e dai rimasugli nello stomaco del piccolo panino del pranzo, stava per devastare i ristoratori a suon di mazzate per recuperare un po' di cibo.
Ma tutto sommato, una volta scoperta questa abitudine, il paese si lascia piacevolmente vivere.
Un solo grande spavento alle 23.30 circa, quando, svoltato un angolo, ci siamo trovate di fronte un gruppo di una ventina di suore e due frati, che scendevano silenziosamente da una stradina stretta e ripida: per qualche secondo ho temuto di essere capitata nel bel mezzo di una distorsione temporale, incrociata con un bel film dell'orrore, ma fortunatamente le suore erano veramente suore e quindi non mi hanno scannata.
Forse un dì vi narrerò qualche altro aneddoto o facezia riguardo questa mia visita (come i cremini fritti, la tomba di San Francesco ed i piccioni kamikaze), ma per ora mi congedo: le mie ferie, seppur brevi dato che per il momento mi dovrò accontentare di 15 giorni, sono appena cominciate.
Finalmente l'ora è giunta!
E che mi sono premurata di visitare quando luglio volgeva a termine.
E già, 4 splendidi giorni immersa nella meravigliosa atmosfera medievale di questo borgo arroccato su una collina umbra, tra suore missionarie, frati, boy-scout ed un branco del popolo dei trolley.
Assisi è davvero tenuta bene dai suoi abitanti, pulita, curata e dannatamente in salita o in discesa: mai in questo luogo la relatività la fa da padrone!
Piccola nota di sbigottimento: tutti i ristoranti (tranne un risto-pub) magicamente dalle 22 in poi non accettano più clienti, anche se l'orario di chiusura segnato sul cartello esterno indica le 23. Con grande rabbia della guaritrice, la quale, spinta dai morsi della fame e dai rimasugli nello stomaco del piccolo panino del pranzo, stava per devastare i ristoratori a suon di mazzate per recuperare un po' di cibo.
Ma tutto sommato, una volta scoperta questa abitudine, il paese si lascia piacevolmente vivere.
Un solo grande spavento alle 23.30 circa, quando, svoltato un angolo, ci siamo trovate di fronte un gruppo di una ventina di suore e due frati, che scendevano silenziosamente da una stradina stretta e ripida: per qualche secondo ho temuto di essere capitata nel bel mezzo di una distorsione temporale, incrociata con un bel film dell'orrore, ma fortunatamente le suore erano veramente suore e quindi non mi hanno scannata.
Forse un dì vi narrerò qualche altro aneddoto o facezia riguardo questa mia visita (come i cremini fritti, la tomba di San Francesco ed i piccioni kamikaze), ma per ora mi congedo: le mie ferie, seppur brevi dato che per il momento mi dovrò accontentare di 15 giorni, sono appena cominciate.
Finalmente l'ora è giunta!
19 luglio 2007
Fumi di mezza estate
Non temete gente, sono viva e vegeta, anche se estremamente provata dal terribile caldo di questi giorni!
Ad ogni respiro che espiro sento che un'altra piccola parte della mia massa cerebrale se ne va verso i pascoli celesti. Come ogni processore che si rispetti (anche se umanoide), con una temperatura troppo elevata e senza la presenza di un ventolozzo e di un dissipatore adeguato, tendo a perdere cognizione della mia esistenza e a sparare cavolate a manetta.
E sì che per avere delle speranze di sopravvivenza (seppur limitate), prima dell'arrivo del caldo torrido, ho spostato il mio piccì dalla veranda (detta anche il forno crematorio) alla mia cameretta.
Ogni tanto entra un pochino di arietta, anche se sembra essere appena uscita da un phon, ma c'è un grosso inconveniente che turba le mie serate: la presenza dei nuovi vicini dell'appartamento dell'ultimo piano del palazzo accanto a casa mia. Una coppia di ragazzetti appena sposati che non hanno alcuna idea delle regole della buona educazione. Ed ecco quindi che mi sento quasi un pesce nell'acquario quando si affacciano dal loro balcone (posto in altezza un piano sopra la finestra della mia camera) e si adagiano mollemente sulla ringhiera guardando insistentemente all'interno del mio rifugio estivo. Ho provato svariate tattiche per farli accorgere educatamente della loro maleducazione: dapprima ho tentato di ignorarli, poi mi sono messa a guardarli in modo prolungato mentre fissavano, ma niente da fare.
Allora ho tentato il sacrificio estremo, abbassando la tapparella vedendoli appollaiati fuori dalla finestra a osservare: dopo una ventina di minuti, in crisi respiratoria per il caldo e per la mancanza di ricircolo d'aria, ritiro su la tapparella...e dopo nemmeno 2 minuti si ripresentano più sfacciati di prima.
Giustamente poi una coppia di sposini è solita invitare amici a visitare la loro nuova casa. Ed infatti, essendo loro tamarri fino al midollo, invitano mandrie di mentecatti che si uniscono a loro sul balcone. Ultimamente tutto sta diventando molto più irritante, dato che a volte odo anche dei "PSSST" oppure degli "EHIIII" che tento di ignorare ma che mi fanno girare troppo le ovaie.
E come se non bastasse, il colpo di grazia è stato inferto martedì quando, nell'unico giorno di riposo preso prima di un tour infernale per la pubblicazione di un sito, sono stata svegliata alle 10 di mattino dalle canzoni sparate a tutto volume di Gigi D'Alessio.
Non ho nulla contro Gigi D'Alessio ma...se c'è un cantante che mi scatena conati di vomito e dissenteria è proprio lui.
Vedere e sentire questa coppia di suin...ehm...sposini mi fa girovagare la mente nelle distese incognite dei why e because della vita, spingendomi a chiedermi che ne sarà del futuro della nostra povera Italia quando le nuove generazioni rigettano ogni forma di rispetto verso gli altri. Il buon vecchio Locke diceva che "la mia libertà finisce dove inizia la tua" ma a quanto pare i prepotenti allargano senza pietà il loro territorio e pretendono che questa usurpazione sia innegabilmente corretta e giusta. Con quale arroganza si alterano ed urlano dietro alla signora ottantenne che abita sotto di loro quando questa le fa notare che, se devono fare dei lavori in casa, non dovrebbero utilizzare l'acqua in comune, prendendola con un lungo tubo di gomma dal giardino. E con quale strafottenza lavano il loro balcone facendo precipitare l'acqua zozza sopra le lenzuola della povera signora.
In quel mentre, conoscendo la coppia di vecchietti ormai da una vita, mi viene voglia di prendere un bazooka e sparare un bel razzo in casa loro, ma questo purtroppo non mi è consentito, come non pronuncio nemmeno un bell'insulto devastante nei loro confronti: purtroppo sono una persona educata e per me è importante anche il rispetto verso chi del rispetto non sa nemmeno la definizione.
Insomma, 'sti due mi hanno veramente scassato le ovaie e per giunta in un periodo dove sono facilmente irritabile perché non sopporto per un cavolo di niente questo dannatissimo caldo.
