12 marzo 2007

La Fortuna è cieca ma la Sfiga ci vede benissimo

Il titolo di questo post, citazione da un grande filosofo dei nostri tempi (ovvero Lupo Alberto), è di una chiarezza devastante e porta in sé una delle verità più importanti dell'intera vita.

Ecco quindi che la famigerata Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) cercherà di scrivere un trattato esaustivo, corredato da esempi significativi, su questo tema. Insomma, sto per fare un'operazione equivalente alla scoperta dell'acqua calda, ma lasciatemi fare dal momento che ho qualche lineetta di febbre e probabilmente sono in vena di deliri.

E proprio da questa constatazione prende le mosse il mio discorso.
Sicuramente vi sarà capitato di organizzare per tempo un viaggio. Cominciate per prima cosa a cercare una destinazione che vi confà. Se volete visitare una ridente città italiana, prendete la mappa stradale dell'Italia, che deve necessariamente essere presente in ogni automobile onde evitare di rimanere senza carta nel momento del bisogno (o meglio dei bisognini), oppure vi recate in uno dei tanti siti presenti in rete dedicati a questo scopo ed iniziate a scegliere la vostra meta.
Dopo una rapida analisi dei nomi che saltano al vostro occhio, producendovi in una classica conta in stile figurine (ce l'ho, non ce l'ho), riuscite ad individuare la città vittima della vostra prossima scorribanda. Arrivati a questo punto, vi confrontate con i vostri compagni di sventura per trovare un periodo in cui non sono massacrati dal lavoro, soppressi dall'università o, nella migliore delle ipotesi, torturati da una fantomatica setta che si fa chiamare Neo Inquisizione.
Individuati i giorni adatti al saccheggio, vi spetta l'arduo compito di selezionare un umile giaciglio che offra il minimo delle comodità, quali un frigo bar, una jacuzzi, aria condizionata, pareti rivestite di velluto, lenzuola di seta, televisore 40 pollici a schermo piatto in camera, fontana con angioletti in marmo in bagno e per finire un water con il copri-tazza in oro massiccio.
E così, dopo aver ridimensionato le vostre aspettative, giunge il momento di pianificare il viaggio di andata e ritorno, cercando un modo sicuro per evitare gli agenti dello spionaggio che vi vogliono eliminare, per non farvi fare danni all'andata e per farvela pagare al ritorno.

Ora vi evidenzierò gli scogli sommersi, in cui ci si può incagliare durante la navigazione per la progettazione del viaggio, parlandovi della mia esperienza, fresca fresca di sfiga.

La metà del mio peregrinare è, per questa volta, la meravigliosa (di fama, visto che non ci sono ancora stata) città di Firenze. La scelta è stata frutto di una difficoltosa tavola rotonda, dove sono state prese in considerazione la posizione della città, le vie di comunicazione per raggiungerla, le bellezze artistiche, ma soprattutto la morfologia del territorio e le difese strategiche da scardinare per conquistarla.
Trovata la destinazione, la prima peripezia da affrontare è stata l'individuazione della libertà da impegni di tutti i partecipanti alla battaglia. E' dannatamente difficile trovare un periodo che possa tenere conto di tutte le oppressioni, più o meno malvagie, che gravano sulle spalle delle persone. Ma, con enorme fortuna, questa volta è andato tutto bene: i giorni ci sono e le previsioni danno anche un tempo meraviglioso. Inizio a nutrire qualche sospetto.
Il secondo crepaccio da oltrepassare è l'albergo. Non deve essere lussuoso ma nemmeno una topaia, in una buona posizione sia per raggiungerlo con i mezzi sia per usarlo come base per la conquista della città ma soprattutto...terribilmente economico. Ora, questa è un'impresa sicuramente ardua in circostanze normali ma lo è ancor di più se si pensa che la città in questione è Firenze...ma inaspettatamente l'albergo è stato trovato, molto carino, in posizione splendida e molto economico. E qui la puzza di bruciato si fa più intensa.
La terza spada di Damocle sul capoccione è l'organizzazione del viaggio: ore non impossibili, costo abbordabile e punto di arrivo ad una distanza percorribile a piedi dall'albergo. Difficile? Parecchio, ma alla fine anche questo è stato perfettamente deciso. Il senso di inquietudine aumenta a dismisura.

Il viaggio apparentemente perfetto è stato organizzato.
Se non fosse appunto che la Fortuna è cieca ma la Sfiga ci vede benissimo.
A poche ore della partenza mi ritrovo dolorante per un mal di gola devastante, con la febbre e l'impossibilità di prendere il magico antibiotico, visto che questa versione di patologia si può curare solo con anti-infiammatorio e con uno sciroppo che, udite udite, è stato finito dalla farmacia qualche minuto prima (e quindi la cura la inizio domani). Ovvero? Influenza. Altamente infettante, visto che l'ho presa da una persona che mi è stata a 5 metri di distanza ed ha respirato molto lontano da me (altrimenti sarebbe stata fulminata) per meno di un'ora. Due giorni di incubazione per farmi star male a ridosso della partenza e tanti saluti alla Fortuna che, ciecata com'è, probabilmente mi aveva prima elargito buoni eventi perché doveva darli a qualcun altro ma non ha visto bene e li ha dati a me. Meno male (eh, come no) che la Sfiga ci vede benissimo e, ricordandosi che anche questo anno sono in lizza per il premio "La Più Sfigata dell'Universo", ha voluto aggiustare la situazione atterrandomi con un colpo basso.

Se vedete la signora Sfiga in giro, spaccatele una gamba per conto mio.
Mannaggia alla pupattola, quanto la odio. -___-



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11 marzo 2007

La nascita dei panda

Avete mai sentito parlare di Joost?

E' possibile di no, visto che è un nuovo sistema, attualmente in beta testing, che in pratica vuol offrire ai provetti navigatori di Internet una specie di televisione on demand.
La Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) è entrata quasi subitaneamente nella schiera dei beta tester che stanno attualmente verificando la funzionalità e l'effettivo valore di questo programma.
Impressioni fino a questo momento? Figherrimo! Mi sono vista nientepopòdimenoche la prima puntata di Slayers (con doppiaggio inglese un po' tanto schifoso), un documentario sugli squali dormienti giganti delle acque dell'Africa orientale e...parte della prima puntata di un mitico documentario chiamato Panda Nursery!!!
E quest'ultimo è davvero un qualcosa di meraviglioso! Sono rimasta sbigottita ed impressionata dalle immagini che scorrevano fluide ed in definizione eccellente sul mio monitor (evviva Fastweb :P ).
Ed ora un breve riassunto su quanto ho visto e sentito (può sembrare incredibile ma ho capito perfettamente quello che diceva lo speaker in inglese).

Nella grande Cina c'è un'enorme riserva naturale dedicata alla conservazione di una delle specie più a rischio nel nostro pianeta, ovvero i panda. Da quanto ho sentito, attualmente sono in vita all'incirca mille esemplari, minacciati comunque dall'imbecillità degli esseri umani. Al centro di questa riserva vi è un complesso, piccolo ma efficiente, dedicato alla cura dei panda. I veterinari e ricercatori presenti in questo luogo si impegnano ogni giorno nel fornire assistenza medica sia ai panda selvaggi che a quelli nati in cattività. Ed in questo luogo ameno (anche se dall'aspetto un po' vecchiotto) è successo un piccolo miracolo: all'improvviso sullo schermo compare una pelosissima pandona in mezzo alla paglia, in un locale piuttosto ampio, che si rotola per terra.
Questa è l'eroina e protagonista del documentario. Non chiedetemi come si chiamava: la mia memoria fa notoriamente schifo e per me è impossibile ricordarmi un nome cinese sentito al massimo per due volte!
Comunque! La pandona, nata libera 11 anni fa, si stava rotolando per un motivo semplicissimo: dopo tre mesi di gravidanza, era in pieno travaglio, pronta a sfornare il suo piccolo pandino. Dopo due ore di rotolamenti, all'improvviso l'orsacchiottona bianca e nera si ferma, si mette seduta, inizia a leccarsi la panza e subito le parte un fiotto di liquido: si sono rotte le acque!
Dopo pochissimi altri rotolamenti ecco quindi che cade qualcosa dal suo retrotreno: il pandino!!!
Piccolissimo, tutto rosa, sembra più che altro un topo e si lamenta come un bimbo: la neo-mamma subito accorre nelle sue vicinanze e lo raccoglie tra le sue fauci (ammazza che denti!) e se lo piazza sopra al panzone peloso.
Dopo un paio di leccate al nascituro, entra un uomo nella stanza.
Costui si ferma un attimo...poi si avvicina alla pelosona con prole...e con gesto naturalissimo le scippa il figlio senza che la madre faccia niente!

Non posso che confessarvi che a questa visione mi è caduta la mascella. Dovete sapere che quando ero più giovane la gatta di mia zia era solita sfornare una quantità sovrafelina di micini (sì, era un po' una gatta dai facili costumi). Io, da brava bambina senza criterio, ero affascinata dai cucciolotti, ma non appena allungavo la manina...la gatta me la squartava senza pietà.
Qui invece ho visto un'orsa che se n'è bellamente fregata. Ma vabbé, esistono i caratteri anche tra gli animali!

Comunque il piccoletto è stato portato nella nursery del centro (da qui il titolo della serie) per essere accudito nel post parto.
Ma l'altra sorpresona è stato lo sfornamento, dopo diverse ore, di un gemello: due bei pandini senza pelo, senza orecchie, con gli occhi chiusi ed un codino da topo!
Secondo il veterinario, che si occupa di panda da 10 anni, per farli sopravvivere entrambi (la madre sceglie un solo piccolo da allevare), i cuccioli devono fare i turni con la madre: ovvero due giorni in nursery e due giorni con la genitrice. In questo modo hanno molte più probabilità di sopravvivere. E proprio per i rischi che corrono i piccoli, i veterinari si rifiutano di dare loro un nome se non dopo il sesto mese.

Però adesso basta! Vi ho spoilerato fin troppo!
Se dovessi vedere altre puntate del serial, vi farò sapere!

