20 aprile 2012

App o non app? Questo è il dilemma!

Wazzuuuuup!

Con questo saluto non convenzionale vi accolgo nella mia umile dimora virtuale!

L'argomento del post odierno è permeato di mobile (non il pezzo di arredamento), dal momento che andrò a focalizzare il mio sforzo intellettuale sulla realizzazione di applicazioni per dispositivi mobili.

Recentemente ho avuto modo (mio malgrado) di sviluppare software di siffatta guisa, più precisamente per iOS, che sta ad indicare il malvagio sistema operativo del famigerato smartphone e del purtroppo noto tablet del marchio della mela morsicata.

Cominciamo col dire che ho scoperto recentemente di essere allergica ad un bel po' di frutta e verdura, tra le quali spicca anche il pomo sopra citato. Ma oltre a questa piccola motivazione personale, ricordo che la mela è per antonomasia il frutto del peccato (per colpa sua siamo stati sbattuti fuori dal Paradiso Terrestre) e della discordia (ne è bastata una dorata per scatenare una sanguinosa guerra).

Avrete potuto quindi intuire quale sia il mio atteggiamento verso le app, ovviamente da un punto di vista da sviluppatore. Essendo più animale lato server (I love my terminal), l'interfaccia utente è stata (ed è ancora) per me un'esperienza dolorosa, paragonabile ad una forte pallonata in pieno naso col Tango.
Tutto deve avere una sua forma ben precisa, una sua posizione ben precisa, un suo comportamento ben preciso: l'utente deve essere coccolato, vezzeggiato, viziato e pure adulato. Bisogna creargli un ambiente familiare, dove il suo agire sia già spinto da condizionamenti derivati da migliaia di altre app ufficiali realizzate tutte in maniera molto simile.

Insomma, se non conosci a fondo il mondo della mela, per scelta economica o per principio (e per me valgono entrambi), non puoi confezionare la bomboniera standard. E dal momento che odio le costrizioni in programmazione, a meno di motivazioni conclamate e vantaggiose, la camicia di forza di tali convenzioni mi sta un po' troppo stretta. Se a tutto ciò sommiamo anche il fatto che il mio gusto grafico è pari allo zero assoluto, avrete un quadro abbastanza completo della mia frustrazione.

Ma è innegabile che l'app sia ormai diventata un tassello fondamentale dello sviluppo di un progetto informatico (e non solo) e da un punto di vista meramente funzionale sono anche affascinata da questo mondo, ancora in parte da esplorare.

Ecco quindi che il dilemma si risolve in un "Sì app, ma la grafica è roba da grafici".

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