E ci si mettono pure queste fetentissime zanzare tigre, che fanno sembrare degli angioletti pure i temibili piranha. Oggi mia mamma è stata sbranata, stabilendo il record di una cinquantina di punture di zanzara in una ventina di minuti: io sono fuggita dal giardino dopo la quindicesima puntura e dopo aver ucciso sei insetti schifosi, pieni di sangue, sulla mia gamba sinistra.
Ok, sto delirando. Forse è meglio che vada a bere un bel po' di acqua gelida.
Alla prossima e abbiate fede: l'adorato inverno tornerà presto! (la speranza è sempre l'ultima a morire)
Ad ogni respiro che espiro sento che un'altra piccola parte della mia massa cerebrale se ne va verso i pascoli celesti. Come ogni processore che si rispetti (anche se umanoide), con una temperatura troppo elevata e senza la presenza di un ventolozzo e di un dissipatore adeguato, tendo a perdere cognizione della mia esistenza e a sparare cavolate a manetta.
E sì che per avere delle speranze di sopravvivenza (seppur limitate), prima dell'arrivo del caldo torrido, ho spostato il mio piccì dalla veranda (detta anche il forno crematorio) alla mia cameretta.
Ogni tanto entra un pochino di arietta, anche se sembra essere appena uscita da un phon, ma c'è un grosso inconveniente che turba le mie serate: la presenza dei nuovi vicini dell'appartamento dell'ultimo piano del palazzo accanto a casa mia. Una coppia di ragazzetti appena sposati che non hanno alcuna idea delle regole della buona educazione. Ed ecco quindi che mi sento quasi un pesce nell'acquario quando si affacciano dal loro balcone (posto in altezza un piano sopra la finestra della mia camera) e si adagiano mollemente sulla ringhiera guardando insistentemente all'interno del mio rifugio estivo. Ho provato svariate tattiche per farli accorgere educatamente della loro maleducazione: dapprima ho tentato di ignorarli, poi mi sono messa a guardarli in modo prolungato mentre fissavano, ma niente da fare.
Allora ho tentato il sacrificio estremo, abbassando la tapparella vedendoli appollaiati fuori dalla finestra a osservare: dopo una ventina di minuti, in crisi respiratoria per il caldo e per la mancanza di ricircolo d'aria, ritiro su la tapparella...e dopo nemmeno 2 minuti si ripresentano più sfacciati di prima.
Giustamente poi una coppia di sposini è solita invitare amici a visitare la loro nuova casa. Ed infatti, essendo loro tamarri fino al midollo, invitano mandrie di mentecatti che si uniscono a loro sul balcone. Ultimamente tutto sta diventando molto più irritante, dato che a volte odo anche dei "PSSST" oppure degli "EHIIII" che tento di ignorare ma che mi fanno girare troppo le ovaie.
E come se non bastasse, il colpo di grazia è stato inferto martedì quando, nell'unico giorno di riposo preso prima di un tour infernale per la pubblicazione di un sito, sono stata svegliata alle 10 di mattino dalle canzoni sparate a tutto volume di Gigi D'Alessio.
Non ho nulla contro Gigi D'Alessio ma...se c'è un cantante che mi scatena conati di vomito e dissenteria è proprio lui.
Vedere e sentire questa coppia di suin...ehm...sposini mi fa girovagare la mente nelle distese incognite dei why e because della vita, spingendomi a chiedermi che ne sarà del futuro della nostra povera Italia quando le nuove generazioni rigettano ogni forma di rispetto verso gli altri. Il buon vecchio Locke diceva che "la mia libertà finisce dove inizia la tua" ma a quanto pare i prepotenti allargano senza pietà il loro territorio e pretendono che questa usurpazione sia innegabilmente corretta e giusta. Con quale arroganza si alterano ed urlano dietro alla signora ottantenne che abita sotto di loro quando questa le fa notare che, se devono fare dei lavori in casa, non dovrebbero utilizzare l'acqua in comune, prendendola con un lungo tubo di gomma dal giardino. E con quale strafottenza lavano il loro balcone facendo precipitare l'acqua zozza sopra le lenzuola della povera signora.
In quel mentre, conoscendo la coppia di vecchietti ormai da una vita, mi viene voglia di prendere un bazooka e sparare un bel razzo in casa loro, ma questo purtroppo non mi è consentito, come non pronuncio nemmeno un bell'insulto devastante nei loro confronti: purtroppo sono una persona educata e per me è importante anche il rispetto verso chi del rispetto non sa nemmeno la definizione.
Insomma, 'sti due mi hanno veramente scassato le ovaie e per giunta in un periodo dove sono facilmente irritabile perché non sopporto per un cavolo di niente questo dannatissimo caldo.
E ci si mettono pure queste fetentissime zanzare tigre, che fanno sembrare degli angioletti pure i temibili piranha. Oggi mia mamma è stata sbranata, stabilendo il record di una cinquantina di punture di zanzara in una ventina di minuti: io sono fuggita dal giardino dopo la quindicesima puntura e dopo aver ucciso sei insetti schifosi, pieni di sangue, sulla mia gamba sinistra.
Ok, sto delirando. Forse è meglio che vada a bere un bel po' di acqua gelida.
Alla prossima e abbiate fede: l'adorato inverno tornerà presto! (la speranza è sempre l'ultima a morire)
17 giugno 2007
Hisashiburi ne?
Ovvero: da quanto tempo non ci si vedeva!
Ebbene, sono stata rapita da mille e più impegni, tra i quali i malvagissimi esami.
Però in tutto questo periodo di grandi affaticamenti c'è una nota che definire positiva è poco!
In un giorno di straordinario tripudio e gioia estrema, sono riuscita ad aggiudicarmi per la modica cifra di 24 € + 10 € di spedizione davvero un pezzo di storia del manga in Italia.
Sto parlando della prima edizione, anno 1993, di Video Girl Ai, edito da Starcomics come prima serie per Neverland. Ebbene sì, sulla mia mensola riposa il primo numero di Neverland. Ebbene sì, sulla mia mensola riposa il capolavoro di Masakazu Katsura. Ed i volumetti mi guardano, nella loro perfezione (sono stata fortunatissima perché sembrano essere appena usciti dalla fumetteria)...
La storia è veramente meravigliosa e sto leggendo questo manga leggendario (uah! Che gioco di parole!) cercando di non aprire troppo la copertina per non scollare le pagine (sì Vicky, non ti preoccupare :P ).
Ok ok, mi sa che devo tornare a studiare altrimenti finisco col cappio al collo!
Comunque non preoccupatevi: per ora non sono stata completamente sconfitta :P
Ebbene, sono stata rapita da mille e più impegni, tra i quali i malvagissimi esami.
Però in tutto questo periodo di grandi affaticamenti c'è una nota che definire positiva è poco!
In un giorno di straordinario tripudio e gioia estrema, sono riuscita ad aggiudicarmi per la modica cifra di 24 € + 10 € di spedizione davvero un pezzo di storia del manga in Italia.