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09 marzo 2007

Se mi lasci non vale...ma fammi il piacere!

Buon pomeriggio a tutti soavi lettori e lettrici del Bestiario!

E' da un po' di tempo che non aggiorno più il blog, dati gli imprevisti imprevisti (usato prima come aggettivo e poi come sostantivo) occorsimi. Ma a grande richiesta (ok, solo di Vicky) torno in grande stile per proporvi l'ennesima bestialata.

Dovete sapere che a causa del traffico immondo che io ed il mio autista (mio fratello) incontriamo ogni giorno nel lungo viaggio verso l'ufficio, spesso ci sediamo nella nostra postazione di combattimento (sedia dell'ufficio) con un "leggero" ritardo: fortuna che gli orari qui sono parecchio flessibili (almeno quello visto che la paga fa schifo e la gente ancora di più).
E quando le lancette girano inesorabilmente attorno al perno dell'orologio, segnando senza pietà le ore 9, l'unica nostra consolazione è accendere la radio, sintonizzarla su FM 107 (Radio Deejay: one nation, one station!) ed aspettare pazienti l'inizio del programma Il Volo del mattino, diretto come tutti sapete da Fabio Volo.
Questo programma ha una piccola tradizione, ovvero cambiare ciclicamente la sigla di apertura, pescando nel repertorio storico della musica: indimenticabile è stato il periodo di O' surdato 'nnamurat (ringrazio la guaritrice per lo spelling del titolo :P ), che cantavamo a squarciagola sportellando la macchina della pensionata novantenne che va a fare la spesa alle 9 di mattina ed il furgoncino diabolico del corriere espresso in ritardo per la consegna.

In questi giorni invece il programma si apre sulle note di una canzone famosissima che ha avuto un successo strepitoso negli anni Settanta: ebbene sì, sto parlando di Se mi lasci non vale di Julio Iglesias. E, signore e signori, questa canzone è una vera bestialata, per stessa ammissione del cantante, che in un'intervista rilasciata a Verissimo ha affermato "non avrei mai immaginato il successo di Se mi lasci non vale, allora non la consideravo molto. Anzi proprio non mi piaceva. Pensate che errore di valutazione avevo fatto: ma il successo è sempre una cosa strana, incomprensibile".

Perché dichiaro una simile affermazione ed affermo una simile dichiarazione?
Beh, semplice, perché sono una donna.

Cosa? Non capite perché questo possa portarmi a dire una simile frase?
Perché nelle mie vene scorre anche il sangue caliente del Sud...con tutto ciò che ne deriva. :P

E se non avete ben presente il testo (tratto dal sito Lyricsmania), eccovelo qui, in tutto il suo ilare contenuto:

La valigia sul letto
è quella di un lungo viaggio
e tu senza dirmi niente hai trovato il coraggio
con l’orgoglio ferito di chi poi si ribella
ma quando t’arrabbi sei ancora più bella
E così, su due piedi, io sarei liquidato
ma vittima sai d’un bilancio sbagliato
se un uomo tradisce, tradisce a metà
per cinque minuti e non eri più qua

Se mi lasci non vale (se mi lasci non vale)
se mi lasci non vale (se mi lasci non vale)
Non ti sembra un po’ caro
il prezzo che adesso io sto per pagare
(Se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
(se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
dentro quella valigia tutto il nostro passato
non ci può stare

Metti a posto ogni cosa e parliamone un po’
io di errori ne ho fatti, di colpe ne ho
ma quello che conta tra il dire e il fare
è saper andar via ma saper ritornare

Se mi lasci non vale (se mi lasci non vale)
se mi lasci non vale (se mi lasci non vale)
Non ti sembra un po’ caro
il prezzo che adesso io sto per pagare
(Se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
(se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
dentro quella valigia tutto il nostro passato
non ci può stare
(Se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
(se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
dentro quella valigia tutto il nostro passato
non ci può stare
(Se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
(se mi lasci non vale) se mi lasci non vale
dentro quella valigia tutto il nostro passato
non ci può stare


Sintesi: io ti ho cornificato, ma suvvia non ti arrabbiare che dopo tutto quello che abbiamo passato insieme non puoi buttare via la nostra storia. E fin qui ci può stare, ma se cornifichi almeno non fare il figo! Del tipo "ma quando t’arrabbi sei ancora più bella" (questo vuol dire che continuerai a renderla cerva a primavera perché se si arrabbia è più bella?), "se un uomo tradisce, tradisce a metà" (sì, con la metà inferiore) e la perla "tradisce per cinque minuti e non eri più qua" (da indagini effettuate chiedendo a chi ne sa più di me: non bisognerebbe vantarsi dei cinque minuti, anzi si dovrebbe nascondere).

Insomma, questa è la canzone del fedifrago latin lover cornificatore presuntuoso e supponente.
Lo so, a moltissimi piace, ma lasciatemelo dire: hai ragione, se ti lascia non vale, perché dovrebbe riempirti di mazzate a sangue con una mazza chiodata per poi gettarti nell'acqua e sale e finirti con un bel bagno nel succo di limone!

Per la cronaca: oggi sono più tranquilla del solito! Sarà il clima sereno ma non caldissimo? ^__^V

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22 febbraio 2007

Ubuntu ed il video

Rapido post per aggiornarvi sulle mie condizioni psico-fisiche e sulle nuove scoperte riguardo l'ignoto mondo del pinguino!

In questo momento mi sto preparando per un esame che si terrà martedì per tutta la mattinata. E, sempre per la serie la Fortuna è cieca ma la Sfiga ci vede benissimo, comincio a mostrare i sintomi dell'influenza. E vi posso assicurare che non sono una malata immaginaria. Proprio questa mattina è venuta a trovarmi mia zia con la piccola peste (il figlioletto di mio cugino), appena ristabilitosi (ma non troppo) proprio dall'influenza. Morale: ora ho mal di testa, nausea e un freddo gatto. Splendidamente mia zia mi è rivenuta a trovare dicendomi che anche il bambino ha avuto i miei stessi sintomi e dopo è stato malissimo. Grazie zia, sai sempre come tirarmi su di morale!

Ma ora veniamo ad Ubuntu! Come i lettori affezionati sanno, ormai mi sono lanciata senza paracadute nell'impresa di prendere coscienza del Re dei Pinguini, ovvero Linux. Ahimé, il mio hardware e la mia sbadataggine mi hanno subito messo a confronto con un sistema operativo che non conosco per niente. Se avessi vissuto una situazione del genere 15 anni fa probabilmente avrei dovuto desistere per mancanza di informazioni. Adesso invece ho avuto l'appoggio dell'intera rete Internet!
E grazie a questo sono riuscita anche a risolvere il dilemma dell'abilitazione 3D per le schede ATI, che con Ubuntu non vanno proprio d'accordo.

Infatti, ho dovuto scaricarmi ben 52 mega di driver proprietari della ATI e ricompilarli infilandoli nel kernel per avere un riscontro positivo. Tutto questo per poter installare XGL e Beryl, dei quali forse un dì vi parlerò, con i quali umiliare il collega fresco fresco di installazione di Vista.
Dovete sapere infatti che Windows Vista è corredato da una moltitudine di effetti grafici e animazioni che possono far strabuzzare gli occhietti porcini di chi era abituato ad XP. Peccato però che il Pinguino sia andato un bel po' oltre, stupendoci con effetti speciali che per il momento Guglielmo Cancelli se li scorda.
Comunque, ritorniamo all'affaire ATI. Ebbene, posso dirvi con assoluta sicurezza che se volete installare dei driver per la vostra scheda video AMD (ATI e AMD ormai son la stessa cosa), dovete seguire passo passo le istruzioni su questa paginetta.
Sono state testate su una ASUS X700 PRO, una ATI X1600 PRO ed una ATI 9700 PRO: ora funzionano tutte come un orologio svizzero. Se installate invece i normali fglrx prendendoli dal repository di Ubuntu, sappiate che non avrete il 3D.

Ed anche il caso relativo al video è stato risolto! Ora mi resta solo da capire come caspito si faccia a montare una partizione presente su un HD, IDE, diverso da quello di installazione, SATA. Non mi arrenderò! Riuscirò ad addomesticare il pinguino!!!

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13 febbraio 2007

Ubuntu e l'audio

Buonasera a tutti voi, qualunque cosa voi siate!

Con questo esilarante post inauguro la categoria di Linux!
Infatti, da una settimana circa sto perdendo nottate intere a cercare di configurare il benedetto sistema Ubuntu 6.10, nome in codice "The Edgy Eft", la cui immagine potrete gratuitamente scaricarla dal sito ufficiale italiano.

Ma veniamo all'ennesima bestialata della Compiuta Donzella del 2000! Dovete sapere che il mio pc è corredato da una splendida mobo Asus P5AD2-E Premium (ok, il nome me l'ero segnato precedentemente) con una scheda video Asus Extreme AX700 Pro.
Dal momento che la Fortuna è cieca ma la Sfiga ci vede benissimo, scarico in tempo record l'iso del Live cd presente sul sito, cambio l'ordine di boot dal bios, faccio partire l'installazione e...si pianta tutto. Allora, dal momento che sono furbissima, cerco informazioni circa questo problema e scopro, con mio sommo diletto, che il Live cd è quanto di più becero possa esistere.
Con questa nuova informazione in mio possesso, prendo e mi scarico l'alternate cd (sempre gratuito e sempre scaricabile dallo stesso sito di prima): masterizzo il cd con il Famosissimo Programma di Masterizzazione Free e ripeto la procedura precedente. Stavolta, con l'installazione in modalità testuale, riesco a portare a termine (non senza un'attenta lettura di varie guide) lo storico evento informatico: far girare per la prima volta Linux su Balthasar, ovvero il mio pc (ovviamente in dual boot con Winzozz per evidenti conflitti di lavoro).
Tutta contenta, riavvio il pc ed aspetto il primo avvio del sistema operativo...
...non funge.
Allora, gettata nello sconforto, prendo e faccio partire il recovery mode. Da terminale scopro che la mia scheda video non era stata correttamente configurata (a quanto pare per alcune schede ATI c'è questo problema) e quindi, seguendo sul portatile numerose guide, prendo il coraggio a due mani ed installo vari moduli per far funzionare tutto. E dopo tutto ciò riavvio...
...aspetto aspetto e...Linux parte!!!
Sembravo una bambina di fronte al giocattolino nuovo ma... all'improvviso scopro che non funge l'audio. Mi segno che prima o poi dovrò accendere il cero che ho promesso a Santa Restituta e mi informo sul perché le sfighe capitano solo a me.
Allora inizio a seguire 20000 guide, installo moduli su moduli ed alla fine... inizio a compilare kernel su kernel!
Ora, immaginatevi una niubba totale che, per un motivo davvero importante (il mio pc deve funzionare perfettamente perché è il MIO pc), inizia a compilare una quantità mostruosa di kernel (e ci vogliono circa due ore per volta) per poi scoprire con sconcerto che non funziona niente.
Va bene, lo confesso, ho avuto anche problemi nella ricompilazione, visto che mi dimenticavo driver che, si sa, sono del tutto inutili, come il controller SATA necessario al kernel per scovare l'hd col filesystem. Ma dopo una miriade di tentativi, finalmente riesco a compilare un kernel perfettamente funzionante...e scopro che non funziona ancora l'audio.
Pessimismo e fastidio cadono sulle mie spalle come le Alpi Cozie e Graie. Inizio a prendere a testate il monitor urlando dal dolore "PERCHEEEEEE'!!! PERCHEEEEEEEE'!!!" fino a quando mio fratello non si avvicina, impietosito, e mi chiede qual è il problema.