Sto parlando della prima edizione, anno 1993, di Video Girl Ai, edito da Starcomics come prima serie per Neverland. Ebbene sì, sulla mia mensola riposa il primo numero di Neverland. Ebbene sì, sulla mia mensola riposa il capolavoro di Masakazu Katsura. Ed i volumetti mi guardano, nella loro perfezione (sono stata fortunatissima perché sembrano essere appena usciti dalla fumetteria)...
La storia è veramente meravigliosa e sto leggendo questo manga leggendario (uah! Che gioco di parole!) cercando di non aprire troppo la copertina per non scollare le pagine (sì Vicky, non ti preoccupare :P ).
Ok ok, mi sa che devo tornare a studiare altrimenti finisco col cappio al collo!
Comunque non preoccupatevi: per ora non sono stata completamente sconfitta :P
25 maggio 2007
Il water e l'HIV
Buonasera a tutti quanti!
Dovete sapere che ogni tanto controllo le keywords con le quali voi, miei adorati visitatori, giungete attraverso i motori di ricerca al Bestiario.
L'altro giorno sono rimasta piuttosto sbigottita nel constatare la presenza delle parole "tazza del water HIV".
Il senso di questa ricerca balza subito alla mente senza bisogno di analizzare per ore possibili interpretazioni: è possibile contrarre il virus dell'HIV attraverso il contatto con una tazza del water?
Non sapendo dare una risposta valida a questo quesito, ho deciso di contattare un medico mio conoscente per svelare l'arcano mistero.
Ovviamente, tenete ben presente che il Bestiario non è assolutamente un blog a carattere scientifico e quindi non prendete per oro colato tutto ciò che vi rivelerò, ma sappiate comunque che non sono andata a fare questa domanda al primo sprovveduto (quasi :P ).
Ebbene, data l'estrema debolezza del virus dell'HIV nelle condizioni ambientali, è estremamente, se non impossibile in circostanze reali, contrarlo attraverso il contatto con la tazza del water.
Per rimanere infettati, dovreste entrare in un bagno nel quale 30 secondi prima una persona affetta da HIV si è, per così dire, fisicamente soddisfatta da sola, lasciando il prodotto del suo fai da te proprio nel punto preciso dell'asse del water in cui posate la vostra chiappetta nuda con graffio sanguinante. E tutto ciò è altamente improbabile.
Il tempo di 30 secondi è molto approssimativo e sta ad indicare il lasso molto breve nel quale il virus può ancora considerarsi "attivo" e non schiattato. Comunque la spiegazione breve e circoncisa (onore ad Abatantuono :P ) riesce a dare un quadro abbastanza chiaro del contagio attraverso la tazza del water.
Ovvio che un trono non debitamente pulito, tutto tempestato di microbi e schifezze, è comunque coacervo di svariate malattie infettive e quindi, se proprio dovete sedervi, usate la sacra tecnica della carta igienica o dei fazzolettini di carta sopra la seduta.
E per puro scrupolo, quando vi liberate dei vostri pesi in bagni pubblici, non usate mai il primo pezzo di carta igienica che spunta dal porta rotolo, dato che può essere stato oggetto di manipolazione da parte del precedente utilizzatore. E non potete mai sapere che cosa cavolo ha fatto con quelle mani prima di toccare la soave carta igienica!
Eccoci dunque giunti all'agognata conclusione del "post progresso" del Bestiario: e che il water sia con voi!
Categorie: Varie
Dovete sapere che ogni tanto controllo le keywords con le quali voi, miei adorati visitatori, giungete attraverso i motori di ricerca al Bestiario.
L'altro giorno sono rimasta piuttosto sbigottita nel constatare la presenza delle parole "tazza del water HIV".
Il senso di questa ricerca balza subito alla mente senza bisogno di analizzare per ore possibili interpretazioni: è possibile contrarre il virus dell'HIV attraverso il contatto con una tazza del water?
Non sapendo dare una risposta valida a questo quesito, ho deciso di contattare un medico mio conoscente per svelare l'arcano mistero.
Ovviamente, tenete ben presente che il Bestiario non è assolutamente un blog a carattere scientifico e quindi non prendete per oro colato tutto ciò che vi rivelerò, ma sappiate comunque che non sono andata a fare questa domanda al primo sprovveduto (quasi :P ).
Ebbene, data l'estrema debolezza del virus dell'HIV nelle condizioni ambientali, è estremamente, se non impossibile in circostanze reali, contrarlo attraverso il contatto con la tazza del water.
Per rimanere infettati, dovreste entrare in un bagno nel quale 30 secondi prima una persona affetta da HIV si è, per così dire, fisicamente soddisfatta da sola, lasciando il prodotto del suo fai da te proprio nel punto preciso dell'asse del water in cui posate la vostra chiappetta nuda con graffio sanguinante. E tutto ciò è altamente improbabile.
Il tempo di 30 secondi è molto approssimativo e sta ad indicare il lasso molto breve nel quale il virus può ancora considerarsi "attivo" e non schiattato. Comunque la spiegazione breve e circoncisa (onore ad Abatantuono :P ) riesce a dare un quadro abbastanza chiaro del contagio attraverso la tazza del water.
Ovvio che un trono non debitamente pulito, tutto tempestato di microbi e schifezze, è comunque coacervo di svariate malattie infettive e quindi, se proprio dovete sedervi, usate la sacra tecnica della carta igienica o dei fazzolettini di carta sopra la seduta.
E per puro scrupolo, quando vi liberate dei vostri pesi in bagni pubblici, non usate mai il primo pezzo di carta igienica che spunta dal porta rotolo, dato che può essere stato oggetto di manipolazione da parte del precedente utilizzatore. E non potete mai sapere che cosa cavolo ha fatto con quelle mani prima di toccare la soave carta igienica!
Eccoci dunque giunti all'agognata conclusione del "post progresso" del Bestiario: e che il water sia con voi!
Categorie: Varie
16 maggio 2007
La rinascita di Sparlanime!
Allegria amici del Bestiario!
Dopo anni di purgatorio nel dimenticatoio, finalmente riprende vita l'augusto blog di Sparlanime!
Cos'è? Beh, era un sitarello bloggoso inaugurato nel lontano 2003 dalla vostra beneamata Compiuta Donzella del 2000 e da un Pelato P2, per gli amici Piddue. In esso ogni tanto, con cadenza variabile direttamente proporzionale al tempo libero, sparavamo qualche considerazione o qualche cretinata su qualche anime (avrò fatto qualche ripetizione?).
Ora al nostro team di dementi part-time si è aggiunta anche la mitica guaritrice, la quale, essendo persona compassata e di indubbio spessore culturale, omaggerà il popolo degli internauti non con cretinate devastanti (come invece sono solita fare) ma con considerazioni critiche e rivelatrici. Insomma, sarà l'Oracolo di Sparlanime!