"E' un problema di audio? Hai installato una caterva di moduli? Hai ricompilato 20 kernel? Ma..." guarda il mio pc, corruccia la fronte, allunga un ditino verso il retro del pc e conclude con un "...ti sei accorta che hai inserito lo spinotto delle casse nell'entrata sbagliata?"

Mia espressione: O__O

Ora l'audio funziona. -___-

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11 febbraio 2007

Passeggiate del canile - Atto secondo

Buonasera a tutti voi, carissimi lettori del Bestiario!

Dopo un lungo periodo di silenzio internettiano, ritorno a voi più stressata di prima!
Infatti attualmente sto sclerando con Ubuntu, distribuzione Linux molto carina ma totalmente incasinata con il mio hardware.

Ma lasciamo perdere queste infauste notizie, così posso passare a bomba a parlarvi dell'odierna passeggiata al canile!
Ebbene sì, dopo 3 settimane di lontananza, questa mattina mi sono recata per l'ennesima volta al canile della mia città, per portare a passeggio i cagnolotti ivi presenti.
Se l'altra volta ci hanno dato un bestione selvaggio, oggi ci hanno consegnato due canidi convalescenti: infatti il primo era sotto terapia per una versione dello stomaco mentre la seconda era appena stata sterilizzata, quindi con un bello squarcio sul ventre.
I cagnolotti in questione erano dolcissimi e, nonostante le condizioni fisiche non eccezionali, hanno tirato come dei mostri fino a pochi minuti dalla fine della passeggiata (è durata più di un'ora e mezza, quindi immaginatevi le mie attuali condizioni ^^''' ).

Ed ora passo a descrivervi i pelosi essere a quattro zampe che ho conosciuto oggi!
Il primo è Visken, uno splendido pastore tedesco, di qualche anno, soprannominato dalla sottoscritta "Orsacchiottone": di una dolcezza fuori dal comune, adatta il passo alla persona che ha al fianco. Ha un passo davvero elegante e quando ci si accuccia stanchi, lui si avvicina e porge la zampa, guardandoti con occhi dolcissimi e facendosi fare di tutto. E' davvero un figo: mi domando quale razza di assurda creatura possa avere il coraggio di abbandonare un simile tesoro. Gente malvagia. Ed eccovi la foto del pelosone!



Ora invece vi presenterò Alba, una bastardina, sicuramente figlia di un doberman. Di taglia medio-piccola, ha occhi vispi ed attenti: ogni singolo rumore nel bosco attirava la sua attenzione, e come un segugio si fermava puntando la direzione. Purtroppo ogni tanto tentava di leccarsi la ferita, che i volontari avevano disinfettato durante la mattina ma non avevano coperto con una garza sterile. -__- Rispetto a Visken tirava sempre e costantemente e lo seguiva, probabilmente vedendo in lui il capo branco. Ed ora una bella foto della cucciola!



Insomma, oggi ho corso come una disperata, per far sgambettare le bestiole. E, come al solito, devo aver calpestato il ricordino di un Tyrannosaurus Rex, date le pietose condizioni delle mie scarpe.

Ora vi lascio e ritorno alla compilazione del nuovo kernel di Linux: ci sta mettendo una vita! ^^'''

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31 gennaio 2007

Quanto costa l'arte in miniatura

Buongiorno a tutti cari lettori/lettrici,

ancora una volta oggi devo mettere in luce un comportamento alquanto opinabile di uno dei più famosi "enti estorsori" italiani (per usare un'espressione non mia ma non coperta da diritto d'autore).

Stamattina, come ogni giorno, ho dedicato 5 minuti alla lettura della rassegna stampa di notizie via web ma il mio occhio vigile (come no, son mezza addormentata) ha dovuto sgranarsi di fronte ad un articolo notevolmente inquietante apparso sulle pagine virtuali dell'ottimo quotidiano online Punto Informatico. Vi invito a leggerlo, così mi risparmierete l'onere di raccontarvi nei minimi particolari la vicenda.

Un riassunto molto striminzito è che un tizio ha fatto un sito nel quale vi era una sezione dedicata alla spiegazione di opere d'arte di autori anche famosissimi. Tra di essi troviamo ad esempio Klee e Kandinsky, che i conoscitori di Storia dell'Arte ricorderanno per il loro grande contributo all'Espressionismo. Come logicamente ognuno di noi può supporre, per spiegare un quadro, una statua od un'opera architettonica è necessario fornire una minima foto, seppur di qualità infima, scarforuta e tutta pixellata, per dare un riscontro di ciò che si sta dicendo. Ed infatti nella pagine del sito erano presenti.

Ma...l'autore del sito non ha chiesto il permesso di pubblicazione agli eredi degli artisti e per questo deve essere seriamente e dannatamente sanzionato. E la paladina delle opere intellettuali, ovvero la SIAE, nella sua bianca armatura di platino (ci credo, con tutti i soldi che ingloba) si è scagliata lancia in resta in direzione del malcapitato webmaster, colpendolo con una multa di ben 4740 euro.

Ora, capisco che la SIAE abbia un compito fondamentale, ovvero proteggere la proprietà intellettuale di chi vive grazie alle opere che crea, ma che cerchi di non scadere nel ridicolo. Sì, perché non mi si venga a dire che un'immagine di 200 px per 210 px può ledere gli interessi di un'artista. Casomai la sua presenza in una spiegazione valida, che esalta anzi le doti dell'autore, non può che tradursi in una maggiore diffusione e notorietà dell'autore stesso. Intendiamoci, se fosse stata una riproduzione a 1024x768 pixel, allora forse un dubbio sulla legittimità dell'uso delle foto ci potrebbe essere, ma così proprio rimango sbigottita.

Insomma, la cultura deve ancora inchinarsi alla rigida logica di mercato.
Vabbé, vorrà dire che per vedere qualche foto di quadro ci dobbiamo per forza rivolgere o a siti esteri o al sempre amico libro in biblioteca.

Buona giornata!

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28 gennaio 2007

Il mago truzzo del Giappone! Vol. 1

Buona sera a tutti!

Dopo un periodo di incomprensione cosmica in cui mi sono persa nei meandri dei why e because della vita, ritorno più baldanzosa e rimbecillita di prima! Perché la Compiuta Donzella del 2000, che poi sarei io, ha uno scopo ben preciso: diffondere la cultura bestiale e le cretinate becere!

Ecco quindi che nell'oscurità di questa stanzetta, illuminata solo da un potentissimo riflettore da 200000 watt, vi rivelerò cosa passa ultimamente sugli schermi del popolo più giapponese che ci sia, ovveri i Giapponesi!
Ebbene, sarete sbigottiti, stupiti ed impressionati nel sapere che la star più star di tutta la tv è...il truzzissimo mago Cyril!

Cosa? Volete sapere chi è costui? Un tizio che è nato in California, da padre di Okinawa e madre franco-marocchina. Si presenta di aspetto truzzissimo ma devo ammettere che è un illusionista con i fiocchi. Non mi dilungo più di tanto nella descrizione, visto che potrete trovare ampie informazioni nel suo sito web ufficiale.

Ciò che più mi colpisce è la naturalezza e semplicità con cui esegue i suoi giochi di prestigio, gettando nella più totale confusione i boccaloni che hanno a che fare con lui. Ovvio, pure io rimarrei di sasso di fronte a certi numeri, ma certe facce sbigottite ti fanno davvero piegare in due dalle risate! Un particolare odioso invece è il continuo inserire nella parlantina giapponese (del quale il truzzo è esperto visto che ha metà sangue nipponico) una quantità infinita di parole americane: ora, l'intento è anche nobile, vista la pronuncia inglese non sempre impeccabile dei nostri compari con gli occhi a mandorla, ma la dolce e melodiosa poesia e musicalità data dalle sillabe del giapponese viene interrotta troppo spesso dal mugugno biascicato americano.
Non fraintendetemi: l'inglese e l'americano sono delle lingue meravigliose, ma non sopporto la contaminazione tra due musicalità diverse. E' come se metteste Nilla Pizzi a fare un duetto con Marilyn Manson. Oddio, che orribile visione...

Comunque! Ho la ferma intenzione di proporre ai miei adorati lettori del Bestiario le gesta di questo truzzo-mago: si accettano e anzi sono incentivati i commenti nei quali si tenterà di dare una spiegazione ai possibili trucchi utilizzati per realizzare le illusioni!

Ora beccatevi Ciro mentre va a farsi uno spuntino in un fast food! E se vi piacerà, mettete il blog tra i bookmark perché vi stupirò ancora una volta con i suoi effetti speciali!