Comunque è interessante vedere come alcuni degli anime che in quei tempi erano sconosciuti in Italia, vedi Naruto, siano diventati di dominio pubblico: ovvero i bambini delle elementari durante l'intervallo giocano a massacrarsi di botte e a lanciarsi matite come se fossero coltelli. Altri invece sono tuttora un'incognita per il grande pubblico...e per certi titoli non posso fare a meno che dire "Meno male!".
Se per caso in un giorno o nell'altro non aveste un cavolo di niente da fare (ma anche se lo doveste avere :P ), inciampate pure in Sparlanime, ovviamente dopo essere passati a trovarmi qui nel Bestiario :P
Per oggi è tutto! Nei prossimi giorni ritroverete qui nel Bestiario un "post progresso" di carattere scientifico, ma anche scementifico: ok, sto creando un po' di suspence per l'ennesima cretinata, ma concedetemi almeno questo! ^__^ V
Andate in pace e bestialate per tutti! (hmmm...potrei anche usarlo come motto finale!)
Categorie: Internet
Dopo anni di purgatorio nel dimenticatoio, finalmente riprende vita l'augusto blog di Sparlanime!
Cos'è? Beh, era un sitarello bloggoso inaugurato nel lontano 2003 dalla vostra beneamata Compiuta Donzella del 2000 e da un Pelato P2, per gli amici Piddue. In esso ogni tanto, con cadenza variabile direttamente proporzionale al tempo libero, sparavamo qualche considerazione o qualche cretinata su qualche anime (avrò fatto qualche ripetizione?).
Ora al nostro team di dementi part-time si è aggiunta anche la mitica guaritrice, la quale, essendo persona compassata e di indubbio spessore culturale, omaggerà il popolo degli internauti non con cretinate devastanti (come invece sono solita fare) ma con considerazioni critiche e rivelatrici. Insomma, sarà l'Oracolo di Sparlanime!
Comunque è interessante vedere come alcuni degli anime che in quei tempi erano sconosciuti in Italia, vedi Naruto, siano diventati di dominio pubblico: ovvero i bambini delle elementari durante l'intervallo giocano a massacrarsi di botte e a lanciarsi matite come se fossero coltelli. Altri invece sono tuttora un'incognita per il grande pubblico...e per certi titoli non posso fare a meno che dire "Meno male!".
Se per caso in un giorno o nell'altro non aveste un cavolo di niente da fare (ma anche se lo doveste avere :P ), inciampate pure in Sparlanime, ovviamente dopo essere passati a trovarmi qui nel Bestiario :P
Per oggi è tutto! Nei prossimi giorni ritroverete qui nel Bestiario un "post progresso" di carattere scientifico, ma anche scementifico: ok, sto creando un po' di suspence per l'ennesima cretinata, ma concedetemi almeno questo! ^__^ V
Andate in pace e bestialate per tutti! (hmmm...potrei anche usarlo come motto finale!)
Categorie: Internet
12 maggio 2007
La regina dei nippo-tamarri: KOTOKO!
Buonasera a tutti quanti!
Visto la lunga assenza di post, ritorno in grande stile col colpo di scema!
Ed ecco a voi, per la prima volta sulle pagine del Bestiario, la regina dei nippo-tamarri: KOTOKO! (deejavu del titolo!)
Chi non sa chi sia costei si cosparga il capo di cenere e per finire vada a stringere con forza e decisione la coda di una puzzola!
Ma per voi e solo per voi, poveri piccioli mortali, la Compiuta Donzella del 2000 fornirà qualche breve notiziola!
KOTOKO è una cantante ma anche cantautrice. E già sento le rotelline del cervello di qualcuno cigolare "E' la Carmen Consoli del Giappone?". No, direi proprio di no.
Truzza fin nel profondo del suo midollo, è nata il 19 Gennaio di un anno non precisato a Sapporo: ricordatevi che alle signore non si chiede mai l'età!
Si narra che fosse fissata e tamarra fin dalle elementari, tant'è che si è fatta tutte le audizioni possibili ed immaginabili fino a quando non riesce nel 2000 a sfondare...come cantante di sigle di giochi hentai, curati dai produttori I've Sound.
Questa donna, che truccata pare fichissima ma che in realtà deve essere una racchia stratosferica, ha inanellato una miriade di singoli e 5 album, ma al grande pubblico degli appassionati di anime è nota per essere stata la voce delle sigle di Kannazuki no Miko, Onegai Teacher, Starship Operators, Maria-sama ga Miteru, Shakugan no Shana ecc. ecc.
Ma passiamo alla canzone il cui video vi sto per proporre (con grande dispiacere di Vicky: tiè!)!
Si tratta di Re-Sublimity, utilizzata come opening dell'anime Kannazuki no Miko. E' veramente ma veramente tamarra ed il video non è da meno, con la mitica KOTOKO vestita completamente da rotoli di carta igienica!
L'ho scelta perché comunque la melodia è molto bella ma soprattutto perché mi piace un casino ballarla con lo Stepmania! Come al solito, trovere sotto il video il testo con relativa traduzione!
Buona visione a tutti e mi raccomando: niente incubi stanotte!
Re-sublimity (testo e traduzione prelevati dal sito www.animelyrics.com )
Haruka ni sotto yurameku urei Kattou no kioku ni ugokasare Mabuta ni zutto haritsuku shiroi zekkyou ni kogoeta
Shizumu tsuki no mayoi Sonzai wa tashikani Ima koko ni Matte iru no wa Namida nado mou nagasanai Tada dakiaeru shunkan
Ienai... Kikenai... Mienai... Maboroshi dake Toki no mukou kawa e to nagasarete Mayoigo ni naru Yurusenu negai Koe dake... Yubi dake... Chikazuku ondo dake... Todokanu omoi ga Chigirarete yokaze wo someru
Soko wa kitto mayakashi to guuzou datte ki ga tsuiteta Sore nanoni fukai zassou no naka Amai mi futto mi wo yudaneta
Noboru taiyou no mayoi Guuzen wa hisoka ni shikumareta Isso hitsuzen Me no mae ni ima sarasareta Fukaku ni yugamu kanjou
Nakenai... Kosenai... Wakaranai... Ketsumatsu nado Doko e yukoutomo Tada kimi dake wo mamoritakute Sakaratteiru Ima dake... Kako dake... Tsugunau mirai dake Sukueru no naraba Kare hatete kietemo ii to
Ienai... Kikenai... Mienai... Maboroshi dake Toki no mukou kawa e to nagasarete Moyoigo ni naru Yurusenu negai Koe dake... Yubi dake... Chikazuku ondo dake... Todokanu omoi ga Chigirarete yokaze wo someru Kare hatete kietemo ii to Kimi dake no hikari ni naru to
Traduzione
Moving the slowly unfolding, distressing troubles from afar that were in the past Strongly closing the eyelids, the white screams have frozen
The confusion of the setting moon Surely my existence is here now Waiting for me There's no more tears to cry When the moment comes when we embrace each other
Unspoken, unheard, unseen, just an illusion Flowing towards the other side of time, becoming like a lost child, an unforgiven wish Only voice, only fingers, only the approaching warmth Unspoken thoughts get tainted by the shredded night wind
I had realised that it was only a deception - an image, right there But even that, inside the deep bush my body longed for the sweet fruit inside
The confusion of the rising sun Coincidence plotted silently Rather necessary Now it has unfolded in front of me A feeling that fails to be shaken
Without tears, unbreached, incomprehensive, our ending and the like No matter where we will go you are the one who I betray, while wanting to protect Only inthe present, only in the past, only in the future I have to compensate for It’s better if I vanish and disappear, if it is to save you
Unspoken, unheard, unseen, just an illusion Flowing towards the other side of time, becoming like a lost child, an unforgiven wish Only voice, only fingers, only the approaching warmth Unspoken thoughts get tainted by the shredded night wind It’s better if I vanish and disappear So that I will be your sole light
Categorie: Musica | Giappone
Visto la lunga assenza di post, ritorno in grande stile col colpo di scema!