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21 gennaio 2007

Gita saltata, farneticazione sparata

Sfortunatamente oggi è saltata la gita al canile, con conseguente passeggiata delle bestioline. Impedimenti tecnici hanno costretto la sottoscritta a rimanere a casa a rimuginare sul tempo che fu e su quello che sarà.
Quindi scordatevi foto di cagnoloni (avrei voluto far fare la passeggiatina al San Bernardo! T__T ) e beccatevi un altro dei miei deliri!

Spesso quello della maturità è un concetto molto difficile da capire e dannatamente arduo da mettere in pratica. Qual è il sottile confine tra maturità e non? Bella domanda! Semplicemente non esiste. La maturità, a mio parere, è essenzialmente relativa: un'azione matura in un determinato contesto può scadere in infantilismo se posta in un altro. Non può esistere quindi un manuale comportamentale, come quello delle buone maniere, da seguire attentamente per definirci persone mature.
Ed il famoso esame di maturità è solo una tappa della formazione scolastica di una persona con un nome altisonante ma dal contenuto totalmente assente. Quanti dei ragazzi e delle ragazze che riescono a conseguire questo traguardo possono essere definiti davvero maturi? Si contano sulla punta delle dita e sicuramente non devono la loro maturità all'esame.

Ma non voglio dilungarmi in questioni futili di terminologia messa a caso. Il punto è un altro: la maturità non si conquista con manuali né è una caratteristica permanente, che si ottiene una volta sola per usufruirne per sempre. E' un dinamismo, un processo di analisi in costante divenire, che non deve essere mai statico in quanto la staticità potrebbe portare all'ottusità o addirittura all'infantilismo.

Una persona veramente matura è quindi colui o colei che nel prendere una decisione analizza con la propria mente e secondo i propri principi la situazione, scegliendo l'opzione che in quello specifico caso è la più corretta. Più facile a dirsi che a farsi ovviamente.
Ed è per questo che, nonostante mi sforzi sempre di cercare la soluzione migliore, mi ritrovo quasi sempre invischiata nell'infantilismo per quanto riguarda le decisioni concernenti la mia vita. E quando mi accorgo degli errori che commetto, non posso che sentirmi delusa, sia da me stessa che dagli altri. Ma che ci volete fare, se la vita fosse tutta rosa e fiori non ci sarebbe tanto dolore nel mondo.

Fine della cretinata domenicale.


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18 gennaio 2007

La conoscenza è pericolosa

E' da un po' di tempo che non farnetico pesantemente su queste pagine ed è un vero peccato, perché sono solita sparare cretinate eccezionali quando mi ci metto.
Ultimamente non mi sono proprio applicata molto nel Bestiario e questo mi duole parecchio, visto che è il mio piccolo spazietto per esprimere idee ed opinioni.
In un passato non molto lontano ci sono stati innumerevoli pensatori che avrebbero dato qualsiasi cosa per poter usufruire di un'occasione simile. Negli ultimi anni c'è stata una brusca accelerata della tecnologia "globale" e le barriere fisiche e politiche che prima parevano insormontabili ora stanno via via crollando. In quasi tutti i paesi del mondo, chi ne ha la possibilità economica può tranquillamente farsi in pochi passi un blog online, visibile da quasi tutti gli internauti e per lo più gratuitamente.
Dico quasi perché sappiamo tutti che esistono ancora paesi dove la libertà di espressione è ancora un'utopia: lo scambio di opinioni e la conoscenza sono pericolose.
E per comprenderlo a pieno, vi faccio un esempio stupido, che non ho neanche lontanamente la qualifica per proporre e che non ha nessun appiglio con la vera realtà ma solo con la pura teoria.

Immaginate due individui, due gemelli (non mi riferisco al film con Governator e Danny De Vito). Prendeteli fin dalla nascita e metteteli in due stanze del tutto uguali, contigue ma completamente isolate l'una dall'altra.
Nessuna finestra, solo una doppia porta, per impedire ad entrambi i bambini di guardare il mondo esterno.
I bambini vengono cresciuti come due bonsai: viene loro dato nutrimento, si assicura la loro salute ma nulla di più. Una vita completamente piatta.
Ogni giorno viene portato del cibo ai bambini: ad uno sempre e constantemente un piatto di insalata con una bistecca ed un bicchiere di aranciata, all'altro sempre e costantemente un piatto di carote con pollo arrosto ed un bicchiere di limonata.
Per loro quello è il cibo e non esiste nessun altro tipo di piatto e quindi si accontentano di mangiare solo quello.
Ora, mettiamo che durante un terremoto, all'ora di pranzo, il muro divisore tra le due stanze crolli.
I due bambini si guardano, si osservano, iniziano a capire che esiste un altro essere vivente del tutto simile a loro. Ed iniziano a notare che l'unica cosa di diverso è il cibo. E non si capacitano di come possa esistere un pranzo diverso dal loro.
Ed è plausibile supporre che inizino a provare la "novità".
Ma viene scoperto il crollo e viene chiusa la "falla".
Mettete conto che il gusto del nuovo pasto piaccia parecchio ad entrambi i bambini.
Al prossimo pasto cosa chiederanno? Di poterlo mangiare ancora.
Ma se non si volesse dare questa possibilità? I bambini continuerebbero ad accettare la stessa situazione sapendo che c'è qualcosa che prima non conoscevano ma che adesso hanno provato e vogliono continuare ad ottenere?
Ecco quindi che scaturirebbe da tutto ciò sicuramente del malcontento, che potrebbe trasformarsi in risentimento e rabbia contro chi vieta qualcosa che esiste e che altri uguali a noi possono avere tranquillamente.
Con tutto ciò che ne consegue.

Ora prendete Internet.
E' la falla nel muro. Un regime può controllare i giornali e le televisioni, ma la rete è enorme ed esce dal controllo totale di un singolo paese. Ed coloro che hanno paura della conoscenza di qualcosa che non vogliono dare cosa fanno?
Tentano di chiudere la falla, in ogni modo.

Vabbé, la smetto di sparare cavolate e ritorno a fare qualcosa di socialmente utile!

Alla prossima!

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16 gennaio 2007

Il sangue questo sconosciuto

Buon pomeriggio a quelli malati e a quelli sani!

Odio gli esami del sangue. Prima di entrare nella saletta dove toglieranno litri e litri del mio preziosissimo liquido color rubino, vengo colta da panico da ago. L'ultima volta li ho fatti credo a febbraio di un paio di anni fa: dopo una notte insonne, mi presentai in ospedale con un'espressione da fantasma in viso, tanto che vidi alcuni medici seguirmi a distanza con un defibrillatore. Con una temperatura esterna di -2°C, al momento del mio turno mi tolsi bellamente il maglione di lana e rimasi in maglietta a maniche corte, tra lo stupore e lo sgomento dei presenti.
Mi ricordo ancora che c'era mia mamma che mi urlava "Vestiti! Cosa fai? Prendi freddo! Vieni a fare gli esami e ti prendi una broncopolmonite!". Ma io udivo e non capivo e così entrai nello stanzino del terrore.
Ed in quel luogo di disperazione si è svolta per l'ennesima volta lo squallido tentativo di analizzare i volti delle infermiere ed infermieri presenti per cercare la persona con la faccia "più professionale". Individuai un'infermiera di mezza età, capelli biondi lunghi sulle spalle ma raccolti
e sguardo dolce da mamma. Mi stavo lanciando un po' sollevata verso questa figura così rassicurante quando una piccola, malvagia e diabolica bambina di 5 anni calamitò letteralmente l'attenzione benevola della tizia, fregandomi il posto.
Ma non mi persi d'animo. Almeno per 2 minuti.
Infatti dopo quella breve attesa, in coda per farmi cavare il sangue subito dopo la nana schifosa, un'altra infermiera mi disse che c'era un'altra persona disponibile e di dirigermi verso di essa.
Un dottore. Dall'aria menefreghista. Scocciato. Probabilmente sveglio da neanche un'ora.
Presa dal terrore, ebbi un attimo di blocco sul posto, vinto unicamente dall'orgoglio: la bambina fetente mi stava osservando con il sorriso, come per dire "Tsè, ti ho fregata e adesso te la stai facendo sotto".
Quando è troppo è troppo.
Mi volsi e mi accucciai davanti all'essere immondo. Misi il braccio sul cuscinetto e girai la testa di 180°, manco fossi un'indemoniata.
Sentii il laccio emostatico...
Il cotone imbevuto di alcool...
E passavano i secondi senza sentire più niente...
Pensai "Già fatto?", quindi girai lentamente la testa...
...e vidi l'ago vicino al mio braccio!
Sbarrai gli occhi ed all'improvviso si mise a suonare il cellulare del tizio, il quale, completamente incurante di ciò che stava per succedere, ha risposto come se nulla fosse.
Allora pensai "Devo sorbirmi tutta la telefonata e macerare nel terrore per così tanto tempo?"
Ed invece no!
Col cellulare poggiato su una spalla e la testa inclinato su di esso, il tizio ha riavvicinato l'ago al braccio!
Ho allontanato lo sguardo di scatto ma ho sentito comunque un bel pizzico al braccio.
Dopo 5 ore ho scoperto un bel ematoma blu attorno al punto di inserimento dell'ago: questo perché, secondo il mio medico, il maledetto disgraziato fetentone schifoso mi aveva trapassato la vena.
Ancora adesso lo odio profondamente! >__<
Quindi, se nei vostri esiti riscontrate dei valori sballati, non sapete cosa cavolo vogliano dire quelle sigle astruse e dovete aspettare ancora qualche ora prima di andare dal vostro medico, date un'occhiata a questo sito: Analisi del sangue. Ci sono brevi spiegazioni di tutti i valori presenti ed è utilissimo per darvi una panoramica generale sui vostri esami, anche se la loro lettura corretta è unicamente quella che vi farà il dottore. Ma nel dubbio, informarsi non costa niente. :P

A presto!

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14 gennaio 2007

Passeggiate del canile - Atto primo

Buona domenica a tutti, fanciulli e fanciulle!

Oggi per la prima volta ho deciso di partecipare ad una bellissima iniziativa del canile della zona: si tratta delle passeggiate con i cani ospitati nella struttura. Pur essendo trattati veramente bene, gli amici a quattro zampe soffrono comunque a rimanere per tutto il tempo nelle gabbie. Così gli addetti hanno pensato bene di affidarsi al buon cuore di volontari che in un orario ben preciso si possono presentare al canile per portare le bestie a passeggiare.

Come ho già detto prima, oggi per me è stata la prima volta in cui mi sono dedicata a questa attività. I miei baldi accompagnatori, mio fratello e mia cognata, sono passati a prendermi un pochino in ritardo quindi quando siamo arrivati al canile già una gran parte di cani era stata affidata. Ed erano rimasti unicamente i cagnoni un po' vivaci. Abbiamo quindi deciso di prendere due cani in tre: uno tenuto da mio fratello ed un altro dalla sottoscritta con mia cognata.
Rimaniamo in attesa per qualche minuto ed all'improvviso vediamo arrivare due bellissimi bestioni: un pastore tedesco ed un pastore belga!
Tutti entusiasti per la visione pelosa, facciamo per avvicinarci all'addetta, che li stava portando entrambi al guinzaglio, quando all'improvviso i due quadrupedi si mettono a litigare furiosamente tra loro, con la poveraccia in mezzo che cercava di dividerli. Subito mio fratello e mia cognata si sono lanciati sui guinzagli ed hanno diviso i due litiganti ed alla fine abbiamo dovuto portarli in giro separatamente.
A Gianni e Pinotto (ovvero la Compiuta Donzella del 2000 e la valente cognata) è capitato l'enorme pastore belga. Un cane di più di un metro di altezza, massiccio e dal carattere "dominante". Ma non ci perdiamo d'animo e subito ci dirigiamo in mezzo al boschetto dove si portano a passeggiare i cani. In un primo momento al guinzaglio c'era mia cognata ed alla coccola c'ero io. Con questa tecnica abbiamo tranquillizzato il diavolo nero, che si è rivelato essere in realtà un coccolone approfittatore, nonché un innaffiatore di alberi di prima categoria e un bullo corrotto.
Perché? Semplice!
- gli piacevano un sacco le coccole (ed aveva un pelo lungo e tanto morbidoso!)
- si fermava ad ogni metro per marcare il territorio su ogni albero che incontrava (ed eravamo in un bosco quindi immaginatevi l'impresa!)
- quando incontrava qualche altro cane subito alzava le orecchie attento preparandosi a tirare come un mostro ma se lo si chiamava e lo si corrompeva con un biscottino, si dimenticava del "nemico" preparandosi a ricevere coccole e cibo

Insomma, un simpatico bastardo!
All'inizio però non sapevamo come si chiamava perché, nelle concitate fasi di azzannamento con l'altro cane, l'abbiamo portato via in fretta e furia. Abbiamo comunque inventato un appellativo al momento analizzando il suo comportamento. Ecco quindi che il suo soprannome iniziale per la nostra passeggiata era "Puzzone". Infatti si è esibito in un repertorio fantastico: pipì da tutte le parti, puzzette tirate a tradimento, annusate MOLTO ravvicinate di feci di altri cani, "ruttini" tattici ed anche una bella rotolata in mezzo ad un prato.
Poi però abbiamo scoperto che si chiamava Jack (e la guaritrice, pur non avendolo mai visto dal vivo, sapeva già chi era!). Tutto sommato però abbiamo iniziato a conoscerci e alla fine ci ascoltava anche! L'unica cosa un po' disarmante erano le sue dimostrazioni d'affetto. Dopo che gli ho fatto una foto col cellulare (che trovate in fondo al post), mi sono lanciata in un "Bravo! Ti sei messo pure in posa!" con voce allegra: il fetente si vede che era così contento che si è alzato sulle zampe posteriori con uno scatto notevole e mi ha tirato una nasata in un occhio. E già, perché dovete sapere che era altissimo: per un paio di volte mi ha guardata negli occhi mettendomi tranquillamente le zampe anteriori sulle spalle.

Sono quindi stanchissima: il bestione tirava come un dannato, mi ha zozzato di fango la giacca a vento con le sue zampone (idem per lo zaino dal quale avevo tirato fuori un po' d'acqua), ho un occhio un po' dolorante per la nasata ed ho anche schiacciato due prodotti di scarico solidi di cane con entrambe le scarpe. Però mi sono divertita parecchio: Puzzon..ehm...Jack era molto dolce e gentilissimo nel prendere i biscotti dalla mano e al volo (glieli lanciavo in aria e lui li inghiottiva istantaneamente senza farli cadere), ed ha pure avuto una conversazione telefonica con la mia personalissima guaritrice (credo si siano capiti). Quindi se tutto va bene anche domenica prossima mi presenterò all'appello e vi farò un reportage della mattinata!

Per oggi vi lascio con una simpatica foto di Jack, presa con il mio cellulare. Apprezzate lo sforzo di essersi messo in posa (subito dopo mi ha tirato la nasata) e notate la sua immensità comparandolo con la figura di mia cognata! Per la foto ingrandita, cliccate sopra l'immagine!



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09 gennaio 2007

Sempre più sfiduciata

Buongiorno a tutti cari lettori del Bestiario, anche se per me questa non è una bellissima giornata.

Come avete ben potuto leggere dal titolo, la mia fiducia nelle persone continua a scendere in maniera esponenziale, soprattutto nel mondo del lavoro. Chissà perché, nel perfetto stile della legge di Murphy, quando c'è da prendere una decisione sul futuro delle persone viene sempre avvantaggiato chi non ha mai fatto niente per meritarselo.

Non sto ad entrare nei particolari, ma in questi ultimi giorni mi stanno prendendo in giro in maniera spudorata. Come ben sapete, è un momento molto delicato per il mio futuro lavorativo e, forse perché sono buona gentile geniale ma timida, stanno facendo di tutto per mettermi dannatamente in difficoltà, facendo velate minacce che mi fanno ancor più imbestialire.

Generalmente parlando, vi posso dire che per la mia permanenza in azienda mi erano state prospettate due soluzione, la A a tempo determinato e la B a tempo indeterminato ma leggermente più svantaggiosa rispetto all'altra. In questo periodo di difficoltà, parlando anche con i miei familiari, le persone a me care ed i miei amici, ho preso la decisione di accettare la proposta B.
Ebbene, all'improvviso, pur avendo io rispettato i tempi stabiliti per la scelta, la proposta B è diventata a forte rischio di accettazione. Mi si dice che sono essenziale per la mia azienda, che ho una reputazione incredibile, che puntano molto su di me, però non possono darmi il posto fisso ma, contemporaneamente, non vogliono perdere la mia collaborazione.
E ribadiscono che la proposta A è solo momentanea (quante volte ho sentito dire questa parola e per me equivale ad una grossa illusione ormai) e che porterebbe ad un futuro (aspetta e spera) miglioramento per la proposta B. E che comunque, sebbene con un posto a tempo determinato, io sarei in pratica come una persona a tempo indeterminato e se volessi fare un mutuo, potrei farlo.

Mi sento tanto presa in giro e sfiduciata. Ormai è più di un lustro (ovvero cinque anni) che lavoro in quel posto ed in tutto questo periodo sono stata sfruttata, presa in giro e messa in difficoltà in molteplici modi. Sono stanca e stufa marcia e, per dirla con tutta sincerità, coloro che continuano a farmi pressioni psicologiche e a pungolarmi facendomi sentire quasi in colpa ed in debito con l'azienda mi fanno veramente schifo.

Faccio quindi appello a Sua Eccelsa Magnificenza Divina affinché dia il via ad un nuovo Diluvio Universale, per spazzare via tutti quegli ipocriti, falsi ed approfittatori che non conoscono il significato della parola correttezza e si ergono come paladini senza macchia.

E concludo con un bel "andatevene tutti quanti affangiro" (mia espressione di profonda rabbia)

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07 gennaio 2007

Il barometro matrimoniale

Buon pomeriggio a tutti voi, o infimi scaricatori di byte!

Oggi vi rivelerò l'esistenza di un importantissimo aggeggio essenziale per una corretta vita matrimoniale. No, non sto parlando di nessuna pillolina blu, ma del mitico barometro matrimoniale!

Che cosa è? Suvvia, non scherziamo! Il barometro matrimoniale è un subdolo oggetto che serve agli sposini per comunicare i propri stati d'animo. Credo sia entrato in casa mia più di 20 anni fa, portato da mia zia da un desolato paesino di montagna. Da allora è sempre appeso al muro della cucina, per accumulare degnamente polvere. Ma prima di parlarvi ulteriormente di questa fantastica invenzione vi piazzo una sua foto recentissima:



Ebbene, come potete osservare, il barometro matrimoniale consta di un piatto di legno al quale è collegato, tramite una cerniera centrale, un indicatore a forma di freccia. Insomma, una specie di orologio di legno un po' strano. Al posto delle 12 ore, possiamo trovare la rappresentazione di 4 coppie di fiori, con un'etichetta posta sotto ognuno di questi.
Come funziona? Beh, il piatto stesso è esplicativo: il marito deve indicare tramite la freccia l'impressione che gli suscita la moglie giorno per giorno.

Può scegliere tra 8 stati, in senso anti-orario:
- felice
- gelosa
- graziosa
- cattiva
- gentile
- curiosa
- carina
- normale

In casa mia non viene utilizzato perché questa versione non è compatibile con i miei genitori. Infatti, se mio padre spostasse la freccia su "cattiva", mia mamma si incavolerebbe come una iena e lo punirebbe con una scarica di mazzate. Successivamente la freccia dovrebbe essere quindi spostata su "vendicativa" o "visibilmente adirata" o "violenta", tutti e tre non presenti sul piatto. La soluzione ideale è stata quindi quella di piazzarla vita natural durante sullo stato "normale" (nella foto l'ho spolverata e quindi la freccia si è spostata: ma ora è a posto :P ): insomma, è normale che mamma si comporti così, qualsiasi cosa faccia.
Ma non bisogna sottovalutare l'importanza di un simile accrocchio in una casa di persone non malate di mente! Immaginate, alla moglie basterebbe guardare ogni giorno il barometro per capire cosa il marito pensa di lei. Ci sono però delle controindicazioni: se la freccia rimane per troppi giorni su "carina" ed il marito se ne frega della moglie, allora c'è qualcosa sotto...