Ed ecco a voi, per la prima volta sulle pagine del Bestiario, la regina dei nippo-tamarri: KOTOKO! (deejavu del titolo!)
Chi non sa chi sia costei si cosparga il capo di cenere e per finire vada a stringere con forza e decisione la coda di una puzzola!
Ma per voi e solo per voi, poveri piccioli mortali, la Compiuta Donzella del 2000 fornirà qualche breve notiziola!
KOTOKO è una cantante ma anche cantautrice. E già sento le rotelline del cervello di qualcuno cigolare "E' la Carmen Consoli del Giappone?". No, direi proprio di no.
Truzza fin nel profondo del suo midollo, è nata il 19 Gennaio di un anno non precisato a Sapporo: ricordatevi che alle signore non si chiede mai l'età!
Si narra che fosse fissata e tamarra fin dalle elementari, tant'è che si è fatta tutte le audizioni possibili ed immaginabili fino a quando non riesce nel 2000 a sfondare...come cantante di sigle di giochi hentai, curati dai produttori I've Sound.
Questa donna, che truccata pare fichissima ma che in realtà deve essere una racchia stratosferica, ha inanellato una miriade di singoli e 5 album, ma al grande pubblico degli appassionati di anime è nota per essere stata la voce delle sigle di Kannazuki no Miko, Onegai Teacher, Starship Operators, Maria-sama ga Miteru, Shakugan no Shana ecc. ecc.
Ma passiamo alla canzone il cui video vi sto per proporre (con grande dispiacere di Vicky: tiè!)!
Si tratta di Re-Sublimity, utilizzata come opening dell'anime Kannazuki no Miko. E' veramente ma veramente tamarra ed il video non è da meno, con la mitica KOTOKO vestita completamente da rotoli di carta igienica!
L'ho scelta perché comunque la melodia è molto bella ma soprattutto perché mi piace un casino ballarla con lo Stepmania! Come al solito, trovere sotto il video il testo con relativa traduzione!
Buona visione a tutti e mi raccomando: niente incubi stanotte!
Re-sublimity (testo e traduzione prelevati dal sito www.animelyrics.com )
Haruka ni sotto yurameku urei Kattou no kioku ni ugokasare Mabuta ni zutto haritsuku shiroi zekkyou ni kogoeta
Shizumu tsuki no mayoi Sonzai wa tashikani Ima koko ni Matte iru no wa Namida nado mou nagasanai Tada dakiaeru shunkan
Ienai... Kikenai... Mienai... Maboroshi dake Toki no mukou kawa e to nagasarete Mayoigo ni naru Yurusenu negai Koe dake... Yubi dake... Chikazuku ondo dake... Todokanu omoi ga Chigirarete yokaze wo someru
Soko wa kitto mayakashi to guuzou datte ki ga tsuiteta Sore nanoni fukai zassou no naka Amai mi futto mi wo yudaneta
Noboru taiyou no mayoi Guuzen wa hisoka ni shikumareta Isso hitsuzen Me no mae ni ima sarasareta Fukaku ni yugamu kanjou
Nakenai... Kosenai... Wakaranai... Ketsumatsu nado Doko e yukoutomo Tada kimi dake wo mamoritakute Sakaratteiru Ima dake... Kako dake... Tsugunau mirai dake Sukueru no naraba Kare hatete kietemo ii to
Ienai... Kikenai... Mienai... Maboroshi dake Toki no mukou kawa e to nagasarete Moyoigo ni naru Yurusenu negai Koe dake... Yubi dake... Chikazuku ondo dake... Todokanu omoi ga Chigirarete yokaze wo someru Kare hatete kietemo ii to Kimi dake no hikari ni naru to
Traduzione
Moving the slowly unfolding, distressing troubles from afar that were in the past Strongly closing the eyelids, the white screams have frozen
The confusion of the setting moon Surely my existence is here now Waiting for me There's no more tears to cry When the moment comes when we embrace each other
Unspoken, unheard, unseen, just an illusion Flowing towards the other side of time, becoming like a lost child, an unforgiven wish Only voice, only fingers, only the approaching warmth Unspoken thoughts get tainted by the shredded night wind
I had realised that it was only a deception - an image, right there But even that, inside the deep bush my body longed for the sweet fruit inside
The confusion of the rising sun Coincidence plotted silently Rather necessary Now it has unfolded in front of me A feeling that fails to be shaken
Without tears, unbreached, incomprehensive, our ending and the like No matter where we will go you are the one who I betray, while wanting to protect Only inthe present, only in the past, only in the future I have to compensate for It’s better if I vanish and disappear, if it is to save you
Unspoken, unheard, unseen, just an illusion Flowing towards the other side of time, becoming like a lost child, an unforgiven wish Only voice, only fingers, only the approaching warmth Unspoken thoughts get tainted by the shredded night wind It’s better if I vanish and disappear So that I will be your sole light
Categorie: Musica | Giappone
01 maggio 2007
I giorni passano...
Buona sera a tutti!
A partire da oggi siamo nel mese di maggio, giusto?
Bene! Oggi, primo maggio, festa dei lavoratori...è un giorno come un altro per me.
Come da titolo del post, i giorni della mia vita continuano a passare, uno dopo l'altro...
Adesso si sta per scatenare un bel temporalozzo, quindi mi sembra lecito lasciare vagare un po' la mente in libertà prima di riportarla nell'ovile (sì, ho una testa di pecora).
Ho un sacco di progetti di programmazione da portare avanti ma per adesso sto cercando di consolidare le mie basi teoriche. Infatti ho scovato un framework interessante, tale symfony, che, se padroneggiato in modo approfondito, mi potrebbe permettere di costruire un'applicazione web in pochi giorni. Eh già, sempre i giorni...
...infatti ogni giorno mi salta in testa un'idea nuova, commercialmente valida, da poter sfruttare per dare un salto di qualità alla mia vita. Peccato che io sia una persona fondamentalmente pigra, svogliata, accidiosa e chi più ne ha più ne metta.
Ecco quindi che mi ritrovo sempre impantanata in questo limbo creativo.
Se il giorno fosse di 40 ore probabilmente potrei dedicare più tempo a questi progetti...ma che sto dicendo? Al 99,9% sfrutterei quelle ore per fare tutt'altro. Che testa di rapa che sono...
Comunque!
Carissimi lettori/trici del Bestiario, come va? E' da un po' che non ci si sente! Non so quantificare il "po'" perché la mia memoria fa schifo e non ho la minima idea del giorno in cui ho scritto l'ultimo post. Ultimamente mi sono anche spaccata la testa nel tentare di configurare in modo soddisfacente quel fetentone di Apache 2 su Ubuntu. Essendo una figlia del DOS, lavorare in *nix non è molto frustrante in sé, ma lo sono i piccoli contrattempi nei quali incorro. Primi fra tutti i permessi. Attualmente so come cambiare permessi ed owner di una directory e di tutti i file in essa contenuti (chmod permesso -R nome cartella e chown -R utente cartella: sempre se mi ricordo bene), ma non ho ancora afferrato l'arcano mistero che mi consenta di creare un file con permessi uguali a quelli della cartella. Immaginatevi voi che casino è far girare Apache quando non si è esperti nel campo dei permessi.
E proprio il framework symfony sfrutta alla grande la creazione di file e directory per conto suo, che all'improvviso si ritrovano dei permessi e degli owner che non consentono la lettura di Apache.
Maledetti. -___-
Dal lato Winzozz almeno metto a posto la spunta nella scheda delle proprietà del file ed il gioco è fatto. Ok, per il resto fa schifo, ma almeno non perdo la pazienza all'inizio dello sviluppo, mandando a farsi benedire il mio istinto creativo.
Sto anche tentando di resuscitare il mio bonsai, una Zelkova che ha deciso di tirare le cuoia dopo un anno di fedele fogliame. Ha perso tutte le foglie. Il mio piccolo Bonchan non deve morire *T__T* Qualcuno lo salvi! *T__T*
Mio padre oggi gli ha tagliato un po' le radici, ha cambiato la terra e lo ha innaffiato abbondantemente. Speriamo si riprenda.
Ok, ho scritto una bella compilation di cavolate. Forse un giorno aprirò un bel blog di racconti rosa, in stile Harmony, così magari ci saranno più frequenti visitatori: il Bestiario purtroppo, o per fortuna, è una specie di proiezione della mia mente, senza un'impronta caratterizzante. Potete ben comprendere quello che ho scritto leggendo l'elenco delle categorie. Un'accozzaglia paurosa di temi. Ma vabbé, fra pochi giorni forse farò rinascere un altro mio vecchio blog dimenticato, realizzato insieme ad un altro fulminato mentale come me, facendo entrare in squadra anche un'anima affine.
Ma solo il passare dei giorni potrà constatare la realtà delle mie affermazioni. (che frase finale del cavolo)
A partire da oggi siamo nel mese di maggio, giusto?
Bene! Oggi, primo maggio, festa dei lavoratori...è un giorno come un altro per me.
Come da titolo del post, i giorni della mia vita continuano a passare, uno dopo l'altro...
Adesso si sta per scatenare un bel temporalozzo, quindi mi sembra lecito lasciare vagare un po' la mente in libertà prima di riportarla nell'ovile (sì, ho una testa di pecora).
Ho un sacco di progetti di programmazione da portare avanti ma per adesso sto cercando di consolidare le mie basi teoriche. Infatti ho scovato un framework interessante, tale symfony, che, se padroneggiato in modo approfondito, mi potrebbe permettere di costruire un'applicazione web in pochi giorni. Eh già, sempre i giorni...
...infatti ogni giorno mi salta in testa un'idea nuova, commercialmente valida, da poter sfruttare per dare un salto di qualità alla mia vita. Peccato che io sia una persona fondamentalmente pigra, svogliata, accidiosa e chi più ne ha più ne metta.
Ecco quindi che mi ritrovo sempre impantanata in questo limbo creativo.
Se il giorno fosse di 40 ore probabilmente potrei dedicare più tempo a questi progetti...ma che sto dicendo? Al 99,9% sfrutterei quelle ore per fare tutt'altro. Che testa di rapa che sono...
Comunque!
Carissimi lettori/trici del Bestiario, come va? E' da un po' che non ci si sente! Non so quantificare il "po'" perché la mia memoria fa schifo e non ho la minima idea del giorno in cui ho scritto l'ultimo post. Ultimamente mi sono anche spaccata la testa nel tentare di configurare in modo soddisfacente quel fetentone di Apache 2 su Ubuntu. Essendo una figlia del DOS, lavorare in *nix non è molto frustrante in sé, ma lo sono i piccoli contrattempi nei quali incorro. Primi fra tutti i permessi. Attualmente so come cambiare permessi ed owner di una directory e di tutti i file in essa contenuti (chmod permesso -R nome cartella e chown -R utente cartella: sempre se mi ricordo bene), ma non ho ancora afferrato l'arcano mistero che mi consenta di creare un file con permessi uguali a quelli della cartella. Immaginatevi voi che casino è far girare Apache quando non si è esperti nel campo dei permessi.
E proprio il framework symfony sfrutta alla grande la creazione di file e directory per conto suo, che all'improvviso si ritrovano dei permessi e degli owner che non consentono la lettura di Apache.
Maledetti. -___-
Dal lato Winzozz almeno metto a posto la spunta nella scheda delle proprietà del file ed il gioco è fatto. Ok, per il resto fa schifo, ma almeno non perdo la pazienza all'inizio dello sviluppo, mandando a farsi benedire il mio istinto creativo.
Sto anche tentando di resuscitare il mio bonsai, una Zelkova che ha deciso di tirare le cuoia dopo un anno di fedele fogliame. Ha perso tutte le foglie. Il mio piccolo Bonchan non deve morire *T__T* Qualcuno lo salvi! *T__T*
Mio padre oggi gli ha tagliato un po' le radici, ha cambiato la terra e lo ha innaffiato abbondantemente. Speriamo si riprenda.
Ok, ho scritto una bella compilation di cavolate. Forse un giorno aprirò un bel blog di racconti rosa, in stile Harmony, così magari ci saranno più frequenti visitatori: il Bestiario purtroppo, o per fortuna, è una specie di proiezione della mia mente, senza un'impronta caratterizzante. Potete ben comprendere quello che ho scritto leggendo l'elenco delle categorie. Un'accozzaglia paurosa di temi. Ma vabbé, fra pochi giorni forse farò rinascere un altro mio vecchio blog dimenticato, realizzato insieme ad un altro fulminato mentale come me, facendo entrare in squadra anche un'anima affine.
Ma solo il passare dei giorni potrà constatare la realtà delle mie affermazioni. (che frase finale del cavolo)
23 aprile 2007
Kagrra - Satsuki
Buongiorno a tutti o gente che non ha di meglio da fare se non leggere le cretinate che ogni tanto scrivo!
Oggi, dopo 10 giorni di assenza, ritorno proponendovi una perla della musica giapponese: un mix tra melodie tradizionali e strumenti moderni, amalgamato perfettamente.