E dopo questa bestialata materiale, vi saluto e vi invito a costruirvi il vostro personalissimo barometro!

Mata ne!


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06 gennaio 2007

Epifania con la Parola di Giobbe

Salve a tutti, o cari lettori del Bestiario che giungete in queste lande telematiche dalle più svariate parti dell'Italia, dell'Europa, del Mondo e dell'Universo intero!

Oggi, la misteriosa ed inavvicinabile Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) vi vuole augurare una felice Epifania (col cavolo, sta disgraziata si porta via tutte le feste) con un brano tratto da un testo di importanza storica nella letteratura italiana: si tratta di "Parola di Giobbe", scritto da Giobbe Covatta (possiedo la quindicesima edizione, stampata nell'aprile del 1992, ed edita da Adriano Salani Editore). Ovviamente i diritti d'autore sono dell'autore, quindi, se ci dovessero essere problemi, fatemi un fischio e tolgo il pezzettino piccolo piccolo, infinitesimale che quivi scrivo:

Passati che furono nove mesi la Madonna partorì in una stalla, tra un bue e un asinello. E tale tradizione si è conservata attraverso gli anni, e ancora oggi le donne assistite dalla Saub partoriscono in stalle, circondate da asini e ogni altro genere di animali.
E fu così che nacque Gesù, detto il Salvatore, per gli amici Sasà.
E amici, parenti e curiosi si recarono nella stalla a portare doni; pastori con gli agnelli sulle spalle, zampognari, bambini e giovinette attraversarono ruscelli di carta argentata e colline di cartapesta per vedere Gesù Bambino. Giuseppe accoglieva tutti sorridendo e la gente diceva: "Egli è stato toccato dalla grazia del Signore".
Ed ecco che bussarono alla porta della stalla.
"Chi è?" Chiese Giuseppe.
"Magi".
"Quelli del brodo?"
"No, i Re!"
E infatti, aperto che ebbe, vide i tre magi: Gaspare, Zuzzurro e Baldassarre, con i loro tre cammelli Qui Quo Qua, coperti di baldacchini, spade, denari, sette bello e primiera patta.
Essi portavano in dono oro, incenso e mirra.
"Che cos'è la mirra?" chiese Giuseppe
E Baldassarre disse:
"Questo non l'ha capito mai nessuno".

Ma come i Re Magi portarono in dono i regali a Sasà, anche noi nel nostro piccolo possiamo aiutare centinaia di bambini in tutto il mondo. Ecco quindi che con mossa abile vi lascio il link di un'associazione che lo stesso Covatta ha sostenuto con fervore in tutti questi anni, fino a diventarne simbolo per il pubblico italiano: si tratta della AMREF, ovvero African Medical and Research Foundation.

Qui Compiuta Donzella del 2000! Passo e chiudo!


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04 gennaio 2007

La professionista del DS

Buona sera a tutti, o meravigliosi neuroni danzanti (come cavolo mi è uscita questa frase lo sa solo il mio di neurone)!

Proprio oggi mi è arrivato l'ultimo attesissimo regalo di Natale: quello della mia guaritrice personale!
Dopo aver violentato il pacco delle poste, sparso quintalate di giornale per la stanza e scartato la pucchosissima carta da regalo con sopra i cagnolini, il mio sguardo si è posato estasiato sul regalo definitivo per i felici possessori di Nintendo DS Lite.
Ovvero un mitico set Snakebyte composto da una custodia semirigida nera con laccetto, due stylus (uno bianco ed uno nero), il carica batterie per auto e le preziosissime protezioni per il doppio schermo. Lo ammetto, non appena ho preparato tutto quanto ed ho ammirato la splendida composizione DS Lite-custodia, mi sono messa a scodinzolare come un West Highland White Terrier davanti ad una pallina da tennis.

Oltre alle fusa via telefono, rinnovo anche qui, sulla pubblica piazza Il Bestiario, i miei più sinceri e sentiti ringraziamenti, nonché scodinzolamenti vari, per la fantomatica guaritrice!

Ora sono una perfetta professionista del DS: aspettatevi in futuro numerose recensioni sui giochetti che proverò e qualche foto anche sul Labrador che sto allevando in Nintendogs.

A presto!

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03 gennaio 2007

Il ritorno dopo 26 anni!

Buonasera a tutti quanti!

Rapidissimo post per esternare al mondo intero la mia immensa felicità per l'annuncio sentito in un servizio dell'edizione del TG5 delle 13: a maggio inizieranno le riprese di Indiana Jones IV. Evvai!

Harrison Ford, l'unico vero ed inimitabile Indy, a quanto pare sta ancora tentando di convincere Sean Connery a rivestire i panni del padre del più sfigato archeologo della storia del cinema (in confronto il Daniel Jackson di Stargate era fortunato come Gastone della Disney). Certo, fare il genitore di uno che si fa chiamare con il nome del suo cane è un po' imbarazzante, ma spero vivamente che il miglior James Bond mai esistito accetti nuovamente di cimentarsi nella parte di Henry Senior: sarebbe la ciliegina sulla torta, quest'ultima rappresentata dalla riunione del leggendario trio Lucas-Spielberg-Ford.

Personalmente non ho ancora sentito nulla di certo sulla trama di questo attesissimo seguito: forse seguirà la storia del quarto episodio ludico della saga (Indiana Jones and the Fate of Atlantis), forse tratterà del Giardino dell'Eden, forse entrerà in scena un misterioso figlio di Indy. L'unica nota scontata è che anche in questa pellicola, a detta di Lucas l'ultima in assoluto con protagonista il dottor Jones, il protagonista non schiatterà. Non ci resta quindi che aspettare nuove notizie in merito, sperando che le riprese finiscano in tempi relativamente brevi.

Nel frattempo gustatevi la scena a mio parere più bella del primo film (Indiana Jones ed i predatori dell'arca perduta, del 1981)!

È il destino dell'archeologo quello di vedere frustrati anni e anni di lavoro e ricerche. (Dr. Henry "Indiana" Jones)




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02 gennaio 2007

La bella tartaruga che cosa mangerà...

...due foglie di lattuga e poi si riposerà!

Prendo spunto da questa bellissima canzone per bambini del compianto Bruno Lauzi per parlarvi di un animale interessante ed anche un po' testa dura, ovvero la tartaruga, detta anche testuggine!

Questo bellissimo animalanzo, della classe dei rettili, ha visto la luce nientepopòdimeno che nella preistoria, più esattamente nel Triassico medio, che si incastra nel flusso del tempo terrestre all'incirca tra i 251 ed i 199 milioni di anni fa. E pensate che da allora l'evoluzione di questa famiglia è stata quasi impercettibile, anche se comprende all'incirca 300 specie diverse.

Ovviamente tutti i lettori ed i creatori del Bestiario (che poi sarebbero solo la Compiuta Donzella del 2000, ovvero io) sanno come è fatta la tartaruga. 4 zampe, 1 codino, 1 testa ed un grosso guscio/corazza sulla schiena, con la forma di un elmetto da combattimento della Seconda Guerra Mondiale. Ma lo sapevate che proprio la sua armatura in realtà è divisa in due parti, una superiore detta carapace e l'altra inferiore chiamata piastrone, ed è parte integrante del suo scheletro interno? E che ciascuna di queste parti è costituita da diverse placche ossee saldate fra di loro? Se non lo sapevate prima adesso lo sapete :P

Quindi se togliete la corazza alla tartaruga, aspettatevi un suo decesso (porella). Ma non subito! Questo perché hanno una resistenza mica da ridere alle torture e mutilazioni: altro che Rambo! Se togliete loro il cervello (non fatelo), camperanno per altri 6 mesi. Senza testa (non fate manco questo), gironzolano ancora per alcune settimane. Ma se fate aumentare la loro temperatura corporea oltre i 40°C (giù le mani dal forno), aspettatevi una schiattamento: con tutto quello che devono portarsi dietro, già fanno una faticaccia notevole quindi con il caldo vengono colte da coccolone improvviso.

E adesso riempitevi bene i polmoni d'aria, perché vi aspetta una rivelazione sconvolgente!
Come avete fatto ad inspirare? Dilatando la cassa toracica? Ebbene, la povera tartaruga non può farlo, visto che deve portarsi addosso un peso non indifferente. E allora come fa, non respira?
Ma va! La respirazione è consentita grazie ai movimenti del collo (e quindi del testone) e delle zampette anteriori. E figuratevi che le tartarughe d'acqua respirano anche con lo "scarico posteriore" (chissà che odore! Ok, battuta del cavolo!).

Se volete un animale domestico che viva come minimo quanto voi, la testuggine fa sicuramente al caso vostro: vivono tutte sopra i 100 anni, ma un esemplare particolare (una testudo sumeirii), catturata già bella anzianotta nel 1766 alle Seychelles, morì addirittura nel 1918. E non di vecchiaia, ma per un incidente, ovvero aveva già ampiamente superato i 200 anni in allegria.

Suvvia, ora ho anche sparato fin troppe curiosità! Me ne ritorno nella mia sfera Poké!
Ma prima di lasciarvi, vi metto una bella fotona, fatta da mio fratello nel parco faunistico Le Cornelle, che ritrae una tartaruga della mitica specie della bicentenaria, schiattata per sfiga, che ama passare le sue giornate in riva al mare alle Seychelles. E ci credo che questa è dura a crepare: il paradiso ce l'ha già in casa!



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27 dicembre 2006

I regali di Natale!

Buongiorno a tutti, o teste pensanti!