Vi sto parlando di Satsuki dei Kagrra, gruppo j-rock attualmente in voga in Giappone: composto da 5 elementi (il cantante Isshi, i chitarristi Akiya e Shin, il bassista Nao ed il batterista Izumi), la band è nata nel 1998 con il nome di Crow, ma si è imposta sulla scena musicale giapponese solo nel 2000, con il nome di Kagrra e con l'album di esordio "Nue".
Per ulteriori informazioni, vi rimando al loro spazio ufficiale su MySpace.
Ed ecco a voi la quinta traccia del loro album San!
Come al solito, vi lascio il testo in Giapponese e la sua corrispondente traduzione in inglese, questa volta presa dal sito VideoUncovered ed eseguita da un tal suisui:
Kagrra
Satsuki
shizuku shitataru, garasu no mukou wa
aa, haruka tooku, hitomi ni utsuranai
aa, furueteiru, kioku ni motarete
koe wa tada todokazu ni, sono te o suri nukete yuku
namida wa mada koborezu ni, anata o omou dake
kasumu yuuhi ni kowareta ano hi no kakera
koe wa tada todokazu ni, sono te o suri nukete yuku
namida wa mada koborezu ni, anata o sagashiteiru
aa, haruka tooku, watashi no kokoro ga
aa, furueteiru, kokoro ga naiteiru
koe wa tada todokazu ni, sono te o suri nukete yuku
namida wa mada koborezu ni, anata o sagashiteiru
koe wa tada todokazu ni...
namida wa mada koborezu ni...
Traduzione:
Beyond the mirror, drops are dripping
Haa! So far and distant, your pupil doesn't reflect me
Haa! Shaking, I plunge into the memories
My mere voice can not reach you, slipping through your hands
My tears hasn't yet fallen, as I only think of you
Hazing in the setting sun the day broke in splinters
My mere voice can not reach you, slipping through your hands
My tears hasn't yet fallen, as I'm still looking for you
Haa! So far and distant, my heart is...
Haa! Shaking, my heart is crying
My mere voice can not reach you, slipping through your hands
My tears hasn't yet fallen, as I'm still looking for you
My mere voice can not reach you...
My tears hasn't yet fallen...
Fatemi sapere cosa ne pensate!
Categorie: Musica | Giappone
Oggi, dopo 10 giorni di assenza, ritorno proponendovi una perla della musica giapponese: un mix tra melodie tradizionali e strumenti moderni, amalgamato perfettamente.
Vi sto parlando di Satsuki dei Kagrra, gruppo j-rock attualmente in voga in Giappone: composto da 5 elementi (il cantante Isshi, i chitarristi Akiya e Shin, il bassista Nao ed il batterista Izumi), la band è nata nel 1998 con il nome di Crow, ma si è imposta sulla scena musicale giapponese solo nel 2000, con il nome di Kagrra e con l'album di esordio "Nue".
Per ulteriori informazioni, vi rimando al loro spazio ufficiale su MySpace.
Ed ecco a voi la quinta traccia del loro album San!
Come al solito, vi lascio il testo in Giapponese e la sua corrispondente traduzione in inglese, questa volta presa dal sito VideoUncovered ed eseguita da un tal suisui:
Kagrra
Satsuki
shizuku shitataru, garasu no mukou wa
aa, haruka tooku, hitomi ni utsuranai
aa, furueteiru, kioku ni motarete
koe wa tada todokazu ni, sono te o suri nukete yuku
namida wa mada koborezu ni, anata o omou dake
kasumu yuuhi ni kowareta ano hi no kakera
koe wa tada todokazu ni, sono te o suri nukete yuku
namida wa mada koborezu ni, anata o sagashiteiru
aa, haruka tooku, watashi no kokoro ga
aa, furueteiru, kokoro ga naiteiru
koe wa tada todokazu ni, sono te o suri nukete yuku
namida wa mada koborezu ni, anata o sagashiteiru
koe wa tada todokazu ni...
namida wa mada koborezu ni...
Traduzione:
Beyond the mirror, drops are dripping
Haa! So far and distant, your pupil doesn't reflect me
Haa! Shaking, I plunge into the memories
My mere voice can not reach you, slipping through your hands
My tears hasn't yet fallen, as I only think of you
Hazing in the setting sun the day broke in splinters
My mere voice can not reach you, slipping through your hands
My tears hasn't yet fallen, as I'm still looking for you
Haa! So far and distant, my heart is...
Haa! Shaking, my heart is crying
My mere voice can not reach you, slipping through your hands
My tears hasn't yet fallen, as I'm still looking for you
My mere voice can not reach you...
My tears hasn't yet fallen...
Fatemi sapere cosa ne pensate!
Categorie: Musica | Giappone
14 aprile 2007
Buon compleanno!
Cari lettori/trici,
è con viva gioia che la Compiuta Donzella del 2000, castellana di codesta roccaforte di facezie e di riflessioni bestiali quale è il Bestiario, augura oggi un buon compleanno alla carissima ed ormai non più giovanissima Compiuta Donzella del 2000.
Che poi sarei io in entrambi i casi.
E comunque, visto che fino a questo momento nessuno ancora ha cantato la solita canzoncina che si suole intonare ogni anno, gioco d'anticipo e me la dedico con un piglio storico!
Buon Compleanno Compiuta Donzella del 2000! (che poi sarei io)
Categorie: Personale
è con viva gioia che la Compiuta Donzella del 2000, castellana di codesta roccaforte di facezie e di riflessioni bestiali quale è il Bestiario, augura oggi un buon compleanno alla carissima ed ormai non più giovanissima Compiuta Donzella del 2000.
Che poi sarei io in entrambi i casi.
E comunque, visto che fino a questo momento nessuno ancora ha cantato la solita canzoncina che si suole intonare ogni anno, gioco d'anticipo e me la dedico con un piglio storico!
Buon Compleanno Compiuta Donzella del 2000! (che poi sarei io)
Categorie: Personale
05 aprile 2007
Un mito dal passato: Rossetto Delicato!
Buonasera a tutti, amici e amiche del Bestiario!
Come avete potuto notare, ultimamente sto tenendo una media per me impressionante di un post al giorno: si vede che si sta avvicinando il ventiseiesimo compleanno della Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) :P
Sinceramente, per festeggiare questa ritrovata vena creativa, ero indecisa tra ben 3 video da proporvi: alla fine, proprio a causa dei pochi giorni al mio invecchiamento annuale, mi sono lanciata nelle rimembranze di un lontano passato che fu e che mi ricordo con piacevoli ricordi!
Chi di voi non ha mai sentito parlare dell'Incantevole Creamy, per i nippofili Creamy Mami, si cosparga il capo di cenere e lo infili dentro al frigorifero! Anime trasmesso in Italia negli ormai lontani anni '80, faceva parte del prolifico filone delle maghette e si poneva come top della gamma insieme alla celeberrima Magica Emi. La particolarità di questo anime consiste in un tripudio di bellissime canzoni, adattate in Italiano sull'originale base giapponese ed eseguite dalla ben nota Cristina D'Avena.