Come promesso vi stilerò il bilancio dei regali di Natale 2006!
Inizierò con i regali fatti:

- un'aspirapolvere senza sacchetto della Black & Decker di 2000 W di potenza per mia madre

- un cavalletto da studio in faggio dal leggero peso di 10 chili per mio padre

- una console a mio fratello (ancora da regalare: sono indecisa tra PSP o WII)

- un set giapponese in bambù per la cucina a vapore per il mio amico Pelato (che fino all'ultimo credeva che nel pacco ci fosse un coltello da sushi)

- un traduttore elettronico alla famigerata guaritrice

Ed ho ricevuto:

- una mitica console portatile Nintendo DS Lite da parte del mio fratellone, con incluso il gioco Trauma Center (ora squarto i pazienti come niente)

- un misterioso regalo inviatomi dalle calde terre del Sud che la guaritrice non ha voluto svelare

- un portachiavi della Trudi a forma di asinello da parte della mia cuginetta (che quivi commenta spesso)

- una borsetta porta trucchi con una bottiglia di acqua di rose da parte della mia cuginona (che non ha mai acceso un pc in vita sua e quindi non l'avete letta qui)

Ed ora passiamo alle previsioni meteorologiche: qui, nelle fredde distese del Nord, la temperatura si aggira sui -1°C, con abbondante ghiaccio un po' ovunque e nebbia coprente a 100 metri. Se dovete uscire, copritevi bene: meglio però rimanere a casa a dormire!

Per il momento è tutto. Qui Compiuta Donzella del 2000: passo e chiudo!

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24 dicembre 2006

E' la vigilia di Natale...

Buongiorno a tutti o solerti visitatori del Bestiario!

Oggi, come ben sapete, è la famigerata vigilia di Natale, ovvero quella che è diventata forse la regina delle feste vendute al consumismo (è una dura lotta con San Valentino). Ma ovviamente chi vuole togliersi il piacere di fare e ricevere regali? Io sicuramente no!
Ed è per questo che ultimamente non avete letto più i miei squallidi interventi su questo blog: ero impegnatissima a scervellarmi per azzeccare il regalo giusto per tutti. Non rivelerò subito il risultato dei miei arrovellamenti, onde non rovinare la sorpresa a coloro i quali hanno un mio pacchetto sotto il loro albero di Natale, ma sicuramente vi fornirò una dettagliata cronaca nei giorni successivi. Dopotutto sono a casa, in meritate ferie, quindi avrò tempo di rompervi le scatole con ben due post al giorno!

Proprio stamattina, mentre facevo i mestieri in casa da brava colf soggetta alle dipendenze di una madre dittatrice, ho iniziato ad intonare (ma soprattutto stonare) le celeberrime canzoni natalizie, quali Disco Inferno, I Will Survive e Surfin in the USA...no, queste sono le canzoni da Dance Dance Revolution! Ehm...dicevo, le celeberrime canzoni natalizie come Tu Scendi dalle Stelle, Bianco Natale e Jingle Bells.
Ovviamente con il sottofondo musicale dato dal frullatore, dalle pentole e dai piatti che anche in questo preciso momento si stanno muovendo freneticamente in cucina, in preparazione al cenone della vigilia.

E proprio questa atmosfera gioiosa e affaticante mi fa sovvenire in mente una breve ma tradizionale poesia, che anni ed anni fa mi fu insegnata dalla mia maestra di religione (tale Margherita) durante l' "Era delle Elementari". Recitai questa poesia anche in uno show televisivo di una tv locale, dove i bambini che si esibivano in queste dimostrazioni di spirito natalizio ricevevano in dono un regalo: io mi sono beccata il gioco di società delle "Galatine", ma avrei tanto voluto la battaglia spaziale tra astronavi (ok, i miei gusti in fatto di giochi non coincidono con bamboline e bambolotte).
Ricordo ancora che mi avvicinai nel centro dello studio e dopo una breve intervista da parte del conduttore, inizia a snocciolare questi versi:

O piccola Betlemme, città dolce d'amore,
sul tuo profondo sonno le stelle san vegliare,
sulle tue strade oscure la luce entra splendente,
e tutte le speranze questa notte accende.

Da piccolina ero fermamente convinta delle parole di questa poesiola, ma tuttavia, con il passare degli anni, le vicissitudini della vita mi hanno mostrato la cecità del mondo e l'assoluta indifferenza della Fortuna. Ben poche speranze si accendono in questa notte così speciale. Una volta mi bastava ricevere il regalo tanto desiderato in tutto l'anno, impossibile da ricevere in altre occasioni per le non ricche condizioni economiche della mia famiglia. Ora tutto ciò non mi basta più, perché tante mie speranze non si possono accendere: non esistono deviazioni nel fiume del Tempo e purtroppo lo Spazio non si riduce ancora ad un semplice passo. Raffiorano i ricordi che mai più saranno ed i sogni che ancora non sono.

Ma suvvia! Questa è una notte di gioia per tutti gli uomini e le donne di buona volontà, quindi festeggiate in allegria!
E la Compiuta Donzella del 2000, dalle virtuali pagine del Bestiario, augura giovialmente a tutti voi un Buon Natale, cercando di rallegrare i vostri cuori con un altro favoloso video bestiale!



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17 dicembre 2006

Tonno con pochi grassi

Buoooooooon pomeriggio!

Eccomi qua, sull'ardua via della guarigione, per deliziarvi (o schifarvi visto il deserto di queste pagine) con un altro post. E visto che si avvicina il Natale, tutti noi abbiamo bisogno di ridere un bel po'!

Quindi oggi proiettiamoci in una lontana terra d'Oriente...no, non mi riferisco al Giappone. :P
Questa volta ci fermiamo un po' prima nel nostro viaggio: gettiamo l'ancora nelle acque della Thailandia!
Sede di meravigliose spiagge bianche, con un mare meraviglioso, la Thailandia offre, oltre ad una viulenta tecnica di arte marziale (per chi se lo ricorda, ne era campione il mitico Sagat di Street Fighter II), anche delle demenzialissime pubblicità. E queste sono sempre le benvenute sul Bestiario, visto che uno dei suoi scopi principali è diffondere le bestialità sul web. Perché la serietà è importante nella vita, ma non priviamoci mai di una sana risata!

Protagonista indiscussa di questa pubblicità è una bellissima (dipende dai gusti) ragazza thailandese: non soffermatevi sulle enormi orecchie a sventola, perché quello che si vuole evidenziare è il corpo da sventola. :P

Guardatevela fino alla fine e ditemi se almeno un piccolissimo sorriso ha illuminato il vostro volto (come sono poetica, pure quando presento le cavolate!)







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13 dicembre 2006

Canzone d'amore

Buonasera a tutti!

Scusatemi per il titolo poco ricercato, ma è sicuramente il più azzeccato per il post che sto per creare (mi piace usare questo verbo, nasconde un fin troppo esplicito delirio di onnipotenza :P ).

Per chi si preoccupa delle mie attuali condizioni di salute (ovvero un paio di persone di sfuggita), posso dirvi che sono quasi in via di miglioramento: sono affetta da una pesante infiammazione retro tonsillare alla gola. Cosa significa? Che dalle tonsille (escluse) in giù i miei tessuti sembrano appena rientrati da una sessione prolungata di solleone alle Isole Fiji senza alcuna protezione. Non ho tosse né raffreddore ma una sensazione di rigonfiamento delle vie respiratorie che mi rendono difficile il respirare ed il mangiare. Sto prendendo una meravigliosa scatola di Miocamen 600 (per chi non lo sapesse, un bel antibiotico, definito dal mio medico "una vecchia scopa che va bene per tutto"): il mio stomaco non è molto contento della terapia ed infatti si rifiuta di svolgere regolarmente la sua attività di incenerimento alimenti. Indi per cui sono segnata da profonda debolezza e da una nausea terribile, tanto che per la maggior parte del tempo rimango spalmata nel letto persa in qualche malvagio incubo. Ma ovviamente va tutto bene!

Ma è giunto il momento di parlare dell'amore ma anche, e soprattutto, di musica!
Per chi è appassionato di jrock, il nome Luna Sea richiama alla memoria molteplici e meravigliose canzoni. Mitica band che ha calcato con estremo successo i palchi di tutto il Giappone dal 1989 al 2000, i Luna Sea erano composti da cinque elementi, ovvero J, Inoran, Sugizo, Shinya ed il cantante Ryuichi. Furono lanciati verso il grande pubblico da nientepopòdimeno che il leggendario Hide degli X-Japan e ben presto furono individuati come loro successori.
Ma adesso bando alle ciance: se volete sapere qualcosa di più su questo gruppo, vi invito a visitare un sito web espressamente dedicato ad esso.

Ora vi proporrò il video di una delle mie canzoni preferite, con una dedica ben precisa ma velata.
Si tratta di Love Song: godetevela. :P
(come al solito testo e traduzione dopo il video!)







Love Song


Hitori kiri ja nai Shinjirarenai Mada mayotte
Kimi o Shiru made Sou Jibun sae Mienakatta
Hitori de Aruita Kidzukanakatta Kono mabushisa
Subete to Fureau koto Sou Naze ka kowakute

I miss you Kimi no hitomi
I love you Ukande iru

Chi o nagashi tsudzuke Tatakai tsudzuke Aruiteku
Kimi to Deau made Sou shinjite ita Nantonaku
Kizutsukiatte mo Tsuyoku ai shita Tabi no tochuu de
Mada owaranai yume Dakishimete itai kedo

I miss you Itsuno hi ni ka Sono kizu o
I love you Iyaseru kara

So Kimi o Ai shiteru Love Song Together
Sou Kimi o Hanasanai

Hitori kiri ja nai Shinjite itai Hanarete ite mo
Nee Aitai toki wa Kono uta o Dakishimete

I miss you Itsu no hi ni ka Kono yume o
I love you Mou ichido

So Kimi to Tsutaetai Love Song Together
Sou Kimi to Itakatta
Sou Kimi o Ai shiteru Love Song Together
Sou Kimi o Kono ai o Wasurenai

Love Together


Traduzione in inglese (tratta da questo sito)

I still can't believe
That I'm not all alone
I still doubt it...

I couldn't even see myself
Until I met you

I used to walk all by myself
And I didn't even see this blinding light before me
I was scared to hold you all in my arms

I miss you I can still see
I love you your eyes

I'm going to fight my way through
Life is all about fighting and hurting
...That's what I believed
until the day I met you
Even if we got hurt on the way,
our love was still strong
I want to keep on embracing
this dream that's not going to end just yet
But...

I miss you I know that someday
I love you your wound will heal

I love you so
Love Song Together
So I'm never going to let you go

I want to keep on believing
That I'm not all alone
Even if we can't be together like before

If you ever miss me,
Just gently hold this song to your heart...

I miss you We'll make this dream happen again
I love you ...someday

So I want to deliver this Love Song together with you
I wanted to be there by your side...
Yes, I still love you
Love Song Together
And No, I will never forget you

... and your love.


Love Together...

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11 dicembre 2006

Stress da febbre o da ladrata?

Carissimi/e,

no, non sto ancora bene ma sì, sono in ufficio.
Vi prego non datemi della mentecatta sapendo che barcollo nel corridoio con giramenti di testa multipli e carpiati e la febbre a 38°C, uscendo di casa la mattina con una temperatura di ben 3°C.
Ho dovuto farlo e speriamo che oggi il medico mi possa dire cosa caspito ho ma soprattutto mi possa prescrivere qualcosa per farmi passare questa tortura in breve tempo.

Ma adesso passiamo ad argomenti diversi e sicuramente più interessanti.
La maggior parte dei visitatori del Bestiario sono cittadini del Bel Paese, la nostra adoratissima Italia. Adempiamo ai nostri doveri fiscali versando quando ci viene richiesto tutta una serie di tasse, più o meno gravose, che ci costringono a fare notevoli salti mortali per arrivare a fine mese con un minimo di denaro che ci possa consentire un decoroso pranzo (anche se devo ammettere che molti non ce la fanno neanche).
I soldi delle tasse che paghiamo, vengono accumulati nelle casse dello Stato Italiano, e da qui prenderanno molteplici vie di uscita, tra le quali anche il pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici.
L'altro giorno sono rimasta notevolmente sbigottita nello scoprire con sommo stupore che gli euro che noi dobbiamo guadagnare ogni giorno andando a lavorare anche con l'influenza servono per retribuire questi signori (dati presi dal sito Comincialitalia.net e comunicati anche da un servizio del TG5):

Giancarlo Cimoli - amministratore delegato e presidente Alitalia: 2 milioni 700 mila euro annui (più 6,7 milioni di euro di liquidazione per il passaggio dalle Ferrovie dello Stato alla compagnia aerea)

Elio Catania - ex presidente ed amministratore delegato FS: 2,5 milioni di euro (più 7 milioni di euro di liquidazione)

Massimo Sarni - amministratore delegato Poste Italiane: 1,296 milioni di euro

Vittorio Grilli - Direttore Generale del Tesoro, presidente dell'Istituto Italiano di Tecnologia: 600 mila euro (511 mila in Italia e 1 milione e 800 mila all'estero)

Mario Draghi - Governatore della Banca d'Italia: 450 mila euro

Corrado Calabrò - Presidente dell'Authority delle Telecomunicazioni: 440 mila euro

Vittorio Crecco - Direttore generale INPS: 270 mila euro

Romano Prodi - Presidente del Consiglio dei Ministri: 200 mila euro, decurtati con la prossima finanziaria del 30%


E' notizia recentissima la decisione presa dal Governo di porre un limite massimo agli stipendi dei dipendenti pubblici di 250 mila euro annui: era anche ora e questa volta colui che viene chiamato il "Mortadella" si deve prendere un bel bravo.
Pensate, danno 7 milioni di euro come liquidazione agli amministratori delegati delle FS ed aumentano il prezzo del biglietto del treno a noi poveracci, fornendoci anche carrozze con cimici, pulci e bacarozzi vari.
Alitalia è sull'orlo del fallimento ma il suo "capo" si prende quasi 3 milioni di euro annui, così, tanto per dare una spinta al rilancio della società (verso il baratro).
Poi mi devono comunque spiegare perché il Governatore della Banca d'Italia, con tutte le responsabilità che ha, prende 6 volte meno dell'amministratore delegato di Alitalia.
Ed il mitico INPS, ovvero l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, per capirsi quello che prende i soldi dei lavoratori per i contributi pensionistici ed eroga le tanto agognate pensioni, con un deficit notevole deve sobbarcarsi il costo di 270 mila euro all'anno del suo amministratore delegato (ovvero 20000 euro al mese circa contando anche tredicesima e quattordicesima): pensate che mia mamma ha pagato i contributi per 15 anni di lavoro e non le daranno mai una pensione, mia zia ne ha pagati per 35, prende parte della pensione di mio zio (operaio all'Alfa per una vita) e ben presto la quota della sua pensione sarà raggiunta dalle pensioni minime.

Se fossero stati presi quei 14 milioni di euro, usati come liquidazione per due singole persone, e fossero stati distribuiti, che so, ai poliziotti italiani che lavorano con la possibilità di prendersi una pallottola per la nostra sicurezza, non sarebbe stato meglio?

La cosa sconvolgente è che se non ci fosse stata un'inchiesta giornalistica, noi Italiani, che paghiamo quegli stipendi con i soldi pagati per servizi spesso scadenti e con le tasse che se non paghiamo ci regalano un biglietto sola andata per il più vicino carcere, non avremmo saputo un cavolo di niente. Sono dipendenti dello Stato, lo Stato siamo noi, quindi sono nostri dipendenti. E singolarmente prendono più di un'intera categoria lavorativa (una a caso, tanto ce ne sono a bizzeffe che stanno sotto a quella cifra).

Ed io, precaria da 5 anni, vado a lavorare con la febbre per arrivare alla fine del mese.
Tsk.


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09 dicembre 2006

Le vacanze, ovvero la maledizione del riposo

Buonasera a tutti, miei gioviali lettori!

Come state passando questo meraviglioso ponte dell'Immacolata? Sciando sulla soffice neve appena scesa sulle montagne? In qualche capitale europea, ad ammirare le bellezze del luogo? Sdraiati in un qualche paradisiaco arcipelago ai Tropici?

Ebbene, la Compiuta Donzella del 2000 (che poi sarei io) lo sta passando come ogni altra vacanza da ormai 5 anni: stando male.
Se nelle ferie estive sono stata colta da nausea e incasinamenti del sistema gastrointestinale, in questo luuuungo week-end di inizio dicembre sono stata colta da una singolare patologia, che forse potrebbe coincidere con la tanto temuta influenza. Ebbene, è proprio dal giorno dell'Immacolata che la beniamina dei ratti di fogna è colpita da una febbre insolita, senza mal di pancia o mal di stomaco o mal di gola.
La particolarità di questa temperatura anormale è che varia notevolmente nel giro di poche ore: ad esempio, oggi alle 10 il termometro registrava 38°C, alle 11 36.9°C mentre alle 13 ben 37.8°C. Insomma, inizio a non capirci più nulla.
Piccola nota: ho tentato invano la cura con Actigrip, che ho dovuto interrompere subitaneamente per pesanti effetti collaterali. Se questa forma di influenza porta solo la febbre, la malefica pastiglia mi ha portato un abbassamento di pressione tale da mandarmi sull'orlo dello svenimento.
Ed il tutto è stato reso terribilmente esilarante dal colloquio che stavo avendo con l'ormai fantomatica Free925, discorso che qui vi riporto a grandi linee:

(16.49) F925: non stai bene
(16.49) F925: ti gira la testa
(16.50) F925: hai ancora la febbre alta
(16.50) CD2000: Ma no
(16.50) CD2000: Sto bene!
(16.52) CD2000: Se fossi stata parecchio malata, non avrei mangiato la treccina

Dopo pochi minuti, Free925 si allonta un attimo dal monitor e si consuma la tragedia:

(16.55) CD2000: Ok, ho la nausea
(16.57) CD2000: Vado a sdraiarmi
(16.57) CD2000: Mi gira tantissimo la testa ed ho la nausea
(16.57) CD2000: Lunedì mi portano dal dottore
(16.57) CD2000: Scusami Free

Spento dopo neanche 30 secondi il pc, vengo trasportata praticamente come un peso morto nel mio lettino, ove, quando mi ero ripresa un attimo, mi è stata misurata una pressione di 94 su 74 (e mi sentivo bene).

Abbiate quindi un attimo ancora di pazienza, miei scellerati lettori: come potete ben vedere, anche nella malattia combino cavolate!
Entro un paio di giorni spero di ristabilirmi. Nel frattempo: buon proseguimento di serata a tutti voi, qualunque cosa voi siate!

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04 dicembre 2006

Il colore del bagno

Buon pomeriggio a tutti!

Oggi vi voglio proporre un'altra interessantissima indagine, dopo quella molto ricercata sull'uso del bidet (non ci crederete ma decine di persone in tutto il mondo capitano proprio su quel post).

Non mi discosterò molto dal precedente intervento, visto che vi parlerò ancora una volta del locale più amato della casa: ovvero, il bagno.
C'è il lavandino, la vasca, la doccia, il bidet, il mitico trono ed il suo spazzettino per la pulizia, il mobiletto porta asciugamani ed il porta carta igienica: sono tutti elementi importantissimi ma ce n'è uno fondamentale per la buona riuscita delle "operazioni" che solitamente si svolgono nel Purgatorio (in tutti i sensi) del nido .
Il colore delle piastrelle e delle pareti.
Vi faccio un esempio? Provate solo ad immaginarvi seduti sulla "postazione di comando", concentrati per portare a termine la teoria della fusione nucleare a freddo...vi guardate in giro in un attimo di rilassamento...e vi trovate circondati da pareti colorate di un marrone scuro.
Brrrrr...mi vengono gli incubi solo a pensarci. ^^'''

Il punto è proprio questo, trovare un colore che rasenti la perfezione sia per quanto riguarda la psicologia, sia per l'operatività che per l'estetica delle "quattro mura bagnesche".
Personalmente mi piace il blu, ma è opinione comune che tale tinta sia deleteria per chi pulisce il bagno, in quanto è principe dell' "effetto sporco".
Sono curiosa di sentire le vostre opinioni in merito, visto che probabilmente in futuro mi toccherà fare una scelta di tale portata storica.

A voi la parola: e che lo Sforzo sia con voi!


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