Con mia assoluta felicità, sono riuscita a scovare la versione completa di quella che secondo me era una delle canzone migliori di quel fantastico periodo dell'animazione in Italia: una vera magia intitolata Rossetto Delicato.
Lo so, il solo titolo non vi fa ritornare in mente neanche mezza nota, d'altra parte nel testo non viene citato manco una volta! Ma non vi preoccupate! Vi basterà ascoltare un secondo della melodia per esclamare con un impeto di gioia: "LA INDOVINO CON UUUUUUNAAAAAA!"
Ecco a voi l'occasione per fare un tuffo carpiato con coefficiente di difficoltà 3.4 nel passato!
Buona visione a tutti e buon proseguimento di nottata!
Categorie: Musica | TV
Come avete potuto notare, ultimamente sto tenendo una media per me impressionante di un post al giorno: si vede che si sta avvicinando il ventiseiesimo compleanno della Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) :P
Sinceramente, per festeggiare questa ritrovata vena creativa, ero indecisa tra ben 3 video da proporvi: alla fine, proprio a causa dei pochi giorni al mio invecchiamento annuale, mi sono lanciata nelle rimembranze di un lontano passato che fu e che mi ricordo con piacevoli ricordi!
Chi di voi non ha mai sentito parlare dell'Incantevole Creamy, per i nippofili Creamy Mami, si cosparga il capo di cenere e lo infili dentro al frigorifero! Anime trasmesso in Italia negli ormai lontani anni '80, faceva parte del prolifico filone delle maghette e si poneva come top della gamma insieme alla celeberrima Magica Emi. La particolarità di questo anime consiste in un tripudio di bellissime canzoni, adattate in Italiano sull'originale base giapponese ed eseguite dalla ben nota Cristina D'Avena.
Con mia assoluta felicità, sono riuscita a scovare la versione completa di quella che secondo me era una delle canzone migliori di quel fantastico periodo dell'animazione in Italia: una vera magia intitolata Rossetto Delicato.
Lo so, il solo titolo non vi fa ritornare in mente neanche mezza nota, d'altra parte nel testo non viene citato manco una volta! Ma non vi preoccupate! Vi basterà ascoltare un secondo della melodia per esclamare con un impeto di gioia: "LA INDOVINO CON UUUUUUNAAAAAA!"
Ecco a voi l'occasione per fare un tuffo carpiato con coefficiente di difficoltà 3.4 nel passato!
Buona visione a tutti e buon proseguimento di nottata!
Categorie: Musica | TV
04 aprile 2007
Afro Ninja: il mistero svelato
Salve a tutti o ridacchiosi lettori del Bestiario!
Su internet gira da un bel po' di tempo un video ormai diventato un cult della rete.
Per 15 secondi si assiste all'immane tragedia di un uomo, ma che dico uomo, una leggenda vivente.
Lui è...Afro Ninja!
Si narra che costui si recò in un mini-studio per sostenere un provino per un film di arti marziali.
Gran parte di voi avrà già visto il video milioni di volte, ma lo ripropongo, in prima visione sulle pagine del Bestiario, perché mai fotogrammi furono più azzeccati in un blog di demenze (ma non solo).
Preparatevi perché è tragicamente divertente:
Ora che vi siete ripresi, posso proseguire con la narrazione.
Per anni questi pochi kilobyte di puro divertimento sadico sono rimbalzati da un capo all'altro del mondo, facendo ridere milioni di persone. L'impavido Afro Ninja si è spaccato virtualmente il naso infinitamente volte (sicuramente una volta nella realtà), ma l'impatto ilare della scena è rimasto sempre immutato.
Ma di chi è quel volto inizialmente sprezzante, poi in evidente stato confusionale, che ha letteralmente conquistato il globo?
Questa domanda è rimasta senza risposta per tanto, troppo tempo.
Solo ultimamente (oggi) sono riuscita a svelare l'arcano mistero (mentre altri lo sapevano già dal 2004: perché devo essere sempre l'ultima a sapere le cose???).
Afro Ninja è il signor Mark Allen Hicks, stuntman presente in innumerevoli film ma anche attore in una puntata del telefilm Crossing Jordan.
Non ci credete?
Ebbene, guardate bene questa foto presente sul sito IMDB.com : la pettinatura afro non c'è più, ma chiaramente i lineamenti del volto sono quelli del nostro indomito eroe.
Delle semplici ma sincere parole mi sgorgano quindi dal cuore...
...grazie signor Hicks...grazie per l'immane figura di palta globale che ancora oggi la fa prendere in giro da milioni di persone...di nazionalità, di razza, di religione diversa, ma accomunate in un solo riso per il suo schianto al suolo.
Grazie Afro Ninja: rimarrai sempre il nostro super eroe preferito!
Categorie: Bestialate
Su internet gira da un bel po' di tempo un video ormai diventato un cult della rete.
Per 15 secondi si assiste all'immane tragedia di un uomo, ma che dico uomo, una leggenda vivente.
Lui è...Afro Ninja!
Si narra che costui si recò in un mini-studio per sostenere un provino per un film di arti marziali.
Gran parte di voi avrà già visto il video milioni di volte, ma lo ripropongo, in prima visione sulle pagine del Bestiario, perché mai fotogrammi furono più azzeccati in un blog di demenze (ma non solo).
Preparatevi perché è tragicamente divertente:
Ora che vi siete ripresi, posso proseguire con la narrazione.
Per anni questi pochi kilobyte di puro divertimento sadico sono rimbalzati da un capo all'altro del mondo, facendo ridere milioni di persone. L'impavido Afro Ninja si è spaccato virtualmente il naso infinitamente volte (sicuramente una volta nella realtà), ma l'impatto ilare della scena è rimasto sempre immutato.
Ma di chi è quel volto inizialmente sprezzante, poi in evidente stato confusionale, che ha letteralmente conquistato il globo?
Questa domanda è rimasta senza risposta per tanto, troppo tempo.
Solo ultimamente (oggi) sono riuscita a svelare l'arcano mistero (mentre altri lo sapevano già dal 2004: perché devo essere sempre l'ultima a sapere le cose???).
Afro Ninja è il signor Mark Allen Hicks, stuntman presente in innumerevoli film ma anche attore in una puntata del telefilm Crossing Jordan.
Non ci credete?
Ebbene, guardate bene questa foto presente sul sito IMDB.com : la pettinatura afro non c'è più, ma chiaramente i lineamenti del volto sono quelli del nostro indomito eroe.
Delle semplici ma sincere parole mi sgorgano quindi dal cuore...
...grazie signor Hicks...grazie per l'immane figura di palta globale che ancora oggi la fa prendere in giro da milioni di persone...di nazionalità, di razza, di religione diversa, ma accomunate in un solo riso per il suo schianto al suolo.
Grazie Afro Ninja: rimarrai sempre il nostro super eroe preferito!
Categorie: Bestialate
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